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domenica 17 luglio 2016

QUALCHE RIFLESSIONE IN ORDINE AI FATTI DI NIZZA

E' mia personale convinzione, ma largamente condivisa, che in questi giorni si sia voluto dare una lettura "minimalista" degli orrendi fatti di Nizza, orientando l'opinione pubblica sulle responsabilità individuali della persona autore della carneficina, descritto come "depresso", "isolato", "islamico tiepido", "con problemi psicologici ed economici."
Una lettura di questo tipo può tranquillizzare l'opinione pubblica di tutta Europa, Europa che si sente sotto assedio, che ha un disperato bisogno di esorcizzare timori e paure, che ha bisogno di credere all'iniziativa di un singolo e non all'esistenza di un disegno di carattere globale. Ma è una lettura fuorviante e pericolosa perché impedisce di cogliere l'essenza del problema che cerco di sintetizzare.
A mio avviso è in atto uno scontro globale, planetario tra Paesi Occidentali di civiltà cristiana e Paesi di civiltà islamica. Uno scontro che è insieme:
- scontro culturale
- scontro di religioni
- scontro economico
- scontro di identità
in un contesto di forti lacerazioni nel mondo islamico tra posizioni radicali e posizioni più moderate e in un contesto, per il mondo occidentale, di smantellamento degli organismi sovranazionali che erano stati creati per rafforzare identità, economie, pace.
Nel mondo islamico c'è un sentimento diffuso e radicato di rancore verso i Paesi Occidentali ai quali non si perdona un colonialismo che ha avuto tratti di ferocia, il perdurante sfruttamento delle risorse prime dei Paesi africani, quasi tutti islamici, un tenore di vita ancora nettamente superiore a quello della media dei loro Paesi, un intrinseco "sentiment" di superiorità che porta l'occidente ad "offrire"l'integrazione e che umilia la loro identità nazionale o etnica. Il tutto sulla base culturale di una religione che ha ancora larga presa  su individui e comunità e che fornisce identità comune e giustificazione ideologica ed etica alle azioni ed ai comportamenti.
Non facciamo l'errore di minimizzare lo scontro di civiltà. Quanto all'incontro, io personalmente non trovo grande interesse all'incontro con valori e comportamenti largamente diffusi anche da noi in passato, liberarci dai quali è costato fatica e prezzi pesanti pagati da chi ci ha preceduto. Non sento alcun bisogno di "sharia" nè mi interessa sapere se "..........è grande" e se è lo stesso che il nostro. Ho sempre privilegiato comportamenti razionali e mai mi sarebbe venuto in mente di mettermi al volante di un tir e sparare a casaccio sulla folla. Non torniamo indietro, riflettiamo e prendiamo gli opportuni provvedimenti
 

1 commento:

  1. Le ultime indagini hanno fatto chiarezza sulla realtà. Per il resto, molto in breve, molto è "nemesi" storica. Ma il mondo occidentale non si ferma e aggiunge altri errori.

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