Ho appena assistito in diretta sulla 7 alla conferenza stampa del premier. Debbo dire con sincerità che non ho apprezzato più di tanto l'intervento del premier e dei suoi ministri.
Premesso che è stato giustamente utilizzato lo strumento del decreto legge (mai ci furono più necessità ed urgenza) per cui le misure entrano immediatamente in vigore dopo la firma del Capo dello Stato e poi, in sede di conversione, i partiti si assumeranno le loro responsabilità, il limite maggiore della conferenza stampa è stato quello di non riuscire a illustrare con semplicità ai cittadini il contenuto dei provvedimenti presi. I cittadini sono frastornati, sono bombardati da mille fonti di informazione, molte delle quali in malafede, non capiscono bene quale sarà la reale portata delle misure e per prima cosa si chiedono...........ma a me dove mi si tocca................ reazione comprensibilissima. E' stato fatto sì uno sforzo per far comprendere le linee portanti dei vari provvedimenti, ma poi in sede di "comunicazione" delle varie misure il linguaggio è stato più per addetti ai lavori che per il comune cittadino. E' il limite maggiore della comunicazione dei governi nel nostro Paese, sia di quelli che fanno informazione in malafede sia di quelli, come il governo guidato da Monti, che sono in buonafede.
E' migliorata, la comunicazione, nella seconda parte della conferenza stampa, quella in cui i giornalisti hanno posto precise domande che hanno trovato riscontro in più precise risposte.
Domani sarà noto il testo ufficiale del provvedimento e la stampa riporterà con dovizia di particolari il dettaglio dei provvedimenti. E sulla scorta di ciò cercherò di fare le mie valutazioni al riguardo.
Chi mi segue ha notato che non ho proseguito, nelle settimane scorse, nel commento della famosa lettera del governo Berlusconi alle autorità europee. Quella lettera rimarrà agli atti della storia come esempio inarrivabile del tentativo di un governo di prendere per.............i fondelli (evitiamo le volgarità) una autorità superiore ed era carta straccia già al momento in cui fu sottoscritta.. Il governo Monti, questo dobbiamo riconoscerglielo, di tutto può essere accusato tranne che di raccontare "balle" e ha destato molta tenerezza la commozione che ha sopraffatto la ministra Elsa Fornero nel momento in cui ha dovuto pronunciare la parola "sacrifici". La ministra è una di quelle donne piemontesi di vecchio stampo che fanno del decoro cifra della loro esistenza. Anche la Santanchè è piemontese, di Cuneo. Ve la immaginate la Santanchè che si commuove? Almeno in questo il cambiamento, in meglio, è stato radicale.
domenica 4 dicembre 2011
giovedì 1 dicembre 2011
IL MIO LIBRO "SULLA CRISI E DINTORNI"
Alcuni amici mi hanno contattato via mail o al telefono dicendomi: non scrivi da due giorni, va tutto bene? Debbo dire la verità: mi ha fatto enorme piacere constatare che ho degli amici sinceri che si preoccupano per me e sui quali posso contare, così come loro possono contare su di me. Tutto bene, li ho tranquillizzati. Il motivo è che mi sono dedicato, con l'aiuto prezioso dell'amico Carlo Torretta, a preparare la terza edizione del mio libro "Sulla crisi e dintorni".
Abbiamo eliminato gli errori di battitura o di spaziatura che ancora rimanevano, abbiamo numerato le pagine e, soprattutto, abbiamo cambiato formato passando dal formato A4 al formato "romanzo", più contenuto.
Oggi pomeriggio ho inserito il tutto in procedura e ne ho ordinata una copia. Se il risultato sembrerà soddisfacente a me e a Carlo, ne farò fare una ristampa di un congruo numero, possibilmente entro il 20 del corrente mese, per farne mio augurio in occasione delle prossime festività.
Contemporaneamente sto raccogliendo il materiale di quanto ho scritto nel 2011 per farne oggetto un secondo libro che "racconterà" quanto accaduto nel corrente anno e farà il punto della situazione a fine 2011.
Quindi, tranquilli; da domani ricomincio a scrivere. Nel frattempo, vista anche l'ora, auguro a tutti coloro che mi leggono la buona notte.
Abbiamo eliminato gli errori di battitura o di spaziatura che ancora rimanevano, abbiamo numerato le pagine e, soprattutto, abbiamo cambiato formato passando dal formato A4 al formato "romanzo", più contenuto.
Oggi pomeriggio ho inserito il tutto in procedura e ne ho ordinata una copia. Se il risultato sembrerà soddisfacente a me e a Carlo, ne farò fare una ristampa di un congruo numero, possibilmente entro il 20 del corrente mese, per farne mio augurio in occasione delle prossime festività.
Contemporaneamente sto raccogliendo il materiale di quanto ho scritto nel 2011 per farne oggetto un secondo libro che "racconterà" quanto accaduto nel corrente anno e farà il punto della situazione a fine 2011.
Quindi, tranquilli; da domani ricomincio a scrivere. Nel frattempo, vista anche l'ora, auguro a tutti coloro che mi leggono la buona notte.
martedì 29 novembre 2011
IL MIO POST DEL 14 MARZO 2011 CHE COMMENTAVA I DATI SUL DEBITO PUBBLICO AL 31 GENNAIO 2011
Sono andato a rileggermi il mio post del 14 Marzo corrente anno con i dati del debito pubblico aggiornati al 31 Gennaio.
L'analisi che facevo ha avuto puntuale riscontro negli accadimenti dei mesi successivi e allora mi chiedo: io non sono un economista accademico, adopero soltanto il buonsenso ed un ragionare senza pregiudizi e senza acritico aderire a questa o a quella corrente di pensiero in campo economico. Ma se me accorgo io, possibile che nessuno ad ben altri livelli sia in grado di dare una informazione corretta? Un altro esempio: sto dicendo e scrivendo da tempo che il rapporto deficit/PIL è ben al di sopra del 120% unanimemente ritenuto vero. Ebbene, a fine anno il deficiti si collocherà oltre il 127% di PIL. Sette punti equivalgono a 110 miliardi circa di debito "in più". Come faccio ad essere ottimista.?
L'analisi che facevo ha avuto puntuale riscontro negli accadimenti dei mesi successivi e allora mi chiedo: io non sono un economista accademico, adopero soltanto il buonsenso ed un ragionare senza pregiudizi e senza acritico aderire a questa o a quella corrente di pensiero in campo economico. Ma se me accorgo io, possibile che nessuno ad ben altri livelli sia in grado di dare una informazione corretta? Un altro esempio: sto dicendo e scrivendo da tempo che il rapporto deficit/PIL è ben al di sopra del 120% unanimemente ritenuto vero. Ebbene, a fine anno il deficiti si collocherà oltre il 127% di PIL. Sette punti equivalgono a 110 miliardi circa di debito "in più". Come faccio ad essere ottimista.?
lunedì 28 novembre 2011
NATALIA ASPESI - QUESTIONI DI CUORE
Natalia Aspesi ha pubblicato questa settimana, nella sua rubrica "Questioni di cuore" all'interno del "Venerdì" di Repubblica, una bellissima lettera. In questa lettera un signore di grande cultura, di grande sensibilità, e di grande nobiltà d'animo, che si firma semplicemente "Giorgio", si rivolge ad una lettrice che aveva inviato alla Aspesi una lettera disperata per un amore perduto. Giorgio, che a mio avviso è un professore universitario relativamente giovane (intorno ai 50 direi), è malato terminale di cancro ed è ricoverato nel reparto oncologico di un ospedale. Si chiede Giorgio.............ma i dolori sono tutti uguali?............e cerca di far capire alla destinataria della lettera che ci sono dolori e dolori e che dalla vita imparerà che di fronte al dolore di veder sfuggire giorno dopo giorno la vita, anche il dolore per la perdita del su grande amore è poca cosa. E la invita, attraverso le parole di Proust, a non disperare chè a volte, quando tutto sembra perduto e mille porte si sono chiuse, si apre, inaspettata, quella che fa ripartire il flusso della vita. In realtà il Sig. Giorgio l'invito lo rivolge a se stesso. La ragazza ha tutta una vita da vivere, un futuro ancora aperto davanti a sè, mentre Giorgio è al termine del viaggio e lo sa anche se spera che quell'unica porta si apra anche per lui.
La lettera, bellissima, piena di dignità e di lucido razionale ragionare, mi ha fatto riflettere sul senso della vita e sulla presenza del dolore e del male nel mondo; e mi ha fatto rcordare le tematiche che sinteticamente possono ricondursi a una sola parola: TEODICEA. Riprenderemo il discorso; per il momento andate a rintracciare l'ultimo numero del Venerdì: ne vale la pena.
La lettera, bellissima, piena di dignità e di lucido razionale ragionare, mi ha fatto riflettere sul senso della vita e sulla presenza del dolore e del male nel mondo; e mi ha fatto rcordare le tematiche che sinteticamente possono ricondursi a una sola parola: TEODICEA. Riprenderemo il discorso; per il momento andate a rintracciare l'ultimo numero del Venerdì: ne vale la pena.
L'INFORMAZIONE TELEVISIVA IN ITALIA E IL MINCULPOP
Parlavo nell'ultimo post di MINCULPOP e oggi riprendo il discorso alla luce dei dati usciti sullo "share" dei singoli giornali televisivi.
Facciamo innanzitutto un piccolo passo indietro per ricordare che durante il regime fascista si chiamava così il MISTERO DELLA CULTURA POPOLARE (il ministero della Propaganda per dirla in parole povere) istituito nel 1937; il primo ministro fu Galeazzo Ciano, poi Dino Altieri e poi Alesssandro Pavolini). Nel contempo in Germania tutta l'informazione era "fornita" dal Ministero della Propagada tenuto dal 1933 al 1945 da Goebbels. Tutti i regimi, infatti, hanno dato giustamente rilievo, giustamente dal loro punto di vista ovviamente, all'importanza che il controllo della informazione ha nella determinazione delle idee della gente. Uso la parola "determinazione" non casualmente in quanto ritengo il rapporto causa/effetto praticamente scontato per la maggior parte delle persone.
Anche il presidente del consiglio uscito aveva capito l'importanza del controllo dell'informazione tantochè nel corso degli anni ha messo in piedi una poderosa macchina da guerra sia nel settore carta stampata che in quello dell'informazione televisiva che raggiunge - va ricordato - la quasi totalità dei cittadini mentre la carta stampata raggiunge a mala pena il 15/20%.
Nel settore carta stampata poteva e può godere del supporto scandalosamente di parte e strutturato come il MINCULPOP della triade "Il Giornale", "Libero" e "il Foglio ", accompagnati dai due quotidiani romani, soprattutto "Il tempo", dai due qutidiani siciliani "La Sicilia" e "Il giornale di Sicilia", e altre testate minori.
Nel settore televisivo a parte l'esilarante TG 4 di Emilio Fede, sulla più intelligente linea del TG5 mentre l'Informazione di Italia Uno passa inosservata. Nella televisione pubblica, sul TG2 e soprattutto il TG1, quest'ultimo palesemente e scandalosamente schierato..
Ma "Il troppo stroppia" come recita un vecchio proverbio popolare. Minzolini, direttore del TG1 ha talmente esagerato nella sua dedizione che.............la gente lo ha abbandonato. Il TG1 ha fatto ieri uno share del 20% - mai così basso - contro un aumento del TG5, molto più intelligente nel ruolo di supporter, che lo ha sorpassato ( chiaro il conflitto di interessi?) passato al 24%. In continua crescita il tg7 diretto da Mentana. ed ottime perfomances del TG3 che in un orario meno favorevole (ore 19 invece di 20 e senza traini) ieri ha fatto il 18%.
Cosa voglio dimostrare. Che il controllo dell'informazione è importantssimo, ma se si esagera anche un popolo un po' addormentato come il nostro si sveglia e comincia a porsi qualche domanda.
Spero che questo risveglio continui perchè ritengo da sempre che la libertà fondata sull'autonomia morale e intellettuale (Kant "Critica della ragion pratica" e "Critica della Ragion pura") sia l'essenza della democrazia e del nostro essere cittadini . Andate a vedere come ho chiamato il mio blog fin dall'inizio e ne troverete conferma,
Ciò detto, a mio avviso la migliore informazione televisiva la fanno Corradino Mineo con il suo "Rai News 24" e Mentana con il TG7 e sono del parere.sempre di più, che una informazione quanto più variegata e quanto più articolata sia uno dei principali pilastri, se non il principale, della democrazia.
Facciamo innanzitutto un piccolo passo indietro per ricordare che durante il regime fascista si chiamava così il MISTERO DELLA CULTURA POPOLARE (il ministero della Propaganda per dirla in parole povere) istituito nel 1937; il primo ministro fu Galeazzo Ciano, poi Dino Altieri e poi Alesssandro Pavolini). Nel contempo in Germania tutta l'informazione era "fornita" dal Ministero della Propagada tenuto dal 1933 al 1945 da Goebbels. Tutti i regimi, infatti, hanno dato giustamente rilievo, giustamente dal loro punto di vista ovviamente, all'importanza che il controllo della informazione ha nella determinazione delle idee della gente. Uso la parola "determinazione" non casualmente in quanto ritengo il rapporto causa/effetto praticamente scontato per la maggior parte delle persone.
Anche il presidente del consiglio uscito aveva capito l'importanza del controllo dell'informazione tantochè nel corso degli anni ha messo in piedi una poderosa macchina da guerra sia nel settore carta stampata che in quello dell'informazione televisiva che raggiunge - va ricordato - la quasi totalità dei cittadini mentre la carta stampata raggiunge a mala pena il 15/20%.
Nel settore carta stampata poteva e può godere del supporto scandalosamente di parte e strutturato come il MINCULPOP della triade "Il Giornale", "Libero" e "il Foglio ", accompagnati dai due quotidiani romani, soprattutto "Il tempo", dai due qutidiani siciliani "La Sicilia" e "Il giornale di Sicilia", e altre testate minori.
Nel settore televisivo a parte l'esilarante TG 4 di Emilio Fede, sulla più intelligente linea del TG5 mentre l'Informazione di Italia Uno passa inosservata. Nella televisione pubblica, sul TG2 e soprattutto il TG1, quest'ultimo palesemente e scandalosamente schierato..
Ma "Il troppo stroppia" come recita un vecchio proverbio popolare. Minzolini, direttore del TG1 ha talmente esagerato nella sua dedizione che.............la gente lo ha abbandonato. Il TG1 ha fatto ieri uno share del 20% - mai così basso - contro un aumento del TG5, molto più intelligente nel ruolo di supporter, che lo ha sorpassato ( chiaro il conflitto di interessi?) passato al 24%. In continua crescita il tg7 diretto da Mentana. ed ottime perfomances del TG3 che in un orario meno favorevole (ore 19 invece di 20 e senza traini) ieri ha fatto il 18%.
Cosa voglio dimostrare. Che il controllo dell'informazione è importantssimo, ma se si esagera anche un popolo un po' addormentato come il nostro si sveglia e comincia a porsi qualche domanda.
Spero che questo risveglio continui perchè ritengo da sempre che la libertà fondata sull'autonomia morale e intellettuale (Kant "Critica della ragion pratica" e "Critica della Ragion pura") sia l'essenza della democrazia e del nostro essere cittadini . Andate a vedere come ho chiamato il mio blog fin dall'inizio e ne troverete conferma,
Ciò detto, a mio avviso la migliore informazione televisiva la fanno Corradino Mineo con il suo "Rai News 24" e Mentana con il TG7 e sono del parere.sempre di più, che una informazione quanto più variegata e quanto più articolata sia uno dei principali pilastri, se non il principale, della democrazia.
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