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venerdì 15 maggio 2015

PARLIAMO DI PENSIONI - IL SISTEMA CONTRIBUTIVO - POST N.3

Parliamo di sistema contributivo, il sistema di calcolo che viene applicato agli assunti dal 1 Gennaio 1996 e, pro quota, a coloro che al 31 Dicembre 1995 avevano una anzianità contributiva inferiore ai 18 anni. E' mia opinione che il governo, prendendo spunto dal problema dei rimborsi, cercherà di applicare il "contributivo" a tutti, anche a coloro che, come me, hanno la pensione calcolata con il retributivo. Ci sono continui segnali al riguardo e durante le trasmissioni televisive sottosegretari vari, opinionisti generalisti, giornalisti con la schiena non proprio dritta, lanciano continuamente messaggi in tale direzione facendo leva sulla "equità". Ne parleremo.
SISTEMA CONTRIBUTIVO - I CARATTERI DISTINTIVI
I pilastri del contributivo sono questi:
- il calcolo viene effettuato sui contributi versati (i contributi per i lavoratori dipendenti sono pari al 33% circa della retribuzione (2/3 a carico del  datore di lavoro 1/3 a carico del dipendente)
- si determina il "montante"che si ottiene sommando i contributi di ciascun anno "rivalutati sulla base del tasso annuo di capitalizzazione derivante dalla variazione media quinquennale del PIL"
- al montante contributivo si applica il "coefficiente di trasformazione" che varia in funzione dell'età anagrafica  che il lavoratore aveva nel momento in cui è andato in pensione (più alta è l'età più alto il coefficiente di trasformazione).
Ne consegue che:
A) visto che i giovani versano contributi saltuariamente e per importi contenuti considerate le tipologie di contratti in essere, lo "zoccolo" è di gran lunga meno "sostanzioso"che in passato
b) visto che il PIL in questi ultimi anni è addirittura diminuito, "il coefficiente" di trasformazione ne ha risentito
c) visto che la popolazione sta invecchiando e le aspettative di vita si allungano
il combinato disposto di questi elementi si traduce in un assegno di pensione di gran lunga più ridotto che con il retributivo.
In poche parole  versamenti modesti e discontinui, tasso annuo di capitalizzazione che risente della bassa crescita del PIL, assegno legato all'età hanno preparato un futuro difficile per le nuove generazioni. E è mortificante vedere che le aspettative della mia generazione per una società migliore sono andate completamente deluse.
Cosa penso dei rimborsi del mancato adeguamento delle pensioni al costo della vita sui quali si è recentemente pronunciata la Corte Costituzionale? Che il rimborso integrale spetta a tutti. Per un motivo, semplice. Se si mettono in discussione anche le sentenze della Corte Costituzionale e si cerca di aggirarle non appena pronunciate, lo Stato di diritto non c'è più, non c'è più certezza, non c'è più patto di cittadinanza. E non lo dico perché sarei uno dei colpiti se fosse deciso un rimborso solamente fino ad una fascia di reddito pensionistico. Lo dico perché il rispetto delle regole costituisce  la base di ogni forma organizzata di società e perché i politici inizino a convincersi che non si può governare "a spanne", con provvedimenti presi in continua emergenza, senza tenere minimamente conto delle conseguenze in prospettiva dei provvedimenti presi, senza alcuna "visione lunga"



                        



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