Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta Denis Verdini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Denis Verdini. Mostra tutti i post

sabato 4 marzo 2017

DENIS VERDINI CONDANNATO A NOVE ANNI DI RECLUSIONE PER IL FALLIMENTO DELLA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI CAMPI BISENZIO DI CUI ERA STATO PRESIDENTE

Denis Verdini è stato condannato a nove anni di reclusione per il fallimento della Banca di Credito Cooperativo di Campi Bisenzio di cui è stato per un lungo periodo Presidente. Nessun pericolo per l'uomo politico toscano che mi ostino a ritenere l'archetipo-prototipo dell'uomo politico ideale di questi decenni a cavallo tra il secondo e il terzo millennio. E' una condanna in primo grado, siamo u n Paese di illustri tradizioni giuridiche, siamo garantisti, ci sarà un appello e poi la Cassazione. E anche in caso di condanna,..........siamo un Paese cattolico, un perdono non lo si nega a nessuno.
Ho scritto parecchio su Verdini in passato. Basta digitare Denis Verdini nello spazio in alto a sinistra e troverete tutti gli articolo. In questa sede mi limito a riproporre uno scritto del 15 Agosto 2010(scritto al mare sotto l'ombrellone. Era già tutto chiaro fin da allora, per chi avesse voluto vefdere.

lunedì 21 ottobre 2013

DENIS VERDINI E LA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO FIORENTINO

Gran bella puntata di "Report" dedicata a Denis Verdini. Milena Gabanelli e i suoi collaboratori fanno ormai da tempo un meritorio giornalismo di inchiesta che scava nelle situazioni e fa emergere i collegamenti tra persone, i collegamenti tra gruppi di interesse, i collegamenti tout court.
E' uno spaccato, quello che Report ha presentato, del sistema di potere come si è sviluppato  in questi ultimi anni nel nostro Paese, e dei passaggi attraverso i quali la "casta" si è affermata come corpo separato da quello del popolo sovrano, con la pretesa ad una sostanziale impunità, con gli intrecci sempre più stretti e soffocanti tra politica, banche, mondo dei media. Sistema di potere che ha nel "porcellum" il mezzo attraverso il quale la "casta" si autoalimenta e si coopta.
Fatte queste premesse, mi piace ricordare che chi scrive ha dedicato nel passato più di un post a Verdini, alla "sua" banca, allo spregiudicato  utilizzo del denaro dei risparmiatori per interessi privati.
E' sufficiente cliccare "Denis Verdini" sul nastro a sinistra della "home page" del blog ed emergono come d'incanto i seguenti post:5 Maggio 2010 -  15 Agosto 2010 - 28 Luglio 2010 - 4 Dicembre 2010 - 28 Giugno 2011 - 3 Agosto 2011 - 21 Agosto 2011 -  e l'ultimo, il più interessante a mio avviso, del 28 Luglio 2013.
Il che dimostra che si può fare giornalismo di inchiesta anche con pochi mezzi e in sostanziale solitudine. E' necessaria una cosa sola: pensar male che ci si azzecca sempre o quasi.

sabato 4 dicembre 2010

DENIS VERDINI - ME NE FREGO

A Denis Verdini ho già dedicato alcuni post in relazione alla banca toscana di cui è stato presidente e alle vicende che l'hanno interessata per le evidenti irregolarità che ne hanno caratterizzato la gestione.
Denis Verdini è, tra i gerarchi, il più facilmente classificabile. Immaginatelo in camicia nera, con fez e orbace, evidenziate la parlata che ha caratterizzato tanti gerarchi toscani, livornesi in particolare, del ventennio e troverete una fotocopia integrale della iconografia del periodo
Mancava una conferma: è venuta. Ieri ha dichiarato che " Ce ne freghiamo del Colle"  evidenziando così tre cose:
a) la continuità ideale tra regime berlusconiano e regime mussoliniano
b) il disprezzo assoluto dei gerarchi nei confronti delle Istituzioni democratiche, degli organi di garanzia, del principio di separazione dei poteri sul quale poggiano le moderne democrazie occidentali
c) l'arroganza becera che caratterizza i comportamenti degli uomini dell'entourage del premier il quale, da parte sua, quanto ad arroganza e protervia non è secondo a nessuno
Che dire. Non ci voleva molto a capire che il nostro Paese si infognava in un regime fascista senza che ci fosse nemmeno bisogno di una marcia su Roma, non ci voleva molto a capire che controllare tre televisioni commerciali e asservire tre televisioni pubbliche significava mettere in piedi un MINCULPOP aggiornato ai tempi, non ci voleva molto a capire che iscriversi alla P2 significava sposare il programma di Gelli e adoperarsi per dargli pratica attuazione.
Duri di comprendonio, questi italiani. Poi si lamentano che il costo della vita sale mentre gli stipendi e salari no, che i servizi sociali, tanto faticosamente conquistati nel dopoguerra, vengono rapidamente e progressivamente smantellati, che la scuola pubblica , centrale nella vita democratica di un Paese, viene mortificata e svilita, che la Cricca saccheggia senza pudore le risorse di tutti e la res publica mentre il loro tenore di vita si abbassa di giorno in giorno.
Ma di che vi lamentate? Li avete votati voi questi tangheri, mica io.

domenica 5 settembre 2010

RIGOLETTO A MANTOVA

Sto vedendo in televisione(ieri sera il primo atto, oggi il secondo, stasera il terzo) "Rigoletto a Mantova" per la regia di Bellocchio con Meta alla direzione e Placido Domingo nella parte di Rigoletto. L'opera non è tra quelle che amo di più, anzi debbo dire che è tra quelle che sento meno ma la circostanza mi consente di fare alcune considerazioni.
L'opera viene trasmessa in mondovisione e sarà vista da un numero enorme di spettatori. La nostra cultura, le nostre città d'arte, le nostre strutture organizzative hanno modo di farsi ulteriormente apprezzare in tutto il mondo con risvolti economici di notevole importanza. E allora mi chiedo: cosa aspettiamo ad "esportare" le nostre bellezze (l'italia ha il 60% del patrimonio artistico mondiale) con una azione mirata, coordinata e seria. Non possiamo competere con la Cina, la Corea e l'est europeo in tanti settori. Gli USA hanno una superiorità tecnologica che non potremo mai uguagliare, la Germania ha un industria solida che è superiore alla nostra, e allora concentramioci in quello che abbiamo: turismo fatto bene per far venire il mondo da noi e tutte le iniziative utili per portare noi nel mondo. Non dovrebbe essere difficilissimo. Ma forse in questo nostro strano paese lo è.

domenica 15 agosto 2010

LA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO FIORENTINO

Nel mio post del 28 Luglio in cui prendevo in esame la situazione della Banca di Credito Cooperativo Fiorentino e l'operato del suo Presidente Denis Verdini, affermavo tre cose in evidenza tra le altre:
a) che Bankitalia, come spesso le è accaduto in passato, si era accorta della situazione di sostanziale decozione del piccolo istituto di credito toscano solo dopo che era scoppiato lo scandalo relativo all'operato complessivo del coordinatore del PDL e quindi quando i buoi erano già scappati, tanto per usare un detto di antica memoria e di sempre valida attualità
b) che l'Istituto era stato spolpato da una politica clientelare e truffaldina del suo presidente( e del consiglio di amministrazione) e che il cuore della truffa andava cercato nelle 13 posizioni "grandi rischi" nei confronti delle quali l'Istituto aveva una esposizione di ben 125 milioni di euro su un totale di 405
c) che questi "soldi" erogati con truffaldina leggerezza erano destinati a non rientrare.
Leggo dalla stampa ferragostana che:
1) nella banca sono state trovate "gravissime irregolarità" (ispezione Bankitalia effettuata dal 25 febbraio al 21 maggio)
2) che Denis Verdini si è reso responsabile di un"conflitto di interessi" di 60 milioni di euro ( al riguardo osservo che gli italiani dovrebbero cominciare a prestare un po' più di attenzione ai vari conflitti di interesse da cui il Paese è appesantito) per affidamenti concessi a società con le quali intratteneva rapporti d'affari personali, in particolare al Gruppo BTP dell'imprenditore Riccardo Fusi
3) che le norme antiriciclaggio erano diciamo "ignorate", in particolare per le operazioni riconducibili a Flavio Carboni (guarda chi si rivede)
Denis Verdini ha ovviamente smentito qualsiasi suo coinvolgimento in operazioni meno che trasparenti, il PDL si è mosso a sua difesa con dichiarazioni di autorevoli (autorevoli perchè occupano ruoli di rilievo non certo per spessore morale o peso intellettuale) esponenti del partito. E' stata adottata la solita "tattica" di rovesciare le carte in tavola ed accusare di persecuzione chiunque (stampa, opposizione, società civile, organi di garanzia) "ostacola" il governo del fare.
Io non so se Verdini si dimetterà o no da coordinatore ( io penso di no) e debbo dire che la cosa mi sembra irrilevante, di ben altro importanza essendo i problemi del Paese e gli equilibri politici in atto.
Certo che il Verdini mi sembra veramente uno dei personaggi emblematici della "classe dirigente" di cui il Premier si circonda: un "pisquano" furbo, senza scrupoli, di basso profilo culturale e professionale, un maneggione di paese irrimediabilmente prono e"servo" nei confronti di chi lo ha fatto assurgere a ruoli ed incarichi ai quali mai avrebbe potuto aspirare in un Paese normale.
La banca di Campi Bisenzio è stata commissariata, verrà fatta assorbire da un Istituto pù grande, probabilmente rimarrà aperto anche il famoso "bar" a disposizione della clientela. gratuitamente, bisogna ricordarlo, nella Filiale principale dell'Istituto. Un altro giro di giostra, parafrasando il titolo di un libro di un toscano di ben altro spessore quale era Tiziano Terzani, avanti il prossimo dalle parole di una bella canzone di Riccardo Cocciante

mercoledì 28 luglio 2010

LA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO FIORENTINO

La Banca di Credito Cooperativo fiorentino, della quale era presidente fino a venerdì scorso Denis Verdini, è stata commissariata con decreto del Ministro dell'Economia Tremonti su proposta della Banca d'Italia, per gravi irregolarità. Osservo che, come spesso avviene, Bankitalia, che per certi versi è una delle Istituzioni più serie del Paese, in materia di vigilanza ha tendenza ad intervenire quando i buoi sono scappati. Anche stavolta, visto che la banca era stata ispezionata mesi fa, sarebbe stato opportuno chiedere il commissariamento "prima" e non dopo che lo scandalo Verdini è scoppiato
E vediamola questa BCC che ha appena festeggiato i cento anni di storia.
La banca ha sette Filiali con 73 dipendenti(è una banchetta); nella Filiale di Campi Bisenzio c'è addirittura un bar, gratuito, a disposizione di soci e clienti. Se ne parla a più riprese di questo bar nel sito della banca e nella relazione di bilancio. Evidentemente si deve trattare di qualcosa di eccezionale. La banca,inoltre, ha una agenziadi viaggi, la CREDIT TOUR che ha prodotto ricavi per 1.654.000 euro (all'unità) ed un utiledi 15.453 euro
Il bilancio 2009 consta di 249 pagine(nemmeno la Deutsche Bank).La relazione, firmata dal Presidente, inizia con un lunghissimo pistolotto sull'economia mondiale e su quella locale degno dell'Ufficio Studi della BCE
I soci erano 1.022 a fine 2009 per un capitalesociale di 833,500 euro (una banchetta)
Vediamo i dati di bilancio:
a) raccolta netta 459.816(in migliaia) con un incremento del 10,25% sul 2008
b) raccolta indiretta 59.044 con una diminuzione del15,52%(cifre ridicole)
c) gestioni patrimoniali 16.895 ( cifra ridicola anche questa)
d) impieghi netti 405.893 con un incremento del 13,20 sul 2008 (osservo che il rapporto raccolta/impieghi è sbilanciato. Troppi impieghi rispetto alle consistenze della raccolta. Ma quello che è più grave è che ben 239.437 sono impieghi per un valore unitario superiore al milione di euro, (alla faccia del frazionamento del rischio e della presenza sul territorio
in favore delle piccole imprese). Domanda: ma in Bankitalia c'è qualcuno che li guarda i bilanci delle banche soggette a vigilanza e qualcuno guarda le Centrali dei Rischi mensilmente elaborate dalla stessa Bankitalia? Gli amministratori, furbacchiotti, a pagina 32 lo ammettono che c'è una eccessiva concentrazione di grandi rischi.(13 posizioni)
Allora bisognerebbe approfondire a chi vanno riferite queste 13 posizioni(basta andare alla nota integrativa parte E tabella B 5 dove peraltro non c è il dettaglio: solamente una cifra sintetica: grandi rischi 13 posizioni per complessivi 124.877(al migliaio)
Sotto il profilo economico l'esercizio chiude con un utile di 241.767 euro (all'unità) con un fortissimo calo rispetto al 2008 che aveva fatto registrare un utile di 4.066.000. Il ROE si è posizionato sullo 0,43% del patrimonio. contro il 7,84 del 2008 , patrimonio che si sostanzia in 55.875euro (in migliaia) In calo sia il margine di interesse che il margine di intermediazione.
Il dettaglio del conto economico lo si può trovare a pag. 68 della relazione
In sintesi Verdini ha utilizzato una piccola banca di paese con una attività e redditività in contrazione per fare, mi scuso per la volgarità, i cazzi suoi e dei suoi amici da ricercare nelle 13 posizioni sopracitate
Come andrà a finire? La Federazione delle banche di credito cooperativo ha emanato un comunicato il 27 luglio in cui si esprime fiducia nel fatto che la banca possa tranquillamente fare fronte ai propri impegni . Io dico invece che i soldi dati alla banda dei 13 non rientreranno più, la banca verrà rilevata da qualche Istituto più grosso che Bankitalia individuerà e tutto proseguirà come prima.
Del resto basta ricordare le vicende della Cassa di Risparmi di Prato, della Cassa di Risparmio della Puglia,di quella della Calabria, della Banca Mediterranea, della Popolare di Intra, della Popolare di Lodi, del Banco di Napoli, della Cassa di Risparmio Vittorio Emanuele in Sicilia,del vecchio Banco Ambrosiano e, last but nonleast, di Banca CREDITEURONORD, la banca di Bossi, Calderoli & C.
Siamo il Paese delle banche bananiere ed è tutto uno "stress"( per chi capisce la battuta)