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giovedì 4 luglio 2013

RE LEAR

Chi mi segue ha notato che da qualche tempo non parlo praticamente più di Silvietto nostro. Ho scritto tanto in passato, ho coniato per lui neologismi che mi è piaciuto coniare: (le bienaimé -mutuandolo da Carlo VI di Francia - l'arcorauta, Silvietto nostro), ho cercato di far capire il mio punto di vista sul personaggio, ho cercato di illustrare attraverso quali meccanismi - secondo me - si muoveva e gli obbiettivi che perseguiva. Ma ora.................in questa ultima fase ...............parlarne mi è apparso del tutto inutile. Circondato da una magistratura ossessionata  - dice lui - dal volerlo escludere dalla vita pubblica "per via giudiziaria", con la mente che oscillava  tra  il processo"Ruby" e quello sui  diritti televisivi Mediaset, tra il lodo Mondadori e quant'altro, sembrava un vascello esposto ad ogni vento sul quale sarebbe stato poco fine infierire. Comunque è mia personale convinzione che l'unico processo che lo preoccupi veramente è quello sui diritti televisivi Mediaset; c'è già una sentenza di condanna a 4 anni in appello, che comporta l'interdizione dai pubblici uffici. Ma di questo parleremo, se del caso, a tempo debito.
Poi negli ultimi giorni i media hanno diffuso con molta enfasi la notizia che il cavaliere ritorna alle origini e dà vita nuovamente, dopo venti anni, a Forza Italia di cui assumerà ovviamente la leadership e che lascerà a tempo debito a sua figlia Marina, come si fa abitualmente nelle dinastie.
E allora, come non parlarne.
Al leggere la notizia mi è venuto in mente, non so perché, RE LEAR e le considerazioni che il vecchio re fa sull'ingratitudine umana. Ne ho un vago ricordo. Entro su Wikipedia e trovo i versi:
"...........Crack nature's mold, all gemens spill at once that make ingrateful man"
" Disperdi tutti e tutto insieme ai germi onde si genera, mostro di ingratitudine, l'uomo"
A questo punto vado a rivedermi la trama, di cui  conservo vaghissimi ricordi.
Il vecchio re, ormai stanco (verosimile), decide di abdicare a favore delle tre figlie; a questo punto mi ricordo che la trama è complicatissima. Dunque Re Lear ha tre figlie (come Silvio.). C'è una figlia prediletta,Cordelia(Marina).l'unica differenza è che Cordelia è la minore, Marina la maggiore.Al momento della divisione del regno e dei suoi beni  chiede alle tre figlie di dichiarare il suo amore per lui( che abbia dei dubbi mi sembra inverosimile ma visto che si sente vicino alla fine forse ci sta) E mentre le due figlie maggiori esprimono con enfasi il loro amore per il padre, Cordelia/Marina, che è l'unica ad amare veramente il padre, si sottrae dall'adularlo e si limita a dire che ama il padre nè più nè meno di quello che deve fare una figlia.(Patos estremo,tanto forte è la delusione che la disereda) Il re di Francia decide comunque di prendere come sua sposa Cordelia, e con loro si schiera il duca di Kent(Gianni Letta) che a sua volta viene esiliato. Ma il duca/Gianni Letta, che ama Lear come un padre, segue il re in incognito in quanto, avendo attribuito le sconsiderate decisioni del re a  demenza senile, cerca di aiutarlo(tutto assolutamente verosimile, oserei dire ..."vero") Ma le due figlie maggiori, conseguito il loro scopo e conquistato il potere, affiancate dai due truci loro mariti, rivelano subito il loro animo malvagio e vengono meno alla promessa fatta al padre di ospitarlo per un mese, a turno, nelle loro magioni e così il povero Lear/Silvio si vede costretto ad errare in una notte di tregenda accompagnato solamente dal suo "matto"(Giuliano Ferrara). Ed io me lo vedo stanco, nella notte, vagare tra Arcore e Macherio, tra Casatenovo e Zoccorino).A questo punto si inserisce la storia parallela del conte di Gloucester Il conte di Gloucester (Sandro Bondi) prova pietà per il vecchio re ma il figlio illegittimo Edmund/(Matteo Renzi) che voleva per sè il regno del padre,lo accusa apertamente di complicità( in termini politici,........inciucio) con il Partito Democratico ed il povero Gloucester/Bondi viene fatto accecare dal perfido Duca di Cornovaglia(Alfano), marito di una delle due figlie maggiori del re. Cieco  e disperato il conte di Gloucester/Bondi accompagnato da Edgar, suo vero figlio che gli impedisce di suicidarsi, girovaga come mendicante e folle. Lear/Silvio toccato dal dolore, impazzisce ((Calo VI di Francia, le bien-aimé) e sarà Kent/Gianni Letta a condurlo in salvo a Dover da Cordelia/Marina. Intanto le due perfide sorelle maggiori, entrambe innamorate di Edmund/Matteo Renzi si uccidono. Ma anche Edmund muore non prima di aver dato l'ordine di impiccare Cordelia e il padre. La revoca dell'ordine giunge troppo tardi per Cordelia. Intensamente drammatica la scena finale nella quale Re  Lear appare portando il cadavere di Cordelia, la figlia prediletta, dopo aver ucciso il servo che l'ha impiccata. Poi muore anche LUI, di dolore.(DEL TUTTO INVEROSIMILE)
Finirà così? Solo il DIO lo può sapere
E' tempo di andare, io a morire, voi a vivere. Quale delle due sorti sia migliore, solo il DIO lo può sapere (Platone-Apologia di Socrate)

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