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lunedì 31 dicembre 2018

AUGURI

L'anno sta per finire, il nuovo è alle porte e gli auguri sono d'obbligo perchè comunque esprimono la speranza che il futuro sia per tutti meno faticoso, meno costellato di difficoltà, di incomprensioni, di delusioni.
Perciò attraverso questo spazio auguri innanzitutto a coloro che mi seguono, alcuni da parecchio tempo, e che commentano soprattutto attraverso Facebook le mie riflessioni.  E' un modo civile, aggiornato ai tempi, per confrontarsi, per esprimere le proprie opinioni, per proporre le proprie soluzioni. C'è più democrazia nei social che nelle sedi istituzionali che abbiamo sempre ritenuto essere i luoghi naturali in cui la democrazia si esprime. Ma auguri con un grande abbraccio anche a tutti coloro - infinita maggioranza - con i quali condivido solamente il fatto di essere tutti della stessa "specie". Rivalutiamo e focalizziamo il significato della parola "specie". Niente razze, niente culture presunte superiori, niente intregralismi, ma la consapevolezza di essere tutti, noi umani, esseri con pari dignità e pari diritto al rispetto. E riconoscimento di pari dignità e rispetto al mondo animale e al mondo vegetale. DEUS SIVE NATURA: le parole di Spinoza sono sempre di piena attualità e ci possono aiutare a capire oggi come allora chi siamo, da dove veniamo, quale è il nostro destino.
Quest'anno ho scritto poco (80 post contro i 138 del 2017 e i 388 del 2013, l'anno finora più prolifico. Un po' per difficoltà mie, un po' perchè è sconfortante trattare temi economico-politici nel contesto che ci viene proposto giornalmente dal dibattito tra le varie forze, un po' per la sensazione dell'inutilità di fondo del tutto.
Conseguentemente mi sto orientando a spostare la mia attenzione, per il seguito, sui grandi temi che da sempre caratterizzano la presenza dell'uomo su questo pianeta. E' ovvio che saranno riflessioni di un dilettante con nessuna pretesa se non quella di fare riflessioni ad alta voce da condividere con chi vorrà farlo. Lo vedo come un modo per riprendere in parte le abitudini di un tempo quando la gente dava molto più spazio al dibattito su queste problematiche. In passato questi temi hanno condizionato pesantemente ed eccessivamente, a mio avviso, la vita delle generazioni che ci hanno preceduto. Ma tra il troppo di allora e il niente di oggi dovrebbe esserci una via mediana per riflettere pacatamente e serenamente su noi stessi  CONOSCI TE STESSO affermava 2.400 anni fa Socrate. Sollecitazione sempre e sempre più valida.
AUGURI DI BUON 2019

sabato 29 dicembre 2018

L'ITALIA COME ERA, L'ITALIA COME E', L'ITALIA COME SARà

https://www.facebook.com/staccioli/videos/10215774813195596/?t=0

Sul sito che raccoglie le esperienze ed i ricordi degli ostrensi rimasti a vivere lì o andati a vivere altrove è stato pubblicato un video di notevole portata storica, a mio avviso. Un filmato dell'Istituto Luce del Giugno 1952 che ha per protagonista il Ministro Amintore Fanfani nel giorno della assegnazione in proprietà e della consegna ad agricoltori del luogo, fino ad allora braccianti, di 17 case e di terre fino ad allora appartenute ad una grande proprietà terriera. Un passaggio importante della politica economica del governo di quegli anni che tendeva ad assegnare la proprietà delle terre a chi le lavorava e a smembrare il latifondo o la grande proprietà terriera in un ottica di aumento della produttività dell'intero settore. Consiglio di vedere il filmato almeno un paio di volte e con attenzione ai particolari perchè ci offre ampio materiale per capire cosa fosse l'Italia dei primi anni '50, per capire quanto forte sia stato lo sviluppo del successivo quarto di secolo, e per individuare la direzione verso la quale va il Paese.
L'Italia dei primi anni 50' era un Paese tremendamente povero come lo era stato negli ultimi secoli. Industria praticamente inesistente, la maggior parte della popolazione viveva nelle campagne dove la forma principale di impiego era il bracciantato. Dall'unità d'Italia (1861) all'avvento del fascismo (1922) erano emigrate più di ventimilioni di persone e non dalle sole regioni del Sud. Uscita dalla guerra ulteriormente fiaccata, i volti che riempiono il video  esprimono con immediatezza lo stato del Paese alla fine del periodo bellico. Volti di uomini e di donne abituati a "tirar la cinghia" - non ci sono obesi - a lavorare molto e ad ottenere poco, poco o per nulla abituati a frequentare aule scolastiche, a stento in grado di soddisfare i bisogni primari.
Venticinque anni dopo il venticinque Aprile una situazione completamente rovesciata. Un Paese industriale, una crescita del PIL a due cifre, uno stato sociale messo in piedi in pochi anni, infrastrutture nuovissime, un livello di consumi costantemente crescente.
Il tutto per l'effetto sinergico dell'impegno e delle abilità di una classe imprenditoriale (grande, media, piccola industria) motivata e capace, del massiccio intervento delle partecipazioni statali (IRI, ENI, EFIM), del contributo delle multinazionali che delocanizzavano da noi, del piano Marshall che accelerò i tempi della ricostruzione.
La fase espansiva cessò a fine anni '60; seguirono anni nei quali il tenore di vita fu sostenuto da un crescente indebitamento pubblico e caratterizzati da sempre maggiori difficoltà a tenere le posizioni, Ed infine  si aprì la fase che abbiamo chiamato "globalizzazione" che altro non è che un gigantesco trasferimento di siti produttivi, di produzione e di capacità di creare ed accumulare knowhow dall'Europa all'estremo oriente. E che la principale causa, ma non l'unica, delle difficoltà della nostra economia e di altri Paesi dell'UE
Che fare?
Cercherò di motivare le mie posizioni nel prossimo post.


domenica 23 dicembre 2018

NATALE

Un altro Natale si sta avvicinando a marcare le tappe e i tempi della nostra storia individuale e di quella collettiva. Sono nato abbastanza tempo fa per avere chiara percezione dei mutamenti che negli ultimi decenni hanno caratterizzato i rapporti con questa che, insieme alla Pasqua, è la ricorrenza sulla quale poggia la civiltà occidentale.
A metà del secolo scorso, epoca alla quale risalgono i miei primi ricordi, il Natale aveva una forte connotazione religiosa; il cattolicesimo era fortemente radicato nella nostra società, specialmente nelle piccole comunità, e i tempi della liturgia scandivano il divenire della vita di tutti. Il Natale era preceduto da quattro settimane di "avvento"nel corso delle quali, man mano che ci si avvicinava alla data, cresceva l'attesa e si creava un clima di partecipazione convinta. Il Natale di quegli anni, come lo ricordo io, aveva come punti focali la messa di mezzanotte del 24, le succulente specialità culinarie del 25 e del 26 e la sensazione di calore familiare che riempiva quei giorni.
Il clima era più freddo, l'inquinamento minore, praticamente inesistente, e la camminata verso la Chiesa pochi minuti prima della mezzanotte era spesso accompagnata da una silenziosa e soffice nevicata che favoriva il raccoglimento.
Il giorno di Natale e quello di Santo Stefano avevano il cibo come elemento caratterizzante. Da noi, almeno nella mia famiglia, non si festeggiava a tavola "la vigilia"; ma erano d'obbligo i "vincisgrassi" a pranzo il giorno di Natale, seguiti da carne in umido, e cappelletti in brodo seguiti dalla carne con la quale si era fatto il brodo(biancostato, cappone, gallina) e verdure cotte il giorno di Santo Stefano. Come dolce rigorosamente il panettone.
Poi i tempi sono cambiati, nel corso dei decenni successivi la componente religiosa ha perso gradualmente peso e il Natale e i giorni che lo precedono si sono trasformati in una gigantesca corsa all'acquisto per se stessi, alla scelta di regali più o meno utili per chiunque con il quale si avesse un minimo di confidenza, alla fuga verso mete più o meno esotiche, più o meno costose. Il Natale non si sente più, si cominciò a dire, e i comportamenti a livello collettivo si modificarono radicalmente.
E siamo ai giorni nostri; in una società come la nostra ripiegata su se stessa e piena di incertezze siamo talmente "liquidi" e senza punti di riferimento che il Natale non sappiamo più cosa sia, come viverlo, cosa da lui sperare, cosa in suo nome augurare.
Ognuno cerca la sua soluzione che in genere non soddisfa.
Da parte mia credo che la cosa migliore sia ricordare le parole di Cicerone nel "De Amicitia".
"Cura ut valeas, et nos ames et tibi persuadeas te a me fraterne amari"
Iniziare la giornata con una telefonata o chiudere una mail con le parole di Cicerone penso sia il modo migliore per rafforzare sentimenti e legami di compartecipazione, condivisione, confronto con coloro che consideriamo amici. Cominciamo con gli amici, tutto l'anno, non solo il 25 Dicembre.
 
 

venerdì 21 dicembre 2018

LA POLITICA ECONOMICA DEL GOVERNO E LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE DELL'ITALIA

Il governo sta enfatizzando l'accordo concluso con le autorità europee in ordine al bilancio 2019. E' comprensibile che lo faccia visto che la comunicazione è strumento importante dell'attività politica, è vero che siamo riusciti ad evitare la procedura di infrazione, è vero che siamo riusciti ad ottenere qualche decimale in più di deficit, ma questi sono tutti pannicelli caldi perchè il vero e unico problema è che non riusciamo ad arrestare la deindustrializzazione del Paese. Ve ne do qualche esempio:
Magneti Marelli: la Magneti Marelli, leader nel settore della componentistica automobilistica, è passata recentemente dal Gruppo Fiat ad un Gruppo giapponese, Calsonic kansei.
La società ha sede a Corbetta, hinterland milanese, ha fatturato nel 2017 8,2 mld di euro ed occupa 43.000 dipendenti. Cosa ha inntenzione di fare il Gruppo giapponese?.La produzione rimarrà a Corbetta? Nulla possiamo sapere.
COMAU: dopo Magneti Marelli il Gruppo Fiat metterà sul mercato, a Gennaio, la COMAU., CAPOGRUPPO DI UN GRUPPO DI SOCIETA' CHE SI OCCUPANO DI ROBOTICA INDUSTRIALE E PROCEDURE INNOVATIVE. Un settore strategico di grande valore aggiunto e all'avanguardia per il know how che è in grado di creare.
La Comau ha sede a Grugliasco (Torino), occupa 14.500 dipendenti in 15 Paesi( 9.000 in Italia) ed ha fatturato nel 2017  1,24 mld     
Chi la compererà? Gruppi cinesi o giapponesi, a mio avviso. Che cosa ne faranno? boh
PERNIGOTTI  della Pernigotti hanno ampiamente parlato i media nelle ultime settimane. Azienda dolciaria conosciutissima fondata nel 1868, è passata recentemente in mano a capitali turchi . La nuova proprietà ha intenzione di ridurre drasticamenre se non chiudere le attività in Italia. Per il momento Cassa Integrazione straordinaria per 100 dipendenti, poi si vedrà-. Ha fatturato nel 2017 51,7 mln (57,4 nel 2016) con una perdita di 8,2 mln.
CMC di Ravenna
I media hanno dato scarso rilievo alla richiesta di ammissione al concordato preventivo dela CMC. La CMC, con sede a Ravenna, è una delle più importanti aziende a livello internazionale del settore dei grandi lavori (lineeTAV, autostrade, dighe, impianti idroelettrici); nel primo semestre 2018 ha fatturato 514 mln ed è in forte crisi di liquidità per via dei ritardi di pagamento da parte di molti committenti. Supererà questo momento così difficile? Non è facile dirlo. Comunque è un patrimonio del Paese che rischia di andare perduto.
Mi fermo qui finora ma se Di Maio pensa di risolvere il problema della mancata crescita del Paese e della mancanza di lavoro con il reddito di cittadinanza e il potenziamento delle Agenzie per il lavoro, o va annoverato tra i "furbetti del quartierino" o tra gli incompetenti e non adatti. Oppure in entrambe le categorie.

IL 2,4 IL 2,04 I FURBETTI DEL QUARTIERINO


Nei giorni scorsi è stato arrestato Giovanni Statuto, uno degli immobiliaristi che qualche anno fa furono al centro delle attenzioni della cronaca per le loro  ardite operazioni finanziario/immobiliari, scalate ad Istituti di credito, azioni di lobbing e quant'altro. Immobiliaristi e finanzieri che furono chiamati con espressione quanto mai felice e divertente "i furbetti del quartierino". Ho pensato istintivamente a loro, a Ricucci, a Fiorani, a Statuto, osservando lo stile di comunicazione con il quale il governo ed i primis in due vicepremier, Gianni e Pinotto alias Salvini e Di Maio, hanno presentato all'opinione pubblica (in Parlamento ci stanno andando adesso, con calma) i termini dell'accordo raggiunto con la Commissione Europea. Confidando sull'assunto che la gente, il popolo, le greggi, hanno memoria corta, ci capiscono poco, si confondono, sono venuti incontro alle richieste dell'UE proponendo uno schema di legge di bilancio con il deficit al 2,04 del PIL. Perchè 2,04  e non 2,05 o 2. Secondo me perchè in prima istanza avevano richiesto di poter arrivare al 2,4 - cifra che era entrata nella testa della gente in settimane di bombardamento mediatico - ed ora,  trovandosi nella necessità di non poter eludere le richieste dell'Unione Europea e nel contempo non perdere la faccia di fronte al loro elettorato, è sembrata cosa furba, quasi macchiavellica, far girare nei social, nelle varie catene televisive (nei giornali no che non li legge più nessuno),la cifra del 2,04 che si legge, se si vuole, con  un po' di malizia, esattamente come 2,4.
Contenta la Commissione Europea che ha ottenuto dal nostro Paese una riduzione del deficit di 0,36 punti percentuali rispetto all'ipotesi iniziale, contenti i due dell'Avemaria  che hanno confermato davanti a loro stessi e al loro elettorato l'abilità, la fermezza con la quale sostengono i nostri interessi, la furba intelligenza che sempre li sostiene nel loro operato, contento il popolo che non si sofferma certo a chidersi se  il numero 4  - nel contesto -  è un decimale o no.
A me viene da pensare, invece, che, se non ci fosse da piangere, ci sarebbe solo da ridere.

 

domenica 9 dicembre 2018

OSTRA E CORINALDO OI BIOI PARALLELOI

Ostra e Corinaldo sono due Paesi fotocopia. Stesso impianto urbanistico(borgo medievale costruito sulla sommità di un colle e circondato da mura), stessa altezza sul livello del mare (192 metri Ostra -  203 Corinaldo  dimensioni e popolazione simili( 4.927 abitanti Corinaldo, 6.472 Ostra)stessa cucina, stesse attività economiche (artigianato, piccolissima industria, agricoltura in particolare produzione di vino).Corinaldo più dinamico e con popolazione più giovane. Ostra più "posata" Corinaldo orgoglioso di aver dato i natali a  Maria Goretti, e di essere stato nominato nel 2007 come borgo più bello d'Italia, Ostra fiera di aver avuto tra i suoi cittadini Taddeo Taddei, l'architetto tra le cui opere figura il ponte di Rialto a Venezia.
Due Paesi da sempre tranquilli abitati da gente che è apparsa sempre rispettosa delle norme.
Ora Corinaldo è al centro delle attenzioni della cronaca per la tragedia del locale "Lanterna Azzurra" (ad Ostra c'è la "Lanterna Verde) ed emerge che in un locale che poteva contenere 469 persone  l'altra sera c'erano più di 1.400 persone, che il pubblico era costituito in gran parte da "giovanissimi"difficilmente defininibili ragazzi(a 12 -13 anni si è ancora praticamente bambini) che le misure di sicurezza non erano adeguate, che a parte lo spray al peperoncino che sembra essere stato il detonatore della tragedia e che- è stato detto - è una presenza abituale,  nel locale non era ignota la presenza di sostanze che è intollerabile siano proposte a soggetti così giovani senza che il gestore del  locale, le forze dell'ordine, le famiglie si accorgano di nulla.
E ne esce un'altra immagine dei nostri Paesi, non così ingenui e puliti come ci piacerebbe considerarli. Non sono un moralista e non voglio fare il moralista ma non serve a niente reagire con le solite frasi (.....non si può morire così....... episodi di questo genere non debbono più accadere) se non ci si chiarisce le idee su quello che vogliamo la nostra convivenza civile sia, sulle regole che vogliamo darci e, soprattutto, sui controlli e sulle sanzioni per chi quelle regole non rispetta.
Una prima regola che metterei è che non si può entrare in locali come la Lanterna Azzurra prima dei sedici anni, che in caso di accertata presenza di sostanze, siano pesanti le sanzioni amministrative (chiusura del locale  per un certo periodo di tempo, e alla terza infrazione chiusura definitiva), che i controlli sulla sicurezza nei locali debbano essere periodici e sufficientemente ravvicinati.
E le famiglie dovrebbero autoregolarsi e imparare a rispondere con dei "no" a richieste dei loro figli palesemente rischiose in relazione ad età, esperienze, maturità degli stessi.
Non muore nessuno se un dodicenne non può uscire di sera e cominciare la serata a mezzanotte per rientrare a casa all'alba.
Invece continuiamo a piangere dei morti per non aver saputo dire "NO"
                                                           

venerdì 7 dicembre 2018

7 DICEMBRE 2018 - PRIMA ALLA SCALA ATTILA DI GIUSEPPE VERDI

Non sono un patito dell'opera lirica; ho discrete conoscenze in materia ma apprezzo tutta la musica che ritengo "bella", da Mozart a Brahms da Vasco a Frank Sinatra. Non sono un melomane (persona che nutre una viscerale passione per l'opera lirica o per la musica in generale, così i Dizionari) ma il 7 Dicembre mi piace mettermi in poltrona e assistere in televisione alla prima alla Scala, quest'anno ATTILA di Verdi diretta dal maestro Chailly.
Un'opera giovanile di Verdi con forti richiami patriottici diretti a sollecitare le coscienze, come in altre Opere del periodo, al riscatto dell'Italia, all'indipendenza di quello che oggi chiameremmo Nord-Est dal giogo austriaco, al formarsi di una coscienza nazionale.
A mio avviso ATTILA è stata scelta con particolare attenzione vista la fase che sta attraversando il Paese e non ho trovato per nulla senza significato il lungo, caldo, intenso applauso che ha accolto il Presidente Mattarella e la partecipazione con la quale il pubblico in sala ha cantato l'inno nazionale. Un chiaro, a mio avviso, messaggio ai cittadini, ai partiti, all'UE, alle cancellerie, ai mercati, alle società di rating: l'Italia c'è, ha un grande passato ed ha chi con forza e prestigio difende le istituzioni, i princìpi democratici cui è ispirata la nostra Costituzione, l'adesione ai valori che hanno portato il nostro Paese ad essere tra i fondatori dell'Unione Europea. Un messaggio che trovo estremamente importante e che trasmetto soprattutto ai giovani.
Che dire dela serata: bellissime voci, in particolare il protagonista che da titolo all'opera e il personaggio femminile, ma tutti gli altri sono stati all'altezza ed hanno dato vita ad una produzione di alto livello. Eccellente il maestro Chailly che ha fatto emergere tutte le sfumature della partitura.
La regia: di solito non sono per nulla favorevole a stravolgimenti spaziotempo delle Opere liiriche; questa volta debbbo dire che la regia non mi ha deluso, a parte piccoli dettagli di riferimento ad anni a noi vicini che sono stati proposti con clichès ormai stantii, ma ci sono molte idee intelligenti che vanno apprezzate.
In sintesi una serata che ha confermato l'eccellenza del nostro Paese in tanti settori
Dovremmo ricordarci più di frequente che un popolo che ha espresso un compositore capace di creare musica di una bellezza assoluta come l'ouverture dell'Attila non può non riprendere coscienza del proprio passato e delle proprie potenzialità. C'è bisogno di una nuova ripartenza. Cerchiamo tutti quanti di volare più alto

martedì 4 dicembre 2018

L'ITALIa di fine 2018 DA DOVE VIENE DOVE E' DOVE ANDRA'

Si sono intensificati in questi giorni gli incontri con le autorità europee, gli incontri istituzionali, le prese di posizione onde addivenire a licenziare una legge di bilancio 2019 che tenga conto dei vincoli europei e non faccia perdere la faccia alle due componenti del governo che molto hanno promesso e molte difficoltà hanno a mantenerle, le promesse, anche perchè formulate "a braccio" in campagna elettorale senza nessuna seria analisi delle compatibilità, della fattibilità, dei costi e delle coperture. I nostri due dioscuri sono un po' meno "duri", Di Maio è immerso fino al collo in maleodoranti liquami di famiglia, Salvini se l'è cavata un po' meglio, anche perchè si era riservato il ruolo più facile per accattivarsi consensi, ma anche lui non può non dare una qualche risposta al tradizionale elettorato delle piccole imprese e dei piccoli imprenditori del centro nord nonchè all'elettorato del centro sud che di recente ha iniziato a riconoscere la LEGA, non più solo Nord, come punto di riferimento. Si arriverà ad un compromesso perchè anche l'UE ha i suoi problemi di tenuta e la recente evoluzione dei fatti  in Francia conferma che il malessere è diffuso in tutta Europa. Anche la Germania, sappiamo, ha qualche difficoltà
Ma il problema vero non è quello di indicare negli impegni qualche decimale in meno di deficit o qualche misura più o meno efficace per "fare la manovra".
Il problema vero è che l'economia italiana non riesce ad arginare il processo di deindustrializzazione che la caratterizza ormai da tempo e che erode continuamente posti di lavoro.
Per averne conferma sarebbe sufficiente  entrare in un qualsiasi negozio di prodotti elettronici e guardarsi intorno. La settimana scorsa sono entrato nel negozio Mediaworld di Gallarate in occasione del "black friday". Il semplice impatto visivo era sufficiente a confermare l'affermazione di cui sopra. Pochissimi prodotti  "made in Italy" (pochi in verità anche quelli prodotti dagli altri Paesi europei).
Corea, Cina, Giappone ed altri Paesi dell'estremo Oriente dominano il mercato:
- televisori Oled di ultima generazione di tecnologia LG(coreana) e venduti anche da SAMSUNG (Corea) e SONY(Giappone)
-elettrodomestici bianchi (frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie.......) in prevalenza a marchio SAMSUNG, LG. iDEM per i condizionatori
- Smartfhone Samsung, LG, Apple, Huawei con la timida presenza della nostra BRONDI che cerca spazio tra questi colossi (ma ce la può fare solo sui prodotti di tecnologia più semplice)
- computers portatili efissi  ASUS (cinesi di Taiwan) ed altri marchi orientali
- piccoli  elettrodomestici e prodotti elettromedicali della BEURER (Germania) LAICA (finalmente un'azienda tutta italiana con sede a Vicenza).
Potrei continuare a lungo. E' evidente che negli ultimi decenni l'Europa ha perso la sfida con l'estremo oriente in un settore in continua evoluzione che produce notevoli quantità di PIL.
Il regresso del nostro Paese è evidente anche in altri settori portanti ed estremamente importanti (settore automobilistico, siderurgico, cantieristica, chimico ecc.) per non parlare del settore "fashion" ormai quasi totalmente in mani estere). Il gruppo Fiat, è notizia recente, dopo aver venduto la magneti Marelli ha messo in vendita anche la COMAU azienda di robotica tecnologicamente all'avanguardia
Rimagono competitive la meccanica di precisione, l'agroalimentare di alta gamma e, soprattutto, continuiamo ad avere il più vasto e importante patrimonio storico, artistico, culturale del mondo che non sfruttiamo come dovremmo e potremmo.
E quale è la ricetta del governo per rilanciare il Paese?
- il reddito di cittadinanza che altro non è che una indennità di disoccupazione che viene erogata ad un soggetto nell'attesa che una AGENZIA PER IL LAVORO gli proponga un lavoro che non può rifiutare
- riduzioni fiscali per autonomi e partite IVA che già le imposte non le pagano.
. la vendita del patrimonio dello stato per finanziare la manovra.
Ma, domanda: quale imprenditore si rivolgerà ad una Agenzia per offrire opportunità di lavoro se manca completamente la capacità di "produrlo" il lavoro
- perchè chi finora ha evaso dovrebbe diventare "virtuoso" visto che si continua ad andare avanti a condoni
- questo "misterioso" patrimonio da vendere da cosa è costituito e chi dovrebbe comprarlo? Non è che dovrebbe intervenire la solita Cassa Depositi e Prestiti?
L'UE ha tutte le ragioni per giudicare la legge di bilancio in preparazione inadeguata.
E, per finire, i BTP in scadenza ogni mese chi ce li rinnova?

martedì 27 novembre 2018

L'ITALIA DI FINE 2018: DA DOVE VIENE, DOVE E', DOVE ANDRA'

Sto cercando di capire, come tutti, quale futuro attende il nostro Paese.  Ho rintracciato un mio scritto del 19 Agosto 2010. che sottopongo alla riflessione di chi mi legge. Tutto sembrava chiaro quasi dieci anni fa; sottoscriverei tutto nuovamente. Vedremo.

Alberto Pirani: 2001 - 2010 BILANCIO DI UN DECENNIO

Alberto Pirani: 2001 - 2010 BILANCIO DI UN DECENNIO: Il decennio che si chiuderà nei prossimi mesi, che vedranno, a mio avviso, il regime berlusconiano sgretolarsi tra sussulti, colpi di coda e...

venerdì 9 novembre 2018

24 NOVEMBRE 2018 - GIORNATA NAZIONALE DELLA MALATTIA DI PARKINSON

Come ogni anno a fine Novembre viene celebrata la giornata nazionale della malattia di Parkinson. Quest'anno il 24 Novembre, sabato.
Qualche giorno prima sono solito segnalare sul mio blog la giornata in modo che chi fosse interessato abbia il tempo di documentarsi circa le varie iniziative (convegni, conferenze ecc.) che caratterizzano l'evento, i centri specializzati nel fronteggiare la malattia,lo stato della ricerca, le terapie più avanzate per la cura.
Purtroppo come per tutte le malattie neurodegenerative i progressi nella cura di questa "desease"sono lenti e non risolutivi in un contesto che vede un aumento marcato del numero di persone colpite - si stima 220/230 mila nel nostro Paese - dovuto ad un mix di fattori (allungamento della durata media di vita, inquinamento ed altri fattori ambientali ecc.). Ricordo peraltro che ancora non si è individuata con certezza la causa che scatena la "morte" dei neuroni prodotti dalla  sostanza nigra del cervello che assicurano una regolare attività dell'apparato nervoso e muscolare.
Sottolineo ancora una volta che si tratta di una malattia "devastante" sotto il profilo della qualità di vita e sotto il profilo psicologico che coinvolge pesantemente, oltre a chi ne è colpito, le persone che gli sono più vicine, in particolare il "care giver", cioè la persona che si occupa del malato giornalmente e senza soluzione di continuità, in genere il coniuge.
Continuo a ritenere, come ho scritto lo scorso anno, che la giornata dovrebbe essere definita "giornata nazionale della malattia di Parkinson, dei malati  e dei loro "care givers". I quali si trovano a condividere tutte le negatività che la malattia genera, ventiquattro ore su ventiquattro, trecentosessantacinque giorni l'anno (366 negli anni bistestili)
Segnalo le iniziative di maggior spessore:
- AIP (associazione italiana parkinson) via Zuretti 5 Milano Fondata nel 1990 a Milano oggi comprende oltre  alla sede milanese altre 18 sedi periferiche. Pubblica ampio materiale di documentazione e aggiornamento. Promuove e partecipa a tutte le più importanti iniziative, in sinergia con la Fondazione grigioni che fa ricerca- Nel sito dell'AIP si può trovare ampia documentazione.
- convention "Parkinson corpo e anima" 1 e 2 Dicembre a Roma organizzata da Accademia Limpe 
- conferenze ed incontri organizzati da altre onlus che operano nel settore
Per completezza di informazione basta digitare su GOOGLE "giornata nazionale della malattia di Parkinson"
Lo stile di comunicazione di questo post è volutamente "asciutto"ma - credetemi- le problematiche di Sclerosi Multipla, Alzheimer, Parkinson e similari sono enormi sotto il profilo individuale e quello sociale. Non ARRENDERSI MAI è il  giusto approccio per fronteggiare un nemico subdolo e sfuggente; anche se, talvolta, non è per niente facile.

sabato 20 ottobre 2018

IL DEF LA LEGGE DI BILANCIO 2019

Dopo le fibrillazioni dei giorni scorsi  i due sottoscrittori del contratto hanno stipulato una tregua. Dimenticati, ma solo da loro, i toni dello scontro e il livello mortificante di attacchi, difese, diatribe, il leader dei 5 stelle rivendica con orgoglio di aver evitato che fossero introdotte in materia fiscale norme di favore per evasori e similari, la Lega "porta a casa" una norma in materia fiscale che, eliminate le misure più eclatanti, di fatto è un condono.
Intanto Moody's ha ridotto il rating, Standard e Poor's si appresta a farlo, la Banca d'italia ha confermato una consistente riduzione di debito pubblico in mano a non residenti nelle ultime settimane, e l'ultimo "bollettino" dell'Istituto di emssione,pubblicato il 15 Ottobre con dati a fine Agosto, evidenzia un debito pubblico di 2.326 miliardi - in calo rispetto ai 2.342 di Luglio - dei quali 722 in possesso di non residenti (dato a fine Luglio ma ad Agosto c'è stata - è sempre Bankitalia a dirlo - una riduzione di 17 mld.)
Tutte le persone di buon senso vedono avvicinarsi uno scontro frontale con un iceberg in grado di affondare la nave Italia con tutti noi che siamo a bordo, ma chi ha responsabilità di governo va dritto per la sua strada isolando sempre di più il Paese, sfidando il mondo intero, dimenticando che ogni anno dobbiamo andare sui mercati a reperire risorse per cifre enormi(400 mld nel 2019), che l'aumento dello spread comporterà un sensibile maggior costo di approvvigionamento sulle future emissioni. Tutto ciò è sconfortante. E non è problema di questa o quella misura, del 2,4 di deficit sul pil invece che l'1,6, il problema - ben più grave- è che non c'è una classe dirigente credibile, non c'è idea di Paese e non c'è idea di come creare le condizioni per arrestare il declino e invertire la rotta. E il Partito Democratico continua a rimanere avviluppato nelle sue contraddizioni.
Non riesco nemmeno a commentare quello che avviene ogni giorno perchè sento tutto inutile. E mi sento davanti al giudizio di nostri giovani, dei nostri giovanissimi e delle future generazioni. Un giudizio che non può essere che severo.

giovedì 18 ottobre 2018

IL DEF LA LEGGE DI BILANCIO 2019

Il Vicepremier Di Majo si rivela ogni giorno di più inadatto (unfit) a coprire posizioni apicali nella gestione e nel governo del Paese. L'episodio di ieri ne è ulteriore conferma.
Questi i fatti, o, meglio, questo è quello che sembrerebbe essere accaduto ieri.
La proposta di legge di bilancio per il 2019 approvata dal Consiglio dei Ministri, nel momento in cui si appresta ad essere inviata al Quirinale subisce un'alterazione di testo ad opera, allo stato, di ignoti tantochè qualcuno ne sospende l'invio al Presidente della Repubblica. Di Maio, senza approfondire e senza verificare alcunchè, va a Porta a Porta ospite di quel venditore di "sole" e di "porcherie" che risponde al nome di  Bruno Vespa e lì:
- rende noto l'accaduto facendo una figura da cioccolataio (espressione milanese) perchè fa emergere una situazione di debolezza e profondi contrasti all'interno dell'esecutivo
- afferma che il documento è al Quirinale costringendo la Presidenza della Repubblica ad emettere un comunicato stampa nel quale si afferma che "al Colle" non hanno visto niente. Un leader accerta i fatti e non reagisce d'impulso, possibile che il nostro non lo abbia ancora capito?
. preannuncia che farà un esposto alla Procura della Repubblica.  Lasci da parte la Magistratura e guardi meglio intorno a se
- rimane scoperto sotto il profilo formale e sostanziale
Rimango fortemente perplesso di fronte a comportamenti che giudico ingenui e che indeboliscono ulteriormente l'immagine del nostro Paese a livello internazionale.
Comunque non voglio influenzare nessuno con il mio giudizio per cui allego il video dell'intervento di Di Maio a Porta a Porta, E ciascuno si faccia una opinione

mercoledì 17 ottobre 2018

IL DEF - LA LEGGE DI BILANCIO 2019

Il DEF è stato approvato nei giorni scorsi da camera e senato. Non sono interventuto a parlarne perchè le cifre cambiavano in continuazione, il quadro si muoveva continuamente e sarebbe stato velleitario e inutile esprimere un giudizio in corso d'opera su un documento sul quale nemmeno coloro che lo redigevano mostravano di avere idee chiare. Ora che il documento è stato approvato ed è stato anche approvato dal governo il testo della Legge di bilancio 2019, "Documento programmatico di bilancio",  inviato a Bruxelles per le  valutazioni dei competenti organi comunitari, penso si possano cominciare a fare alcune riflessioni su un impianto che ha trovato solamente ieri un assetto definitivo, almeno per il governo. La prima riflessione è una forte critica al Presidente della Commissione Junker il quale, prima ancora di ricevere ufficialmente il documento, ha espresso giudizi pesanti su alcuni aspetti  delle misure adottate, ha lanciato moniti, ha anticipato valutazioni. Junker copre un ruolo isituzionale, non dovrebbe mai dimenticarlo, e quindi è tenuto a prendere posizione  solamente quando sia in grado di esprimere un documentato giudizio di sintesi.
Ancor più grave la replica del vicepremier Di Maio il quale ha dichiarato di non essere per nulla preoccupato del giudizio di Junker il cui mandato, ha osservato con tono tra l'ironia e il sarcasmo l'esponente dei 5 stelle,............... "scade a Maggio" Comportamento da bambino di età non superiore ai sette anni; quelli tra i 10 e i dodici in genere hanno già capito che chi rappresenta un popolo non  può fare questo genere di dichiarazioni, "muoversi" come se si trovasse a discutere in un qualsiasi bar sport del Paese, non pesare le possibili reazioni
Non vale nemmeno la pena di esprimere giudizi sulle dichiarazioni di Salvini la cui cifra espressiva ruota ormai eslusivamente intorno al "me ne frego" di non lontanissima memoria
Il DEF e la legge di bilancio sono  stati bocciati in tempi strettissimi - tanto da far emergere un fondato sospetto di "pregiudizio" da tutti gli organismi che avevano veste ad esprimere un giudizio e sono stati bocciati dai mercati con uno spread risalito costantemente nelle ultime settimane sopra i 300 punti e un mercato borsistico in flessione anche se non si è  registrato il crollo che molti temevano. Anzi, ieri 16 Ottobre la seduta a Milano ha chiuso con un più due virgola due per cento, frutto - a mio avviso - esclusivamente di ricoperture.
Questa la premessa- Il mio giudizio di sintesi è che il DEF non ha nè capo nè coda, che l'idea forte che lo sostiene, di cortisssimo respiro, è quella di distribuire risorse non ancora prodotte e che comunque non ci sono, ai bacini elettorali ai quali attingono Lega e movimento 5 stelle con l'unico scopo di non perderne il consenso. Inoltre  le cifre e le coperture che sostengono l'impianto del documento appaiono spesso aleatorie ed appare evidente la contraddorietà di molte misure frutto della neccessità di tener conto delle richieste di due forze politiche che hanno programmi, bacini elettorali, progetto di società e di Paese per molti versi agli antipodi.
Ma il limite più grande del progetto di bilancio per il 2019 e gli anni seguenti è l'ottica con la quale si giudica  la situazione e si propongono le misure.
Mi spiego:
negli ultimi trenta anni il nostro Paese( il fenomeno ha interessato tutta Europa ma da noi  è stato notevolmente più accentuato) si è progressivamente deindustralizzato. La grande industria è praticamente scomparsa bruciando un elevatissimo numero di posti di lavoro diretti, nell'indotto diretto e in quello che io chiamo indotto indiretto; a latere del grande stabilimento che connota la grande industria ci sono le imprese di pulizie, le mense ed il catering, i bar, la manutenzione, i trasporti, attività commerciali diverse che trovano spazio perchè insistono su un territorio quantitativamente ricco di consumatori dotati di adeguato reddito disponibile.
La deindustralizzazione del nostro Paese ha molteplici cause che riassumo nelle loro grandi linee. 
- I'industria privata ha perso dal 70 in poi slancio e voglia di competizione e innovazione
-le partecipazioni statali sono state quasi completamente smantellate e questo è stato un grossissimo errore, a mio avviso.
- le multinazionali sono state le prime a delocalizzare
- la classe politica ha perso capacità di visione ed ha cominciato a distribuire risorse non ancora prodotte (cfr mio post del 22 Settembre u.s. dal titolo "Torniamo a parlare di debito pubblico) per mantenere il consenso, appesantendo i conti pubblici e spostando sulle future generazioni l'onere di ripagare il debito
- l'impalcatura morale delle classi dirigenti si è prograssivamente deteriorata
Infine, last but non least, la GLOBALIZZAZIONE. che significa semplicemente questo: nuovi Paesi e nuove aree si sono affacciate sul mercato globale riuscendo ad imporsi per capacità di avere costi per unità di prodotto  più bassi, spesso anche per le infinitamente minori tutele delle loro classi lavoratrici, per maggiori motivazioni e la maggior energia di cui i popoli sono in possesso nelle fasi di profondo e rapido cambiamento.
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Di fronte ad uno scenario di questo genere, il governo ha scelto un linea di politica economica tendente a distribuire risorse a vaste aree di cittadini-elettori (risorse non ancora prodotte e quindi finanziate a debito) convinto che da ciò nasca una spinta  sull'economia che acceleri la crescita ed il rilancio del PIL che, dopo anni di diminuzione, aveva cominciato a far registrare qualche modesto recupero negli ultimi due/tre anni, e l'aumento l di posti di lavoro.
Pura utopia, a mio avviso. Una politica economica che punta esclusivamente ad allargare le risorse a disposizione dei consumatori, che punta sui consumi come fattore di rilancio, corre il rischio di produrre un massiccio incremento di importazioni e nulli posti di lavoro.
Il governo aveva davanti a se un'altra strada. Puntare su un massiccio programma di sostegno agli i nvestimenti da finanziare non a debito ma......................con una convinta lotta all'evasione fiscale, della quale si è persa traccia, che sottrae importanti flussi di introiti alle casse dello Stato e che è la maggiore responsabile delle profonde ingiustizie sociali che caratterizzano la nostra convivenza.
Mi sto accorgendo che il post rischia di diventrae troppo lungo. Termino qui. Ad un successivo post l'esame dei singoli provvedimenti

domenica 30 settembre 2018

SILVIO 29 SETTEMBRE 1936 - 29 SETTEMBRE 2018

Non potevo far passare la fine di Settembre senza dedicare almeno un pensiero al Silvio nazionale che ieri ha compiuto 82 anni. Senza una ruga (il botulino fa miracoli) con i capelli asfaltati come al solito e l'espressione un po' inebedita, ha festeggiato in famiglia in Sardegna la ricorrenza, senza olgettine stavolta (sembra essersi accorto anche lui che non ci crederebbe nessuno) circondato dall'affetto della Pascale(che è ancora lì) e dei parlamentari di Forza Italia che gli hanno inviato molti mesaggi di auguri. Lui ha risposto a tutti con un video, sobrio debbo dire, che voleva  trasmettere l'immagine di un padre nobile ancora sicuro punto di riferimento per i suoi e per il Paese. Un Paese che può scegliere tra Silvio ed i suoi, Salvini ed i suoi, Di Maio ed i suoi, la Meloni ed i suoi, Renzi e Company ed i loro. Non mi sembra messo molto bene il Paese. Intanto anche fine Settembre è arrivata.

giovedì 27 settembre 2018

LE STATISTICHE DEL MIO BLOG

Questa mattina, dopo molto tempo, sono "ENTRATO" nel mio blog per consultare le statistiche (numero di visualizzazioni, post più letti, commenti, il "pubblico" dei miei lettori (da dove mi leggono e attraverso quali strumenti informatici mi leggono). Ed ho fatto una scoperta che mi ha lasciato perplesso. Premesso che, scrivendo poco, il pubblico dei lettori tende naturalmente a restringersi, ho verificato che:
- nell'ultimo mese il blog ha avuto 1.727        visualizzazioni (poche; in genere oscillavano tra le tremila e le quattromila) 
- post più letto quello del 15 Settembre nel quale parlavo del mio compleanno
- lettori: 1.124 dall'Italia, 121 dal Canadà, 111 dagli Emirati Arabi Unitii, 74 dagli USA, 56 da Regione sconosciuta.E ti chiedi:ma cosa vorrà dire.................Regione Sconosciuta? Su questo pianeta regioni sconosciute non dovrebbero essercene più, che siano extraterrestri che osservano quello che accade sulla terra? o che sia il capitano Kirk di ritorno da una missione intergalattica con la sua Enterprise che vuole vedere cosa c'è di nuovo? o la CIA o KGB-se c'è ancora- che sotto copertura registrano ogni soffio del pianeta blu? E chi lo sa. Certo è che è inquietante sentirsi osservati da "Regione sconosciuta." E, nel contempo, intrigante per quel po' di mistero che la vita ancora ci riserva

lunedì 24 settembre 2018

LA RELATIVITA' DEI NUMERI E DEI RAPPORTI TRa DI LORO

Si fa sempre più incandescente il dibattito intorno ai numeri del DEF e della conseguente legge di bilancio.E ciascuna forza politica, ciascun parlamentare ed in particolare i leaders dei partiti tendono giustamente a mettere in evidenza i numeri che sembrano dar loro ragione. I 5 stelle, ad esempio, enfatizzano molto la loro iniziativa di "abolizione" dei vitalizi ai parlamentari. Iniziativa del tutto condivisibile sul piano dei princìpi e che farà risparmiare ai conti pubblici 40 milioni l'anno per quanto attiene ai deputati (lo hanno ripetuto a più riprese in questi giorni Fico, Di Maio, Tominelli ed altri esponenti di vertice del movimento.)
Occorre fare innanzitutto una premessa: chiarito che per gli eletti dopo il 2012 non c'è vitalizio, il problema riguarda gli ex parlamentari ai quali il vitalizio è stato calcolato con il sistema retributivo e che verrebbe ricalcolato con il contributivo. Si tratta quindi di un ricalcolo e non di una abolizione; sono 2.700 circa le posizioni interessate tra Camera e Senato
E allora corre l'obbligo di chiedersi: ma aldilà della questione di principio, quale è l'impatto pratico della misura sui conti dello Stato? Basta fare "due conti".
Il debito pubblico ha raggiunto a fine Luglio l'ammontare di 2341 mld con un aumento di 78 milardi rispetto al 31 Dicembre  2017. 78 mld sono 78.000 milioni: il debito pubblico è aumentato nel 2018 di 78.000 milioni in 210 giorni, cioè 371 milioni al giorno. Se così è il risparmio annuale derivante dall'abolizione dei vitalizi viene bruciato in un paio d'ore. A me viene il sospetto che i problemi del nostro Paese siano altri e altre le urgenze pur restando pienamente favorevole, sul piano dei princìpi, all'abolizione dei vitalizi.
 

sabato 22 settembre 2018

RITORNIAMO A PARLARE DI DEBITO PUBBLICO

Finite le vacanze e ripresa l'attività lavorativa, il mondo della politica, economisti, banchieri, giornalisti, mondo dell'industria, sono immersi nelle problematiche che caratterizzano da sempre le prime settimane di Settembre. Elaborare il DEF da parte del governo, individuare le linee di tendenza da parte degli economisti e dei giornalisti economici, monitorare lo stato delle cose da parte dei banchieri, verificare i risultati della prima parte dell'anno e fare  o correggere i budget per la seconda, gli industriali. L'impegno del governo è senz'altro il più gravoso. Per elaborare il DEF e successivamente presentare la legge di bilancio, documenti nei quali si manifesta la linea di politica economica dell'esecutivo, il ministro Tria dovrebbe avere già le idee chiare circa il flusso di entrate sulle quali potrà contare e gli impegni di spesa che potrà assumere nel 2019, sapere quanto di ciò che è stato annunciato e promesso in campagna elettorale da parte delle forze politiche che lo sostengono è realizzabile, non può ignorare i vincoli che vengono dalla partecipazione all'Unione Europea e dall'aver adottato l'Euro, non può ignorare le indicazioni della Banca Centrale Europea, e, a corollario di tutto, non può dimenticare nemmeno per un momento i condizionamenti rappresentati dall'elevatissimo debito pubblico che abbiamo accumulato nel corso dei decenni.
Posizione difficile quella del Prof.Tria, che si trova in mezzo tra i continui ammonimenti delle Istituzioni europee, della BCE, delle società di rating, le pressioni dei mercati e le forze che sostengono il governo dove il vicepremier Di Majo non più tardi di qualche giorno fa ha dichiarato ineffabile: "ma se un ministro dell'economia non riesce a trovare i soldi per finanziare i programmi del governo................che ministro è? (questo il succo)
Approccio allucinante: mi meraviglia che non gli abbia consigliato di andare a fare rapine la sera per risolvere il problema. Tria ha assunto, sembra, una posizione ferma sottolineando che l'Italia non può non mantenere gli impegni presi. Sa benissimo, il ministro, che se i mercati internazionali giungessero alla conclusione che l'Italia ha delle riserve mentali circa il mantenimento degli impegni presi, si aprirebbe una fase delicatissima  con crescenti difficoltà del Tesoro a "piazzare" i titoli di debito pubblico, in particolare BTP, per sostituire quelli in scadenza(circa 400 mld l'anno) in un contesto che vedrà esaurirsi il quantitative easing entro pochi mesi e con tassi(bassi) che non giustificano il "rischio paese" da parte degli investitori internazionali.
Oltretutto tra le misure proposte dal governo nel famoso "contratto" tra Lega e 5 stelle, non c'è niente che faccia intravedere una linea di politica economica diretta al sostegno effettivo del sistema industriale del Paese, ma misure - tra l'altro in contraddizione tra di loro - configurabili come pannicelli caldi per non perdere il consenso di questa o di quella fetta di elettorato. I media aumentano  la confusione con una quotidiana immane massa di informazioni economiche - spesso veicolate da dilettanti allo sbaraglio - che si affastellano nella mente di chi ascolta i servizi televisivi: la televisione rappresenta ormai la quasi totalità delle fonti informative del cittadino medio.
E allora facciamo il punto.
Il supplemento al bollettino pubblicato da Bankitalia il 14 corrente mese con i dati a fine LUGLIO evidenzia:
- un debito complessivo di 2.341 mld (nuovo record assoluto) con un aumento di 18 mld rispetto a Giugno e di 78 rispetto a fine 2017, così suddiviso: (poste più significative)
- 180 miliardi di monete e depositi a vista
- 113 mld di titoli a breve termine (BOT eCTZ)
- 1.747 a medio lungo termine, tasso fisso (BTP)
- 128 mld  a medio termine a tassi variabili (CCT)
Per quanto attiene ai detentori, soggetti non residenti detengono 713 mld.(664 rappresentati da titoli) La cifra è in continuo calo da alcuni mesi( a fine Aprile erano 772): sembrerebbe essere iniziata una azione di disimpegno da parte degli investitori internazionali che, se confermata, sarebbe estremamente pericolosa.
Più che giustificata la posizione estremamente prudente di Tria, lasciano esterefatti le posizioni di Di Maio e di Salvini, che denotano inesperienza, debolezza culturale, incoscienza caratteriale, capacità di governo inesistente.e assoluta mancanza di visione di insieme.
Mi si potrebbe obbiettare: ma perchè allora hai votato 5 stelle il 4 Marzo?. Per cupio dissolvi(in certi momenti della storia solamente toccando il fondo si può ipotizzare di poter risalire) e per mandare un segnale forte al PD. Ma da quelle parti hanno bisogno delle più avanzate tecnologie AMPLIFON, evidentemente, e non credo che basterebbero.
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Oggi, comunque, dopo queste considerazioni sulla situazione attuale, voglio completare le riflessioni andando indietro nel tempo e ripercorrendo le fasi di formazione del debito pubblico. Allego un prospetto - fonte Bankitalia - che parte dal 1970 per giungere al 2017 e che si presta ad alcune interessanti riflessioni.


 




















A fine 1970, governi Rumor e Colombo, due dorotei doc, nell'anno, il debito pubblico ammontava a 13,08 miliardi di euro (per omogeneità le cifre in lire sono state convertite in euro) e rappresentava il 37,1% del PIL.
Ho sostenuto e scritto in più occasioni che l'Italia ha avuto nei venticinque anni che vanno dal1945 al 1970 il periodo di maggior sviluppo e di maggiore crescita di tutta la sua storia. L'operato sinergico di una serie di soggetti(ll piano Marshall nei primi anni che ha consentito di accelerare i tempi della ricostruzione, una classe imprenditoriale privata motivata e capace sia nella grande industria che nella medio piccola, le partecipazioni statali (IRI e ENI) le multinazionali che allora delocalizzavano da noi, una classe politica  e sindacale con parecchi leaders in grado di "disegnare" il futuro del Paese" con "visione lunga"- penso in particolare a De gasperi, a Fanfani, a Guido Carli(tecnico/politico) ad Aldo Moro(malgrado le apparenze) a Giolitti, a Nino Andreatta -) consentirono all'italia in un periodo di tempo brevissimo di trasformarsi da Paese prevalentemente agricolo e organizzazione arretrata (prevalente la mezzadria) in un Paese Industriale con forte presenza in settori strategici e avanzati, di dotarsi di  infrastrutture al passo con i tempi (autostrada del sole, altre autostrade, porti, rete ferroviaria in alcune zone del Paese (non dappertutto) se vogliamo anche il ponte di Genova recentemente assurto all'attenzione della cronaca, di trovare le risorse per lo "stato sociale". il Sistema pensionistico pubblico obbligatorio fu Istituito dalla Legge 656 del 1939 che disciplinò la Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) e poi riformato più volte, il Servizio Sanitario Nazionale diventò operativo il 1 Luglio 80 dopo un lungo percorso,(in precedenza c'eranole mutue) la riforma della scuola dell'obbligo è del 63(scuola media unificata) Il tutto senza creare debito: miracolo. E' il "miracolo" italiano che  sarebbe opportuno andare a rivedere per trovare qualche spunto operativo.
Il '68 rappresentò a mio avviso il punto più alto di questa fase e la grande occasione persa dalle classi dirigenti del Paese. Le spinte che venivano dal basso in quegli anni avrebbero dovuto suggerire la necessità di realizzare una equa politica redistributiva dopo la fase di violenta accumulazione di capitale che avrebbe assicurato una platea di consumatori più vasta, una società più equa e minori tensioni sociali. Tant'è. Il mondo dell'industria e il mondo della politica non furono in grado di capire o non poterono  capire, il nostro "tutor", gli USA, impegnati duramente nella guerra fredda, videro in quelle spinte una minaccia e la spinta propulsiva cominciò ad esaurirsi-
Negli anni successivi, in particolare dopo la crisi petrolifera del '72, il Paese imboccò una strada diversa che lo portò a fine 1980 ad avere un debito di 114 mld , in crescita ma ancora sotto controllo ed un rapporto debitopil pari al 56,1% del PIL. Per tutti gli anni '70 i governi furono tutti a guida "democristiana(Rumor, Colombo, Andreotti, Cossiga, Forlani, tutti più volte),ed il rapporto debito/PIL si stabilizzò intorno al 55%. Con  l'inizio degli anni '80 la guida passò ai "laici" (Spadolini, Craxi) per poi tornare a partire dal 1987 in mani  democristiane non più dorotee ma della "sinistra" della balena bianca (una ultima "apparizione" di Fanfani nell'87 e poi Goria (l'immagine vivente di De Mita) e De Mita, due volte ciascuno. Alla fine del decennio cade il muro di Berlino ed il garante per gli americani chi lo fa? Il divo Giulio, naturalmente, che governa dall'89 al 92. Siamo alla fine della prima Repubblica. Un paio di tentativi di Amato (l'immagine vivente di Bettino) e poi il governo tecnico Ciampi.
Nel frattempo il debito pubblico che a fine 1980 ammontava a 114 mld di euro pari al 56,1% del,PIL,, come ho ricordato dianzi, a fine 1990 (capo del governo Andreotti) si era portato allegramente a 667 mld pari al 95,2% del PIL. L'onore di scavalcare quota 100 tocca al governo Andreotti del 92 (849 mld e 105,5 del PIL a fine '92. Muore la prima Repubblica. Il 93 vede due governi (Amato e Ciampi). A fine anno il debito si porta a 959 mld   pari al 115,7 del PIL.
La situazione è grave ma non seria e i cosiddetti "poteri forti" (massoneria internazionale e cancellerie delle principali potenze occidentali- USA, GRAN BRETAGNA; FRANCIA; GERMANIA) decidono che è giunta l'ora di far scendere in campo il bienaimé, lui, SILVIO BERLUSCONI, che si preparava da anni all'evento allenandosi segretamente in Sicilia con sparring partners direttamente selezionati da Marcello dell'Utri. Chi volesse sostenere che Forza Italia sia stata fondata poco primadelle elezioni del '94 dovrebbe passare prima  all'Ufficio matricola del manicomio di Imola  Il cavaliere rampante vince, anzi stravince, alle elezioni del '94 (61 su 61 in Sicilia, regione compatta e coerente quando ce ne è bisogno). L'uomo della provvidenza numero 2 non perde tempo: a fine 94 il debito è salito a 1.069 miliardi pari al 121,8 del PIL. L'uomo si trova più a suo agio a parlare con Stefano Bontade, principe di Villagrazia, che a governare i numeri del debito pubblico. Fa una minchiata dietro l'altra; cade, lo sostituiscono con Dini che a fine 1995 riesce a limare leggermente la percentuale di debito sul PIL (116,9), In cifre assolute il debitoa fine 95 sale ancora(a 1.151 mld) e non potrebbe essere diversamente; se la finanziaria dell'anno è in rosso (come è sempre stata) come può diminuire lo stock di debito pregresso? Domanda da porre come naturale destinatario al vicepremier Di Maio. Chissà se la capisce.
Elezioni 1996: vince Prodi. Il professore, che di numeri ne capisce (del resto insegna economia politica ed economia industriale, ci mancherebbe altro che non ci capisse) fa scendere al 116,3% il rapportodebito/pil a fine 96 e al 113,8 nel 97. In cifre assolute il debito sale ancora, per i motivi dianzi specificati:1.213 mld a fine 96 e 1.239 a fine 97. Nel 98 viene impallinato da fuoco amico. Viene sostituito da D'Alema (ma va) il quale sull'abbrivio riesce a far discendere il rapporto debito/pil al 110,8 a fine 98 e al 109,7 a fine 99. In cifre assolute il debito continua ovviamente a crescere, per i motivi di cui sopra (1.258 mld a fine 98 e 1.285 a fine 99)
Il "paraculino del Salento" (da non confondere con il paraculino di Firenze, apparso sulla scena qualche anno più tardi)è troppo paraculino e nel 2000 deve lasciare il posto ad Amato (eterna riserva della Repubblica chiamato anche "il dottor sottile". Chi gli si avvicina si ammala, in genere di una malattia infettiva, spesso tubercolosi. Afine 2000 il debito è ancora salito in termini assoluti (1.302 mld) ma la buona espansione del PIL,fa scendere il rapporto al 105,1
Elezioni 2001: arivince (detto alla romana) il Silvio nazionale, l'unto del Signore, l'Arcorauta, il bienaimè, il cavaliere rampato, il ganassa, fate voi) a conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il popolo italiano è un popolo di poeti, di santi , di navigatori e di ...........ciula (detto alla milanese). Il nostro governa tutta la legislatura. Il debito pubblico sale inesorabilmente in cifre assolute ((1.360 mld a fine 2001, 1.518 a fine 2005 ma il cavaliere ha la fortuna di governare nel periodo di più lunga congiuntura favorevole di tutto il dopoguerra e a fine 2005 il rapporto debito/pil è al 101,9
2006, si ritorna a votare: l'incubo di Silvio si materializza di nuovo. Vince di nuovo Prodi che si ritrova a fine 2006 con un debito in termini assoluti aumentato a 1.588 miliardi e un rapporto debito/pil al 102,6. Nel 2007 il "miracolo". Ministro dell'economia il prof. Padoa-Schioppa, considerato da molti un cretino perchè aveva detto, piuttosto maldestramente invero, che pagare le tasse è bello (io ho pagato ieri la TARI con un F24 e debbo dire che non ho trovato l'operazione particolarmente bella semmai doverosa) il rapporto debito/pil scende dopo molti anni sotto quota 100 (al 99,8) e il debito in cifre assolute cresce di poco rispetto al 2006. 1.606 contro 1.588
2008 Prodi viene di nuovo impallinato da fuoco amico (si fa per dire). Clemente Mastella, chi era costui, si sente trascurato e non difeso per alcune piccole vicende giudiziarie che coinvolgono la moglie e toglie la fiducia al governo .
Ritorna Berlusconi il quale ha idee chiarissime e non perde tempo. All'inizio del 2008 sono già chiari i segnali della crisi finanziaria, che diventerà poi industriale, che porterà al fallimento della Lehmann e Brothers il 15 Settembre(toh il giorno del mio compleanno) 2008 ma lui non li vede. Gli aerei sulla tratta Milano-Roma sono sempre pieni, nei ristoranti se non prenoti per tempo non trovi un posto; DOVE è LA CRISI?

Coerente con se stesso. a fine 2008 fa risalire il rapporto sopra quota 100 (a 102,4)  mentre in cifre assolute il debito sale a 1.671mld. Ma è  solo l'inizio.
2009: debito 1.770 (100 mld in più) rapporto 112,5 (+ 10 punti) . Complimenti cavaliere: ha fatto strike.
2010: debito 1.851 rapporto115,4
2011: debito 1.907 rapporto 116,5. A fine anno visto che da di matto ed è sempre più ossessionato da interessi chiamiamoli extrapolitici decidono di farlo fuori. Sotto l'attenta regia di Napolitano Francia e Germania danno indicazioni alle loro banche di vendere i nostri BTP. Lo spread sale alle stelle ed il cavaliere va a casa. E' stato un complotto? Sì, penso proprio di sì, ma a fin di bene.
Lo sostituiscono con Monti, massone, uomo gradito alle cancellerie europee. Napolitano per dargli l'incarico e "parlamentizzarlo" lo nomina senatore a vita.
Monti viene considerato l'uomo della stretta e dei sacrifici. In effetti, lasciamo il 2011 che è un anno quasi tutto "di Berlusconi" non mi pare che sia così: 
2012:: debito 1.990 - rapporto 123,4
2013:(governi Monti/Letta, quello che doveva stare sereno)debito 2.070 rapporto 129
2014: (governi Letta il sereno e Renzi il paraculino di Firenze ) debito 2.137 - rapporto 131,8
2015: (governo Renzi) - debito 2.173 - rapporto 131,5
2016:(governi Renzi e Gentiloni) debito 2.219 rapporto 132
2017 governo Gentiloni debito 2.256 rapporto 131,5
Del 2018 abbiamo parlato all'inizio.
Riusciranno i due dioscuri Di Maio e Salvini a dipanare la matassa? Riusciranno il premier Conte ed il ministro Tria a farli ragionare? Mi sembra difficile e dell'Italia sarà quel che sarà.Non è casuale che il governatore della Banca d'Italia Visco proprio stamattina abbia lanciato un forte allarme ed il pressante invito a tutti i protagonisti a "ragionare"
Post scriptum: io a scrivere questo articolo mi sono divertito(amaro) anche se non ci si dovrebbe mai divertire sulle disgrazie. Spero che vi siate divertiti anche voi a leggerlo; penso proprio di sì perchè chi mi legge in genere trova punti di convergenza con il mio pensiero. Ma anche voi avrete riso amaro;ed è tragico che non si sappia, noi cittadini "normali" cosa fare e cosa si potrebbe fare. GOD BLESS ITALY che ne ha bisogno.


  










. titoli a breve (BOT) 113 mld