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domenica 13 maggio 2012

LA NOTTE

Questa canzone la dedico a tutti e a tutte coloro che hanno perso un amore tragicamente o semplicemente l'hanno perso. Perché sono convinto che " Similibus similia curantur"

venerdì 11 maggio 2012

GENOVA

Siamo appena tornati da Genova dove abbiamo trascorso una bellissima giornata in famiglia e con cari amici. Mi perdoneranno quelli cui non ho telefonato ma i tempi erano veramente stretti e poi.........ci saranno altre occasioni a brevissimo.
Tornato a casa ho aperto i due articoli che ho scritto su Genova in passato:
"Perché amo Genova" del 20 Marzo 2011
"Ancora su Genova e sulla genovesità" del 12 Aprile 2011
Non ne cambierei una virgola.
Strana città, Genova, bellissima e piena di fascino e, quando è inondata di sole come oggi,  una meraviglia assoluta

venerdì 4 novembre 2011

LA NOSTRA COMMOSSA VICINANZA - MIA MOGLIE ED IO - ALLE AMICHE E AGLI AMICI DI GENOVA

Mia moglie ed io stiamo seguendo con trepidazione in televisione ed attraverso gli altri media la grave situazione di Genova. Io a Genova ho chiuso la mia vita professionale: abitavo al 17° piano del grattacielo di Corte Lambruschini, proprio sopra il Teatro della Corte, a Brignole. E' la zona della città dove il Bisagno arriva alla Foce; è la zona della città dove il Bisagno è esondato e dove si sono verificati i danni maggiori. Siamo particolarmente vicini ad una cara amica la quale, dopo aver visto dannegggiata se non distrutta la casa di VERNAZZA, ora probabilmente avrà avuto pesanti problemi con la casa in città che sta alla FOCE.
Non credo che ci siano molte parole da aggiungere. So solo che lo spirito con cui ho scritto il post "Perchè amo Genova"  il 20 Marzo 2011 è intatto e esce rafforzato dalle vicende di questi giorni.

martedì 12 aprile 2011

ANCORA SU GENOVA E SULLA GENOVESITA'

In un post di qualche settimana fa ho cercato di partecipare quale è il mio rapporto con Genova e quello che io colgo della genovesità. Il post, lo dico senza presunzione, è stato apprezzato sia dai miei amici genovesi che da altri amici.
Ora il Corriere della sera mi da lo spunto per riprendere il tema. Il Corriere sta pubblicando otto DVD della Fondazione Fabrizio De Andrè con testi, musiche, interviste, canzoni. Questa settimana è uscito il numero 5
"Genova e il Mediterraneo"
Comincia con quello stupendo pezzo che è "Creuza de ma", con la sua cantilena in genovese che evoca secoli di incontri tra culture, popoli che si affacciano sul Mediterraneo. Il fascino di una lingua che è un misto di catalano, arabo, un po' di bretone,accenti da suk, qualche residuo della sensibilità dei mandrogni, gente che come dice Paolo Conte scende dall'alessandrino a Genova a vedere il mare. Il mare. A Genova c'è il mare? No, a Genova il mare non c'è. Lo si vede, lo si sente, lo si intravede attraverso i caruggi, ma a Genova il mare non c'è. Io per fare qualche bagno me ne andavo a Quarto, proprio sotto lo slargo con la statua che ricorda i garibaldini. Eppure al mare è stata legata per secoli l'economia della città, la Repubblica ha avuto i suoi splendori offrendo le sue flotte ai migliori offerenti..Ma del mare io ricordo  certe puzze che si sentivano a Banchi, il profumo che emanava da sotto  quella splendida passeggiata a mare che parte dalla Foce e arriva a Boccadasse, il misto di odori che si coglievano al porto dove Renzo Piano ha con la sua arte "reso" Genova come meglio non si poteva, così come "rende" Genova quell'altro pezzo, un'altra cantilena, che porta nome "A pittima" Ma  "inarrivabile", per me è un altro pezzo che è "A cimma". tèra scùa la terra di Genova. Ho una gran voglia di mangiare un piatto di troffie al pesto, ma solo con  basilico di Prà e olio extravergine ligure. Io lo accompagno con un Vermentino.
Musica, cibo, luoghi, odori, sapori, amicizie, incontri, ricordi : questo è il senso del viaggio, questo è il senso della vita.

domenica 20 marzo 2011

PERCHE' AMO GENOVA

Fino al 2000 Genova la conoscevo poco. Si, c'ero stato,  conoscevo il centro, Piazza De Ferrari, il Duomo, il Porto, Boccadasse, un paio di musei, Palazzo Ducale, ovviamente, e poco altro. Conoscevo l'acquario e le belle cose fatte da Renzo Piano al porto, ma mai andato a  Sampierdarena., Cornigliano,  Sestri Ponente, Multedo, Pegli, Pra, Palmaro, Voltri.  Che Albaro fosse un quartiere considerato chic proprio non lo sapevo, che il Bisagno, risalito dalla Foce, facesse da spartiacque a quartieri popolosi come Marassi, fino a, su su,  Molassana passando per la sciorba , che, risalendolo, ad un certo punto si vedesse, sulla destra, Marassi lo stadio e il carcere, mentre poco più in là sulla sinistra si scoprisse la grande struttura di Staglieno, non lo sapevo. Buio assoluto sui quartieri più in alto, come Castelletto, Oregina, Granarolo, Certosa. e, verso est,, dopo Marassi, Quezzi, S:Fruttuoso Borgoratti. I FORTI , più in alto ancora, sapevo che esistevano,tutto lì.    La conoscevo di più attraverso le canzoni dei tanti cantanti genovesi, in primis Fabrizio, ma anche  Gino Paoli, Bruno Lauzi, Bindi, i Matia Bazar, i Ricchi e Poveri , Tenco, che proprio genovese non era. 
" Via del Campo, Creuza de Ma, Genova per noi, Boccadasse di Paoli, e di Paoli "Perduti" e la più bella di tutte, secondo me: "Genova e la Luna" che cercherò di inserire come link alla fine di queste righe, se ci riesco. Conoscevo le troffie al pesto, il Pigato , ma che da "Vicopalla"si mangiasse dell'ottimo stoccafisso accomodato, che da "Maria la zozzona" si mangiasse spendendo poco ma senza pretendere niente in termini di qualità e di pulizia, che la Cima alla genovese e il coniglio fossero ottimi, non lo sapevo.
Nei ristoranti buoni della città proprio non c'ero mai andato: Da Edilio, Il gran gotto, La pineta, Da Zeffirino e pochi altri.
Soprattutto non sapevo quanto vento ci fosse a Genova e soprattutto di soprattutto, non conoscevo la genovesità. Poi la banca per la quale lavoravo mi ci aveva mandato. Non l'avevo presa bene ma a poco a poco, camminando per i vicoli, correndo dalla foce alla chiesetta di Boccadasse e ritorno sulla spledida passeggiata a mare che le collega, tra una focaccia di Recco e il caffè preso a Banchi, Genova è penetrata nei miei tessuti.
Tutte queste riflessioni sulle ali dell'ascolto di un bellissimo album che Gino Paoli e Ornella Vanoni hanno inciso nel 2004, in occasione del loro settantesimo compleanno.Si intitola Ricordi? No non mi ricordo.  e il primo pezzo è "Boccadasse".
Dicevo: la genovesità. Concetto non facile da esprimere e da rendere. Genovesità è ruvidezza di scorza in superficie, genovesità è attitudine naturale al mugugno, genovesità è apparente tirchieria, o , meglio, parsimonia,  nell'uso di sentimenti e di denaro, è stile di vita sobrio, quasi un guidare con il freno a mano tirato, è riservatezza naturale, è apparente diffidenza nei rapporti con i non genovesi, è parlata caratteristica..........e alua......... ma sotto tutto questo c'è un immenso tesoro di generosità vera, di amicizia disinteressata, di sentimenti espressi a voce bassa ma non per questo meno apprezzabili, di civiltà di comportamenti , di naturale rispetto di se stessi e degli altri, delle proprie cose e di quelle comuni. E' nobiltà d'animo. Così io vedo Genova o, almeno, la Genova e i genovesi che ho conosciuto io,
Che attraverso questo spazio saluto e abbraccio. Perchè io, a Genova, ci ho lasciato il cuore.