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venerdì 15 giugno 2018

ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 10 GIUGNO 2018

Il 24 Giugno, giorno dei ballottaggi, è ancora lontano. Nel frattempo ritengo utile approfondire alcune riflessioni che ho sviluppato nei due precedenti post che ho dedicato all'argomento. In particolare mi sembra necessario chiarire quale è il mio modo di ragionare quando approccio un problema.
- cerco innanzitutto di documentarmi il  più possibile
- mi sforzo di osservare le cose nel modo più asettico possibile
-  provo ad individuare le linee di tendenza e vado a cercarne le motivazioni
- separo il giudizio sulla situazione quale mi appare dalle mie personali convinzioni.
Ed ecco come vedo la situazione del Paese in questo momento.
Vedo un Paese fortemente preoccupato per le tante insicurezze del vivere quotidiano. Tra le preoccupazioni c'è certamente quella legata ai problemi della immigrazione, anche per il martellamento continuo dei media sull'argomento, ma non è la principale. Il problema più sentito, a mio avviso, è il lavoro, la paura di perderlo, la difficoltà a trovarlo. Perchè è chiaro a tutti che se non si ha lavoro anche la banalità di pagare la bolletta della luce o prendere un caffè al bar può diventare un problema. e sono pochi, sempre a mio avviso, coloro che attribuiscono  agli immigrati i problemi del mondo del lavoro. Piuttosto le responsabilità vengono attribuite ad una classe politica che da in continuazione una sconfortante immagine di sè (ultimo episodio lo stadio della Roma Calcio) e ad una  classe imprenditoriale che stenta a tenere il passo sui mercati internazionali, non solo per suoi limiti o carenze,le viene riconosciuto,ma anche per le debolezze complessive del sistema Italia, e agli effetti della globalizzazione. Se ci fate caso i sacchetti gialli dell'ESSELUNGA sono tutti "made in Vietnam". Cinquanta anni fa i vietcong venivano mitizzati dalla mia generazione che se li immaginava contrastare eroicamente gli invasori yankee sul sentiero di Ho-chi-Minh, (che non era un sentiero unico come credevano quegli stupidotti degli americani ma un dedalo di sentieri, vie di fuga passaggi segreti nel folto della vegetazione della foresta pluviale dove i "viet" si muovevano come pesci nell'acqua e sbeffeggiavano militarmente gli americani; così ce l'avevano  venduta) Cinquanta anni dopo fabbricano i sacchetti gialli della Esselunga o le scarpe da jogging della Nike o della Mitzuno. Un minimo di riflessione al riguardo andrebbe fatta.
Altra fonte primaria di preoccupazioni, il sistema pensionistico. E' preoccupato chi sta per raggiungere i requisiti e vede sempre più allontanarsi il "d-day", sono preoccupati i giovani che hanno capito benissimo che le loro pensioni saranno aleatorie e certamente magre. In questa fase la mia generazione sta tamponando le crescenti difficoltà con aiuti in denaro o altre utilità e con "prestazioni di servizi"(far la spesa, tenere i bambini, assicurare una presenza confortante in caso di bisogno).ma tra 20 anni la mia generazione non ci sarà più e chi guarda lontano vede in ciò motivo di inquietitudine. E destano preoccupazione ed allarme il degrado fisico di molte città, immediatamente percepibile visto che ormai in pratica non si fa più manutenzione, e dell'ambiente. E sono produttrici di insicurezza i continui episodi di  violenza, - non sono inventati - che le cronache giornalmente segnalano e la evidente difficoltà delle famiglie a tenere sotto controllo le tensioni che  covano al loro interno
E hanno prodotto devastanti lacerazioni i crac di molte, troppe banche ed Istituzioni finanziarie che hanno rovesciato sui cittadini risparmiatori  la distruzione di ricchezza imputabile esclusivamente ai comportamentti disonesti di Consigli di Amministrazione e Manager operativi che spesso hanno rivelato un livello di competenze assolutamente insufficiente a coprire ruoli apicali. Preoccupano i livelli raggiunti dal debito pubblico visti i pericoli che potrebbero emergere per i risparmi.
Questa è la situazione, a mio avviso, tale da non presentare rilevanti motivi di ottimismo.
Conseguenza è che crescono i consensi, non è solo un fenomeno italiano, verso le forze che si propongono come risposte a questo stato di insicurezza crescente, da noi Lega per chi auspica maggiore "ordine" e maggiore presenza dello Stato, Cinquestelle per chi auspica un rinnovamento anche generazionale che superi l'impasse nel quale siamo invischiati.. Nessun "appeal" possono avere vecchie forze che si richiamano a esperienze ormai esaurite (la sinistra di Liberi ed Uniti il cattolicesimo popolare della vecchia DC); in costante regresso un partito come Forza Italia che si era proposto come coagulo di forze liberali ma che è sempre stato il partito  personale di SB. Pochissimo consenso riscuote il Partito Democratico il quale non è in grado di percepire quali sono le priorità, i bisogni, le ansie, le paure degli Italiani del 2018 e che ha perso il contatto con il Paese Questo è quell che penso, non condivido se non in parte "il sentiment" che ho cercato d delineare ma trovo assurdo che le forze cosiddette progressiste imputino  "alla gente" il fatto di non essere capiti. La responsabilità è esclusivamente loro. E trovo per lo meno discutibile che le mie osservazioni, condivisibili o meno, portino taluno a pensare che abbia perduto in coerenza.

martedì 12 giugno 2018

ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 10 GIUGNO 2018

Non ho commentato i risultati delle amministrative di Domenica perchè un giudizio serio, vista la legge elettorale che regola le amministrative comunali, non può essere dato se non dopo i ballottaggi, Dopo il secondo turno si sarà in grado, tutti quanti, di esprimere un giudizio motivato. Però alcune linee di tendenza sono emerse chiare: come previsto la Lega ha ottenuto un ottimo risultato a conferma che la linea di Salvini è apprezzata da molti Italiani, non solo del Nord ma anche del Centro, dove ha eroso tradizionali aree di consenso dei partiti di sinistra, e del Sud. La Lega secessionista di Bossi è lontana. Salvini ne ha fatto un partito nazionale di destra che ha vaste aree di consenso sulle quali contare. Il perché è chiaro; checchè se ne dica gli Italiani, con accenti diversi nelle varie regioni ma tutti quanti, si sentono fragili, deboli, con un tenore di vita in progressivo regresso, in una situazione insicurezza crescente. il timore di perdere il lavoro e il flusso regolare di entrate sul quale far conto per impostare il modo di vivere e il livello di spese, le difficoltà crescenti di commercianti, artigiani, e piccoli imprenditori che registrano, in molti casi, bruschi cali di fatturato e di giro d'affari, il timore delle famiglie di vedere i figli a rischio di non entrare nemmeno nel mondo del lavoro, un senso di insicurezza generalizzato, la vera e propria paura dei più anziani di non avere risorse sufficienti per curarsi e per farsi assistere in caso di bisogno, tutto questo trova, a torto o a ragione, una risposta nella Lega. Forza Italia sta progressivamente svuotandosi in uno con il disfacimento del suo leader, il Movimento 5 stelle mostra tutti i suoi limiti che appaiono chiari nelle amministrazioni locali per cui rischia di perdere lo slancio sul quale ha ottenuto il larghissimo successo elettorale del 4 Marzo.
Poi c'è il Partito Democratico, sempre più assente, sempre più lontano "dalla gente", sempre più in difficoltà soprattutto nelle aree dove storicamente un "pensiero di sinistra" era nel DNA dei cittadini. Sembra che si accontenti, il PD, di essere ancora in vita mentre avrebbe dovuto essere il motore della rinascita dell Paese. Intanto ha perso una città importante come Catania e voglio vedere a fine ballottaggi quante amministrazioni avrà saputo conservare; certo è che tanta gente prova un senso di disagio e quasi di repulsione quando sente le dichiarazioni dei dirigenti che rappresentano il partito nei rapporti con i media,............e scappa, letteralmente Trovo stupefacente, in negativo, la mutazione genetica che il PD ha fatto registrare in così poco tempo. Ci aggiorniamo dopo i ballottaggi. Di carne al fuoco ce ne è parecchia e argomenti di riflessione non mancano.

domenica 10 giugno 2018

ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL10 GIUGNO 2018

Si stanno per chiudere le urne e mi azzardo a fare qualche previsione, visto che ultimamente non ne ho azzeccata praticamente nessuna.
Forte arretramento  di Forza Italia, Forte aumento per la Lega- Forte arretramento per il PD che perderà praticamente tutti i sindaci attualmente in carica, aumento ma meno marcato di quello della Lega per i 5 stelle.
Si preannunciano numerosi ballottaggi tra Lega e 5 stelle che confermeranno , se mai ce ne fosse stato bisogno, la schizofrenia del nostro sistema.

venerdì 8 giugno 2018

IL CONTRATTO POST N. 16 FACCIAMO IL PUNTO SECONDA PARTE

E veniamo ai più recenti sviluppi. Lo scenario che si presentava al cittadino elettore il 4 Marzo scorso era in sintesi questo: tre opzioni in campo tra le quali scegliere
a) una coalizione di centro destra dove la LEGA di Matteo Salvini, che i sondaggi davano in forte crescita, si presentava alleata di FORZA iTALIA, partito personale di Silvio Berlusconi che i sondaggi davano in forte calo e di Flli d'Italia  - ben guidata da Giorgia Meloni - in crescita
ma comunque dal consenso elettorale limitato
b) il Partito Democratico  sempre più in mano a Matteo Renzi e sempre più lontano dai princìpi ideali che ne avevano ispirato la costituzione. Un partito Democratico dove l'attività principale era una feroce guerra tra Renzi e i suoi avversari interni, dove si affermavano personaggi mediocri e discutibili che supportavano acriticamente il capo nella opera di demolizione e annientamento degli avversari. Dove Renzi vinceva all'interno costringendo alla uscita una componente importante che avrebbe dato vita a "Liberi e Uniti" e riducendo praticamente al silenzio la componente che aveva deciso di proseguire dentro il Partito la sua battaglia contro la deriva renziana e che si riconosceva intorno alla figura dell'Onorevole Orlando. Anche il governatore delle Puglie, Emiliano, aveva deciso di "restare".
Dove Renzi continuava a perseguire con determinazione il disegno politico del Partito della Nazione, che sarebbe ben visto - a mio avviso - anche in campo internazionale,  -  un partito centrista che nei suoi disegni sarebbe ovviamente guidato da lui, che dovrebbe mettere insieme l'area di elettorato che finora ha affidato al cavaliere, ex ora riabilitato ma comunque al capolinea,il mandato di rappresentarlo e l'area renziana del PD
Un partito Democrtico che prendeva una batosta elettorale dietro l'altra perchè chi aveva creduto nel progetto non poteva tollerare il suo snaturamento ed essere complice del suo fallimento, ma che dalle batoste non traeva alcun insegnamento
c) un Movimento 5 stelle che si presentava come forza giovane, anche anagraficamente, consapevole che le politiche degli ultimi anni avevano distrutto le speranze e le prospettive delle generazioni più giovani che si proponeva di rappresentare, convinta che il livello di corruzione nella pubblica aministrazione rappresentava ormai un peso enorme che schiacciava ogni possibilità di riscatto del Paese. Un movimento costituito da persone inesperte, con idee probabilmente non chiare in ordine alle problematiche economiche e macroeconomiche di un Paese come l'Italia, ma che era l'unica forza piena di energie allo stato nascente in grado di fermare il declino economico e morale del Paese e in grado di far saltare il blocco di interessi che paralizzava la nostra società.
Personalmente avevo deciso di non andare a votare - e questo per la prima volta - alle elezioni politiche del 4 Marzo. Hai settanta anni, mi dicevo: lascia che i più giovani decidano da soli il loro destino. Inoltre, avendo una visione piuttosto pessimista del futuro dell'Italia non vedevo nessuno in grado di fermare i processi degenerativi in corso. Poi aveva prevalso il diritto dovere di non rinunciare alle mie prerogative di cittadino ed ero andato a votare. Ed avevo votato 5 stelle pur nutrendo parecchi dubbi sul programma e sui vertici del movimento.
Non potevo infatti votare per la coalizione di centro destra "per la contraddizion che nol consente" e perchè mi è impensabile pensare di ritrovarmi sulla stessa sponda del fiume con SB. Non potevo votare Liberi e Uguali sia perchè li ritengo ancorati a vecchi schemi ormai superati e perché mi sarei trovato in compagnia di D'Alema che ritengo il maggior responsabile del fallimento della sinistra nel nostro Paese. E in compagnia di Bersani che lascio volentieri a smacchiare il giaguaro, e di Grasso che come idea portante ha avanzato la proposta di "Università gratis per tutti" Non potevo votare per IL pd dal quale ero uscito per le motivazioni che ho precedentemente illustrato e che nel corso del tempo non solo non aveva fatto la minima autocritica al proprio operato ma aveva accentuato la distanza da quello che avrebbe potuto e dovuto essere.
Ho votato 5 stelle convintamente, pur con le riserve che ho illustrato, anche perchè ritengo che nei passaggi cruciali della storia si debba avere il coraggio di rischiare e di mettersi in gioco.
La crisi di governo è stata lunga, quasi tre mesi, tortuosa e non avrei mai pensato che si sarebbe conclusa con una alleanza/contratto tra 5stelle e Lega. Il PD ha perduto un'altra occasione di tornare in gioco con un'alleanza con i 5 stelle che sarebbe comunque stata meno anomala rispetto a quella del contratto
Il Presidente Mattarella ha pilotato i vari passaggi con modi talvolta ambigui e discutibili. Ma c'era la necessità di formare un governo e il governo c'è. Notevoli erano state le difficoltà a individuare il ministro dell'economia e il ministro è stato individuato, proposto e nominato. Osservo però che mi sembra singolare che il Prof Paolo Savona fosse non proponibile come Ministro dell'Economia per le riserve espresse su alcuni passaggi  della costituzione dell'Unione Europea e vada invece bene come ministro per le politiche comunitarie. C'erano state difficoltà ad individuare il Presidente del Consiglio dopo che i due leaders sottoscrittori avevano fatto entrambi un passo indietro, sollecitato e richiesto senza alcun dubbio, e il Presidente del consiglio è stato individuato, proposto, nominato.
Ora il governo c'è ed ha il diritto dovere di governare; non sarà facile vista la situazione generale ed il fatto che le due forze sono per certi versi antitetiche ed hanno elaborato un programma di governo pieno di contraddizioni. Tutti i protagonisti hanno molto da imparare. Speriamo che lo facciano in fretta e senza far pagare prezzi troppo alti al Paese. I primi passi non sono stati esaltanti:
- il Ministro degli Interni Salvini, ad esempio, dovrebbe rendersi conto che l'espressione "è finita la pacchia per gli immigrati" può al limite essere pronunciata in una sezione della Lega  della provincia comasca o varesotta ma è inadatta sulla bocca di un ministro degli interni. Il ministro ha accanto a sè una compagna gradevole e abituata a trattare situazioni e contesti diversi; ci auguriamo che, parlandone pacatamente a cena, glielo faccia capire.
- il Presidente del Consiglio Conte, che a me non dispiace, deve convincersi che deve dare l'impressione di non essere eterodiretto e deve prendere in mano la situazione con piglio  e con forte autonoma personalità. Dovrebbe inoltre prendere l'abitudine di "ripassare" ogni 15 giorni le biografie delle massime cariche istituzionali, dei leader politici suoi avversari e di quelli suoi alleati. Lo scivolone su Piersanti Mattarella è "sgradevole" ma vorrei ricordare agli esponenti della ex democrazia cristiana che sono giustamente intervenuti in difesa di Piersanti Mattarella e di suo fratello attuale Capo dello Stato che sarebbe anche opportuno ricordare che negli stessi anni nei quali la Mafia uccideva Piersanti Mattarella un altro democristiano doc e dop, Giulio Andreotti, con la Mafia aveva rapporti stretti e continuativi attraverso il suo proconsole in Sicilia, l'onorevole Salvo Lima, e il braccio finanziario dei cugini Ignazio e Nino Salvo, esattori di Salemi. E i rapporti erano talmente stretti e consolidati che quando cosa nostra decise che l'onorevole Andreotti era ormai inaffidabile e non più utile in quanto tutte le promesse di annullamento della sentenza del maxiprocesso erano state disattese, glielo fecero capire con messaggi forti e chiari. Totò Riina aveva una sua logica semplice e coerente
- il 12 Marzo 1992  fu assassinato Salvo LIma mentre si recava ad un convegno a Palermo al quale era atteso anche Giulio Andreotti
- il 23 Maggio 1992 fu assassinato Giovani Falcone. L'assassinio servì anche a fermare la corsa al Quirinale del Divo Giulio
- il 19 Luglio 1992 fu assassinato Paolo Borsellino
- il 17 Settembre 1992 fu assassinato Ignazio Salvo ( il cugino Nino, per sua fortuna, era morto nel 1986). Del Gruppo di fuoco che eseguì la sentenza di Totò Riina facevano parte Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca e Antonino Gioè (il gotha dei Corleonesi)
Con poche semplici mosse ra stata eliminata la corrente andreottiana colpevole di non aver mantenuto le promesse di annullamento della sentenza del maxiprocesso e di alleggerimento del 41-bis e venivano eliminati i due magistrati che avevano memoria diretta dei rapporti e degli intrecci mafia/politica. La prima Repubblica era al suo epilogo. Ci si preparava alla discesa in campo.
La fine della seconda Repubblica avviene in un clima fortunatamente diverso ma non meno insidioso. A coloro che guidano e guideranno il Paese si chiede senso dello Stato, saggezza, equilibrio, capacità di vedere anche dentro e dietro le righe, competenze tecniche e forte tempra morale.
Siamo il Paese che ha dato i natali a Virgiiio, a Seneca, a Dante, a Leonardo, a Michelangelo, a Leopardi, a Enrico Fermi e a tante altre figure eccellenti. Ricordiamocelo e cerchiamo di volare alto

giovedì 7 giugno 2018

IL CONTRATTO - POST N.15 FACCIAMO IL PUNTO


Il governo dopo aver ottenuto la fiducia  al senato con 171 voti favorevoli, 117 contrari e 25 astenuti,  ha ottenuto la fiducia della camera dei deputati con 350         favorevoli, 236 contrari e 35 astenuti. Numeri che assicurano all'esecutivo guidato dal Prof. Conte tranquillità operativa e la possibilità di procedere con speditezza nella propria azione di governo. A questo punto...............mi sembra opportuno fare il punto. Mi spiego.
Questo blog, in pratica, è un terreno di confronto di idee con un discreto numero di amici e amiche che mi seguono da tempo e che costituiscono il nocciolo duro dei lettori. Amici ed amiche per lo più miei coetanei, politicamente "orientati a sinistra"in prevalenza, residenti in maggioranza nelle Marche, In Emilia Romagna, in Lombardia. C'è anche un discreto numero di persone che mi segue dall'estero.  Il blog sta raggiungendo le 350.000 visualizzazioni il che mi conforta e mi stimola a proseguire. Alcuni di questi amici, che stimo, si sono meravigliati delle mie recenti prese di posizione con un giudizio che potrebbe sinteticamente riassumersi nell'espressione "non ti riconosciamo"
E allora potrebbe essere utile, sia a me che a loro, fare il punto.
Da quando ho maturato la mia coscienza di persona e di cittadino, mi sono sempre riconosciuto in posizioni riconducibili all'area di centro sinistra: una struttura economica saldamente basata sull'economia di impresa ma con interventi diretti dello Stato in alcuni settori strategici e la attitudine e l'attenzione dello Stato a sostenere il ciclo economico nei momenti di rallentamento. In estrema  sintesi una impostazione keynesiana. Una società in cui si faccia attenzione alle istanze e ai bisogni degli individui e delle classi (uso tale parola non a caso) più svantaggiati avendo come faro la giustizia sociale  che, secondo il mio modo di pensare, è in grado di assicurare, tra l'altro, una convivenza la più serena possibile e il riconoscimento ad ognuno della propria dignità di cittadino. In estrema sintesi una impostazione socialista/socialdemocratica. Conseguentemente e coerentemente ho dato il mio voto per lunghissimo tempo al Psi ed in qualche occasione al PRI. Non ho mai votato PSDI che ho sempre visto come partito sostanzialmente "di destra". nè PC  per insofferenza caratteriale alla disciplina e perchè non ho  mai creduto nelle economie collettiviste.
Ho sempre considerato le conquiste del dopoguerra in tema di Stato sociale(scuola pubblica accessibile a tutti e con sostegno ai capaci e meritevoli, sanità pubblica uguale per tutti, sistema pensionistico in grado di assicurare a tutti i cittadini, anche a quelli che non avevano mai svolto attività lavorativa o che la avevano svolta per un numero limitato di anni, dignitosi mezzi di sostentamento nella fase finale della loro esistenza) come le conquiste di maggior importanza di tutta la storia del nostro Paese. Sbalorditive sotto certi aspetti perchè conseguite in un solo quarto di secolo (1945-1970) che senza ombra di dubbio è stato il periodo di maggior sviluppo e crescita del Paese (mi piace l'espressione "Paese", più che l'espressione "Patria)
Fatta questa premessa di carattere generale, ne faccio un'altra di carattere metodologico. Credo che ognuno di noi debba nel corso della vita costruire una propria visione del mondo, della società, dei rapporti tra i popoli e gli individui. Si riconosca, cioè, in una "ideologia"; considero pertanto le categorie destra/sinistra, ad esempio, ancora valide.
Credo però che il più grande errore che si possa fare sia il rimanere prigionieri dell'ideologia, rifiutarsi di guardare la realtà, non chiedersi in continuazione dove portano i comportamenti e le azioni di coloro che in una democrazia rappresentativa esercitano la sovranità popolare, se c'è coerenza tra ciò che si afferma e ciò che si fa.
E passo alla seconda Repubblica (1994-2018)
La seconda Repubblica, se così la vogliamo chiamare, è nata dal disfacimento della prima, accelerato dalla caduta del muro di Berlino e dall'implosione dell'Unione Sovietica.
E' stata caratterizzata dalla contrapposizione  tra il partito personale di un personaggio che non ho mai stimato e sul quale ho sempre avanzato ampie riserve sotto il profilo del suo equilibrio psicofisico, un personaggio individuato per la discesa in campo da "poteri forti" internazionali anche alla luce di ciò aveva comportato il disfacimento dell'Urss, e una serie di forze di centro sinistra che hanno trovato nel Prof. Prodi il loro temporaneo coagulo. Ma la sinistra, notoriamente, è caratterizzata da cupio dissolvi che si è manifestata con il triplice "impallinamento" del Professore bolognese.
a) caduta del primo governo Prodi nell'Ottobre 1998 sotto il fuoco amico del compagno Bertinotti( Bertinotti ritirò l'appoggio esterno di Rifondazione comunista.)
Al governo Prodi succedette il Governo D'Alema (casuale)
b) caduta del secondo governo Prodi nel Gennaio  2008 sotto il fuoco amico di Clemente Mastella e Luigi Barbato(Udeur); Mastella motivò la sfiducia con la mancanza solidarietà politica del governo a lui e alla sua famiglia a seguito dei provvedimenti giudiziari presi dalla magistratura campana nei confronti suoi  e di sua moglie.  Inoltre votarono la sfiducia Lamberto Dini (screzi e odi personali?)  il senatore De Gregorio (eletto dagli Italiani all'estero e comprato da Berlusconi), Domenico Fisichella (indipendente) Franco Turigliatto(sinistra critica, chissà che fine ha fatto)
Al governo Prodi 2, nel quale D'Alema era VicePresidente del Consiglio, subentrò il quarto governo Berlusconi(casuale)
c) mancata nomina del Professore a Presidente della Repubblica nell'Aprile 2013 ad opera dei 101, da ricercarsi nella componente ex PC, PDS, DS(D'Alema & CO.) casuale -, in larghe frange della componente cattolica (Foroni & Co) e in alcuni cani sciolti.
Chi scrive, che aveva aderito con convinzione al progetto Ulivo e al progetto PD iscrivendosi al Partito e coprendo alcuni incarichi alll'interno del circolo della citta in cui vivo, a quel punto riteneva che non esistessero più i presupposti per l'adesione ad una formazione che tradiva continuamente la sua natura. Rimettevo pertanto i miei incarichi con una lettera al Segretario di Circolo e uscivo dal partito. 
Nel frattempo Silvio Berlusconi al quale solamente per l'insipienza della sinistra nelle sue varie componenti era stato riconsegnato il Paese, aveva combinato e combinava talmente  tanti guai e dava così ampie prove di squilibrio che costringeva alcune importanti cancellerie in sintonia con poteri forti internazionali a creare le condizioni per una sua uscita di scena. Complotto? Si, complotto. Giustificato? Si, giustificato. Sovranità limitata? Sempre; non lo abbiamo ancora capito? Di qui il governo Monti(Novembre 2011), professore gradito  a quei poteri. Al governo Monti succedevano tre governi a guida PD che riflettevano le lotte intestine e senza esclusione di colpi nel Partito che, nelle intenzioni dei fondatori, avrebbe dovuto riunire in un nuovo soggetto politico coeso le esperienze dei cattolici popolari e delle tradizioni socialiste e laiche:
- governo Enrico Letta (28 Aprile 2013- 22 Febbraio 2014
- governo Matteo Renzi( altrimenti detto: governo del "Enrico stai sereno") (22 Febbraio 2014 - 12 Dicembre 2016)
- governo Paolo Gentiloni (12 Dicembvre 2016 - 1 Giugno 2018) 
 Spezzo il post e pubblico. Domani la conclusione.

martedì 5 giugno 2018

6 GIUGNO 1968 - 6 GIUGNO 2018 50 ANNI DALL'ASSASSINIO DI BOB KENNEDY

Cinquanta anni fa Bob Kennedy veniva assassinato a Los Angeles nel corso della campagna per le presidenziali del '68 Credo che il miglior modo per ricordarlo sia riproporre il discorso che tre mesi prima di morire fece all'Università del Kansas. Il discorso sul PIL fa emergere con immediatezza la grandezza del politico, la visione lunga dello statista, la capacità dell'uomo di interpretare i tempi. Ed è un importante oggetto di riflessione per interrogarci su presente e futuro.

IL CONTRATTO - POST N.14

  1. Ho ascoltato, con molta attenzione, il discorso che il Presidente del Consiglio, Prof. Conte, ha pronunciato in senato. Il Presidente ha parlato per 71 minuti illustrando il programma di governo, i princìpi ai quali farà riferimento l'azione dell'esecutivo, le misure che verranno adottate nei singoli comparti, le priorità già indicate nel contratto sottoscritto da"Lega" e "5 stelle". Oggi pomeriggio i senatori saranno chiamati a votare la fiducia al nuovo esecutivo. Domani stesso iter alla Camera dei Deputati
  2. Che giudizio dare del discorso. A me è sembrato un bellissimo discorso, pronunciato da una persona dal forte carisma e di indubbia credibilità, che ha messo al centro delle riflessioni il bene  comune ed ha indicato con chiarezza quale sarà la posizione del Governo su ogni dossier. E, aggiungo, un discorso che ha volato molto alto, con forte richiamo a valori etici, con ampia visione prospettica, prese di posizione chiare ed una connotazione di pragmatismo molto forte. Nel complesso un discorso di sinistra, finalmente un discorso pragmatico "di sinistra" che proclama solennemente l'impegno a riconoscersi nei valori che permeano la nostra Costtuzione e nei princìpi di solidarietà che la caratterizano. Gli Italiani il 4 Marzo avevano lanciato un segnale forte al mondo della Politica manifestando una volontà di cambiamento non più procrastinabile.
  3. Mi sembra che chi ha raccolto meglio di ogni altro l'accorata richiesta degli Italiani sia il  Prof. Conte al quale auguro di poter far affermare i propri princìpi e i propri valori, che sono i miei, nell'interesse esclusivo del nostro Paese.

venerdì 1 giugno 2018

IL CONTRATTO - POST N.13


E così, dopo quasi tre mesi, abbiamo un governo. Le elezioni del 4 Marzo avevano mandato un chiaro messaggio: gli italiani in forme e modalità diverse avevano manifestato una chiara volontà di cambiamento, sia quelli che si riconoscevano in posizioni chiamiamole di destra sia quelli che si riconoscevano in posizioni chiamamole di sinistra, sia i giovani che i meno giovani sia al sud che al centro che al Nord. Avevano vinto  Lega e 5 stelle che riduttivamente vengono definite forze populiste. Avevano perso Forza Italia, in continua decomposizione speculare alla decomposizione del suo leader, e il Partito Democratico, suicidatosi con lo spettacolo inverecondo delle sue lotte intestine, della mediocrità politica e morale di troppi suoi esponenti e che poteva vantare tra i pochi punti positivi della sua proposta politica le figure di Paolo Gentiloni - ottimo Premier - di Dario Franceschini e di pochi altri. Aveva perso e nettamente la "politica" del Patto del Nazzareno, di Denis Verdini e di una seconda Repubblica peggiore della Prima.
Il messaggio era chiaro ma una legge elettorale "mirata" aveva consegnato una situazione di ingovernabilità. Il Presidente della Repubblica ha pilotato la crisi con molta abilità ma in alcuni passaggi al limite dei suoi poteri costituzionali. Non si capisce, ad esempio, perchè il Prof. Savona fosse assolutamente inadatto a coprire il ruolo di Ministro dell'Economia perchè critico nei confronti di alcuni sviluppi dell'Unione Europea ed è invece quanto c'è di meglio per occuparsi di politiche comunitarie.
C'era inoltre il dubbio che il "lasciapassare" di Berlusconi a Salvini fosse un escamotage per logorare i 5 stelle ed il loro giovane ed inesperto leader.
A complicare il quadro i continui attacchi al nostro Paese da parte di autorevoli esponenti politici del Nord Europa, la pressione sullo spread Italia/Germania che ormai viene utilizzato come arma di distruzione di massa nelle fasi più acute di crisi ma rientra subito quando la battaglia è finita, le oggettive incongruenze di alcuni passaggi del "contratto" sottoscritto da Salvini e Di Maio, lo spettro di un "governo" tecnico o del Presidente che avrebbe portato a nuove elezioni, cosa che nessuno dei partiti in campo vuole.
E così il quadro si è ricomposto ed è nato il governo Conte, un governo politico perchè sostenuto da due forze che da sole hanno il 50% dei consensi.
Il governo durerà? Dieci anni ha dichiarato Salvini che sostituirà l'alleanza con Forza Italia con l'alleanza con 5 stelle man mano che si svolgeranno le varie elezioni locali. L'ha capito benissimo anche Giorgia Meloni che, da quella donna intelligente che è, non ha alcuna intenzione di fare da badante a Silvio Berlusconi e vuole rimanere agganciata a Salvini.
Ora si tratta di governare avendo alcuni punti fermi:
a) dall'Europa e dall'Euro non si esce perchè sarebbe un disastro assoluto per le nostre finanze pubbliche e per il Paese ma occorrerà starci con ben altro piglio e vigore (del resto a nessuno - in primis alla Germania - conviene un nostro default)
b) occorre rilanciare immediatamente la capacità produttiva del nostro apparato industriale con misure di sostegno ai settori in cui abbiamo delle potenzialità da sviluppare in tempi brevi
c) occorre ua politica fiscale di "alleggerimento" e di "emersione della evasione" ma la "flat" tax è inapplicabile  oltrechè ingiusta (la progressività è un "valore"che caratterizza l'impianto della nostra Costituzione
d) occorre una politica di contrasto netto alla criminalità organizzata e alla precarietà della situazione dell'ordine pubblico in troppi luoghi del nostro territorio. Politica dell'accoglienza sì ma sotto controllo e revisione del trattato di Dublino. Non credo che Salvini Ministro dell'interno sia foriero di chissà quali nefandezze ma l'esigenza di maggior sicurezza è reale e va tutelata.
e) sostegno ai ceti economicamente più deboli ma il reddito di cittadinanza deve avere caratteristiche di brevità temporale e avere precisi limiti
f) la strada della "spending rewiew" è la strada maestra per razionalizzare i flussi di spesa del settore pubblico. Se Cottarelli ha registrato tante resistenze significa semplicemente che aveva colpito il cuore del problema.
g) va rivisto tutto l'impianto dei contratti di lavoro e delle normative in materia pensionistica. Bisogna aver chiaro che se non vengono assicurati flussi di versamenti adeguati da parte delle nuove generazioni il problema non sarà quello dell'età di collocamento in pensione ma che non ci saranno fondi per pagarle, le pensioni.
Infine, ma la considero una pregiudiziale, occorre una palingenesi morale che faccia ritrovare al singolo cittadino il senso dell'apppartenenza ad una comunità, il rispetto dei beni pubblici, il piacere dell'onestà - parafrasando Luigi Pirandello.
Il popolo italiano questo ha chiesto, confusamente, alle forze politiche. Ha ritenuto che nè PD nè LEU nè Forza Italia fossero in grado di dare risposte e le ha chieste a  due forze "popolari". Il popolo italiano attende di vedere se saranno in grado di darle. Mi sembra di buon auspicio che il governo inizi la sua azione il 2 Giugno, 72 anni dopo il referendum che sancì la scelta repubblicana