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sabato 31 dicembre 2016

Alberto Pirani: DE BELLO PADANO - LIBER 1

Alberto Pirani: DE BELLO PADANO - LIBER 1: da un'idea di Alberto Pirani Consulenza storica e linguistica: Milena Mauceri Del maccheronico responsabile unico Alberto Pirani Pad...

MAI CHIUDERE UN ANNO SU ACCENTI PESSIMISTICI. PUBBLICO NUOVAMENTE - METTIAMOLA SUL RIDERE - UN VECCHIO POST DI QUANDO LA LEGA ERA FORTE ED IL TROTA STUDIAVA PER DIVENTARE MINISTRO DELL'ECONOMIA, IN SUBORDINE MINISTRO DEGLI ESTERI. NON SIAMO MICA UN PAESE SERIO

RIFLESSIONI SULL'ANNO NUOVO

Tra le ventiquattro "Operette morali" riunite da Giacomo Leopardi nell'omonimo volume, una è stata sempre considerata tra le più significative se non la più significativa: "Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere". Non lo rileggevo dai tempi del liceo. E' passata una vita; sono riflessioni sulla vita e sulla morte del  grande poeta marchigiano. Ve lo propongo; bisognerebbe essere più ottimisti, ma come si fa.
Comunque, un sincero augurio di buon anno nuovo a tutti i lettori di questo blog e anche a chi questo blog non lo legge
 


giovedì 29 dicembre 2016

CONTINUIAMO A PARLARE DI MONTEPASCHI


Il MONTEPASCHI sta diventando, come era prevedibile, la cartina di tornasole delle condizioni del sistema bancario nazionale, il cui stato di salute è precario da decenni con deciso peggioramento negli ultimi anni. In passato ho titolato alcuni post "IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO, MARCIO COME UNA TRIREMI MARCIA" per sintetizzare il mio  giudizio.
Il sistema bancario italiano è estremamente debole per queste ragioni:
a) perchè il sistema industriale del Paese è debole, marginalizzato negli ultimi anni dalla globalizzazione che ha tolto competitività al sistema Italia in molti comparti e settori. 
b) i bilanci delle aziende italiane sono in genere patrimonialmente deboli e finanziariamente squilibrati perché per troppo tempo la parola d'ordine tra gli imprenditori è stata: "tenere bassi" gli utili e costituire  riserve all'estero. In questo contesto aver aderito alle convenzioni di Basilea che legano la capacità di ottenere credito a parametri oggettivi, in primis il rating, ha ingessato l'erogazione del credito
b) i vertici delle principali banche del Paese hanno preferito concentrare le forze nel comparto finanziario, che assicurava utili immediati,   piuttosto che in quello "tipico" di sostegno alle aziende con affidamenti a carattere commerciale
c) il credito è stato concesso ed erogato spessissimo sulla base di rapporti di collateralità tra banchieri e fruitori; si è parlato -con felice espresssione- di "banchieri di relazione": Cesare Geronzi e Giovanni Bazoli quelli di maggior peso
d) si è affermata nei banchieri di ultima generazione, anagraficamente più giovani dei loro predecessori, una mentalità da "veduta corta" e obbiettivi da raggiungere in tempi brevi con la massimizzazione degli utili sul corto periodo mettendo in secondo piano le necesstà di consolidamento.
e) è scaduto il livello morale
f) i vertici delle banche erano abituati a non correre rischi nella loro attività; se le cose andavano male per una banca, Bankitalia interveniva facendo accollare "il peso" della Banca in difficoltà a qualche Istituto di maggiori dimensioni. Ora si naviga in mare aperto e molti si rivelano marinai non all'altezza 
g) negli ultimi anni le banche hanno imposto prodotti finanziari innovativi che hanno comportato perdite  per le banche stesse e per la clientela
Il quadro è pieno di ombre e di zone  a rischio ed i governi stanno reiterando un errore di comunicazione che alla lunga può diventare pericoloso.Il messaggio che i governi lanciano è che il sistema è solido, che - ad esempio -il fondo di 20 miliardi appena messo a disposizione del governo per intervenire sulla ricapitalizzazione di banche in difficoltà è ampiamente sufficiente, e non è vero. E ancor più pericoloso è trattare in maniera diversa situazioni simili. Il governo dovrebbe fare attenzione alla situazione delle quattro banche "risolte"ai dossier Carige, Veneto Banca, Pop. di Vicenza. Alle nubi che si addensano sul maggior Istituto  del Paese.
Materia delicata il credito, spesso impalpabile nelle sue variegate articolazioni, fatto della stessa materia della quale sono fatti i sogni. Bisogna cheparlino in pochi, che si parli poco e valtando tutte le sfaccettature. 

martedì 27 dicembre 2016

CONTINUIAMO A PARLARE DI MONTEPASCHI (CERCANDO DI CAPIRCI)


Stamattina le rassegne stampa delle 6 avevano tra le notizie principali, se non la principale, le nuove richieste della BCE in ordine alla ricapitalizzazione del Monte  dei Paschi: ho seguito le rassegne su due o tre canali televisivi: NON CI HO CAPITO NIENTE, forse perché ci capiscono poco coloro che commentano le notizie per cui fanno commenti "a spanne" e........chi si è visto si è visto. E allora cerchiamo di mettere un po' d'ordine.
Sembrerebbe - ma è certo - che il Montepaschi abbia ricevuto una lettera dalla vigilanza della BCE - rammento che dal 1 Gennaio la vigilanza sulle banche dell'Unione è di competenza degli organi di vigilanza centrali - nella quale si richiede alla banca di portare a 8,8 miliardi l'aumento di capitale richiesto dei quali 4,5 a carico dello Stato e gli altri 4,3 a carico degli obbligazionisti sottoscrittori di subordinate. L'aumento rispetto ai 5 miliardi in precedenza quantificati è da mettere in relazione agli stress test di Luglio e, soprattutto, al fatto che in questi mesi la situazione si è ulteriormente aggravata, sia perchè la banca sta operando in perdita sia perché la banca sta perdendo raccolta. Quindi sarebbero chiamati a concorrere azionisti (che hanno visto azzerato il loro investimento), sottoscrittori di subordinate, e, in ultima istanza lo Stato. La strada è sempre più in salita, logica conseguenza di anni di gestione dissennata sotto il profilo tecnico e morale. Ci sono alcune "tecnicità" da mettere a punto: ad esempio visto che la conversione volontaria di obbligazioni subordinate in azioni  si è fermata a 2,4 miliardi i due miliardi che mancano ce li dovrebbe mettere lo Stato il cui impegno salirebbe da 4,5 a 6,6. E' materia duttile perchè da un lato le autorità europee vogliono - giustamente - che l'intervento dello Stato sia di ultima istanza e, dall'altro, evitare crisi sistemiche che produrrebbero squilibri pericolosi. Il settore del credito resta un campo minato dove bisogna fare molta attenzione a come si debbono mettere i piedi (leggasi: a come intervenire). seguo

 

venerdì 23 dicembre 2016

CONTINUIAMO A PARLARE DI MONTEPASCHI

In queste ultime settimane ho parlato poco di Montepaschi, pur seguendone da vicino le vicende; l'epilogo era scontato ed evidente come era chiaro che la conversione in azioni delle obbligazioni subordinate non sarebbe stata sufficiente a ricapitalizzare in misura adeguata l'Istituto senese(si è fermata a 2,4 miliardi contro gli almeno cinque necessari). Il fondo sovrano del Qatar si è ovviamente defilato, ammesso e non concesso che il suo interessamento fosse reale. Interverrà lo Stato.
Faccio una premessa: non sono per nulla contrario, in linea di principio, all'intervento dello Stato in un settore di preminente interesse pubblico come del resto è espressamente enunciato nell' 47 della Costituzione che recita:"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina, controlla l'esercizio del credito". Negli ultimi anni il coordinamento e il controllo sono stati del tutto opachi e carenti ed è su questo fronte che occorre intervenire con decisione
Come interverrà lo stato!? Utilizzando il fondo di 20 miliardi appena autorizzato dal parlamento. E' finanziato a debito, è vero, ma una volta tanto il fine giustifica i mezzi. Cosa succederà? Faccio un'altra premessa: è assolutamente necessario che sia assicurato pari trattamento ai clienti MPS e ai clienti delle altre banche in crisi, in primis le 4 banche "risolte", cioè fallite a novembre dello scorso anno.Mi sembra invece che i clienti MPS vengano trattati meglio e questo è già inaccetabile. Il decreto è stato "buttato giù" in fretta, nei tempi stretti dell'emergenza, verrà modificato, per cui mi astengo dal commentarlo se non con un giudizio di sintesi negativo per l'approssimazione con il quale è stato varato questo come altri provvedimenti.
Il settore del credito è delicato e le aree di rischio più o meno nascosto sono tante (basti pensare a Unicredito che ha denunciato problemi  di non irrilevante gravità; ci ritornerò): è materia da trattare con molta delicatezza