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sabato 29 gennaio 2011

FRANCO BASAGLIA - SEGUITO

Il mio post di stamattina sul Professor Basaglia è stato letto da parecchie persone (14  al momento in cui scrivo, del resto è sabato) alcune delle quali  hanno fatto commenti, positivi e di questo li ringrazio, su facebook.
E' mia impressione, però, che i commenti abbiamo riguardato la chiave di lettura evidente mentre, mi pare giusto dirlo, i miei articoli che concernono personaggi storici o comunque del passato hanno due o tre chiavi di lettura ; per il post di stamattina, per esempio, non è sbagliato fare riferimento a Plutarco e alla sua opera più conosciuta"oi bioi paralleloi".

venerdì 28 gennaio 2011

FRANCO BASAGLIA, LA NUOVA PSICHIATRIA, LA LEGGE 180/78

Nelle ultime settimane mi è capitato più volte di fare riferimento al '68. Nel post dedicato a Gianna Nannini ho detto che la sua generazione è stata preceduta e preparata da quella alla quale appartengo io, che essendo nato nel 1947, mi son trovato a far lo studente a Bologna proprio nella seconda metà degli anni sessanta. Nel mio post dedicato alle manifestazioni studentesche concomitanti alla discussione in parlamento della Legge Gelmini mi chiedevo : " E' un nuovo 68?" titolo che ho dato al pezzo del 26 Novembre 2010 e concludevo che era tutt'altra cosa.
Comunque, tanto per chiarire come la penso, ritengo che il '68 sia stato una delle cose più positive di questo dopoguerra, un movimento che ha fatto volare gli stracci e portato aria nuova e feconda di fermenti nella morta gora, sotto il profilo dell'apertura mentale, dell'Italia del dopoguerra. Non tutti la pensano così, lo so bene. Se, ad esempio, stasera, all'ora dell'aperitivo, andate al bar sport di Zoccorino, troverete gente che ha opinioni diverse, rispettabilissime peraltro. Non sapete dove è Zoccorino? Questo è grave perchè Zoccorino è il cuore, the nutshell, direbbero gli inglesi, of the " Brianzashire."
Al centro di una zona verde che comprende i comuni di Casatenovo, Besana Brianza, Arcore, ospita una fauna molto ma molto interessante sotto il profilo antropologico il cui normotipo è il GANASSA. Sono le sette di sera, siamo al bar sport, arriva il Brambilla, offre l'aperitivo a tutti i presenti, e dice: "oggi ho cumprà 'l SUV nuovo, 700 cavalli, satellitare, full optional, tre televisori, internet, interni in pelle, ecc,ecc, Risponde il Barigazzi. " testina, superato: il mio ha 900 cavalli, comandi completamente elettronici, frigobar, la Nicole incorporata, valigetta 24 ore per visite urgenti in Svizzera ecc.ecc. E così un terzo e un quarto.
Dicono che sia l'aria della Brianza ma non c'è luogo del pianeta, vi assicuro, con più alta percentuale di gente che passa la vita a sparar cazzate come il "Brianzashire": dei GANASSA, appunto, categoria dello spirito diversa dal bauscia ma entrambe riconducibili alla categoria più ampia dei pirla.
Ho divagato, riprendo il filo: dicevamo del '68. Tra i libri che circolavano allora c'era, innanzitutto, L'uomo ad una dimensione" di Marcuse, poi il Levi Strauss di "Razza e storia ed altri studi di antropologia" "L'Io diviso di Lang, "Scienza e Filosofia di Karl Popper ( che fine ha fatto Marcello Pera, a proposito?) e "L'Istituzione negata" a cura di Franco Basaglia (era una raccolta di saggi di Franco Basaglia, di Giovanni Jervis, e di altri operatori psichiatrici). Come casa editrice andava forte Einaudi ed in particolare la collana "Nuovo Politecnico" - copertina bianca con quadrato rosso in alto al centro.
Chi era Franco Basaglia? era perchè è mancato nel 1980. A Zoccorino non lo sanno; cerchiamo di ricordarcelo.
Basaglia, nato nel 1924 a Venezia, è stato il principale esponente di una scuola di pensiero fortemente innovativa nella psichiatria italiana. Ha lavorato per tanti anni all'ospedale psichiatrico di Gorizia ed è a lui che si deve la introduzione nel nostro ordinamento della legge 180/78 chiamata anche "Legge Basaglia"che introdusse una notevole revisione nell'ordinamento dei manicomi e promosse notevoli trasformazioni nei trattamenti psichiatrici sul territorio.
La sua pubblicazione più conosciuta è la "Istituzione negata" che ha ad oggetto l'esperienza all'ospedale di Gorizia.
Quale è, in estrema sintesi, il pensiero di Basaglia?
Ritiene non più adeguata la visione positivista della psichiatria (che in pratica si traduceva in trattamenti costrittivi del malato quale camice di forza, farmaci "calmanti"  in notevoli quantità e, soprattutto, la cura in uno spazio "segregante" quale era il manicomio) e, influenzato da una visione fenomenologica della psichiatria, sostiene un approccio completamente diverso con il paziente con il quale si deve stabilire una relazione di ascolto e di compartecipazione della sofferenza. In definitiva si guarda al malato nel suo insieme.
Nella pratica ciò si traduce nel superamento della  struttura dell'Istituzione manicomio come luogo di emarginazione ( di qui l'Isituzione negata), la necessità di ridare dignità al malato in quanto persona favorendone il recupero di rapporti umani con i medici e con il prossimo. Trattato come uomo con una sua dignità il folle viene visto come persona "in crisi", crisi che può avere le sue cause principali in difficoltà economiche, familiari, di rapporti sociali ecc. In definitiva la follia non è una malattia e la cura in manicomio deve essere sostituita da un approccio che assista il paziente fuori della struttura segregante, paziente per il resto inserito pienamente nella società del suo tempo.
L'impianto sopradelineato  rimane , secondo me, a distanza di oltre quaranta anni sostanzialmente valido, ma ritengo che nei casi più gravi di paranoia, quando il malato perde il senso della realtà e diventa pericoloso a se stesso agli altri, il vecchio metodo costrittivo rimanga il più efficace.
Ho citato nella etichetta Erasmo da Rotterdam e il suo "Elogio della follia". Può essere una lettura interessante che, personalmente, consiglio.