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giovedì 28 febbraio 2013

IL PAPA IL CONCLAVE LA MANTELLINA LA CLAUSURA E QUANT'ALTRO

In questi giorni i media ci inondano di notizie sul conclave( aspetteremo i 15 giorni o lo fanno due giorni prima?), sulla mantellina o non la mantellina, su dove andrà ad abitare, sul sigillo (lo rompiamo o no?) sugli schieramenti  dei cardinali (ma lo spirito santo che ruolo ha?).
E' sicura la Chiesa che sia questo il modo di difendersi dal declino e dall'estinzione?
Secondo me alla gente, anche alla più modesta, non gliene importa niente di questi riti, di questi stereotipi, dell'apparato, di vedere che degli anziani signori( quasi tutti dai settanta agli ottanta) si arrogano il diritto di indicare cosa si può fare o non fare su materie come il concepimento, l'aborto, il fine vita. Riflettete, signori cardinali, se no arriva anche per voi uno tsunami che vi travolgerà. E forse sarà meglio così.

sabato 16 febbraio 2013

LE DIMISSIONI DI BENEDETTO XVI

Avevo scritto in parecchi post ed in epoche non sospette che all'interno delle mura vaticane si stava consumando una feroce guerra per bande tra fazioni contrapposte di cardinali. Nel mio ultimo post dedicato all'argomento riconfermavo questa tesi a motivare la decisione di Papa Benedetto che, con le sue dimissioni, ha "azzerato"tutte le posizioni e dà la possibilità al suo successore di ricominciare daccapo
I primi contraccolpi sono stati immediati ed eclatanti.
a) a capo dello IOR è stato nominato un avvocato tedesco sulla cui biografia mi dilungherò in seguito.
b) la RAI ha fatto fuori MARCO SIMEON al quale è stato tolto l'incarico di "Responsabile delle relazioni esterne"
Queste prime due mosse stanno a significare una cosa: che il cardinal Bertone sta perdendo su tutto il fronte e che il giovane Marco Simeon è stato lo snodo principale, sotto tante sfaccettature, della partita. Perdono Bertone e Geronzi (e Gianni Letta) vincono Bagnasco e Ruini. Se a capo dello IOR fosse stato nominato Geronzi, ciò avrebbe significato che niente cambiava e che vere erano le motivazioni ufficiali delle dimissioni del Papa. Ciò non è stato e ciò significa che la mia tesi, non solo mia per la verità, sulle reali motivazioni era corretta.
E veniamo allo IOR: la banca vaticana è stata in questi ultimi decenni un vero e proprio buco nero fino dai tempi in cui imperversavano Monsignor Marcinkus e Monsignor De Bonis. Riciclaggio di denaro  opaco (basti pensare ai rapporti con la banda della Magliana ed al conto intestato alla fondazione Spelmann dietro lo schermo del quale si nascondevano i denari del senatore Andreotti), rapporti diretti con capitali mafiosi (attraverso Sindona), tramite per operazioni di sistema (la maxitangente Enimont passò a suo tempo per lo IOR, la "cricca" di Balducci e Anemone aveva stretti rapporti con lo IOR), opacità strutturale nei comportamenti dell'Istituto che è tuttora inserito nella "black list"degli Istituti meno trasparenti al mondo. Con la nomina del nuovo Presidente dovrebbe avviarsi una politica di progressiva maggior trasparenza; la Chiesa ha sempre avuto tempi lunghi ma la mia impressione è che per il seguito si velocizzeranno.
E veniamo al nuovo Presidente dello IOR che succede a Marcinkus (1971-1989), Caloia (1989-2009), Gotti Tedeschi (2009-2012)
Ernst Freiherr von Freyberg è un nobile tedesco nato nel 1958. Laureato in Giurisprudenza alle Università di Bonn e Monaco, ha ricoperto diversi incarichi operativi; in questo momento è Presidente dei cantieri navali "Blohm Voss Group" di Amburgo, nonché Vicepresidente della società che in Germania organizza viaggi a Lourdes. E' altresì membro attivo del sovrano ordine militare dei Cavalieri di Malta. Poliglotta e con uno skill di uomo dalle solide relazioni, non può certo essere definito come un "progressista"e risulta facile credere che sia stato scelto personalmente dal Papa. Del resto la personalità di Benedetto XVI è quella di uomo  della conservazione ancorato alla tradizione millenaria della chiesa. Basti ricordare che ha reintrodotto la messa in latino e che in latino ha pronunciato il discorso di commiato. Una connotazione positiva comunque il nuovo Presidente la mostra evidente: il suo secondo nome è:Freiherr (uomo libero) e il cognome Freiberg significa libero monte. Dovrebbe essere un uomo libero.
Cosa c'è da aspettarsi per il futuro? La completa emarginazione della "corrente"bertoniana. un ritorno ad una adeguata moralità di comportamenti sia personali che nell'esercizio delle funzioni a ciascuno attribuite, il proseguimento della linea ratzingheriana in materia teologica, morale, politica. Chi sarà il prossimo Papa? Non mi sbilancio ma lo skill è quello di un uomo energico per età e per carattere che si inserisca nel solco aperto da Papa Benedetto XVI. Il quale scomparirà completamente dalla scena. Risentiremo parlare di lui al momento in cui, con una espressione del mondo cattolico che trovo bella, ritornerà alla casa del Padre.

giovedì 14 febbraio 2013

LE DIMISSIONI DI BENEDETTO XVI

Nel breve lasso di tempo intercorso dall'annuncio da parte di Benedetto XVI delle proprie dimissioni è stato scritto di tutto, di più. A mio avviso sono state individuate abbastanza bene, nel complesso, le motivazioni che hanno portato alla storica decisione. Da parte mia mi limito a sottoporre alla vostra riflessione le parole che il Papa ha pronunciato ieri e che mi hanno particolarmente colpito; in particolare il passaggio in cui parla di "divisioni che deturpano il volto della Chiesa."
La parola "divisione" richiama subito ad uno scontro tra componenti importanti, non le vorrei chiamare fazioni, della curia. E cioè tra i "bertoniani" con forte radicamento nei gangli vitali della curia romana e sostenuti all'esterno da poteri forti (Berlusconi, Geronzi, Simeon,Bisignani) e gli "antibertoniani", cioè in primis Ruini, Bagnasco, Nicora, Vigano')
Lo scontro di potere ha avuto come "luoghi" lo IOR, dove Gotti Tedeschi, inviso a Bertone e a Geronzi, è stato silurato ed ancora non è stato sostituito, (é probabile la nomina di Geronzi, sembra il ruolo tagliato su misura per lui) l'amministrazione delle finanze vaticane nel cui contesto monsignor Viganò è stato silurato con una promozione a nunzio a New York. Del resto la Chiesa parla in latino ed il concetto "promoveatur ut amoveatur"è chiaro a tutti, in quell'ambiente.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         Il caso Vikileaks, con il trafugamento di carte riservate del pontefice.
La parola"deturpano"lascia invece intravedere uno scenario più torbido, di corruzione, di inconfessabili segreti, di potenziali ricatti. Del resto il significato della parola, basta andare sul dizionario, è il seguente:
"render brutto, sfigurare e, in senso figurato, corrompere, guastare, rovinare. E' implicito ed evidente il "turpe" che della  parola deturpare è il cuore.
Papa Benedetto, dimettendosi, ha azzerato tutto, ha posto fine alle ambizioni di Bertone e tolto ai suoi avversari possibili armi di ricatto. Ed è emblematico che ieri Bagnasco e Bertone abbiano ostentatamente finto un ritrovato accordo per lanciare il messaggio: "la Chiesa è unita(ma quando mai) e il pensiero dei pastori è sempre volto alle pecorelle - sempre meno - di cui è stata loro affidata la custodia.
Io altro non riesco a vedere, riesco soltanto a intravedere per cui per cercare di capirne di più mi invito, vi invito a rileggere la celebre terzina dantesca del canto XXVI dell'Inferno "
"ma misi me per l'alto mare aperto sol con un legno e con quella compagna picciola da la qual non fui diserto. L'un lito e l'altro vidi infin la Spagna, fin nel Morocco, e l'isola dei Sardi e le altre  che quel mare intorno bagna"
 e nel ruolo di Socrate dei poveri che ogni tanto mi piace ritagliarmi con conseguente utilizzo della "ars maieutica" come metodo di indagine e  riflessione, vi posso solamente invitare a leggere il mio post "Marco Simeon chi era costui" e a cliccare su Google il nome e cognome del predetto. Buona navigazione.............perché come per l'Ulisse dantesco navigherete da soli in mare aperto e solamente i più avveduti eviteranno di fare la fine di Ulisse e dei suoi compagni quando la loro imbarcazione:"Tre volte il fè girar con tutte l'acque: a la quarta levar la poppa in suso e la prora ire in giù, com'altrui piacque, infin che 'l mar fu sovra noi richiuso"


lunedì 11 febbraio 2013

BENEDETTO XVI SI DIMETTE

La notizia è di qualche minuto fa ed è clamorosa: Benedetto XVI annuncia le sue dimissioni con decorrenza 28 Febbraio. A mia memoria l'unico precedente è quello di Pietro del Morrone, Celestino V, alla fine del duecento e di cui Dante disse: "colui che fece per viltade il gran rifiuto"
La motivazione ufficiale è legata alle precarie condizioni fisiche del Papa che ha ottantacinque anni.  La motivazione é plausibile ma non mi convince, non mi convince.

martedì 5 giugno 2012

IL PAPA - LO IOR- LA CURIA

In questi giorni si parla molto delle lotte intestine all'interno delle  gerarchie ecclesiastiche, della defenestrazione di Gotti Tedeschi dalla Presidenza dello IOR, della pubblicazione dell'ultimo libro di Nuzzi, "Sua Santità" - edizioni Chiare Lettere,( che non ho ancora letto), della pubblicazione su quotidiani a carattere nazionale di documentazione riservata proveniente dai palazzi apostolici, del corvo o dei corvi che fanno filitrare con cinica alchimia accuse a mezza voce a carico di questo o quello , in sintesi dello spettacolo non edificante che i più alti esponenti della gerarchia ecclesiastica stanno dando ai fedeli e al mondo.
Cercherò di dare la mia interpretazione dei fatti, per quel che vale.
Il prof. Ratzinger non è diventato papa per caso. Negli oltre venti anni trascorsi a capo della "Congregazione per la dottrina della Fede" sotto il pontificato di Giovanni Paolo II (dal 1981 alla elezione a Papa), era stato lui a "dettare la linea" in campo teologico e morale. Il papa polacco con il suo grande carisma e la sua grande capacità di "comunicazione" trasmetteva il messaggio ma il lavoro di "sherpa" lo faceva Ratzinger che ha avuto per moltissimi anni come suo più stretto collaboratore il salesiano Tarcisio Bertone.
Scomparso Giovanni Paolo II, la nomina di Ratzinger è avvenuta "naturaliter"( al secondo giorno e al quarto scrutinio) in quanto il sacro Collegio, o lo Spirito Santo, individuavano nella nomina stessa una continuità di indirizzo con il precedente pontificato, una linea molto più "conservatrice" - a mio avviso - di quello che si è sempre pensato del pontificato del papa polacco.
Salito al soglio pontificio Ratzinger, che è un uomo timido, un grande studioso e un grande conoscitore delle tematiche teologiche ma non interessato alla gestione "operativa" della macchina organizzativa della Chiesa Cattolica, ha messo nei posti chiave persone che conosceva bene e di cui si fidava, in primis di Tarcisio Bertone nominato prima cardinale, poi segretario di Stato al posto del cardinal Sodano e infine "camerlengo" cioè colui che gestirà il prossimo conclave (ma se compirà ottanta anni prima dell'evento dovrà lasciare il posto a qualcun altro).
Bertone, personalità forte e portata a non tirarsi indietro se è necessario seguire la strada dell'intrigo e della lotte di palazzo, non si è limitato ad occupare il suo ruolo importantissimo di "capo del governo" della Chiesa Universale, ma ha cercato di "tenere sotto controllo" il più possibile la macchina organizzativa, a mio avviso in vista di una sua possibile candidatura a succedere a Benedetto XVI, attirandosi critiche e reazioni da parte di tutti coloro che si sentivano prevaricati nei loro ruoli.
Innanzitutto i segretari della Conferenza Episcopale Italiana Ruini e Bagnasco, il cardinal Tettamanzi, arcivescovo di Milano, che era stato escluso senza tanti fronzoli dall'Istituto Toniolo, che controlla l'Università Cattolica, di Monsignor Crlo Maria Viganò che aveva denunciato comportamenti censurabili in molti prelati e in molti organismi ecclesiastici spedito a fare il nunzio negli Stati Uniti e del Cardinal Nicora, che Benedetto XVI aveva nominato al vertice dell'AIF - l'organismo che aveva il ruolo di controllore dello IOR con la mission di far assumere alla banca vaticana quelle caratteristiche di trasparenza di gestione che le autorità monetarie internazionali pretendevano per non includerlo nella "black list" delle banche dei paradisi fiscali.
Limitati i poteri di Nicora, ne è seguita la rimozione di Gotti Tedeschi - voluta da Bertone - e una frattura con altri segmenti dei vertici vaticani. Frattura che si è manifestata con attacchi che miravano e mirano a colpire Bertone con lo scopo di limitarne i poteri: Il segretario di Stato nella conferenza stampa alla conclusione della recentissima "visita" papale a Milano, ha dichiarato che  il papa saprà resistere agli attacchi che gli vengono portati. E no, caro Bertone, oggetto degli attacchi sei tu, non il Papa e, secondo il mio modestissimo e ininfluente avviso, te li meriti tutti.
Sullo sfondo quindi di questa violenta "guerra"interna ci sono i "posizionamenti" in vista della successione al Papa tedesco al quale si può rimproverare un eccesso di candore ed un carisma sbiadito ma non l'attitudine ad essere coinvolto in guerre sotterranee. Ed in particolare una guerra tra il collegio cardiknalizio italiano, che mira a far eleggere un papa italiano dopo due papi non italiani , ed i cardinali del reato del mondo che mirano ad "internazionalizzare" sempre di più il vertice della Organizzazione.
Certo è che l'immagine che la gerarchia dà di se stessa non è delle migliori e questo interessa non solo ai cattolici praticanti ma anche a tutti coloro che hanno piena consapevolezza della grande importanza che l'Istituzione Chiesa riveste, specialmente nel nostro Paese, e ne seguono con attenzione e partecipazione le vicende.
Dalle terrazzze di cunardo 5 Giugno 2012 ore 21,30