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domenica 5 aprile 2015

DANIELE MENOZZI - CHI ERA COSTUI

Daniele Menozzi credo sia un perfetto sconosciuto per la maggior parte degli Italiani ma è ben conosciuto negli ambienti scientifici: è professore ordinario di storia contemporanea alla "normale" di pisa, con studi concentrati in particolare sulla storia del Cristianesimo. E' mio coetaneo; è nato nel 1947 a Reggio Emilia. Arrivò al Collegio Irnerio a Bologna al secondo anno e fu subito notato per la sua notevole altezza tanto che gli fu proposto un test per verificare se l'Irnerio avesse finalmente trovato il "pivot" che mancava alla sua squadra di basket. Il test non andò bene perché Daniele Menozzi, le cui notevolissime qualità avremmo scoperto dopo, non solo non sapeva giocare a basket ma praticamente non sapeva nemmeno correre come se fino ad allora avesse letto molti libri ma frequentato poche palestre. Uno sguardo di intesa tra Cesare Maioli e Antonello Mezzaluna mi fece capire che dovevamo cercare ancora.
Ma quante cose ci insegnò. Innanzitutto fece introdurre tra i quotidiani che arrivavano in collegio "Le Monde". Le Monde, chi era costui, scritto in francese - questo a dire il vero lo capii subito - senza una foto, austero, autorevole, elitario. E poi tanto altro. Marxista, marxiano, mica sono la stessa cosa. A Ostra c'erano "i comunisti", a Senigallia c'erano "i marxisti", ma i "marxiani" c'erano solo a Bologna. E fu così che una sera durante una discussione nell'angolo salotto che c'era all'Irnerio sulla destra entrando qualcuno disse "ma questo non è marxiano". Lui lo fermò e gli rispose:"non importa se non è marxiano, il fatto è che non è vero"
Questa frase - che mi ha profondamente colpito - è stata il più importante lascito di Menozzi alla mia persona Mi ha consentito di cercare di utilizzare nel corso della mia vita come parametro di giudizio - in ogni ambito - la "verità" e non le "apparenze".
Poi ci siamo persi di vista tranne un fugace incontro in una libreria di Bergamo. Non con lui, con un suo libro. Una monumentale "Storia del Cristianesimo" scritta a quattro mani con Giovanni Filoramo   Fui tentato di comprarlo ma pensai che non lo avrei letto e non lo feci. Ho l'impressione che lo farò adesso.
Mi si dirà: ma che c'entra Menozzi con la Pasqua? C'entra, c'entra perché tutto si tiene. Innanzitutto se qualcuno che è stato nei collegi universitari di Bologna legge questo post ripensa con un sorriso a quegli anni ormai lontani, secondo perchè ciascuno di noi è quello che è per quello che ha dato e ricevuto nel corso della vita. Non bisogna aver paura di dare, non bisogna aver paura di ricevere: la vita è tutta qui.

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