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giovedì 1 novembre 2012

LE TABELLE ISTAT SULL' INDEBITAMENTO NETTO E SUL DEBITO DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

Torniamo a parlare di numeri.
L'ISTAT ha pubblicato il 22 Ottobre le tavole di notifica sull'indebitamento netto e sul debito delle Amministrazioni Pubbliche già trasmesse il 27 Settembre alla Commissione Europea in ottemperanza agli impegni presi con il Trattato di Maastricht. Il trattato obbliga infatti i Paesi dell'Unione Europea a trasmettere due volte l'anno (entro il 31 Marzo e entro il 30 Settembre) i "livelli dell'indebitamento netto" "le tabelle del debito delle Amministrazioni Pubbliche nonché altre grandezze di finanza pubblica"relative agli ultimi quattro anni precedenti. Inoltre ogni paese deve comunicare entro fine Settembre le previsioni per l'anno in corso relative a indebitamento netto, spesa per interessi e spesa per investimenti della P.A. e sono quelle contenute nella nota di aggiornamento del DEF (Documento di Economia e Finanza) presentato dal MINECONOMIA il 20 Settembre u.s.
Rammento che "i livelli di indebitamento pubblico"sono stimati dall'ISTAT mentre "il debito delle Amministrazioni Pubbliche" è stimato dalla Banca d'Italia nel "famoso" bollettino che mensilmente commento.
E parliamo di cifre, dunque, con buona pace di tutti coloro,e sono tanti nel nostro Paese, che credono si possa progettare, realizzare, governare prescindendo dai numeri.
INDEBITAMENTO NETTO( è l'aumento del debito formatosi nell'anno)
Nel 2011 l'indebitamento netto è stato di 61,758 miliardi pari al 3,9% del PIL. Dopo il picco del 2009 (82,752 miliardi) si è verificato un rallentamento nella formazione del debito(69,270 nel 2010 - 61,758 n el 2011). Per il 2012 viene previsto un debito netto di 41,213 pari al 2,6 del PIL
Il trend è in miglioramento ma va sottolineato che nonostante la politica di rigore di questo ultimo anno, ancora accumuliamo deficit perché il peso degli interessi sul debito pregresso è notevole e soltanto nel 2012 abbiamo iniziato ad accumulare un saldo primario consistente.
Rammento che il saldo primario è la differenza tra entrate dello stato ed uscite dello stato prima del pagamento degli interessi.
Il saldo primario è stato addirittura negativo nel 2009, ha fatto registrare un piccolo saldo positivo nel 2010 e 2011 ed è previsto raggiungere i 44,9 miliardi nel 2012 pari al 2,9 del PIL.
Considerato che negli ultimi cinque anni l'indebitamento netto è cresciuto ed il PIL è rimasto stagnante (PIL 1.576,5 mld nel 2008 - 1.519 nel 2009 - 1.533 nel 2010 - 1.579 nel 2011 - 1.564 previsto per il 2012) ne consegue che il debito pubblico è aumentato sia in termini assoluti che in percentuale sul PIL e precisamente dai 1.670,9 mld del 2008 (106,1 del Pil) ai 1.769,2 del 2009 (116,4 del Pil) ai 1.851 del 2010 (119,2%) ai 1.906 del 2011 (120,7%) ai 1976,,6 previsti per il 2012 126,4%)
Peggio di noi in Europa sta solamente la Grecia.
Gli interessi passivi pagati dal nostro Ministero dell'Economia sono sempre elevati per effetto dell'alto indebitamento e dell'alto SPREAD (81,3 MILIARDI NEL 2008,70,863 NEL 2009 - 71,13 NEL 2010 - 78,225NEL 2011 E 86,119 QUEST'ANNO pari rispettivamente al 5,2% nel 2008, 4,7 nel 2009 - 4,6 - 5,0 - 5,5 negli ultimi tre anni.
Se questo è il quadro generale per rimettere stabilmente in ordine le nostre grandezze economiche è necessario:
a) che il saldo primario sia almeno pari agli interessi che paghiamo. Il saldo primario lo si migliora con l'aumento delle entrate, e l'unico modo possibile è una lotta capillare all'evasione  perché la pressione sui soggetti che non possono o non vogliono evadere non è ulteriormente estensibile, e con la razionalizzazione delle spese( su questo fronte gli interventi possibili  costituiscono la "mission" dello "spending rewiew"; altrettanto decisivi la lotta alla corruzione ed un controllo stretto dei centri di spesa.
Pagare meno interessi è prevalentemente una questione di fiducia dei mercati(riduzione degli spreads) oltreché un arresto dell'aumento del debito.
b) che l'economia del nostro Paese torni a crescere. E non sarà facile perché in questi ultimi anni l'Italia si è deindustrializzata, l'ho scritto in numerosissime occasioni, e bisogna individuare con chiarezza in quali settori  dobbiamo concentrate i nostri sforzi per compensare quello che abbiamo perso, spesso irreversibilmente.
Una "mission" difficile  per l'Italia nel prossimo futuro. CE LA POSSIAMO FARE? YES, WE CAN.
MA E' NECESSARIA UNA VIRATA DI 180 GRADI  NEI COMPORTAMENTI DI TUTTI I SOGGETTI  INTERESSATI, IN PRIMIS, OVVIAMENTE, LA POLITICA CHE IN QUESTI ULTIMI ANNI HA DATO MISEREVOLI PROVE DI SE ED E' LA PRINCIPALE RESPONSABILE DEL DECLINO DEL PAESE.

giovedì 5 maggio 2011

LA MANOVRA DI MANUTENZIONE DEI CONTI PUBBLICI

In un post del 16 Aprile dedicato a commentare il  bollettino n.64 della Banca dìItalia dicevo che "la manovra di manutenzione dei conti pubblici anticipata da Tremonti sarebbe stata fatta in Giugno - dopo le elezioni  -  e sarebbe stata dell'ordine dei 6/7 miliardi."
Leggo dalla stampa di oggi che fonti governative ammettono che la manovra, in Giugno, sarà di circa 7/8 miliardi e che il premier  udite, udite - ha dichiarato " che non è pensabile in questo momento una riduzione della pressione fiscale".
Due le novità di rilievo:
- aver ammesso tutto ciò prima delle elezioni (ma sono impazziti?)
- il fatto che il premier, per la prima volta nella sua vita, ha detto la verità
Debbono essere altri due miracoli attribuibili a Giovanni Paolo II recentemente canonizzato.
Per quanto mi concerne, molto più modestamente, mi limito a ricordare che l'avevo detto.
E continuo ad invitare caldamente i cittadini a riflettere attentamente il 15 e 16 p.v. prima di esprimere il voto.
Questi vi stanno prendendo per il .................. da sempre. Non l'avete ancora capito?

POST SCRIPTUM: Leggo che il sottosegretario Casero ha dichiarato che " non è prevista alcuna manovra correttiva sui conti pubblici per il 2011"
Ora sì che li riconosco

martedì 28 settembre 2010

IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

Chi mi segue sa che da tempo metto in evidenza e sottolineo i pericoli insiti nella situazione del debito pubblico che, malgrado i bassi tassi di interesse che rendono meno oneroso in questa fase il finanziamento del debito stesso, i tagli ai trasferimenti dallo stato agli  enti locali, la assoluta mancanza di investimenti in infrastutture e grandi opere, continua a salire incessantemente e a ritmi oltremodo elevati. Rammento che l'ultimo dato disponibile, a finr Luglio, fa ammontare il debito a 1.838 mld.
Conferma che la mia analisi ha una qualche base di logicità  la si trova nella recentissima iniziativa del governo tedesco che ha proposto che il nuovo PATTO DI STABILITA' tra gli Stati mebri dell'Unione trovi fondamento su una politica di estremo rigore nei confronti dei paesi con livelli di indebitamento elevati. Rammento al riguardo che i parametri di Maastricht prevedono che il rapporto deficit complessivo/ PIL non debba superare il 60%. La proposta, elaborata dal ministro delle finanze tedesco e che trova l'appoggio del governatore della Banca Centrale europea, il francese Trichet, prevede che i paesi con un debito superiore al 60% debbano tagliare l'eccesso del proprio debito di un ventesimo all'anno. Per dare concretezza alla disposizione, l'Italia, che a fine anno avrà un rapporto deficit/pil vicino al 120%, dovrà tagliare 3 punti l'anno.( un ventesimo della differenza tra 120 e 60). Considerato che un punto di PIL ammonta a 15,2mld di euro circa, ciò significa che il ministro dell'economia dovrà trovare risorse aggiuntive per 45/mld l'anno. Risorse aggiuntive perchè il bilancio del nostro  Paese, con un  avanzo primario negativo, deve già trovare le risorse per rimborsare gli interessi sul debito pregresso. Le proposte, nel loro complesso, verranno presentate domani dalla Commissione europea, Presidente Barroso, ed esaminate giovedì e venerdi nella riunione dell' ECOFIN, la struttura della quale fanno parte i ministri finanziari  per poi essere discusse nella riunione dei capi di governo prevista per il 28 e il 29 ottobre. La proposta, a livello di sanzioni prevede che, in caso di inadempienza, vengano applicate multe praticamente in automatico pari allo 0,2% del Pil in caso di deficit eccessivo e allo 0,1% del PIL per altri squilibri nella competitività del sistema  paese. Per l'Italia, per la quale valgono entrambe le condizioni, si configurerebbe una sanzione pari allo 0,3% del PIL, in pratica 5/mld di euro.
Per la serie: piove sul bagnato.
Ora non è detto che la proposta tedesca passi nei termini soprariportati; Italia, Belgio, Spagna e gli altri paesi con forte indebitamento cercheranno di alleggerire il quadro complessivo delle misure, ma è certo che la Germania, che è e sarà anche per il futuro la locomotiova del sistema economico europeo, non ha alcuna intenzione di consentire che le regole accettate dai vari paesi al momento dell'entrata nell'euro vengano  sistematicamente disattese.
Questo per il nostro Paese vuol dire una cosa sola: che dovremo aspettarci manovre finanziarie da lacrime e sangue e siccome il governo attuale non mostra alcuna intenzione di colpire a fondo l'evasione fiscale, che la stessa Confindustria ha definito sbalorditiva (cfr mio altro post del 17 settembre) saranno i soliti a pagare, quelli che il fisco non lo possono evadere. Ma siccome questi (pensionati e lavoratori dipendenti) sono già spremuti oltre ogni limite, la conseguenza sarà una ulteriore diminuzione dei consumi interni, con buona pace della da tutti auspicata ripresa economica.
Queste sono le conseguenze di una politica economica di mancato controllo del debito pubblico (cfr mio post intitolato " 2001 - 2010 Bilancio di un decennio" del 19 agosto nel quale riportavo le cifre del debito pubblico a fine 2000 (1.261 mld) e le confrontavo con il deficit attuale, salito nel frattempo a 1.838 mld) e di tartassamento dei soli ceti medi e popolari.
Complimenti signor Presidente del Consiglio e complimenti signor ministro dell'economia: avete oggettivamente creato le condizioni per una società fortemente squilibrata, con intrinseche forti tensioni sociali, ingiusta ed economicamente avete creato le condizioni per un impoverimento di larghi strati di popolazione con effetti deleteri sul fronte dei consumi
I nodi prima o poi vengono sempre al pettine. Come al solito pagheranno i più deboli i quali, paradossalmente, spesso sono i più convinti fans del nostro bien-aimè pifferaio di Hamlin

lunedì 21 giugno 2010

LA MANOVRA IL DEBITO PUBBLICO LA POLITICA ECONOMICA DEL GOVERNO

A metà mese, lo sapete, esce il bollettino statistico della Banca d'Italia che aggiorna circa l'indebitamento complessivo e la sua ripartizione. Nei miei ultimi precedenti post sull'argomento( cfr in particolare quello del 12 marzo ) mi dichiaravo contento per il Paese del fatto che l'aumento del debito nei primi mesi dell'anno sembrava rallentasse la sua dinamica evolutiva ma, nel contempo, ritenevo che fosse opportuno attendere i dati dei mesi successivi per avere conferma della tendenza al rallenntamento che non condividevo. Puntuali i dati di fine aprile confermano le mie valutazioni: il debito è salito a 1.813 mld, nuovo record assoluto, con un aumento di ben 15 miliardi in un solo mese. Considerato che il PIL 2009 è stato di 1.520 mld vuol dire che il deficit sul pil ha ormai raggiunto il 120%. Ritengo inoltre che i dati siano ancora falsati per difetto: il ministero dell'economia ha rallentato notevolmente i pagamenti ed i trasferimenti; conseguenza è che sta accumulando nuovo debito che prima o poi dovrà venire allo scoperto. E allora che cosa si sono inventati il ministro dell'economia ed il premier? che nella valutazione di un paese va considerata la posizione complessiva debito pubblico + indebitamento privato e siccome l'indebitamento privato nel nostro paese è più basso che negli altri paesi noi saremmo, secondo i due, tra i più solidi del mondo. Ed hanno spacciato per un successo del nostro governo il fatto che l'Unione europea abbia dichiarato il principio degno di attenzione ma senza che questo cambi di uno iota i parametri del patto di stabilità cui ogni paese è tenuto. Chiariamo una volta per tutte che l'unico indebitamento che conta è quello dello stato e degli enti locali e sotto questo punto di vista il nostro paese è tra quelli messi peggio ed è a rischio. Ricordo che nei prossimi mesi gli USA e anche Germania e Regno Unito avranno necessità di emettere quantità enormi di titoli di stato. Speriamo che gli investitori internazionali abbiano risorse e volontà di non dimenticare le nostre esigenze di rifinanziamento che non sono leggere.
Collegato a quanto sopra c'è il problema della manovra da 25 mld. Scrivevo recentemente che la manovra era iniqua, faceva gravare tutto il peso sugli statali e sugli enti locali( le mani nelle tasche degli italiani il governo le fa mettere da regioni, province e comuni) e non conteneva alcun provvedimento di lotta all'evasione fiscale nè alcuna misura di sostegno allo sviluppo.
Le difficoltà che il provvedimento sta incontrando, la quantità enorme di emendamenti, anche della maggioranza, confermano che l'impianto predisposto da Tremonti era completamente sbagliato. Vedremo come andrà a finire.
Io da parte mia continuo a ritenere che questo paese si salva con due sole misure
a) una lotta senza quartiere all'evasione fiscale
b) una lotta senza quartiere alla corruzione ed agli sprechi della pubblica amministrazione e della classe politica.
In sintesi ritorna prepotente il problema della questione morale: tutto il resto è marginale e irrilevante.
Al riguardo, peraltro, sono sempre piuttosto pessimista. Sarei curioso di sapere cosa ne pensa al riguardo il cardinal Sepe. Povera chiesa in povero stato

sabato 29 maggio 2010

LA MANOVRA

Martedì scrivevo che avrei commentato la manovra preparata da Tremonti dopo la conferenza stampa del Presidente del Consiglio prevista per mercoledì pomeriggio. Siamo a sabato ed ancora la manovra non è stata ancora ufficializzata. Sembra che sia all'esame del Presidente della Repubblica. Evidentemente c'è più di un problema, più di una resistenza, più di una quadra da trovare, come direbbe Bossi.
Nel frattempo il premier è riuscito, i soli tre giorni, a:
a) citare i "diari di Mussolini", che non esistono, quelli che girano sono un falso che solo Dell'Utri può pretendere di far passare per autentici, per affermare che lui il potere non ce l'ha e non l'ha mai avuto. Con tutti i problemi che il Paese ha, il Presidente potrebbe dedicare il suo tempo a letture di maggiore attualità. Infatti si è fatto rider dietro da tutta la comunità internazionale anche per il contesto in cui ha fatto le sue dichiarazioni
b) durante il convegno Confindustria ha offerto in diretta il ministero delle attività produttive alla Marcegaglia ottenendo una reazione di gelido silenzio da parte degli industriali presenti, tranne un povero tapino che ha alzato la manina come uno scolaretto diligente e che ha fatto la figura del pirla
c) ha affermato che il governo ha respinto un attacco senza precedenti ai nostri BOT. Se il presidente capisse qualcosa di economia e conoscesse la ripartizione del debito pubblico saprebbe che gli hedge fund attaccano i BTP o titoli similari quando debbono speculare al ribasso su un debito sovrano. Farebbe pertanto bene ad andare a leggere il bollettino Banca d'Italia che esce a metà di ogni mese ed avrebbe la possibilità di avere qualche idea chiara in più ed eviterebbe di dire idiozie a ruota libera
d) è riuscito a far irritare il Presidente della Repubblica per la ennesima volta. Quest'ultimo, da parte sua, potrebbe essere meno tollerante e meno conciliante di fronte ai comportamenti irrituali e offensivi del Premier
Io attendo l'uscita del testo definitivo della manovra. Ho l'impressione che se ne riparlerà non prima di lunedì

mercoledì 26 maggio 2010

LA MANOVRA

La manovra è stata approvata con riserva dal consiglio dei ministri e la conferenza stampa di Berlusconi rimandata ad oggi pomeriggio. Il tutto è sintomatico di una frattura ormai insanabile tra Tremonti, che è il principale responsabile dello sfascio dei conti pubblici ma sa benissimo che ormai siamo ad un punto di non ritorno, ed il premier, che continua a credere che si possa continuare a raccontare agli italiani che gli asini volano. Ma la festa è finita ed il tempo delle balle raccontate a ruota libera ormai alle spalle. Mi auguro che gli italiani comincino a ragionare. Il mio commento sui provvedimenti a dopo la conferenza stampa

martedì 25 maggio 2010

GIANNI LETTA - IL RICHELIEU DELLA GARBATELLA

Ho sempre giudicato Gianni Letta uno dei maggiori responsabili del disastro verso il quale i governi Berlusconi stavano portando il Paese. Rari i suoi interventi pubblici, continua l'attività dietro le quinte, la tessitura di alleanze, l'attivazione di contatti, gli accordi su compromessi di varia natura . Mi ha sempre ricordato la figura di Richelieu, che governò di fatto al posto di un debole LUIGI XIII, o quella del MAZARINO , che svolse il medesimo ruolo durante la minore età di LUIGI XIV. Visti i tempi e la collocazione geografica, nonchè "la statura"del nostro premier, definirlo il RICHELIEU della Garbatella è già un complimento.
Ebbene, ieri Gianni Letta ha parlato: visto che il Premier si vergognava a farlo e visto che Tremonti ha ben altre gatte da pelare, è toccato a lui dichiarare che:
" ci aspetta un periodo di duri sacrifici, limitati nel tempo, per evitare..............di fare la stessa fine della Grecia.

Da un uomo prudente ed aveduto come lui, non mi sarei mai aspettato una esternazione così chiara e inequivocabile, ma, evidentemente, ..... gli è scappata. Finalmente qualcuno di notevole peso nel regime ha dichiarato quello che è sotto gli occhi di tutti e che qualsiasi persona di buon senso aveva da tempo compreso. Per quanto mi attiene lo sto scrivendo da almeno due anni: " che i conti pubblici sono fuori controllo e che siamo sull'orlo della bancarotta"
Nel momento in cui scrivo non so ancora quali saranno le misure "definitive" che saranno approvate. Ma sono fin d'ora sicuro che a pagare saranno sempre i ceti medi a reddito fisso e che di vera lotta all'evasione fiscale non ci sarà traccia.
Commenterò il provvedimento quando sarà varato. Per ora mi limito ad osservare che le panzane berlusconiane ormai non reggono più: se ne stanno accorgendo i precari della pubblica amministrazione che rimarranno senza posto di lavoro, il milione e mezzo di cassaintegrati che tra poco rimarranno senza reddito, i licenziati dalle aziende che chiudono, i giovani ai quali vengono proposte occasioni di lavoro "immorali" sotto il profilo economico e normativo.
I nodi, prima o poi vengono sempre al pettine: l'ho scritto innumerevoli volte. Una conferma in più.

venerdì 7 maggio 2010

GIULIO TREMONTI UN MINISTRO IN AFFANNO

Il 2 marzo scorso in un mio articolo che intitolavo " I DATI ISTAT DEL 2009- FOTOGRAFIA E SPECCHIO DI UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA" sostenevo che il nostro Paese si avviava rapidamente verso una situazione di "avvitamento" con buona pace dell'ottimismo del premier e del suo "furbo"ministro dell'economia. L'articolo è piuttosto lungo e rimando alla lettura integrale dello stesso chi fosse interessato.
Ora, a distanza di soli due mesi Tremonti a denti stretti è costretto ad ammettere che "le cose non vanno affatto bene" nei conti pubblici per cui sarà necessaria una "manovra correttiva" di almeno 10 miliardi quest'anno (prima dell'estate dico io) e di 25 miliardi in due anni. La colpa non è ovviamente del governo e del modo folle in cui ha amministrato la cosa pubblica in questi due anni. No, la colpa è della Grecia, del destino "cinico e baro", di Giove Pluvio che si accanisce contro di noi, dei mezzi di informazione che menano gramo(del resto il premier ha dichiarato ieri che nel nostro paese " c'è troppa libertà di stampa") e di chissà chi altri ancora.
Io non so cosa escogiterà il ministro, che già in passato ho definito un "pinocchietto". Io so solamente che:
a) il debito pubblico è assolutamente fuori controllo ed è oramai ben superiore ai 1.800 miliardi(la prossima settimana Bankitalia farà uscire i dati al 31 Marzo e secondo me siamo intorno ai 1.820)
b) le entrate fiscali sono in continua diminuzione perchè l'evasione è aumentata ulteriormente
c) la spesa corrente continua a salire e non si sa, meglio, si sa, dove va a finire la spesa
d) conseguenza di quanto sopra, l'avanzo primario, che per noi è necessario come l'aria da respirare, è un ricordo ormai lontano
e) i tassi hanno ripreso a salire e il rifinanziamento del debito ed il finanziamento del nuovo debito ci costeranno sensibilmente di più
f) la speculazione internazionale ci ha presi di mira, checchè ne dicano il ministro ed il premier
g) le cifre "sparate" oggi da Tremonti sono largamente errate per difetto
Per evitare il "default" sono necessarie e sufficienti, a mio avviso, due sole misure:
A) Una lotta immediata e senza quartiere all'evasione fiscale. Si calcola che il 25% del PIL sia "sommerso". Ricordando che il PIL 2009 è stato di 1.520 mld si fa presto a calcolare l'imponibile evaso
B) Una lotta immediata e senza quartiere alla corruzione e allo spreco di risorse pubbliche
Sono in grado il ministro ed il premier di percorrere questa strada?
Ma mi faccia il piacere, diceva Totò
Mi consola poco il poter dire: " ma io lo avevo detto" anche se debbo riconoscere che le 1.200 persone che hanno visitato il mio profilo completo sul blog sanno da tempo come la penso, sanno che io ragiono solo su dati concreti e su linee di tendenza ben individuabili da chiunque abbia un minimo di buon senso e che, a posteriori, molto di quello che affermo si rivela "giusto". Lo dico senza alcuna presunzione, anzi con molta amarezza

sabato 13 marzo 2010

SUPPLEMENTO AL BOLLETTINO STATISTICO DELLA BANCA D'ITALIA

Il 12 marzo è uscito il supplemento al bollettino statistico di Banca d'italia n-14 "Finanza pubblica, fabbisogno e debito" con i dati relativi al mese di Gennaio. Il documento è scaricabile dal sito Bankitalia in formato pdf.
Nel mio post del 2 Marzo avevo affermato che dopo la flessione di Dicembre il debito pubblico avrebbe ripreso a correre alla grande e avevo scritto che si sarebbe riportato al di sopra dei 1.800 miliardi. Apparentemente ero stato troppo pessimista perchè il debito è risalito sì di ben 27 mld in un solo mese (da 1.761 a 1.788) ma è rimasto sotto i 1.800 Se mi sono parzialmente sbagliato, meglio così, ma è mia sensazione che i dati di febbraio e di marzo confermeranno le più pessimistiche previsioni. Vedremo; intanto continuo a chiedermi dove vada questa enorme massa di denaro considerato che i tassi continuano a rimanere bassisssimi ( i BTP quinquennali collocati il 12 marzo hanno un rendimento lordo del 2,72%- l'ultima asta di BOT del 10 marzo ha offerto un rendimento lordo dello 0,90%) che continuano i tagli ai vari ministeri e le riduzioni di trasferimenti agli enti locali e che non si vede l'ombra di investimenti in opere infrastrutturali.
Io continuo a dire che i conti sono fuori controllo e che la situazione ci espone ad attacchi della speculazione internazionale che potrebbero avere conseguenze molto ma molto serie. Il nostro beneamato Presidente del consiglio, confortato anche delll'opinione dei suoi gerarchi Saccconi e Scajola, sostiene invece che viviamo nel migliore dei mondi possibili e che è tutto a posto. Sarà: io osservo che la crisi industriale, che il premier ha prima negato, poi minimizzato, poi riconosciuto ma che secondo lui è già alle spalle, morde invece sempre di più e distrugge ogni giorno migliaia di posti di lavoro, che la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha appena lanciato l'ennesimo grido d'allarme, che gli organismi europei hanno nuovamente sottolineato la assoluta necessità che i paesi dell'area euro tengano i conti sotto controllo, che gli ammortizzatori sociali non bastano più a fronteggiare l'emergenza, che una quota sempre maggiore di popolazione ha seri problemi economci
Per non parlare dei pericoli per il sistema democratico della deriva autoritaria in atto .
E' per tutte queste ragioni che oggi pomeriggio parteciperò con mia moglie alla manifestazione di Milano