Dopo avervi partecipato ieri sera i risultati del seggio 7, ospitato nei locali del circolo Redaelli, proseguo con i dati complessivi di Busto Arsizio e della Provincia di Varese.
CITTA' DI BUSTO ARSIZIO
Votanti 2.119
Bersani 924 pari al 43,6%
Renzi 833 pari al 39,31%
Vendola 283 pari al 13,36%
Puppato 62 pari al 2,32%
Tabacci 17 pari allo 0,80%
PROVINCIA DI VARESE
Votanti
Bersani 12.091 pari al 43,12%
Renzi 10.951 pari al 39,04%
Vendola 3.629 pari al 12,94%
Puppato 1.017 pari al 3,75%
Tabacci 321 pari allo 1,14%
Bersani e Renzi vanno al ballottaggio Domenica 2 Dicembre
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lunedì 26 novembre 2012
martedì 20 novembre 2012
PIETRO ICHINO A BUSTO ARSIZIO
Il comitato Matteo Renzi ha organizzato ieri sera un incontro a Villa Tovaglieri che ha visto protagonista il noto giuslavorista ed economista Pietro Ichino che appoggia, all'interno del partito democratico, la candidatura Renzi.
Ichino è persona che stimo perché non ha mai esitato a evidenziare i ritardi, la "visione corta", il sostanziale conservatorismo della sinistra italiana e del sindacato che hanno impedito la comprensione delle linee evolutive dell'economia mondiale e hanno prodotto un sostanziale irrigidimento nelle relazioni industriali salvo poi dover subire, nei fatti, l'impatto di una realtà non eludibile con mere dichiarazioni di principio.
Di Ichino condivido la impostazione pragmatica e non utopica che, partendo dal presupposto che l'Italia è inserita nel circuito delle economie occidentali, sostiene che ostinarsi a sostenere vecchie impostazioni e vecchi "punti fermi"impedisce poi al Paese di stare al passo con i nostri concorrenti sia all'interno dell'Unione Europea che sui mercati globali. Di Ichino condivido l'impostazione di base ma ritengo che la sua visione, che fa continuo riferimento alle esperienze dei paesi scandinavi e dei paesi più avanzati del nord Europa (Germania ed Olanda in primis), possa essere pienamente condivisa nel nostro Paese in regioni come il Friuli, le due province autonome di Trento e Bolzano, il Veneto ed il Piemonte, già meno la Lombardia, e comunque non nelle regioni del Sud. Perché bisogna dirselo una volta per tutte. L'Italia ha realizzato la sua unità 150 anni fa, ma ancora oggi l'unità non è stata realizzata. Esistono almeno due Italie: una che guarda ai Paesi del Nord Europa ed una che è rimasta ferma a schemi mentali che la fanno guardare più verso Sud. Farle convivere è forse il più grande problema e la più grossa sfida per la nostra democrazia-
MATTEO RENZI
Ho già scritto a più riprese che non mi convince, che a pelle non mi piace, che di lui non mi fido; ed ho l'impressione che faccio bene.
C'é polemica, a Firenze, sul fatto che l'Ente Cassa di Firenze ha investito nel mese di Settembre 10 milioni di euro in"fondi obbligazionari subordinati" (orrore, tra la BBB e il rating C, titoli junk, cioè spazzatura) trattati dal fondo Algebris che fa capo a Davide Serra, di cui ho già ampiamente parlato.
Niente di nuovo sotto il sole: personaggi già visti e tutti accomunati, in passato, da un unico destino: bancarotta e "sole", come dicono a Roma, a chi ha ha avuto la malaccortezza di fidarsi. Chi vivrà, vedrà:
Ichino è persona che stimo perché non ha mai esitato a evidenziare i ritardi, la "visione corta", il sostanziale conservatorismo della sinistra italiana e del sindacato che hanno impedito la comprensione delle linee evolutive dell'economia mondiale e hanno prodotto un sostanziale irrigidimento nelle relazioni industriali salvo poi dover subire, nei fatti, l'impatto di una realtà non eludibile con mere dichiarazioni di principio.
Di Ichino condivido la impostazione pragmatica e non utopica che, partendo dal presupposto che l'Italia è inserita nel circuito delle economie occidentali, sostiene che ostinarsi a sostenere vecchie impostazioni e vecchi "punti fermi"impedisce poi al Paese di stare al passo con i nostri concorrenti sia all'interno dell'Unione Europea che sui mercati globali. Di Ichino condivido l'impostazione di base ma ritengo che la sua visione, che fa continuo riferimento alle esperienze dei paesi scandinavi e dei paesi più avanzati del nord Europa (Germania ed Olanda in primis), possa essere pienamente condivisa nel nostro Paese in regioni come il Friuli, le due province autonome di Trento e Bolzano, il Veneto ed il Piemonte, già meno la Lombardia, e comunque non nelle regioni del Sud. Perché bisogna dirselo una volta per tutte. L'Italia ha realizzato la sua unità 150 anni fa, ma ancora oggi l'unità non è stata realizzata. Esistono almeno due Italie: una che guarda ai Paesi del Nord Europa ed una che è rimasta ferma a schemi mentali che la fanno guardare più verso Sud. Farle convivere è forse il più grande problema e la più grossa sfida per la nostra democrazia-
MATTEO RENZI
Ho già scritto a più riprese che non mi convince, che a pelle non mi piace, che di lui non mi fido; ed ho l'impressione che faccio bene.
C'é polemica, a Firenze, sul fatto che l'Ente Cassa di Firenze ha investito nel mese di Settembre 10 milioni di euro in"fondi obbligazionari subordinati" (orrore, tra la BBB e il rating C, titoli junk, cioè spazzatura) trattati dal fondo Algebris che fa capo a Davide Serra, di cui ho già ampiamente parlato.
Niente di nuovo sotto il sole: personaggi già visti e tutti accomunati, in passato, da un unico destino: bancarotta e "sole", come dicono a Roma, a chi ha ha avuto la malaccortezza di fidarsi. Chi vivrà, vedrà:
lunedì 22 ottobre 2012
RENZI INSISTE
Leggo dal "Corriere della Sera" che Renzi avrebbe dichiarato: "Con i banchieri si parla" in relazione alla cena a sostegno della sua candidatura alle primarie organizzata da Davide Serra.
Ho l'impressione che Renzi non abbia le idee chiare su quale sia il ruolo di un gestore di un "hedge fund". Io ho cercato di spiegarlo nel mio post del 20 Ottobre. Lo si può definire come volete ma il banchiere è un'altra cosa. Il banchiere è un intermediario del credito. Raccoglie denaro dagli investitori e lo eroga al mondo delle imprese e a tutti i soggetti che hanno necessità di ricorrere a finanziamenti esterni. Se il banchiere fa bene il suo lavoro il mondo delle imprese può contare su un validissimo supporto per l'espansione delle proprie attività ed il mondo dei risparmiatori un sicuro strumento per collocare la sua liquidità. Potrebbe sembrare una definizione limitativa e datata, viste le evoluzioni dei mercati e dell'operatività di questi ultimi anni, ma secondo me è ancora la definizione più corretta.
Poi leggo che Davide Serra querela oltre Bersani anche il Corriere della Sera e che Renzi attacca duramente anche Monti.
Poi guardo le foto sia di Renzi che, soprattutto, di Serra. Foto già viste, esiti già sperimentati.
Li peso, li giudico, tutti e due, mi basta
Ho l'impressione che Renzi non abbia le idee chiare su quale sia il ruolo di un gestore di un "hedge fund". Io ho cercato di spiegarlo nel mio post del 20 Ottobre. Lo si può definire come volete ma il banchiere è un'altra cosa. Il banchiere è un intermediario del credito. Raccoglie denaro dagli investitori e lo eroga al mondo delle imprese e a tutti i soggetti che hanno necessità di ricorrere a finanziamenti esterni. Se il banchiere fa bene il suo lavoro il mondo delle imprese può contare su un validissimo supporto per l'espansione delle proprie attività ed il mondo dei risparmiatori un sicuro strumento per collocare la sua liquidità. Potrebbe sembrare una definizione limitativa e datata, viste le evoluzioni dei mercati e dell'operatività di questi ultimi anni, ma secondo me è ancora la definizione più corretta.
Poi leggo che Davide Serra querela oltre Bersani anche il Corriere della Sera e che Renzi attacca duramente anche Monti.
Poi guardo le foto sia di Renzi che, soprattutto, di Serra. Foto già viste, esiti già sperimentati.
Li peso, li giudico, tutti e due, mi basta
sabato 20 ottobre 2012
PERCHE' RENZI NON PUO' RICEVERE FINANZIAMENTI DA DAVIDE SERRA
Ritengo che la maggior parte degli italiani voglia dal premier che guiderà il Paese dal 2013 al 2018 autorevolezza, trasparenza assoluta di comportamenti, un forte impegno contro le degenerazioni della politica, una linea di governo che riequilibri i sempre più evidenti segni di "scollamento sociale" e di allargamento della distanza tra le classi.
Penso che gli italiani lo chiedano a chiunque venga chiamato a governare il Paese, massimamente a chi si presenti come esponente di un partito di sinistra che nel suo DNA ha la difesa dei ceti più deboli, una politica economica attenta alla difesa delle conquiste dello stato sociale, che si rifa a valori di solidarietà, equità, giustizia sociale.
Valori che sono agli antipodi rispetto ai valori cui si rifà un operatore finanziario che gestisca un "hedge-fund", nel caso concreto Davide Serra, gestore del fondo Algebris con sede nel paradiso fiscale delle isole Cayman.
Un "hedge fund - lo ricordo - è un fondo speculativo che nel suo statuto conferisce al gestore o ai gestori libertà praticamente assoluta nella politica degli investimenti con lo scopo di massimizzare i profitti. Gli "hedge funds" sono i responsabili maggiori degli attacchi speculativi alle valute e ai debiti pubblici dei paesi più fragili perché la loro "mission" è una sola: "fare soldi nella misura massima possibile ed il più in fretta possibile".
Una "mission" incompatibile con la "mission" di un leader politico che si propone alla guida del Paese come portatore di valori "di sinistra."
Ecco perché Renzi non doveva accettare finanziamenti da Serra e dagli altri partecipanti alla cena dell'altra sera nella quale sono stati raccolti 100.000 euro a sostegno della sua campagna elettorale
Non poteva farlo per "la contraddizion che nol consente" potremmo dire parafrasando padre Dante (Inferno, XXVI,120)
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