Premesso che abbiamo deciso di prolungare di otto giorni il nostro soggiorno a Senigallia, stamattina ho preso alle 6 la bicicletta messa a disposizione, gratuitamente, dall'hotel, e ho fatto un giro "lento pedale" per la città. Prima sul lungomare, dal Ritz fino al porto canale. Arrivato all'altezza di Uliassi, uno dei migliori ristoranti italiani, ho svoltato a destra fino in fondo alla banchina del porto canale dove a quell'ora c'è sempre qualcuno che pesca. Restato lì per qualche minuto, ho ripreso la bici ed ho fatto un giro in centro (Rocca, Piazza del Duca, Piazza Simocelli, Mercato). Già che ero lì mi son detto: "andiamo a vedere il mio vecchio liceo"
Una stretta al cuore: il palazzo è ancora lì, il liceo palesemente no. L'entrata è chiusa dalla vecchia cancellata grigia palesemente non verniciata da decenni. Un lucchetto anch'esso tutto scrostato e arrugginito la "ferma". Ma quello che è tragico è il fatto che tra la cancellata ed il primo scalino dell'ingresso c'è un mare di carte, cartacce, pacchetti di sigarette, "immondizie varie" che non vengono rimosse da tempo. Una brutta immagine per Senigallia e la sua cultura e la sua storia.
E sono andato con il pensiero al mio primo giorno al "Perticari" - il primo ottobre 1961.-
Ero lì in attesa di entrare con mille altri, vidi la targa e chiesi ad una ragazzina tutta compita che sarebbe poi stata mia compagna di classe per cinque anni: ma chi è Giulio Perticari? Risposta un po' schifata: ma è il genero del Monti. Capii che non era il caso di chiedere chi fosse Vincenzo Monti.
Che tristezza però: possibile che nessuno abbia pensato di ridare un po' di decoro al glorioso liceo che ha formato generazioni di senigalliesi e di noi "mandrogni", come direbbe Paolo Conte?
martedì 31 luglio 2012
domenica 29 luglio 2012
BANCA DELLE MARCHE
Su Banca delle Marche ho scritto in passato con un post del 21 Ottobre 2010 dedicato allo IOR ed ad alcune operazioni di dubbia natura appoggiate sulla banca marchigiana. In un altro del 27 Febbraio 2010, invece, commentavo con stupore preoccupato la circostanza che la "cricca" di Anemone e Balducci avesse il proprio centro di interessi bancari in una Filiale romana dell'Istituto. Inoltre ero intervenuto nella vicenda SE.BA, una società di servizi bancari posseduta da alcune banche marchigiane, (Banca delle Marche in primis), in quanto ritenevo eticamente riprovevole che non si trovasse una soluzione per salvare il posto di lavoro a 35 persone facilmente ricollocabili all'interno delle banche proprietarie.
Ora torno in argomento in quanto in settimana si è interrotto il rapporto tra l'Istituto e il Direttore Generale Massimo Bianconi. Il comunicato ufficiale parla di risoluzione "consensuale" del rapporto di lavoro "nell'imminenza del raggiungimento dei limiti per il collocamento a riposo del banchiere" (che ha 58 anni). La verità chiaramente è altrove anche se gli articoli che appaiono quotidianamente sul Corriere Adriatico tendono a presentare una realtà senza ombre Bianconi ha lasciato su sollecitazione pressante di Bankitalia che ha - come anche riportato dal Corriere della Sera - avanzato pesanti riserve su alcune operazioni immobiliari della famiglia Bianconi che evidenziavano una commistione tra ruolo pubblico e interessi privati. Visto come evolveva il quadro, Bianconi ha preferito lasciare anzitempo il campo mettendosi in tasca un consistente premio di uscita ( si parla di tre milioni di euro. con uno sconto concesso magnanimamente dal diretto interessato) prima che emergessero altri elementi.
Bianconi in particolare è stato messo in difficoltà da una operazione impostata con il Gruppo Casale - abbondantemente finanziato da Banca delle Marche e poi andato in decozione- dal quale una società riconducibile alla moglie del direttore generale ha acquisito un immobile ai Parioli di Roma al prezzo di 7 milioni di euro con un consistente sconto di fronte ai prezzi di mercato. L'operazione è stata finanziata all'acquirente da Tercas (Cassa di Risparmio di Teramo) poi commissariata.
Un'altra operazione similare su Treviso. Del resto già in anni passati era stato impostato analogo schema con il Gruppo Ricucci..
Ora io non voglio fare il moralista ma osservo che in qualsiasi paese occidentale operazioni della specie vengono valutate in maniera pesante tanto è vero che nessuno le fa, in Germania, in Finlandia o in Olanda.
Quindi è evidente che le ombre dei rapporti con la "cricca" di Anemone e Balducci, operazioni "over line"come le citate, una condotta, come dire, spregiudicata, hanno indotto la vigilanza di Bankitalia - che si accorge delle cose sempre quando i buoi sono già scappati - ad intervenire.
Mi auguro soltanto che il bilancio di Banca delle Marche non nasconda sorprese. Talvolta capita.
Dalla spiaggia di velluto di Senigallia Domenica 29 Luglio 2012
Ora torno in argomento in quanto in settimana si è interrotto il rapporto tra l'Istituto e il Direttore Generale Massimo Bianconi. Il comunicato ufficiale parla di risoluzione "consensuale" del rapporto di lavoro "nell'imminenza del raggiungimento dei limiti per il collocamento a riposo del banchiere" (che ha 58 anni). La verità chiaramente è altrove anche se gli articoli che appaiono quotidianamente sul Corriere Adriatico tendono a presentare una realtà senza ombre Bianconi ha lasciato su sollecitazione pressante di Bankitalia che ha - come anche riportato dal Corriere della Sera - avanzato pesanti riserve su alcune operazioni immobiliari della famiglia Bianconi che evidenziavano una commistione tra ruolo pubblico e interessi privati. Visto come evolveva il quadro, Bianconi ha preferito lasciare anzitempo il campo mettendosi in tasca un consistente premio di uscita ( si parla di tre milioni di euro. con uno sconto concesso magnanimamente dal diretto interessato) prima che emergessero altri elementi.
Bianconi in particolare è stato messo in difficoltà da una operazione impostata con il Gruppo Casale - abbondantemente finanziato da Banca delle Marche e poi andato in decozione- dal quale una società riconducibile alla moglie del direttore generale ha acquisito un immobile ai Parioli di Roma al prezzo di 7 milioni di euro con un consistente sconto di fronte ai prezzi di mercato. L'operazione è stata finanziata all'acquirente da Tercas (Cassa di Risparmio di Teramo) poi commissariata.
Un'altra operazione similare su Treviso. Del resto già in anni passati era stato impostato analogo schema con il Gruppo Ricucci..
Ora io non voglio fare il moralista ma osservo che in qualsiasi paese occidentale operazioni della specie vengono valutate in maniera pesante tanto è vero che nessuno le fa, in Germania, in Finlandia o in Olanda.
Quindi è evidente che le ombre dei rapporti con la "cricca" di Anemone e Balducci, operazioni "over line"come le citate, una condotta, come dire, spregiudicata, hanno indotto la vigilanza di Bankitalia - che si accorge delle cose sempre quando i buoi sono già scappati - ad intervenire.
Mi auguro soltanto che il bilancio di Banca delle Marche non nasconda sorprese. Talvolta capita.
Dalla spiaggia di velluto di Senigallia Domenica 29 Luglio 2012
venerdì 27 luglio 2012
2.500 BEAGLES IN ADOZIONE
Come a tutti noto nei giorni scorsi è stato posto sotto sequestro in Lombardia un allevamento di "Beagles"destinati ad essere utilizzati per pratiche di vivisezione e similari. Ci sono 2.500 cagnolini da adottare.
Il nostro è un appello accorato affinché tutti quanti i 2.500 Beagles possano avere una casa ed una famiglia. La nostra Beagle CLIO, di cui alleghiamo due foto di quando l'abbiamo presa (aveva quaranta giorni) quattro anni fa, ci dà talmente affetto che è ormai una presenza insostituibile nella nostra vita. I Beagles sono affettuosissimi con i bambini, intelligentissimi e buonissimi.
Non abbiate timore ed adottatene uno. Non ve ne pentirete.
Alberto e Milena Pirani
Il nostro è un appello accorato affinché tutti quanti i 2.500 Beagles possano avere una casa ed una famiglia. La nostra Beagle CLIO, di cui alleghiamo due foto di quando l'abbiamo presa (aveva quaranta giorni) quattro anni fa, ci dà talmente affetto che è ormai una presenza insostituibile nella nostra vita. I Beagles sono affettuosissimi con i bambini, intelligentissimi e buonissimi.
Non abbiate timore ed adottatene uno. Non ve ne pentirete.
Alberto e Milena Pirani
FRANCO CORDERO, L'AURORA DALLE ROSEE DITA, OMERO, LA BIBBIA, CORTINA, SENIGALLIA
Leggo sul Corriere della Sera che Franco Cordero, l'intellettuale più arzigogolato del nostro panorama culturale, nel corso di un incontro a Cortina ha preso un abbaglio di quelli grossi per uno come lui attribuendo l'espressione "l'aurora dalle rosee dita" alla Bibbia e non all'Odissea come tutti noi comuni mortali sappiamo.
Quando mi imbatto in un articolo di Cordero su Repubblica sono preso tra due fuochi. Da un lato la tentazione di passare oltre senza leggerlo, dall'altro quella di leggerlo per capire quello che ha da dire di volta in volta. Debbo dire che ho difficoltà a comprendere quello che Cordero scrive visto lo stile barocco e involuto che ne contraddistingue la prosa.
Pensavo a Cordero stamattina alle cinque e un quarto quando sono sceso in spiaggia qui a Senigallia e "l'aurora dalle rosee dita" tingeva già di sé l'orizzonte. Il sole, un bellissimo sole rosso, è apparso all'orizzonte alle 5,50 su un mare calmissimo e bellissimo.
E pensavo che se invece di andare a Cortina fosse venuto a Senigallia gli avrei consigliato di leggere un mio post del 19 Giugno scorso nel quale dedicavo la mia attenzione all'argomento.
E gli avrei consigliato di scrivere in maniera più semplice, più chiara e più comprensibile. Ritornerebbe ad essere un comune mortale, con buona pace di tutti, come ha dimostrato di essere con il suo abbaglio.
Quando mi imbatto in un articolo di Cordero su Repubblica sono preso tra due fuochi. Da un lato la tentazione di passare oltre senza leggerlo, dall'altro quella di leggerlo per capire quello che ha da dire di volta in volta. Debbo dire che ho difficoltà a comprendere quello che Cordero scrive visto lo stile barocco e involuto che ne contraddistingue la prosa.
Pensavo a Cordero stamattina alle cinque e un quarto quando sono sceso in spiaggia qui a Senigallia e "l'aurora dalle rosee dita" tingeva già di sé l'orizzonte. Il sole, un bellissimo sole rosso, è apparso all'orizzonte alle 5,50 su un mare calmissimo e bellissimo.
E pensavo che se invece di andare a Cortina fosse venuto a Senigallia gli avrei consigliato di leggere un mio post del 19 Giugno scorso nel quale dedicavo la mia attenzione all'argomento.
E gli avrei consigliato di scrivere in maniera più semplice, più chiara e più comprensibile. Ritornerebbe ad essere un comune mortale, con buona pace di tutti, come ha dimostrato di essere con il suo abbaglio.
giovedì 26 luglio 2012
A FACE AS THE ASS - ROBERTO FORMIGONI
C'è una new entry nella mia rubrichetta di cui al titolo: il Presidente della regione lombardia Roberto Formigoni. Non è che fino ad ora non ci fossero elementi per inserirlo ma è il suo atteggiamento di questi giorni che ne legittima in pieno l'ingresso.
In poche parole Formigoni, che è una delle persone più sgradevoli del panorama politico italiano, arrogante e presuntuoso come pochi, intollerante come un frate domenicano del cinquecento, di fronte ad accuse gravi di corruzione, di aver tratto utilità personali dal suo incarico istituzionale, reagisce come? Tutto qui? Ma chi sono questi magistrati che si permettono di disturbare la serenità del celeste? L'impressione è che lui, come altri, si consideri al di sopra ed al di fuori delle leggi, come un vecchio signore medioevale che il diritto lo faceva e lo amministrava. E quello che è più grave è che un tale atteggiamento viene tenuto da persona che si rifà ostentatamente a valori cristiani, di onestà, carità, sobrietà. E Don Verzè, e Formigoni, e lo IOR, e Scajola, per non parlare di Silvio, baluardo della difesa della fede nel mondo, nominato "defensor fidei"con motu proprio del Cardinal Bertone in attesa di diventare papa, tutti uguali, tutti a pieno titolo con una "face as the ass". Ma possibile che questa gente non ci faccia un po' schifo?
In poche parole Formigoni, che è una delle persone più sgradevoli del panorama politico italiano, arrogante e presuntuoso come pochi, intollerante come un frate domenicano del cinquecento, di fronte ad accuse gravi di corruzione, di aver tratto utilità personali dal suo incarico istituzionale, reagisce come? Tutto qui? Ma chi sono questi magistrati che si permettono di disturbare la serenità del celeste? L'impressione è che lui, come altri, si consideri al di sopra ed al di fuori delle leggi, come un vecchio signore medioevale che il diritto lo faceva e lo amministrava. E quello che è più grave è che un tale atteggiamento viene tenuto da persona che si rifà ostentatamente a valori cristiani, di onestà, carità, sobrietà. E Don Verzè, e Formigoni, e lo IOR, e Scajola, per non parlare di Silvio, baluardo della difesa della fede nel mondo, nominato "defensor fidei"con motu proprio del Cardinal Bertone in attesa di diventare papa, tutti uguali, tutti a pieno titolo con una "face as the ass". Ma possibile che questa gente non ci faccia un po' schifo?
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