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lunedì 6 luglio 2015

POVERO SILVIO - E' FINITO ANCHE IL VIALE DEL TRAMONTO

Ho scritto in passato un numero considerevole di articoli sul Cavaliere, per il quale ho anche coniato alcune definizioni che, a mio avviso, ben evidenziavano alcuni lati del suo carattere e della sua personalità (le bien-aimè - l'arcorauta - il tonno nella tonnara - il cavaliere rampato - il ganassa del brianzashire  ed altri).
Ne ho seguito il percorso politico ed umano consolidando man mano il mio giudizio sulla persona che per venti anni ha avuto in mano i destini del Paese. Gli articoli si sono diradati nel tempo in relazione al sempre più rapido declino dell'uomo (non sono mai riuscito a considerarlo un politico)
L'ultimo articolo l'ho scritto il 24 Maggio di quest'anno   e pensavo di non scriverne più. Ma ciò che sta emergendo in questi giorni  soprattutto per gli articoli pubblicati da "Il fatto quotidiano" mi induce ad intervenire nuovamente sperando che sia veramente l'ultima volta. Nel citato articolo avevo inserito il video della scena finale del film"Viale del tramonto". Ieri "Il fatto quotidiano" scriveva: "è finito anche il viale del tramonto". Silvio denuncia il quotidiano diretto da Marco Travaglio al garante della privacy e "Il fatto"oggi riempie le pagine 8 e 9 con articoli pesanti come piombo che, purtroppo per il cavaliere rampato, contengono testimonianze molto imbarazzanti. Non mi sembra il caso di scendere in dettagli, soprattutto sulla testimonianza di Iris Berardi, ma tutta la vicenda di quest'uomo che esce di scena nel modo più mortificante mi induce ad alcune considerazioni:
a) certi comportamenti non sindacabili se messi in atto da una persona "comune" non sono tollerabili e non possono nè debbono essere tollerati in persone che coprono ruoli istituzionali e di rappresntanza del proprio Paese.
b) ognuno dovrebbe capire quando il proprio tempo è compiuto. L'accanimento rende patetici.
c) un Paese serio dovrebbe non aver bisogno di affidare i suoi destini al primo imbonitore di turno. Dovrebbe invece saper riconoscere gli statisti. E uno statista,per essere tale, deve avere visione lunga, deve avere come unico  obbiettivo operativo il bene del Paese - e quindi deve essere onesto, ed anche apparire onesto - deve essere competente e avere doti di leadership
Sopravviveremo anche a Berlusconi, questo è certo: del resto siamo sopravvissuti  a Brenno, quello del "Vae victis", ad Alarico, ad Attila, ai Lanzichenecchi, ai barbari e ai Barberini, ce la faremo anche stavolta ma non avremo imparato niente nemmeno da questa esperienza, chiamiamola così.
Quanto a lui. probabilmente gli toglieranno anche Dudu. Poi sarà pronto per Saint Denis. Una prece. 

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