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domenica 17 febbraio 2019

PARLIAMO DI BANCA D'ITALIA

In queste ultime settimane sono ripresi violenti gli attacchi alla Banca d'Italia e al suo governatore Ignazio Visco da parte del mondo politico che accusa la nostra Banca Centrale di non aver vigilato, o di aver vigilato male, negli anni scorsi, sul sistema bancario che ha fatto registrare numerosi casi di default. L'argomento è delicato per cui, nell'affrontarlo, ritengo pregiudiziale fare il punto ed avere le idee chiare su tre aspetti:
- quali sono i compiti della Banca d'Italia
- quali sono le fonti normative dalle quali BankItalia trae i suoi poteri
- quali sono gli strumenti di intervento che la Legge riconosce all'Istituto di emissione
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COMPITI
I compiti di Banca d'Italia sono molteplici. In questa sede mi limiterò a parlare dei compiti di vigilanza sul sistema bancario ma ricordo che tra i compiti della nostra Banca Centrale ci sono:
- contrastare il  riciclaggio e il finanziamento del terrorismo
- contrastare l'usura
- assicurare la trasparenza e la correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti
-  svolgere attività di tesoreria per conto dello Stato e gestire la tesoreria unica
- svolgere una istituzionale attività di ricerca in campo economico e macroeconomico che è alla base della pubblicazione del bollettino economico,del supplemento mensile al bollettino con i dati sul debito pubblico e di numerose altre pubblicazioni. L'Ufficio Studi di via Nazionale gode di indiscusso prestigio internazionale
- amministrare le riserve uficiali in oro e valuta del nostro Paese e parte di quelle della Banca Centrale Europea.
Le riserve sono di proprietà della Banca d'Italia (così sancisce l'art.127 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea) in quanto esse costituiscono parte integrante delle riserve dell'Eurosistema. Va ricordato a quanti in queste ultime settimane hanno ventilato l'ipotesi di utilizzare parte delle riserve in una ottica di riequilibrio del bilancio corrente dello Stato.
Le riserve in oro ammontano a 2.452 tonnellate così dislocate:
- 1.100 tonnellate, pari al 44,86, in Italia
- 1.061,5 tonnellate pari al 43,29 negli USA
-    149,3 tonnellate pari al 6,09 in Svizzera
-    141,2 tonnellate pari al 5,76 nel Regno Unito
L'Istituto, inoltre, si occupa dell'emissione delle banconote e delle monete in euro.
Ma l'attività più rilevante, e più delicata, dopo che il governo della moneta e la politica monetaria dell'area euro sono passati in capo alla Banca Centrale Europea, è senz'altro quella di vigilanza sul sistema bancario che Bankitalia esercita di concerto e in cooperazione con la BCE. Attività di vigilanza sia sui singoli intermediari (analisi microprudenziale) che sul sistema nel suo complesso.(analisi macroprudenziale)
Sul piano pratico la BCE effettua i controlli suile banche e i Gruppi bancari di maggiori dimensioni servendosi degli JST (Joint Supervisory Team), nuclei ispettivi formati in prevalenza da personale Bankitalia e guidati da un coordinatore designato dalla BCE(subcoordinatore italiano).
Sugli Istituti o i Gruppi meno "significativi" la vigilanza è effettuata direttamente da Bankitalia.
E' peraltro assolutamente necessario precisare che questo schema di controlli e vigilanza in capo alla BCE è recente(2014) e che tutti i casi di default registratisi nel più recente passato hanno origine più lontana, in anni nei quali il compito di vigilanza era di competenza esclusiva della Banca d'Italia. Facciamo un passo indietro.
Bankitalia traeva la fonte dei suoi compiti e delle sue possibilità e doveri di intervento dal Testo Unico Bancario(TUB) - decreto legislativo n.1853 del 1 Settembre  1993 e successive modifiche(ultimo aggiornamento Gennaio 2018) subentrato nella disciplina del settore alla legge bancaria del 1936
Il testo Unico individua (art.1) tre autorità creditizie:
- il CICR - Comitato interministeriale Credito e Risparmio
- il ministro dell'economia e delle Finanze
- la Banca d'Italia
Il CICR - recita l'articolo 2 - è un organo collegiale costituito da alcuni ministri(ministro dell'economia che lo presiede, del commercio estero, delle infrastrutture, dell'agricoltura,) ha l'alta vigilanza in materia di credito e di tutela del risparmio, delibera con decreto nelle materie di sua competenza. Alle sue riunioni partecipa il governatore della Banca d'Italia
Il ministro dell'economia e delle finanze - recita l'art 3 -  adotta con decreto i provvedimenti di sua competenza previsti dal Testo Unico che può sottoporre preventivamente al CICR: in caso d'urgenza sostituisce il CICR
La Banca d'Italia - dispone l'articolo 4 - nell'esercizio della sua attività di vigilanza formula le proposte per le deliberazioni di competenza del CICR previste dal titolo II del Testo Unico, emana regolamenti nei casi previsti dalla Legge, impartisce istruzioni, adotta i provvedimenti di carattere particolare di sua competenza. Determina e rende pubblici previamente i principi e i criteri della sua attività di vigilanza. Inoltre - comma 3 - stabilisce i termini per provvedere, individua il responsabile del procedimento, indica i motivi delle decisioni e pubblica i provvedimenti  di carattere generale. Annualmente pubblica una relazione sullattività di vigilanza svolta.
Sottolineo inoltre l'articolo 8 secondo il quale le autorità creditizie(CICR, Ministro e Banca d'Italia) esercitano i poteri di vigilanza ad esse attribuiti avendo riguardo alla sana e prudente gestione dei soggetti vigilati, alla stabilità complessiva, alla efficienza e alla competitività del sistema finanziario nonchè alla osservanza delle disposizioni in materia creditizia. La vigilanza si esercita  sulle banche, sui gruppi bancari, sugli intermediari finanziari, sugli Istituti di moneta eletronica
Spezzo il post in due parti anche per ragioni di lunghezza. Mi premeva sottolineare ed evidenziare che l'attività di vigilanza è attribuita dalla Legge (attività del potere legislativo) a tre autorità(Comitato, Ministro e Banca d'Italia) di cui due strettamente politiche. Ed i poteri di intervento sanzionatorio li ha il potere politico. Siamo sicuri che le manchevolezze siano tutte  della Banca d'italia?
Cercheremo di vederlo nel secondo post

domenica 10 febbraio 2019

Alberto Pirani: GIORDANO BRUNO 17 FEBBRAIO 1600 - 17 FEBBRAIO 2019

Alberto Pirani: GIORDANO BRUNO 17 FEBBRAIO 1600 - 17 FEBBRAIO 200...: Oggi 17 febbraio ricorre il 409 anniversario della morte di Giordano Bruno, mandato al rogo per eresia su sentenza dell

  La prossima settimana, Domenica 17, ricorre l'anniversario della morte di Giordano Bruno, mandato al rogo per eresia in Campo dei Fiori il 17 Febbraio 1600. Da quando questo blog è operativo segnalo la ricorrenza, in genere qualche giorno prima, affichè chi volesse approfondire ne abbia il tempo e chi volesse documentarsi lo possa fare informandosi in merito alle varie iniziative che in tutto il Paese e in varie città d'Europa vengono prese per ricordare il frate domenicano campano. Da parte mia ogni anno pubblico nuovamente il primo post che ho dedicato all'argomento, quello del 17 Febbraio 2009; ritengo infatti prioritario non perdere alcuna occasione per ricordare a noi stessi e alle nuove generazioni quanto sia stato lungo e travagliato il cammino per giungere al riconoscimento del diritto e della libertà di ciascuno di noi di esprimere un pensiero autonomo. Le conquiste così faticosamente acquisite  sono un patrimonio che è necessario difendere perchè niente è acquisito per sempre.

martedì 5 febbraio 2019

RITORNIAMO A PARLARE DI ECONOMIA - IL REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100

Sono state varate le due più importanti misure di politica economica che il governo aveva nel suo programma: reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni. Inizio a fare alcune valutazioni
REDDITO DI CITTADINANZA:
è operativo il portale sul quale si possono trovare le informazioni circa condizioni, importi, beneficiari della misura. Dal 6 Marzo il portale sarà utilizzabile per presentare le domande on line. Le domande potranno essere presentate anche tramite i CAF e tramite le poste
Il portale mi sembra ben fatto, chiaro e di non difficile utilizzo
In sintesi il reddito di cittadinanza per come è stato strutturato si configura, a mio avviso, essenzialmente come   misura di sostegno al reddito per persone e famiglie in condizioni di disagio economico e con queste caratteristiche mi sembra un provvedimento in linea con la necessità di sostenere le condizioni di vita di una fetta crescente di popolazione e quindi non criticabile in termini assoluti. Ma bisogna aver ben individuato le risorse e le fonti di finanziamento di un programma così impegnativo per evitare un naufragio che potrebbe essere molto doloroso. Sarà modesto, invece, sempre a mio avviso, l'impatto sulla creazione di nuovi posti di lavoro e sul Prodotto Interno Lordo. Cercherò di spiegare perchè.
BENEFICIARI: cittadini italiani, cittadini comunitari, cittadini stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni di cui almeno gli ulltimi due consecutivi 
 E' stato criticato l'aver compreso tra i beneficiari anche gli extracomunitari con una residenza di almeno 10 anni di cui gli ultimi due consecutivi. Una residenza di 10 anni mi sembra un periodo "equo" per considerare l'extracomunitario di fatto assimilato al cittadino e la circostanza non mi sconvolge. Piuttosto mi chiedo se lo Stato ha gli strumenti per ricostruire la presenza della persona sul territorio.
CONDIZIONI: avere un reddito ISEE inferiore ai 9.360 euro annuali, un patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa inferiore ai 30.000 euro e un patrimonio mobiliare inferiore ai 6.000 euro che può arrivare ai 20.000 per famiglie con disabili. Mi chiedo se lo Stato, meglio l'INPS che dovrà effettuare i controlli, ha gli strumenti per individuare il rispetto dei sopracitati parametri. Sono prevedibili abusi e "pastrocchi"
IMPORTO DEL REDDITO DI CITTADINANZA:
- FINO A 780 EURO MENSILI PER UN SINGLE (di cui massimo 500 come sostegno al reddito, 280 come sostegno al pagamento dell'affitto e 150 per il pagamento dellle rate del mutuo. Nessun importo se si vive in casa di proprietà
- FINO  A 780 EURO MENSILI  per un pensionato di età superiore ai 67 anni di cui 630 come sostegno al reddito e 150 come sostegno al pagamento dell'affitto per l'abitazione.
L'utilizzo avverrà mediante una "carta prepagata" emessa da Poste Italiane che verrà ricaricata ogni mese e dovrà essere utilizzata completamente entro il mese successivo altrimenti viene decurtata. La carta potrà essere utiizzata anche  per prelevamenti cash fino a 100 euro al mese o per pagare con bonifico effettuato tramite le Poste il canone di affitto. Mi chiedo: ma non si poteva stabilire che il bonifico per pagare l'affitto, bonifico da fare attraverso Poste Italiane sulle quali è appoggiata tutta la procedura, fosse gratuito? E non si poteva stabilire che i prelevamenti fossero esenti da commissioni sia se effettuati su "bancomat" delle Poste che di altri operatori? Piccoli dettagli ma le persone interessate sono a basso reddito per cui anche un euro può essere rilevante.
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L'aver inserito nello stesso provvedimento il reddito e la pensione di cittadinanza e averli costruiti come sono stati costruiti, direi sovrapponibili, conferma che, di fatto, la finalità principale del provvedimento è il sostegno al reddito(un pensionato non deve essere accompagnato a cercare un nuovo lavoro). In pratica sono state introdotte la "pensione minima" (780 euro di cui 630 come importo nominale e 150 di contributo al pagamento dell'affitto) e il salario minimo (500 euro) oltre a euro 280 di sostegno al pagamento dell'affitto o del  mutuo. Di fatto sono stati trattati molto meglio i pensionati, che tra l'altro non corrono il rischio di perdere "l'integrazione al minimo" che la pensione di citadinanza assicura loro, di quanto non lo siano stati trattati i giovani e i meno giovani disoccupati e in cerca di lavoro-
Infatti chi è già in pensione acquisisce senza alcuna altra condizione l'integrazione al minimo mentre chi è in età lavorativa perde il reddito di cittadinanza se rifiuta il lavoro  proposto dalle Agenzie per il lavoro presenti sul territorio. Questo è evidentemente giusto ad evitare che venga favorito chi preferirebbe ciondolare  o flanellare sul divano. 
Ma si è è creato il paradosso che la pensione minima è di 630 euro mentre il salario minimo è di 500 euro Ed è banale osservare che a parte il fatto che "lavorare stanca", andare a lavorare ha un costo in certi casi piuttosto significativo che i pensionati non sostengono.
In sintesi, non male per i pensionati e una caterva di vincoli per chi ha l'obbiettivo di inserirsi nel ciclo  produttivo. E c'è da chiedersi: ma le Agenzie per il lavoro saranno in grado di proporre occasioni di lavoro numericamente  e qualitativamente adeguate alla vasta - si presume - platea di richiedenti? il loro ruolo è quello di mettere in contatto domanda e offerta di lavoro ma il mondo delle imprese è in grado di offrire posti di lavoro in abbondanza per una platea così vasta? il loro ruolo è anche formativo ma mi chiedo che tipo di formazione potranno dare ai richiedenti se "i navigators" sono praticamenti tutti fa formare, se non è chiaro come e da chi verranno assunti e se non si ha idea di quali siano le figure professionali e le caratteristiche professionali richieste dal mercato? Perchè bisogna avere le idee molto chiare in proposito: il lavoro "vero" lo crea il mondo delle imprese, delle medie e grandi imprese soprattutto (piccole imprese e artigiani svolgono attività di supporto) che debbono non trovare ostacoli burocatici alla loro attività, debbono essere sostenute con opportune politiche di defiscalizzazione del costo del lavoro e di sostegno agli investimenti ma che debbono  essere loro stesse ad individuare le richieste dei mercati, a fare formazione e ricerca, e a "competere".Anche lo Stato ha un ruolo importante ma non si può e non si deve nascondere che il bilancio dello Stato non consente attualmente e non lo consentirà nel futuro prosssimo di mettere in campo risorse consistenti per  investimenti massicci in grandi opere, infrastrutture, salvaguardia e messa in sicurezza del territorio. Un approccio keynesiano è sempre il modo migliore per affrontare le problematiche ma non si può prescindere dai "numeri" e dal quadro generale nel quale ci si muove. Il reddito di cittadinanza e i nuovi posti di lavoro che dovrebbero crearsi con la sostituzione di chi potrà essere collocato in pensione usufruendo di quota 100, tuttalpiù consentiranno di immettere qualche miliardo di liquidità nella economia reale che presumibilmente verranno spesi beni di prima necessità e in prodotti e servizi di origine prevalentemente estera, rivitalizzeranno la domanda interna, ma non fermeranno la deindustrializzazione della nostra economia che è il principale nodo strutturale e trascina con sè perdita di know-how, capacità innovative, competività e soprattutto perdita di posti di lavoro. Mi sembra pertanto del tutto fuori luogo l'ottimismo del premier Conte che ha dichiarato che il 2019 sarà un anno bellissimo, del Vicepremier Di Majo il quale, dopo aver abolito la povertà nella prima settimana di governo, è convintissimo che siamo alla vigilia di un nuovo boom, del Vicepremier Salvini che ha ripulito il mare nostrum e difeso le nostre frontiere dalle invasioni dei barbari.
Ammonimenti, giudizi scettici  e dati non positivi ne arrivano tutti i giorni: Bankitalia, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario, Istat, Unione Europea, Società di rating. Potrebbe essere utile una attenta riflessione e una grande onestà intellettuale nell'esaminare le varie problematiche da parte del governo, anche perchè il quadro internazionale non è dei più rosei, ma dubito fortemente che ciò possa essere possibile.
Do peraltro atto all'esecutivo che tra mille contraddizioni, cerca comunque di agire e la frase citata da Di Maio può essere condivisa, anche se non è di Einstein.