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domenica 13 marzo 2011

REPORT ISTAT DEL 1 MARZO CON I DATI MACROECONOMICI DELL'ANNO 2010

In attesa di commentare i dati sul debito pubblico a fine gennaio 2011, dati che verranno resi noti domani lunedì 14 nel consueto bollettino mensile della Banca d'Italia, ritengo utile dedicare attenzione al Report che l'Istat ha pubblicato il 1 Marzo con i dati macroecoinomici dell'anno 2010:
-  IL PIL AI PREZZI DI MERCATO è stato pari a 1.548.816 milioni correnti con una crescita dell'1,9% che depurato del coefficiente deflattivo si traduce in un 1,3% in termini di quantità, rettificato ieri a 1,2%. Il risultato è leggermente migliore delle previsioni, che davano un incremento dell'1%, e, soprattutto, segna il ritorno alla crescita dopo due anni di diminuzioni ( meno 1,3 nel 2008 e meno 5,2 nel 2009). Però i nostri diretti competitors hanno fatto meglio (+ 3,9 il Giappone, + 3,6 la Germania, + 2,8 gli USA, + 1,6 la Francia, + 1,3 il Regno Unito;
l'indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbkliche in rapporto al PIL è stato del 4,6%; era stato del 5,4 nel 2009 e il 2,7 nel 2008. E questo è un dato estremamente preoccupante, a mio avviso, in quanto maturato in un contesto di tassi estremamente bassi, che ha reso meno oneroso il finanziamento del debito, e di tagli pesanti ai bilanci dei Ministeri e ai trasferimenti agli enti locali.
Continuo a chiedermi: perchè il deficit annuale rimane così alto?
Una risposta, parziale, ce la danno i seguenti dati: 
-  il saldo primario (incassi dello stato meno esborsi)  prima del conteggio degli interessi è stato negativo (meno 0,1% rispetto al PIL) e questo è un dato estremamente preoccupante per un Paese come il nostro che ha un indebitamento di 1.843 miliardi. Ricordo che negli anni del governo Prodi/Padoa-Schioppa c'era stato un avanzo dell 1,3 nel 2006, ben il 3,5 nel 2007 e del 2,5 nel 2008( metà dell'anno governato dal Centro Destra. Nel 2009 quel + 2,5% si era già trasformato in un meno 0,7);
- gli interessi pagati nel 2010 sono ammontati a 70,1 miliardi, di poco inferiori (meno 0,4%) rispetto a quelli pagati nel 2009, esercizio che aveva fatto registrare un meno 13,4 rispetto al 2008.  I tassi sul mercato monetario e finanziario hanno ripreso a salire per cui è prevedibile già nel corrente 2011 una impennata dell'onere al servizio del debito;
-  le unità di lavoro (cioè gli occupati) sono diminuite dello 0,7%; in particolare sono diminuiti gli occupati dipendenti ( meno 1,1). Anche questo è un dato fortemente negativo soprattutto se si considera che il calo più forte (- 3,5) ha interessato l'industria in senso stretto. I lavoratori di pendenti a fine 2010 erano 24,046 milioni;
- le entrate totali sono state pari al 46,6% del PIL con un aumento dello 0,9 sul 2009. Ma il  risultato non deve ingannare in quanto risulta da un aumento delle imposte indrette del 5,1, dovuto per la quasi totalità ad un aumento del gettito IVA ma solo perchè  una legge del 3 Agosto 2009, la 102, aveva introdotto norme di contrasto alla compensazione tra crediti e debiti IVA impedendo una operazione che in passato aveva portato alla luce crediti inesistenti che venivano utilizzati in compensazione. La misura ha avuto un impatto di circa 5 miliardi sul bilancio 2010. Le imposte dirette hanno avuto un modesto aumento del gettito Irpef tutto a carico di lavoratori dipendenti e pensionati.
- La pressione fiscale complessiva (imposte dirette, indirette in conto capitale, + i contributi sociali) è stata del 42,6 del PIL contro un 43,1 nel 2009, ma ciò conferma chetutto il carico continua ad essere sulle spalle di lavoratori dipendenti e pensionati aumentando lo squilibrio sociale e il divario tra chi le imposte non le paga e chi è costretto a farlo;
- un dato interessante è quello sulle uscite totali del bilancio dello Stato che sono ammontate al 51,2 del PIL( 52,5 nel 2009) Però bisogna sottolineare che le uscite di parte corrente ammontano a ben il 47,8 del PIL e sono aumentate dello 1,1 a conferma che tutte le risorse vengono impiegate per la gestione dell'esistente e che lo stato investe poco;
-  Le prestazioni sociali in denaro (le pensioni) sono aumentate del 2,3
Nell'ambito della spesa in conto capitale, la cui incidenza sul totale della spesa è passata dall'8,3 al 6,8 del PIL gli investimenti fissi lordi sono diminuiti del 16,2% e i contributi agli investimenti del 14,2 ad ulteriore conferma di quanto sopra.
Vi do, per finire. i più significativi dati assoluti:
a)  indebitamento netto dell'anno 71.271 milioni (in pratica l'onere per interessi )
b)  saldo primario -1.009 milioni
c)  prelievo fiscale 659.924
d)  PIL a pprezzi correnti 1.548,816
e)  saldo primario in percentuale: negativo per lo 0,1%
f)   pressione fiscale: 42,6%
g)  indebitamento netto dell'anno sul PIL: meno 4,6
h)  debito pubblico complessivo in termini assoluti: 1.843.227
i)  debito sul PIL 119, tuttavia, se si riflette sulla mancata compensazione IVA che ha comportato maggiori introiti per 5 miliardi (ma poi i crediti regolari riemergono queat'anno e bisogna pagarli), si arriva alla conclusione che è stata in gran parte una operazione di Window dressing in linea con la consueta fantasia  tremontiana e che il dato reale è già sopra il 120%.
In sintesi il mio giudizio di fondo non cambia:
-   il Paese è fermo e non cresce da tempo
-   il debito pubblico è enorme ed è una palla al piede che blocca ogni politica di sviluppo
-   il carico fiscale grava praticamente sui lavoratori dipendenti e sui pensionati
-   l'occupazione cala ed è sempre più precarizzata. Le giovani generazioni hanno davanti un futu-
    ro pieno di incertezze   
-   il Paese perde sempre più prestigio a ivello internazionale
In questa sede ho commentato solo i numeri. Stendo un velo pietoso su quello che sta avvenedo nel Paese, che sta perdento libertà formali e lbertà sostanziali con un tenore di vita in costante regresso, in un contesto di assalto alla diligenza e di corruzione diffusa  che fa sempre di più del nostro  un Paese avviato ad una deriva sudamericana.
Chi volesse approfondire gli argomenti oggi trattati lo può fare scaricando il documento dal sito Istat. Il documento è costituito dal Report e da 19 tabelle. Buona lettura.

martedì 5 ottobre 2010

IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

Chi mi segue sa che ho il pallino dei conti pubblici nel senso che annetto grande importanza  al loro andamento. Infatti tutta la politica di spesa( investimenti in infrastrutture, trasferimenti agli enti locali, spesa primaria) e di entrata  (politiche fiscali e previdenziali) dello Stato  è condizionata dall'andamento dei conti. Conseguentemente se essi sono in squilibrio non si possono promettere riduzioni fiscali nè fare investimenti in infrastrutture (ponte sullo stretto - questo per fortuna dico io - grandi opere, politiche energetiche) e non si può che continuare a tagliare i trasferimenti agli enti locali che, a loro volta, non possono che ridurre i servizi resi ai cittadini( sanità, strade, scuola ecc.). Oltretutto per un paese come il nostro che ha un debito pari al 120% circa del PIL (1.838 mld il debito a fine luglio) e che le norme europee che stanno entrando in vigore(/Rif. mio ultimo post sull'argomento) costringeranno a fare manovre per circa 45/mld l'anno solo per ottemperare all'obbligo di riportare il deficit nei parametri.
Ebbene ieri l'Istat ha pubblicato il bollettino trimestrale che esamina i risultati  del secondo trimestre e del primo semestre dell'anno in corso. Le risultanze sono oltremodo preoccupanti e confermano quello che sto scrivendo da molto tempo.
A) L'indebitamento nel trimestre è stato pari al 3,6% del PIL e nel primo  semestre al 6,1%. Un po' meno che nel 2009 quando era stato del 6,3%(e già il governo ha sottolineato solo questo dato) ma sempre cifre enormi. Inoltre nel 2009 si era in piena crisi internazionale mentre quest'anno la ripresa si è fatta sentire in tutto il mondo ed in Europa la Germania ha ripreso a trainare l'economia del continente.
Il saldo primario (differenza tra entrate e uscite al lordo dell'onere per il pagamento degli interessi sul debito pregresso) è stato negativo nel semestre per l'1,5% del PIL. E' vero che nel secondo trimestre è stato positivo, ci mancherebbe altro visto che le dichiarazioni dei redditi si fanno in maggio, ma meno dello scorso anno (5.804 milioni contro i 6.593 del 2009). Il saldo primario è un indicatore importantissimo, visto il debito pubblico che abbiamo, e se è negativo vuol dire che non ci sono margini .Ricordo che dovrebbe essere positivo di 5 punti solo per pagare gli interessi sul debito pregresso
Le entrate totali, inoltre,sono diminuite nel trimestre dell' 1,8%, ( nel semestre 0,8%) e l'incidenza delle entrate rispetto al PIL è scesa nel semestre al 42,2% contro il 43,3 del 2009. Questo non vuol dire che è diminuita la pressione fiscale. Vuol solo dire che è aumentata l'evasione
Alla luce di tutto questo ritengo:
a) che non ci sia alcun margine per ridurre le imposte come ha promesso domenica il presidente del consiglio a Milano
b) che anzi sono prevedibili manovre da lacrime e sangue per chi le imposte le paga( per gli evasori non  cambia niente.)
c) che i conti pubblici non sono affatto sotto controllo
d) che sono del tutto  ingiustificate le dichiarazioni ottimistiche del premier e del suo ministro; la stessa confindustria è fortemente allarmata perchè il sistema Italia sta collassando e il capitano del Titanic continua a far suonare l'orchestra.

martedì 2 marzo 2010

I DATI ISTAT RELATIVI ALL'ANNO 2009 - FOTOGRAFIA E SPECCHIO DI UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA

L'ISTAT ha pubblicato il primo marzo i dati ufficiali relativi all'ann0 2009. Il documento può essere scaricato nella sua interezza dal sito ISTAT. Il download integrale in formato PDF occupa 179 kbyte e rimando alla lettura completa del documento chi volesse approfondire. Del resto il documento non è difficile da "digerire": consta di sole 13 pagine ed è scritto in linguaggio chiaro e comprensibile, come è sempre il linguaggio delle cifre. Da parte mia sottolineerò gli aspetti a mio avviso più significativi esprimendo alla fine il mio giudizio di sintesi.
PRODOTTO INTERNO LORDO:
il PIl ai prezzi di mercato è stato di 1.520.870 milioni di euro con una flessione del 3% rispetto all' anno precedente, flessione che sale al 5%se lo si calcola ai prezzi dell'anno precedente, depurato cioè dell'inflazione. E' il peggior risultato di sempre e poco consola che la Francia abbia fatto registrare un flessione del 2,2 , gli USA del 2,4 la GranBretagna del, il Giappone la Germania del 5%
INDEBITAMENTO NETTO DELL'ANNO
5,3% contro il 2,7 dell'anno precedente. L'indebitamento netto è aumentato nell'anno di ben 80.800 milioni
DEFICIT COMPLESSIVO IN PERCENTUALE DEL PIL.
sale al 115,8%(rapport0 tra i 1.761.191 milioni di indebitamento e i 1.520.870 del PIl) con un aumento d oltre 10 punti in un anno. E il dato è fuorviante in quanto in dicembre le finanze pubbliche hanno potuto contare su un introito non ripetibile di 4.750 milioni dallo scudo fiscale, sull'autotassazione di novembre e, inoltre sul fatto che sono stati praticamente sospesi i pagamenti e i trasferimenti dal centro alla periferia. Tra pochi giorni verranno resi noti da Bankitalia i dati di gennaio ed io prevedo il superamento netto del tetto di 1.802 mld raggiunto in ottobre per cui il rapporto deficit/pil si è già portato al 118/120%. La mia previsione è che a fine gennaio il debito sarà stato tra i 1.810 e i 1.820 mld
AVANZO PRIMARIO
per un paese con il nostro indebitamento è vitale avere un consistente avanzo primario (differenza tra entrate e uscite al lordo, cioè prima, del pagamento degli interessi)
Ebbene l'avanzo primario è stato un DISAVANZO di 9,5 mld pari allo 0,6% del PIL, inferiore di oltre tre punti al dato 2008 che aveva fatto registrare un avanzo del 2,5%. E' un dato pesantissimo ed un indicatore che Tremonti non ha il controllo della situazione
Gravissimo il fatto che il disavanzo dell'anno è dovuto ad una flessione delle entrate correnti del 3,6%( la politica tremontiana ha avuto come effetto che chi può "evadere" non ci pensa nemmeno a pagare le imposte dovute) cioè ben 26 mld di euro in meno, e a un aumento del 2,3% delle spese correnti
Domanda: ma con tutti i tagli, le riduzioni dei trasferimenti agli enti locali, la politica di austerità del governo, dove vanno a finire tutti questi soldi? Un po' a puttane, d'accordo, ma il resto? In corruzione e in arricchimenti personali è la mia risposta
ENTRATE TOTALI
Pari al 47,2% del PIL, registrano una diminuzione dell' 1,9% (nel 2008 aumento dell' 1,1), Quello che è grave è che ciò è effetto dell'aumento di introiti a carattere straordinario (4,75 mld dello scudo fiscale e i versamenti una tantum dell'imposta sostitutiva imposti alle banche) e di una forte riduzione delle entrate ricorrenti. Bravo Tremonti sei un mago, continua così
PRESSIONE FISCALE
Esilarante per un governo che "non mette le mani nelle tasche degli italiani"
La pressione fiscale(imposte dirette, indirette, in conto capi tale, contributi sociali) è salita al 43,2% del PIL(42,9% nel 2008). Ma anche qui: le imposte dirette sono diminuite del 7,1%(chi può evadere, evade) le indirette sono diminuite del 4,2%(minori consumi ma anche maggiore evasione IVA) i contributi sociali sono diminuiti dello 0,5% (calo dell'occupazione): Forte aumento (12 ld) delle imposte in conto capitale Ill prelievo fiscale complessivo è stato di 656.861 milioni di euro, non male per un governo che.............non mette le mani
MORALE CHI PUO EVADERE EVADE, CHI PUO SCARICARE SU ALTRI LO FA, CHI HA DIFFICOLTA ECONOMICHE STA SEMPRE PEGGIO
USCITE TOTALI
Anche questo è un dato esilarante per un governo che "ha esso in sicurezza i conti pubblici"
Sono aumentate dal 49,4 al 52,5 del PIL Non solo: le uscite correnti rappresentano il 48,2, mentre le spese per investimenti sono marginali. Per il dettaglio delle voci mi permetto rimandare alla pagina 9 del documento ISTAT
SPESE PER INTERESSI
Il forte calo degi tassi registratosi nel 2009(dopo le tensioni del secondo semestre 2008) ha consentito un risparmio sulla spesa per interessi( calata di ben 10 miliardi). Mi chiedo: se con tassi così bassi Tremonti non ha risanato un bel niente, ora che si intravedono tensioni su quel fronte, che succederà?)
In sintesi riepilogo qui di seguito i principali dati 2009, dati che si commentano da soli
PIL . 1.520,870 (meno 5%a prezzi costanti o valori concatenati in linguaggio tecnico)
IMPORTAZIONI : 370.572 ( meno 14,5% a prezzi costanti)
ESPORTAZIONI : 364.539 ( meno 19,1 a prezzi costanti)
INVESTIMENTI FISSI LORDI : 287.634 (meno 12,1% a prezzi costanti)
CONSUMI FINALI NAZIONALI: 1.239.327 con un calo dell'1,2% rispoetto al 2008
Ma all'interno di questo aggregato: spese delle famiglie 905.388 (meno 1,8%) spese delle amministrazioni pubbliche 327.814 ( aumento dello 0,6%) spese delle ISP 6,125(aumento dell'1,1%)
MIO GIUDIZIO COMPLESSIVO FINALE
Il 2009 è stato un anno difficile per tutti ma per noi la situazione è tragica visto il forte calo del pil, la forte contrazione delle attività economiche, il marcato aumento del debito pubblico malgrado il basso livello dei tassi e misure "una tantum"( e vergognose sotto il profilo etico e della giustizia sociale come lo scudo fiscale), il forte aumento della disoccupazione e del ricorso agli ammortizzatori sociali, la evidente difficoltà dell'industria italiana a tenere il passo.
Per quanto attiene alle affermazioni del governo:
a) la pressione fiscale è aumentata(evidentemente le mani in tasca le hanno messe)
b la spese pubblica è aumentata (dove è la politica di rigore tanto sbandierata?)
c) i conti pubblici non sono affatto sotto controllo e fuori pericolo
d) i dati evidenziano che la crisi è strutturale e che non è per niente finita, anzi sta cominciando adesso
COME FINIRA ? MALE A MIO AVVISO VISTO ANCHE LO "STATO MISEREVOLE" DELLA POLTICA DEL GOVERNO IN CARICA SIA SOTTO IL PROFILO MORALE CHE DEGLI INDIRIZZI DI POLITICA ECONOMICA
Ed intanto gli hedge funds si preparano a sferrare un attacco senza precedenti all'eurozona ed in particolare ai paesi più deboli( noi e spagna: la grecia non conta niente ed è solo un assaggio in vista dei giochi veri)
CHI VIVRA', VEDRA'