Faccio riferimento al mio ultimo post nel quale preannunciavo la serata di presentazione alla libreria Boragno di Busto Arsizio del libro scritto a quattro mani da Peter Gomez e Antonella Mascali dal titolo"Il regalo di Berlusconi", libro che ricostruisce la storia dei rapporti tra il Gruppo Fininvest e l'avvocato inglese David Mills. Il quale, lo ricordo "ad abundantiam", è il professionista che costituì nel corso degli anni ottanta una rete di 64 società "off-shore"del cosiddetto comparto B o comparto riservato che avrebbero dovuto restare appunto "riservate" e non riconducibili al gruppo del Premier e che furono invece utilizzate dal Gruppo nel corso degli anni per operazioni di varia natura, molte delle quali "border line" o addirittura "out line". L'avvocato Mills è stato recentemente condannato in appello a 4 anni e sei mesi per corruzione per aver ricevuto 600.000 dollari dal Gruppo in cambio di testimonianze reticenti o false nel corso di vari processi a carico del Premier. La recente dichiarazione di incostituzionalità del cosiddetto "lodo Alfano" riconduce il Premier nel processo esponendolo al rischio, in caso di condanna, dell'interdizione dai pubblici uffici. Di qui il nervosismo e l'ira di quest'ultimo e l'affannoso tentativo dei suoi legali, casualmente anche parlamentari, e del ministro Alfano di trovare soluzioni che impediscano che il processo nei confronti del premier vada avanti. La soluzione individuata per ultima è stata quella del cosiddetto " processo breve"che, dietro l'apparente ratio di norma di carattere generale tendente a ridurre la durata dei processi, nasconde la natura di ennesima norma ad personam la cui finalità vera è la sottrazione del beneamato (cfr miei precedenti post) ai processi in corso a suo carico che andrebbero rapidamente in prescrizione.
Questo lo stato delle cose.
La serata alla libreria Boragno è stata interessante anche se la assenza di Gomez, impegnato in una trasmissione televisiva sulla 7, ha forse ridotto il livello in quanto la coautrice Antonella Mascali, pur brava ed informata, non ha il carisma e l'esperienza di Gomez. Ad ogni buon conto folto pubblico presente in sala ed interventi interessanti sia da parte dell'autrice che da parte del pubblico.
Io mi sono limitato a sottoporre alla dottoressa Mascali un argomento di riflessione: cioè se il fatto che fin dalla seconda metà degli anni '80 le società off-shore avessero operato prevalentemente con banche estere e con una sola banca italiana, l'allora Banco di Santo Spirito, non avesse fatto pensare a lei e a Gomez che l'appoggio dato fin da allora al Gruppo dal dominus di quell'Istituto, notoriamente estremamente lungimirante nelle sue prese di posizione e nelle sue valutazioni, avesse la finalità di sostenere con largo anticipo il progetto di discesa in campo del premier realizzatosi dopo l'implosione dei partiti della prima Repubblica. Mi è stato risposto che Forza Italia è stata costituita solo anni più tardi ad opera di Dell'Utri e che la mia riflessione non trovava fondamento. Di ciò ho preso atto anche se rimango dell'idea che il progetto, che io chiamerei disegno, "Forza Italia"venga da più lontano di quanto comunemente non si pensi. Tant'è: ritengo che non sia questa la sede per approfondire l'argomento.
Vedremo nelle prossime settimane l'evoluzione delle cose. E' mia personale, e mi pare molto condivisa, opinione che il premier, in una forma o nell'altra, si sottrarrrà al processo allungando l'agonia di un regime che sta portando il Paese al collasso. Ma questo sarà argomento del prossimo post che intitolerò "Giulio Tremonti contro il resto del mondo"
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mercoledì 25 novembre 2009
venerdì 13 novembre 2009
SILVIO BERLUSCONI E L'AVVOCATO MILLS
Sono uscite le motivazioni della sentenza con la quale i giudici di Milano hanno confermato in appello una condanna a 4 anni e 6 mesi a carico dell'avvocato Mills per corruzione. In sintesi l'avvocato inglese è stato condannato per aver ricevuto 600.000 dollari in cambio di sue testimonianze reticenti o false rilasciate nel corso di alcuni procedimenti a carico del premier. Con la dichiarazione di incostituzionalità del LODO ALFANO il premier ritorna nel processo in quanto indagato per essere il "corruttore" dell'accertato "corrotto" David Mills rischiando, se condannato, l'interdizione dai pubblici uffici. Di qui il nervosismo e la rabbia del presidente del consiglio il quale ha sguinzagliato il suo legale di fiducia avv.Ghedini detto il falco o anche avvocato ma va là per via dell'uso continuo che fa della frase riportata in rosso nel corso dei suoi aggressivi interventi. L'avvocato Ghedini le ha provate tutte, di concerto con gli altri gerarchi. Dichiarato a suo tempo incostituzionale il lodo Schifani, ci hanno provato con il lodo Alfano (sempre siciliani i lodisti). Dichiarato incostituzionale anche questo hanno cercato la strada della "prescrizione breve" sulla quale hanno trovato l'opposizione di Fini data la palese natura di misura "ad personam. Allora si è ripiegato sul" processo breve", un attimino più presentabile perchè apparentemente inquadrato nella logica di una riduzione dei tempi della giustizia, esigenza questa che ci trova tutti d'accordo. Ma già illustri giuristi come l'ex Presidente della Corte Costituzionale Baldassarre o come il Prof. Gaetano Azzariti, ordinario di Diritto Costituzionale alla Sapienza di Roma, si sono espressi per la incostituzionalità anche di questo provvedimento. L'ANM, dal canto suo ha dichiarato che la norma avrà effetti devastanti facendo andare in prescrizione oltre 100.000 processi. Povero avvocato "ma va là"; dovrà lavorare notte e giorno per trovare altre scappatoie che liberino il premier dall'ossessione della persecuzione giudiziaria in particolare per questo processo. Intanto, a prevenire futuri posssibili ulteriori guai giudiziari al premier, l'ineffabile Margherita Boniver ha presentato una proposta per il ripristino dell'immunità parlamentare.
L'avvocato Mills, lo ricordo, è il professionista inglese, marito di una ministra del governo Blair, che, secondo l'accusa, ha costituito a partire dalla fine degli anni '70 una rete di 64 società off-shore che dovevano rimanere riservate e che invece sono state individuate come riconducibili al gruppo del premier e da questi utilizzate nel corso degli anni per operazioni di varia natura
La materia è complessa tantochè io, per capirne di più, ho comperato il libro appena ucito per le edizioni "Chiare lettere" IL REGALO DI BERLUSCONI, autori Peter Gomez e Antonella Mascali, che ho iniziato a leggere e che verrà presentato mercoledì 18 novembre p.v. alla libreria BORAGNO di Busto Arsizio. Inoltre ho scaricato da Internet una serie di articoli apparsi nel 2001 sul quotidiano LA REPUBBLICA: mi sembra interessante, in particolare, un articolo del 7 aprile 2001 a firma Carlo Bonini e Pierfrancesco Fedrizi intitolato "Ecco le società off-shore di Silvio Berlusconi".
Sto cercando infatti di capire il perchè dell'importanza che il Premier annette ai suoi rapporti con l'avvocato Mills e il perchè del tentativo disperato di sottrarsi al processo. Mi auguro di riuscire a capirne di più con la lettura del libro e da quello che emergerà dalla serata del 18 prossimo. Conseguentemente rimando per il momento le mie valutazioni
L'avvocato Mills, lo ricordo, è il professionista inglese, marito di una ministra del governo Blair, che, secondo l'accusa, ha costituito a partire dalla fine degli anni '70 una rete di 64 società off-shore che dovevano rimanere riservate e che invece sono state individuate come riconducibili al gruppo del premier e da questi utilizzate nel corso degli anni per operazioni di varia natura
La materia è complessa tantochè io, per capirne di più, ho comperato il libro appena ucito per le edizioni "Chiare lettere" IL REGALO DI BERLUSCONI, autori Peter Gomez e Antonella Mascali, che ho iniziato a leggere e che verrà presentato mercoledì 18 novembre p.v. alla libreria BORAGNO di Busto Arsizio. Inoltre ho scaricato da Internet una serie di articoli apparsi nel 2001 sul quotidiano LA REPUBBLICA: mi sembra interessante, in particolare, un articolo del 7 aprile 2001 a firma Carlo Bonini e Pierfrancesco Fedrizi intitolato "Ecco le società off-shore di Silvio Berlusconi".
Sto cercando infatti di capire il perchè dell'importanza che il Premier annette ai suoi rapporti con l'avvocato Mills e il perchè del tentativo disperato di sottrarsi al processo. Mi auguro di riuscire a capirne di più con la lettura del libro e da quello che emergerà dalla serata del 18 prossimo. Conseguentemente rimando per il momento le mie valutazioni
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