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mercoledì 30 gennaio 2013

MARCO TULLIO CICERONE - PRO MARCELLO

In tempi bui come quelli che stiamo attraversando, nei quali il senso dello Stato appare completamente smarrito, nei quali la guerra per bande sembra l'unico modo per fare politica, nei quali "il particulare,"come diceva Guicciardini, prevale su tutto e su tutti, può essere utile chiedere soccorso ai nostri padri per ritrovare la via smarrita e ridare senso alla nostra convivenza.
Marco Tullio Cicerone, che certo non è il più fulgido esempio di coraggio e coerenza politica e civile ma al cui confronto impallidiscono gli attuali "leaders"- si fa per dire - politici, pronunciò questa orazione in senato nel 46 a.c.  per ringraziare Cesare che aveva consentito il ritorno in patria dell'amico Marcello che, pompeiano, si era auto esiliato a Mitilene dopo la vittoria di Cesare a Farsalo. L'orazione raggiunse lo scopo........peccato che durante il viaggio di ritorno Marcello fu ucciso al Pireo da un suo intimo(e secondo me Cesare, non so perché, c'entra)
L'orazione è lunga e se volete leggerla tutta, in latino con traduzione a latere...................c'è GOOGLE e uno dei suoi tanti miracoli.
Non voglio né commentarla né riassumerla. Mi limito a dire che esalta la libertà, la dignità di essere e sentirsi uomini (e donne) liberi e il senso dello Stato. Mi auguro di sollecitare la curiosità  di taluno dei miei lettori, che sono di più dei venticinque di manzoniana memoria, e fornir loro lo spunto per alcune riflessioni sullo stato attuale della REPUBBLICA parola che, è utile ricordare,. deriva dal latino RES (cosa) PUBLICA e non RES (cosa) NOSTRA.
Dedico questo post a quella gran donna che è Vanna Vernizzi che ha avuto la fortuna di fare il classico al mitico "D'Oria".......................... ma anche quelli del Perticari di Senigallia non erano male.

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