martedì 21 maggio 2019
Alberto Pirani: FINE AGOSTO 2013 - IL PUNTO
Alberto Pirani: FINE AGOSTO 2013 - IL PUNTO: Da qualche giorno i temporali hanno fatto dileguare la cappa di afa che ha caratterizzato l'estate, le attività produttive stanno ripre...
lunedì 20 maggio 2019
LA REPUBBLICA ITALIANA
in queste ultime settimane l'anniversario della morte di Giovanni Falcone(Maggio 1992) e i crescenti interrogativi circa il futuro della nostra Repubblica, hanno dato lo spunto ad eminenti studiosi e a stimati giornalisti per concentrare l'outlook su alcuni degli episodi meno chiari della fase finale della prima Repubblica e del passagio alla seconda. Sono stato perciò sollecitato a ripescare alcuni articoli che ho scritto nel 2013 e che possono costituire un seppur piccolo contributo all'approfondimento delle problematiche. Pubblico nuovamente, pertanto, un articolo del 13 Agosto 2013 che rappresenta con sufficiente chiarezza il mio pensiero
Alberto Pirani: FINE AGOSTO 2013 IL PUNTO: La terza fase Dalla fine della prima Repubblica ai giorni nostri Gli anni 1992/93 sono gli anni decisivi della nostra storia più recent...
Alberto Pirani: FINE AGOSTO 2013 IL PUNTO: La terza fase Dalla fine della prima Repubblica ai giorni nostri Gli anni 1992/93 sono gli anni decisivi della nostra storia più recent...
L EUROPA CHE VERRA'
Le elezioni del nuovo Parlamento Europeo del prossimo 26 Maggio si svolgono in un contesto che vede il contrapporsi tra una visione che crede convintamente al progetto europeo pur nella necessità di correttivi, e una visione che reputa il progetto fallito e, conseguentemente, sostiene la necessità di smantellare le strutture europee e tornare agli Stati Nazionali.
L'idea d'Europa fu portata avanti, lo scorso secolo, da una variegata schiera di politici e intellettuali che sentirono come impegno morale prima ancora che politico la necessità di creare le condizioni per evitare in futuro tragedie come i conflitti mondiali che avevano insanguinato il pianeta nella prima metà del secolo.
La pace era l'obbiettivo che perseguivano quegli uomini e quelle donne di cui è necessario ricordare volti e nomi.
Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli, il tedesco Adenauer, il francese Monnet, il belga Spaak, il francotedesco Schuman, il lussemburghese Bech, l'inglese Churchill, la francese Nicole Fontaine, la francese Simone Veil, prima presidente donna del Parlamento Europeo, la tedesca Ursula Hirschman, e tanti altri che credettero con convinzione che il nostro continente potesse vivere pacificato dopo secoli di guerre che avevano portato lutti e distruzioni immani. Val la pena di ricordare la guerra dei 100 anni(1338-1455) che contrappose per oltre un secolo francesi e inglesi, la guerra dei trenta anni(1618-1648) che coinvolse tutto il continente e che si calcola abbia "fatto" 8 milioni di morti tra deceduti sui campi di battaglia e vittime di carestie, di epidemie, le guerre napoleoniche, il conflitto franco tedesco del 1870/71 con 650.00 morti, i vari conflitti che avevano contrapposto in precedenza francesi e tedeschi, la prima guerra mondiale, la seconda. Non può essere dimenticato che la seconda guerra mondiale ha lasciato dietro di sè 55 milioni di morti, che la Battaglia della Somme durante la prima guerra mondiale (una serie di offensive tra il luglio e il novembre 1916 delle forze anglofrancesi contro le truppe tedesche) lasciò sul terreno oltre 20.000 morti soltanto il primo giorno. E il "consuntivo" fu di 95.675 morti britannici, 50.729 morti francesi e 164.055 morti tedeschi.
Sono cifre ed episodi che non possono essere dimenticati e alla luce dei quali non possiamo disconoscere che l'obbiettivo di una europa pacificata è stato raggiunto, si spera per sempre. Dalla fine della seconda guerra mondiale sono passati 75 anni e l'unico conflitto armato è stata la guerra serbobosniaca al momento della dissoluzione della repubblica yugoslava. Ed è stata la pace a favorire uno sviluppo economico e sociale quale i paesi europei non avevano mai registrato
Ma l'obbiettivo della pace non è il solo a costituire la "mission" della Unione Europea, nata con il trattato di Maastricht entrato in vigore il primo Novembre 1993 ed evoluzione della CEE, costituita con i trattati di Roma del 1957 e divenuta operativa il 1 Gennaio 1958. La UE uscita da Maastricht si configura come una organizzazione internazionale di Stati Sovrani (28 attualmente) che garantisce libera circolazione di persone, merci, capitali all'interno del suo territorio, una cittadinanza comune, una politica monetaria comune con una moneta unica, l'euro, adottata da 19 dei 28 membri, una Banca Centrale con sede a Francoforte ed una serie di organi di governo comune(parlamento, Commissione, Consiglio, Corte di Giustizia). Questa l'Unione Europea oggi
L'EURO: l'euro è stato criticato da più parti perchè ha tolto sovranità monetaria agli Stati e ha vincolato le politiche economiche dei singoli Paesi.
Sono d'accordo che rivedere i parametri di Masstricht dopo alcuni anni di sperimentazione non è un "tabou", che la rigida applicazione dei 3 parametri pricipali(deficit annuale entro il 3% del PIL, rapporto debito/PIL entro il 60%, inflazione "omogenea" nei vari Stati) possa essere resa più flessibile, ma dobbiamo avere chiaro in mente che:
- le difficoltà che in tutta Europa si registrano a raggiungere obbiettivi di crescita soddisfacenti trovano la loro causa principale nella "globalizzazione" che ha portato a competere sul mercato globale nuovi Paesi e nuove economie che hanno potuto produrre con costi del lavoro sensibilmente inferiori a quelli europei,
- l'euro si è affermato come valuta stabile con tassi bassi che ha consentito ai Paesi con maggiori necessità di ricorrere al finanziamento esterno, in primis il nostro, di farlo a tassi comunque contenuti rispetto a quelli che il nostro Paese, ad esempio, pagava sulla lira, e se lo spread sale è responsabilità nostra che alimenta tentazioni di mera speculazione finanziaria,
- la Banca Centrale Europea ha svolto egregiamente il suo compito di regolatore e con il "quantitative easing", la misura di maggior rilievo, ha consentito ai Paesi con maggiori difficoltà sul fronte del debito di superare una fase difficile che non è ancora alle spalle.
Certo il processo è in corso, richiederà ancora parecchio tempo, e i prossimi steps dovranno essere diretti a rafforzare un soggetto che si presenti sempre più forte ed autonomo sotto il profilo economico e politico. Un governo centrale europeo che rappresenti tutti gli aderenti, una politica fiscale comune, un esercito comune - con mere finalità di salvaguardia della pace - una politica economica comune. E' il solo modo perchè le economie dei singoli Paesi non restino schiacciate tra i Paesi emergenti che si sono affermati come "industrie manufatturiere" globali e la leadership degli Stati Uniti nelle tecnologie avanzate(messa in discussione, peraltro, dai continui progressi e successi della Cina (è di questi giorni la diatriba USA-HUAWEI).
L'obbiettivo finale, gli Stati Uniti d'Europa, uno stato federale con forti autonomie dei singoli Stati
I difetti e i limiti di quello che l' EUROPA è stata finora, sono evidenti. Ma tornare indietro sarebbe un errore colossale. Per questo voterò per l'Europa il 26 e lo farò dando la mia preferenza chi non ha mai messo in discussione la validità del progetto.
L'EURO: l'euro è stato criticato da più parti perchè ha tolto sovranità monetaria agli Stati e ha vincolato le politiche economiche dei singoli Paesi.
Sono d'accordo che rivedere i parametri di Masstricht dopo alcuni anni di sperimentazione non è un "tabou", che la rigida applicazione dei 3 parametri pricipali(deficit annuale entro il 3% del PIL, rapporto debito/PIL entro il 60%, inflazione "omogenea" nei vari Stati) possa essere resa più flessibile, ma dobbiamo avere chiaro in mente che:
- le difficoltà che in tutta Europa si registrano a raggiungere obbiettivi di crescita soddisfacenti trovano la loro causa principale nella "globalizzazione" che ha portato a competere sul mercato globale nuovi Paesi e nuove economie che hanno potuto produrre con costi del lavoro sensibilmente inferiori a quelli europei,
- l'euro si è affermato come valuta stabile con tassi bassi che ha consentito ai Paesi con maggiori necessità di ricorrere al finanziamento esterno, in primis il nostro, di farlo a tassi comunque contenuti rispetto a quelli che il nostro Paese, ad esempio, pagava sulla lira, e se lo spread sale è responsabilità nostra che alimenta tentazioni di mera speculazione finanziaria,
- la Banca Centrale Europea ha svolto egregiamente il suo compito di regolatore e con il "quantitative easing", la misura di maggior rilievo, ha consentito ai Paesi con maggiori difficoltà sul fronte del debito di superare una fase difficile che non è ancora alle spalle.
Certo il processo è in corso, richiederà ancora parecchio tempo, e i prossimi steps dovranno essere diretti a rafforzare un soggetto che si presenti sempre più forte ed autonomo sotto il profilo economico e politico. Un governo centrale europeo che rappresenti tutti gli aderenti, una politica fiscale comune, un esercito comune - con mere finalità di salvaguardia della pace - una politica economica comune. E' il solo modo perchè le economie dei singoli Paesi non restino schiacciate tra i Paesi emergenti che si sono affermati come "industrie manufatturiere" globali e la leadership degli Stati Uniti nelle tecnologie avanzate(messa in discussione, peraltro, dai continui progressi e successi della Cina (è di questi giorni la diatriba USA-HUAWEI).
L'obbiettivo finale, gli Stati Uniti d'Europa, uno stato federale con forti autonomie dei singoli Stati
I difetti e i limiti di quello che l' EUROPA è stata finora, sono evidenti. Ma tornare indietro sarebbe un errore colossale. Per questo voterò per l'Europa il 26 e lo farò dando la mia preferenza chi non ha mai messo in discussione la validità del progetto.
sabato 11 maggio 2019
OSTRA - ELEZIONI COMUNALI DEL 26 MAGGIO 2019
Non vivo ad Ostra, non voterò ad Ostra, per cui non voglio fare alcun endorsement. Mi sembra però che il sindaco uscente Andrea Storoni abbia commesso una serie di errori, soprattutto per quanto attiene allo stile e alla qualità dei rapporti con i suoi amministrati ma anche per alcuni provvedimenti che i cittadini hanno mostrato di non gradire (circolazione veicolare e rotonda in Piazza Mercatale in primis) che rendono assai improbabile una sua riconferma contro una avversaria alla quale vengono unanimemente riconosciute doti di competenza, equilibrio, apertura al dialogo , conoscenza delle problematiche della città visto che ha sempre vissuto ad Ostra.
Faccio invece un appello ad entrambi. Chiunque esca sndaco dalla consultazione elettorale, dal giorno successivo all'insediamento dimenticate la contrapposizione e pensate con onestà intellettuale esclusivamente al bene della comunità. Questo non vuol dire che la minoranza debba rinunciare al suo ruolo di stimolo all'attività della maggioranza e al suo diritto/dovere di critica. Sarebbe invece intollerabile la riproduzione a livello locale dello spettacolo inverecondo che da di sè la politica nazionale. Entrambi amate Ostra, come la amano coloro che ci vivono e coloro che ne vivono lontano; la bussola di orientamento è chiara.
giovedì 2 maggio 2019
BANCA DELLE MARCHE E LE ALTRE
In passato ho dedicato molta attenzione, come ben sanno coloro che mi seguono con assiduità, alle vicende di Banca delle Marche e delle altre tre banche - Banca Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti - dichiarate fallite a fine Novembre 2015. Il governo Renzi aveva emanato un decreto in forza del quale le attività in bonis, la rete di sportelii, i dipendenti passavano al Gruppo UBI (e così si salvavano le banche) mentre azionisti e sottoscrittori di obbligazioni subordinate perdevano il capitale investito e le attività in malis venivano concentrate in una bad bank. Successivamente le quattro " new banks" venivano incorporate in UBI tanto è vero che le insegne che connotano le filiali delle banche sono quelle dell'ubi
Restava da individuare e realizzare un meccanismo di ristoro per i clienti che erano rimasti coinvolti, meccanismo che già il Decreto di fine Novembre 2015 aveva individuato in un rimborso automatico per i clienti con bassi livelli di reddito e di patrimonio mentre i clienti più facoltosi dovevano passare attraverso un collegio arbitrale.
Il tutto frutto di una logica che trovo aberrante. Hai modesti redditi annuali, e un modesto patrimonio? allora si presume che tu sia non molto furbo e intelligente e sei senz'altro nelle condizioni di essere stato truffato. Quindi hai diritto ad un rimborso automatico (fino all'80% recitava il decreto). Hai un reddito maggiore (superiore ai 35.000 euro) ed un patrimonio maggiore ailora devi dimostrare ad una commissione arbitrale di essere stato "truffato", commissione arbitrale che giudica caso per caso.
Dal decreto del Novembre 2015 sono passati oltre tre anni senza alcun sostanziale passo in avanti, i risparmiatori sempre più nervosi e irritati per la lentezza delle procedure e sempre più coinvolti in azioni di class action. Il governo non poteva più procrastinare la soluzione del problema, per cui nei primi giorni di Aprile ad iniziativa del Ministro Tria è stato fissato un incontro con i rappresentanti dei risparmiatori(19 associazioni)ai quali è stata illustrata la "soluzione" individuata dal governo, che riprende lo schema e la "filosofia" del decreto del 2015.
Il rimborso avverrà nella misura massima del 30% dell'investimento in azioni e del 95% dell'investimento in obbligazioni. Avranno diritto di accedere direttamente ai rimborsi i risparmiatori con un imponibie entro i 35.000 euro annui e un patrimonio mobiliare entro i 100.000 euro. Per gli altri deciderà una commissione arbitrale che esaminerà i casi uno per uno.
A me sembra un provvedimento che non sta in piedi nè giuridicamente nè sul piano dell'equità. E' un provvedimento all'italiana che dà un colpo al cerchio e uno alla botte, come si suol dire.
Perchè:
se vogliamo rispettare i principi di diritto, chi sottoscrive una azione o una obbligazione subordinata sa benissimo che corre rischio diretto di impresa e quindi non si vede perchè dovrebbe essere "ristorato"
se invece si parte dal presupposto che gli Istituti di credito avevano comunicato agli organi di controllo e al mercato dati falsi, e quindi ci sono i termini per considerare "truffaldine"le operazioni di investimento proposte, non si vede perchè si debba fare una differenza tra gli investitori "facoltosi" e meno "facoltosi". La logica che sembra emergere è questa: hai un reddito modesto e un patrimonio modesto e allora si presume che tu sia stato raggirato, turlupinato, truffato e quindi ti rimborso in automatico. Sei più facoltoso, guadagni di più. Allora sei tu che mi devi dimostrare che ti hanno ingannato.
Le associazioni dei clienti danneggiati hanno espresso il loro accordo alla soluzione proposta. E non potevano fare altrimenti visto che è passato già molto tempo e molti investitori hanno urgenza di rientrare in possesso di una parte almeno delle somme. Mi auguro che i tempi siano accettabilmente brevi. Sarebbe mortificante se la soluzione operativa non trovasse realizzazione massimo entro l'estate.
Il rimborso avverrà nella misura massima del 30% dell'investimento in azioni e del 95% dell'investimento in obbligazioni. Avranno diritto di accedere direttamente ai rimborsi i risparmiatori con un imponibie entro i 35.000 euro annui e un patrimonio mobiliare entro i 100.000 euro. Per gli altri deciderà una commissione arbitrale che esaminerà i casi uno per uno.
A me sembra un provvedimento che non sta in piedi nè giuridicamente nè sul piano dell'equità. E' un provvedimento all'italiana che dà un colpo al cerchio e uno alla botte, come si suol dire.
Perchè:
se vogliamo rispettare i principi di diritto, chi sottoscrive una azione o una obbligazione subordinata sa benissimo che corre rischio diretto di impresa e quindi non si vede perchè dovrebbe essere "ristorato"
se invece si parte dal presupposto che gli Istituti di credito avevano comunicato agli organi di controllo e al mercato dati falsi, e quindi ci sono i termini per considerare "truffaldine"le operazioni di investimento proposte, non si vede perchè si debba fare una differenza tra gli investitori "facoltosi" e meno "facoltosi". La logica che sembra emergere è questa: hai un reddito modesto e un patrimonio modesto e allora si presume che tu sia stato raggirato, turlupinato, truffato e quindi ti rimborso in automatico. Sei più facoltoso, guadagni di più. Allora sei tu che mi devi dimostrare che ti hanno ingannato.
Le associazioni dei clienti danneggiati hanno espresso il loro accordo alla soluzione proposta. E non potevano fare altrimenti visto che è passato già molto tempo e molti investitori hanno urgenza di rientrare in possesso di una parte almeno delle somme. Mi auguro che i tempi siano accettabilmente brevi. Sarebbe mortificante se la soluzione operativa non trovasse realizzazione massimo entro l'estate.
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