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venerdì 8 ottobre 2010

I MISTERI DELL'AGENDA ROSSA

Ieri sera alla libreria Boragno, lo spazio culturale più prestigioso di Busto Arsizio, è stato presentato il libro "I misteri della agenda rossa", scritto a quattro mani da Francesco Viviano e Alessandra Ziniti, due giornalisti siciliani inviati di "Repubblica"esperti in fatti di mafia. Editore "Aliberti editore" - prezzo euro 15
Il libro è imperniato sull'attentato nel quale morì, nell'estate del '92 il giudice Borsellino, sul ruolo dei servizi, e sulle ipotesi circa i mandanti dell'attentato e le motivazioni che ne sono state alla base.
Mi riservo di leggere il libro che mi da lo spunto, peraltro, per esporre le mie valutazioni in merito alle vicende degli ultimi trenta anni del nostro Paese.
Inizierò a trattare il tema nei prossimi giorni alla luce delle convinzioni che mi sono fatto nel corso del tempo sulla base dell'attenta lettura di libri pubblicati sull'argomento, articoli di stampa di vari orientamenti e di altre fonti di informazione.
Il passaggio dalla prima alla seconda repubblica presenta infatti zone d'ombra, punti oscuri, ruoli non chiari di organi dello Stato, interventi di poteri forti interni e internazionali che rendono difficile l'interpretazione degli accadimenti e dei legami tra loro.
Io una idea comunque me la son fatta: che una qual sorta di fil rouge lega le vicende del nostro Paese alle vicende internazionali, un filo d'Arianna  che può essere la guida alla  lettura, peraltro non facile, di ciò che è acccaduto e di quello che, presumibilmente, accadrà

martedì 21 settembre 2010

UNICREDIT - PROFUMO - GERONZI - I LIBICI - IL POTERE

Oggi alle 18 è convocato un consiglio di Amministrazione di Unicredit nel corso del quale l'amministratore delegato Alessandro Profumo rassegnerà le sue dimissioni.
Perchè Profumo è costretto ad uscire di scena:
a) gli vengono imputati risultati di gestione non esaltanti (ma non è questo il motivo vero)
b) gli viene rimproverato di non aver informato il Presidente Dieter Rampl e le fondazioni che detengono le quote di controllo del capitale sociale dell'incremento della partecipazione da parte del governo libico salita al 7,58% di cui il 4,998 attraverso la Banca Centrale libica e il 2,594 attraverso il fondo sovrano Libian  Investment Autorithy. I libici sostengono che le due Istituzioni sono completamente autonome ma non ci crede nessuno. La Lega ha già gridato al pericolo di scalata da parte dell'Islam(dichiarazioni a caldo del governatore Zaja) e le fondazioni si sono arroccate intorno al Presidente a difesa del loro ruolo. La lega ha dichiarato di voler fermare la scalata con tutti i mezzi ( in realtà vuole aumentare il suo peso nel panorama finanziario soprattutto del nord)
Quale è la reale portata dello scontro di potere, sempre a mio avviso.
Chi ha favorito l'aumento di peso dei libici nella principale banca del Paese sono due persone: Silvio Berlusconi e Cesare Geronzi ex Presidente di Capitalia, assorbita da Unicredit nel 2007, ex Presidente di Mediobanca e attuale Presidente.delle Generali.( Profumo l'ha soltanto subìto) I due costituiscono un asse di ferro palese fin dal tempo della discesa in campo del cavaliere(1993) ma anche da molto prima.(almeno dalla metà degli anni 80) quando prese corpo in campo finanziario il progetto di integrazione Cassa Risparmio di Roma - Banco di Santo Spirito con obbiettivo finale fusione con il Banco di Roma, operazione quest'ultima perfezionatasi nell'estate del 92, per dar vita ad un polo bancario di grandi dimensioni,  romanocentrico e controllato dalla DC. E nel settore dei media si diede vita ad una serie di provvedimenti tesi a favorire la prise de pouvoir del cavaliere nel settore dell'informazione. Il tutto sotto l'egida dei poteri forti  presenti nel Paese( massoneria, Servizi statunitensi , le alte gerarchie ecclesiastiche(il segretario di Stato Cardinal Casaroli,  le gerarchie dello IOR Marcinkus e De Bonis,) Democrazia Cristiana nella persona di Giulio Andreotti e di De Mita - il primo referente di Geronzi, il secondo di Pellegrino Capaldo - il PSI di Bettino Craxi  cui riferiva il Cavaliere,) altri poteri più rozzi e pericolosi con i quali entrambi dovevano fare i conti.
L'appoggio alla scalata ( ma i libici  negano che l'operazione abbia queste caratteristiche) da parte del Presidente del Consiglio trova motivazione negli stretti legami  di affari e di potere dello stesso con il leader libico Gheddafi  e il non vedere di malocchio l'indebolimento di Profumo, considerato vicino alla "sinistra". L'appoggio di Geronzi è più articolato e più complesso.
La cacciata di Profumo consente al Presidente di Generali di raggiungere parecchi obbiettivi:
a) rinsaldare i rapporti di potere - in essere da lungo tempo - con Gheddafi, che già in passato era intervenuto a sostegno di una Bancaroma in difficoltà, e con il Presidente del Consiglio
b) imputare a Profumo le difficoltà di conto economico di Unicredit quando la verità vera è che Geronzi rifilò a Profumo - con il pieno accordo attivo di Bankitalia - il buco nero di Capitalia il cui bilancio aveva assoluto bisogno di essere annacquato in un contenitore più solido e più grande
c) regolare i conti con Profumo come a suo tempo furono regolati i conti con Matteo Arpe, uscito di scena straricco ma ridimensionato nel panorama della finanza italiana
d) regolare i conti con i vertici di Mediobanca (Nagel e Pagliaro) con i quali si innescò uno scontro di potere ai tempi in cui di Mediobanca era Presidente E il regolamento di conti avverrà in due fasi. In una prima fase Unicredit , uscito di scena Profumo, avrà meno forza nell 'appoggiare i managers Mediobanca anche per le implicazioni sul patto di sindacato che l'aumento della presenza libica comporta
In una seconda fase verrà perfezionata la fusione Generali.Mediobanca con piena vittoria di Geronzi che si libererà dei due managers sopracitati e resterà Presidente con pieni poteri del nuovo agglomerato che costituirà il più potente centro di potere del paese e dove il nostro regnerà come roi soleil per almeno un quindicennio. I banchieri sono notoriamente longevi, Enrico Cuccia docet
Perchè se è vero che la parabola del Presidente del Consiglio è nella fase discendente, quella del Presidente di Generali è ancora nella fase di ascesa e di consolidamento. Qualche piccolo problema giudiziario in sospeso è ben poca cosa e del tutto gestibile
Fantapolitica e fantafinanza? Io sto scrivendo prima della lettura dei quotidiani
Chi vivrà vedrà

giovedì 21 gennaio 2010

LA CHIESA CATTOLICA, IL CARDINAL RUINI, IL CINISMO DELL'ISTITUZIONE

Avevo appena terminato di scrivere il mio ultimo post nel quale definivo, proprio alla fine dell'articolo , la chiesa cattolica,apostolica, romana come l'Istituzione più cinica mai apparsa sulla faccia di questo pianeta.........che ne ho avuto ulteriore, immediata, stupefacente, conferma.
Apro Repubblica e leggo a pagina 10 che il cardinale Ruini ha avuto un incontro con il premier Berlusconi. Mi sono detto: benissimo; il cardinale, uomo di esperienza e di fede, riuscirà a redimerlo, a farlo pentire dei suoi peccati, a fargli rinnegare i suoi reati. Invece no, avevo capito male. Il cardinale ha incontrato l'unto del Signore, sul suo territorio, al pontificio seminario romano(Ecclesia semper superior est) non per parlare di politica, ha detto Silvio, sia mai , ma solo per relazionarlo sulla recente aggressione subita. Invece di politica si è parlato e tanto. Il cardinale infatti, preoccupato per lo scivolamento a sinistra dell'UDC (avete letto bene, così la vede Sua Eminenza), non ci dorme la notte a vedere l'irrigidimento dei rapporti tra Casini e Berlusconi perché così scompare dall'orizzonte politico del centro destra un presidio chiaramente cattolico. E la cosa è preoccupante oltre ogni misura a ROMA dove, se vincesse la Bonino,si assisterebbe, ad una riedizione delle vicende del 1527, a un nuovo arrivo degli Unni(per fortuna che c'è Benedetto XVI che, come Leone I, lì fermerà all'isola tiberina), ad una nuova breccia di Porta Pia. Il beneamato, come io chiamo Silvio( come Carlo VI di Francia) sulle prime é stato irremovibile ma poi ,grazie anche alla persuazione di Gianni Letta che lo accompagnava e che sempre di più merita l'appellativo di vaselina men, ha assicurato che sarà buono e che non sbatterà la porta in faccia all'UDC. Da parte sua il cardinale ha dato la sua disponibilità a svolgere il ruolo di "garante"(sic) nei confronti di Casini per cercare di abbassare i toni dello scontro tra i due.
Il fatto è che Berlusconi non si fida né di Casini nè della gerarchia ( e fa bene, a mio avviso) per cui se da un lato non poteva dire di no alle richieste di Sua Eminenza, dall'altro sta stringendo............. perché tutto si può dire del cavaliere tranne che sia uno stupido e non colga in un attimo il cuore delle situazioni anche le più complesse.
Ora io sono un ingenuo, ma qualche dubbio mi è venuto e qualche domanda al Cardinale mi sento di farla.
Eminenza, come direbbe la Litizzetto:
a) Lei ha incontrato in pochi giorni Fini, Casini e Berlusconi: tre persone con delle situazioni familiari diciamo......complesse. Ma glielo ha rivolto ai tre un paterno invito a non più peccare e ad uscire dalla condizione di PECCATO MORTALE nella quale si trovano? Mi auguro di sì, in caso contrario sarebbe stato un peccato non aver approfittato dell'occasione.
b) ha rimproverato Berlusconi per aver armato la mano di quell'anima candida di Feltri contro il direttore di Avvenire Dino Boffo che è stato lasciato solo ed è stato costretto alle dimissioni? Poi Feltri ha detto che non era vero niente, che si era sbagliato(è lo stile della casa) ma intanto..............
c) capisco che la Chiesa da questo governo ha ottenuto tutto, da ultimo un aumento degli stipendi degli insegnanti di religione dal quale gli altri insegnanti sono stati esclusi, che il premier si è impegnato ad abrogare la legge sull'aborto, a boicottare la Ru 486, a non convocare più la Daddario, a finanziare con soldi pubblici, violando la costituzione, le scuole cattoliche private, a recitare tre pater, ave e gloria tutte le sere ( a questo è stato delegato Bondi), ma Eminenza, un minimo di decenza Le farebbe poi così male?
d) non le fa un po' senso avere rapporti così intensi e cordiali con un personaggio come il nostro( si fa per dire) presidente che è coinvolto in mille procedimenti giudiziari e che ha uno stile di vita diciamo..............non in linea con i principi che la chiesa pretende invece di imporre ai "comuni mortali"? Lui dice che è una persecuzione, io dico che in qualsiasi altro paese al mondo che non appartenga al novero delle "repubbliche delle banane",uno così sarebbe stato cacciato dal popolo e dai suoi rappresentanti a calci nel sedere.
Per concludere, io non credo nell'esistenza dell'inferno, ma se dovesse esistere credo che il primo a dovervi essere ospitato sia Sua Eminenza il cardinale Camillo Ruini.
Del resto anche Dante, che ho avuto modo di citare nel post precedente, la pensava più o meno alla stessa maniera. Son passati sette secoli ma niente è cambiato.