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sabato 22 aprile 2017

IL XXV APRILE, L'ANPI, LE RADICI, LA STORIA

 Quest'anno ci stiamo avvicinando al XXV Aprile in un clima di sfilacciamento e di frizione anche tra le componenti che hanno sempre riconosciuta come "centrale" la resistenza e individuato in essa i valori fondanti della nostra Repubblica e che necessita a mio avviso di ribadire alcuni punti fermi.
Tramontata, penso per sempre, l'era di quel personaggio che, avendo poca nozione e poca percezione della storia nazionale, ha sempre evitato di adempiere ai doveri istituzionali che la Costituzione impone ad un Presidente del Consiglio di questa Repubblica, va ribadito con forza che:
a) la nostra Repubblica e la nostra Costituzione trovano fondamento nei valori che il XXV Aprile tramanda
b) la resistenza e la lotta di liberazione sono patrimonio del Paese e non solo dei discendenti di coloro che combatterono nelle brigate Garibaldi. E' patrimonio dei "cattolici", degli "azionisti", dei "liberali", di tutti coloro che si misero in gioco per affermare i valori della "democrazia"
c) l'ANPI deve avere ben chiaro che sua "mission" è quella di tramandare questi valori alle future generazioni. Tentazioni di utilizzare l'ANPI come palestra per trovare personali spazi politici debbono essere contrastate e spente sul nascere
d) il PARTITO DEMOCRATICO, che sul piano ideologico è la sintesi di quanto sopra enunciato, deve avere chiaro che - soprattutto in questo campo - suo compito è tenere vive identità e valori. Mi auguro pertanto che i problemi che sono emersi a Roma sulla partecipazione del PD alle manifestazioni dell'ANPI vengano superati in questa ottica.
Viviamo in un momento storico pieno di dubbi, di incognite, di sentieri che non si sa dove portino, un momento le cui difficoltà maggiori sono costituite dalla indubbia crisi della costruzione europea, da un ridimensionamento delle aspettative di qualità di vita e benessere di tutto il mondo occidentale causato essenzialmente ma non solo dalla"globalizzazione", dalla pressione del mondo islamico e delle immigrazioni. Bisogna tenere la barra dritta e i nervi saldi e ribadire e richiarire i valori. Ideologia in questa accezione ed etica nel governare: questi i due punti fermi













giovedì 10 ottobre 2013

AMNISTIA?INDULTO? INCIUCIO? INSULTO AL PRINCIPIO FONDAMENTALE DI OGNI DEMOCRAZIA, QUELLO DELLA EGUAGLIANZA DI TUTTI I CITTADINI DI FRONTE ALLA LEGGE?

Il Presidente Giorgio Napolitano - lo sappiamo tutti - ha inviato un messaggio alle camere sollecitando l'adozione di pronte ed efficaci misure per alleggerire il problema delle carceri, sovraffollate, in condizioni igienico-sanitarie precarie e non in linea con gli standard che i Paesi avanzati considerano minimi. Sono in arrivo sanzioni europee e non possiamo non adempiere agli impegni presi.
Fin qui tutto regolare anche se, osservo, per anni non è stato preso alcun provvedimento mentre ora il problema segna una accelerazione che molti, tra i quali il sottoscritto, considerano sospetta. E' ragionevole il dubbio che dietro un problema generale si voglia "di straforo" risolvere anche i problemi giudiziari dell'ex presidente del Consiglio.
Tutti stanno smentendo il nesso, la ministra Cancellieri, il giudice Tamburrino, responsabile delle carceri, lo stesso Presidente della Repubblica seppur indirettamente.
Io sospendo il giudizio anche se mi pare di aver capito che si sta lavorando intorno ad un testo di legge che, invece, potrebbe comprendere anche reati finanziari.
Certo è che se si verificasse una sanatoria "pro persona", il Presidente della Repubblica si renderebbe responsabile di violazione del principio fondamentale che sta alla base di tutte le moderne democrazie; quello dell'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.(articolo 1 della nostra Costituzione).
E ricordo che il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni tranne che per "alto tradimento" e "attentato alla Costituzione" (art. 90 della Costituzione)
Ma, soprattutto, verrebbe inferto un colpo mortale al rapporto tra cittadini ed istituzioni, un rapporto già oltremodo logorato. Stiano attenti, tutti quanti, a non rompere la corda, che è già oltremodo tirata; non è più tollerabile una casta che si rifugia nel privilegio. La rabbia sociale è tanta, la caduta del tenore di vita nel nostro Paese rapida, l'allarme alto.
E non c'è niente da pacificare, nel nostro Paese; c'è solo da rispettare ed applicare le leggi.
Mi sembra che in ogni aula di tribunale ci sia ancora scritto, dietro le spalle dei giudici, che "La legge è uguale per tutti"
Ricordiamocelo tutti

giovedì 22 agosto 2013

PITONESSE E VIPERE VELENI E L'AVVELENAMENTO DEI POZZI

La signora Daniela Santanché è - come a tutti noto - una tosta signora piemontese, di Cuneo per l'esattezza, esponente di punta del PDL dove è annoverata tra i falchi.
I media la chiamano "la pitonessa" e, debbo confessare, non ho mai capito perché. Se proprio debbo trovare delle assonanze con un rettile, più che ad un pitone, che soffoca lentamente le sue vittime, la vedrei  piuttosto come una vipera, che attacca repentinamente e violentemente la sua vittima cui inietta il suo veleno mortale.
La signora è una imprenditrice di successo: il Billionaire e soprattutto l'amato TWIGA in Versilia, fondato insieme a Briatore, Lippi e al povero Brosio, il quale, dopo l'esperienza con la pitonessa, ha creduto opportuno iniziare un percorso mistico che lo ha allontanato dalla Versilia. Del primo marito della signora abbiamo parlato qualche giorno fa; adesso la signora sta con Sallusti e immagino che serate allegre tra i due quelle poche volte che non sono impegnati in società, come si soleva dire un tempo.
La Santanché, che è anche una illustre giurista, ha sentenziato, sgombrando il terreno da ogni possibilità di equivoco:
Il PD - ha detto - deve salvare Berlusconi. Le sentenze - e qui il veleno mortale che avvelena i pozzi - non contano.
Proprio così, le sentenze non contano. 
Il "Fatto quotidiano" di oggi pubblica una lunga intervista alla pitonessa/vipera (convenite con me che è più una vipera che una pitonessa) di Beatrice Borromeo. Una intervista da incorniciare perché è un concentrato di quel "mondo alla rovescia" di cui parlava ieri Ezio Mauro. Secoli di civiltà giuridica, dalla "Magna Charta Libertatum" a Montesquieu, dai "principes" dell'89 alla "dichiarazione dei diritti dell'uomo" spazzati via  in poche righe dalla Santanché, di Cuneo.
Solo adesso capisco perché il principe Antonio de Curtis, in arte TOTO', diceva sempre: "Io, io, ho fatto il militare a Cuneo"
Per fortuna che, mentre scrivo, sto ascoltando un bellissimo album dei Pink Floyd, il concerto tenuto a Londra nel 94. PULSE. Ascoltatelo, date retta a me, e dimenticate per un attimo la Santanché.

POST SCRIPTUM
Leggo che la signora ha dichiarato che l'appellativo "pitonessa" attiene all'oracolo di Delfi, la Pitia detta anche "la pitonessa". Prendiamo atto della precisazione e ricordiamo alla signora che "la Pitia" vel "Pitonessa"..................era vergine.

venerdì 12 luglio 2013

SILVIO BERLUSCONI IL PROCESSO SUI DIRITTI TELEVISIVI MEDIASET L'UTILIZZO EVERSIVO DELLE ISTITUZIONI

Ciò che è accaduto ieri in Parlamento è di una gravità assoluta. Ne hanno parlato tutti i media, italiani ed esteri, per cui non mi dilungherò a ricostruire analiticamente i fatti.
Mi limito a dire che ieri il Capogruppo del PDL alla camera, Renato Brunetta, ha chiesto di interrompere i lavori del Parlamento per tre giorni in quanto la fissazione da parte della Corte di Cassazione dell'udienza del processo sui diritti televisivi Mediaset al 30 Luglio prossimo (atto dovuto ) sarebbe l'ennesima prova - secondo il PDL - della volontà di estromettere SB dalla vita pubblica per via giudiziaria. Ricordo che tale processo si è concluso in primo grado con una condanna a 4 anni oltre all'interdizione dai pubblici uffici, sentenza confermata dalla Corte d'Appello di Milano. Una eventuale conferma da parte della Cassazione renderebbe definitiva la sentenza e scatterebbe l'interdizione. Ho scritto più volte che questo è il processo che SB teme di più perché è quello più vicino alla sentenza definitiva. Di qui l'inaudita reazione del PDL e del suo leader che non hanno alcun scrupolo ad "usare" le Istituzioni e a cavalcarne lo sfascio pur di salvaguardare i propri interessi privati. Ed è di uno squallore infinito il fatto che il Partito Democratico, diviso anche ieri, si sia arrampicato sugli specchi per concedere una sospensione di quattro ore che, sul piano del principio, equivale ad aver assecondato la richiesta eversiva del PDL. PDL che è in grado di ricattare in ogni momento il governo e che non esita a ricorrere a tutti i mezzi per difendere gli interessi del leader.
Gravissimo episodio, ripeto ,perché segna un punto di non ritorno nel rapporto tra SB e il Paese, perché mette scientemente a rischio la democrazia, perché stravolge tutti i principi di uno stato di diritto e quelli sulla separazione dei poteri dello Stato.
Giunti a questo punto ognuno di noi deve, a mio avviso, mettere in moto tutte le proprie energie per contrastare l'eversione oggettiva insita nelle prese di posizione dell'ex premier e dei suoi scherani . I tempi sono stretti ed il pericolo grande. Non è tempo di esitare.

martedì 25 giugno 2013

L'ESPRIT DES LOIS

Ho rilevato con una certa sorpresa che nell'ultima settimana il mio post "L'Esprit des lois" del 10 Marzo 2011 è stato visualizzato 24 volte.
Sorpresa perché segnala, forse, almeno nel piccolo del mio spazio comunicativo, una ripresa di attenzione nei confronti dei principi fondamentali delle moderne democrazie.
Forse ci si comincia a render conto che un Paese non può pensare di restare nel novero dei paesi di vertice se non recupera un rapporto forte con i princìpi, con i valori, con le idee forti.
Io la leggo così e mi fa piacere segnalare la cosa. GUTTA CAVAT LAPIDEM e ciascuno di noi può portare la propria goccia. Tante gocce fanno un mare.