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giovedì 16 maggio 2013

ANCORA SU BANCA DELLE MARCHE

Che la situazione di Banca delle Marche fosse meno tranquillizzante di quanto volessero far credere i sostenitori del "mettiamoci una pietra sopra", mi sembra di averlo affermato in più occasioni. Che ci fosse da preoccuparsi parecchio, pure.
In questi giorni si susseguono febbrili incontri tra le parti interessate che confermano, a mio avviso, le più nere previsioni-
I Presidenti delle tre fondazioni che controllano la maggioranza del capitale si sono incontrate con Banca d'Italia, il sindaco di Macerata incontrerà domani i sindaci di Pesaro, Senigallia, Jesi, per fare il punto e trovare il modo di evitare il commissariamento o l'acquisizione del pacchetto di controllo da parte di altre banche (si parla di Unicredit).
Il sindaco di Macerata Carancini parla di situazione drammatica. Allora , visto che la situazione è drammatica, concordo,  cosa si deve fare?
Il salvataggio lo fanno le tre fondazioni che controllano il capitale? Ma quando mai; non hanno liquidità sufficiente per fare operazioni del genere.
Il salvataggio lo fanno i piccoli soci quasi sempre clienti e spesso dipendenti? Sono rimasti scottati pesantemente con il precedente aumento? Dubito che abbiano la forza e la volontà di farlo. Non rimane che il grosso investitore del settore che, con l'avallo di Bankitalia, sottoscriverà l'aumento di Capitale che verrà richiesto. Penso proprio che finirà così con buona pace di coloro che sostengono la necessità assoluta di salvaguardare "l'autonomia" della banca.
Potevate pensarci prima, cari amici marchigiani e l'azione di responsabilità siete an cora in tempo a farla

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