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martedì 17 febbraio 2009

GIORDANO BRUNO 17 FEBBRAIO 1600 - 17 FEBBRAIO 2009

Oggi 17 febbraio ricorre il 409 anniversario della morte di Giordano Bruno, mandato al rogo per eresia su sentenza dell 'Inquisizione. Sul luogo del rogo, in campo dei fiori a Roma, sorge ora una accigliata statua che ricorda ai posteri il personaggio e l'evento.
Giordano Bruno, lo ricordo, fu un frate domenicano, filosofo, scrittore che in effetti sostenne teorie che mal si conciliavano con la dottrina ufficiale della chiesa. In estrema sintesi sosteneva che l'uomo nasce libero dal peccato originale, che Dio in sostanza è Natura stessa divinizzata in una inscindibile unità panteistica di pensiero e materia, che l'inferno non esiste, negava anche la transustansazione e riconduceva in sostanza l'avventura umana nei binari dell'aldiquà piuttosto che in in quelli dell' aldilà. Un visione non dissimile per certi versi da quella elaborata pochi decenni più tardi da Benedetto Spinoza, ebreo e protestante. Non meraviglia pertanto che la gerarchia ecclesiastica ne contrastasse il pensiero. Del resto pochi anni dopo, Galileo Galilei, che proprio nel 1609 - 4 secoli fa esatti - avveva iniziato le sue osservazioni, fu posto di fronte allo stesso dilemma: abiurare o fare la fine di Giordano Bruno; Galileo abiurò sopraffatto dalla lacerazione tra il suo essere credente e il suo esere scienziato. Quello che fa orrore, pertanto, non è il contrasto che la chiesa fece alle teorie del Bruno ma il "metodo"adottato, metodo che qui in Occidente, fortunatamente, sembrerebbe essere stato abbandonato da tempo. Il Bruno fu torturato, era prassi, e accompagnato con "la lingua in giova", cioè serrata da una morsa perchè non potesse lanciare maledizioni, al rogo e qui affidato al fuoco purificatore che tutto cancella e tutto purifica
E' il metodo che la chiesa ha adottato per secoli contro tutti " i non allineati": gli albigesi, i seguaci di frà Dolcino, le "streghe"latu sensu individuate, gli "eretici", le schiene dritte, tutti coloro che hanno cercato di ragionare con la propria testa e rendersi conto delle cose per credere o non credere a qualcosa o a qualcuno.
Il metodo è stato abbandonato ma io ho la sensazione che, sotto sotto, non si può dire, la tentazione di ricorrere, come dire, alle maniere forti, di tanto in tanto riaffiori
Quest'anno, tra l'altro, ricorre il bicentenario della nascita di Darwin ed il 150° della pubblicazione dell' "Origine della specie". Darwin ha aperto una strada luminosa ed oggi chi contesterebbe le conoscenze acquisite sulla sua scia da biologi evoluzionisti (Richard Dawkins, Luca e Francesco Cavalli Sforza e tanti altri) da James Watson, lo scopritore della doppia elica del DNA, da Renato Dulbecco ecc.ecc.ecc..? Eppure nel 1950, mica tanto tempo fa, papa Pio XII nella sua enciclica "Humani generis" "bollava" con parole che suonano ridicole ad ogni persona di medio sentire l'evoluzionismo e tutte le "moderne teorie" che minano l'autorità del magistero

Consiglio a tutti una lettura integrale del documento; ciascuno è poi libero di darle il peso che ritiene.
In sintesi, non dimentichiamo nè oggi nè mai Giordano Bruno e tutti coloro che hanno pagato unn duro prezzo alla loro libertà di pensiero e indipendenza di giudizio. Dobbiamo loro molto, senz'altro molto di più di quanto noi stessi non crediamo.

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