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mercoledì 30 ottobre 2019

IL SENATO DA IL VIA LIBERA ALLA COMMISSIONE DI INCHIESTA DI CONTRASTO ALL'ODIO, AL RAZZISMO E ALL'ANTISEMITISMO PROPOSTA DALLA SENATRICE LILIANA SEGRE

Il senato ha approvato in serata la proposta della senatrice Liliana Segre per l'istituzione di una commissione straordinaria di contrasto all'odio, al razzismo e all'antisemitismo.
La proposta è stata approvata con 152 voti favorevoli ..............e con l'astensione di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia.
Qualche motivo di meraviglia? nessuno. Le tre forze hanno semplicemente esplicitato con chiarezza la loro posizione. Che io trovo semplicemente disgustosa. Premesso che su questioni di principio, su questioni morali non ci si astiene: o si è d'accordo o no, essersi astenuti sulla proposta della senatrice Segre, che è il monumento vivente di quanto è stato fatto soffrire  alla componente ebraica della società italiana e di tutta Europa e un ammonimento di altissimo valore alle nostre coscienze, essersi astenuti impregna le figure di chi lo ha fatto di un sapore nauseabondo di povertà morale, culturale e politica al quale si deve reagire con il disgusto e con l'azione.
Meditiamo tutti a fondo, mediti quella parte del Paese che si dice di "sinistra"  e meditino tutti gli intellettuali, giornalisti, opinion makers che affollano quotidianamente i nostri spazi televisivi e di comunicazione. E meditiamo noi cittadini; la storia è maestra di vita

giovedì 5 settembre 2019

IL SECONDO GOVERNO CONTE

Abbiamo il nuovo governo. La crisi, aperta l'8 Agosto con l'iniziativa del leader della Lega Salvini di togliere l'appoggio politico al governo Conte, per capitalizzare ricorrendo alle urne - come lo stesso Salvini aveva rappresentato al Presidente -  il forte incremento di consensi che i sondaggi gli attribuivano, si è chiusa in tempi relativamente brevi con il giuramento del secondo governo Conte sostenuto da una alleanza politica tra Partito Democratico, Movimento 5 stelle ed esponenti di gruppi minori.
La Lega ha gridato al ribaltone ma sa benissimo che la Costituzione impone al Presidente della Repubblica di verificare se in seno al Parlamento ci sono "maggioranze" possibili prima di sciogliere le camere. Certo non è elegantissimo vedere che una forza -- il movimento 5 stelle - cui è venuto meno l'appoggio dell'alleato con il quale aveva sottoscritto un contratto di governo per la durata della legislatura, accetti l'accordo politico con il PD con il quale era stata esclusa a più riprese qualsiasi collaborazione. Certo non è elegantissimo che il PD, il quale aveva respinto ed escluso l'alleanza con i pentastellati dopo l'ultima tornata elettorale per le politiche, abbia cambiato totalmente l'orientamento. Certo non è un bel vedere che Salvini - dopo aver aperto "a freddo" - si fa per dire - la crisi, accortosi di aver sbagliato "tempi e metodi", abbia proposto a Di Maio di sostenerlo come Presidente del Consiglio in pectore pur di rientrare in gioco. Certo è stato eclatante, senza precedenti e a mio avviso anche discutibile l'intervento alla Camera del Presidente sfiduciato che ha coperto di giudizi pesanti un Salvini a 50 centimetri di distanza da lui con il quale pure aveva governato per 14 mesi. Non si possono utlizzare le istituzioni per "lavare" contrasti personali e politici.
Comunque la crisi si è chiusa "bene". Andare alle elezioni anticipate per il disegno di una sola parte politica avrebbe comportato rischi non marginali per i riflessi sui mercati e per gli impegni della legge di bilancio. E si è chiusa nel modo più logico: con una alleanza PD - 5 stelle - che è molto più "comprensibile" dell'alleanza 5 stelle- Lega. Resta incomprensibile, invece, perchè l'alleanza non abbia potuto perfezionarsi all'inizio della legislatura.
Chi ha perso e chi ha vinto nella gestione della crisi.
Il perdente è stato senza alcun dubbio Matteo Salvini che nella fase finale le ha sbagliate proprio tutte: ha confuso i sondaggi con i risultati usciti dale urne, ha creduto che bastasse fare la voce grossa, con i migranti, con l'Unione Europea, con il mondo intero per acquisire un consenso che avrebbe poi utilizzato in chiave di "governo forte", di regime in fieri. E' stato avvilente e controproducente per lui il richiamo strumentale a simboli religiosi. L'opinione pubblica ha cominciato a diffidare e lui è rimasto intrappolato nel suo stesso disegno. Ma a perdere è stato anche Luigi Di Maio che ha confermato la sua inadeguatezza a coprire ruoli apicali. Con il nuovo governo è stato dirottato al Ministero degli Affari Esteri; la politica estera la farà direttamente Conte per cui la capacità di "far danni" di Di Maio sarà limitata.
Due sono i grandi vincitori: il Presidente Mattarella che ha pilotato la crisi  esattamente come la Costituzione prevede: un ruolo attivo, il suo, esercitato strettamente entro i limiti previsti dalla Carta Costituzionale. Ma il grande vincitore è stato il Presidente COnte che, sconosciuto ai più quando ha assunto l'incarico, ha saputo conquistare la fiducia e la stima degli ambienti internazionali e il consenso dei cittadini che vedono in lui, se non altro, una persona di lunga esperienza professionale, equilibrata, che li rappresenta in maniera adeguata.
Ora il governo c'è e deve governare.
Mi auguro che lo faccia in maniera diversa dai governi del  più recente passato. Proposte di misure adottabili dopo averne valutato la sostenibilità e non libri dei sogni, centralità dei problemi del lavoro e dell'economia, una visione di mediolungo periodo. Ce la farà?
Il Partito Democratico ha sbagliato quasi tutto negli ultimi anni, il movimento 5 stelle ha dato ampie prove di avere una classe dirigente ancora non del tutto matura. Dal governo giallorosso  o nasce un Italia diversa o sarà un altra delusione da registrare. Ci corre l'obbligo di far leva sull'ottimismo della volontà.



mercoledì 14 agosto 2019

I PROVERBI E LA SAGGEZZA POPOLARE

Nelle epoche passate, lo sappiamo tutti, la saggezza popolare veniva sintetizzata e tramandata alle generazioni successive attraverso i proverbi, i modi di dire. Nell'epoca attuale, quella di tweet, facebook, Istagram e quant'altro, dove gli orizzonti temporali sono estremamente contenuti, tutto questo si è perduto e si è persa traccia di quanto elaborato dalle precedenti generazioni.
Matteo Salvini, ad esempio, si sarebbe forse ricordato che c'è, praticamente da sempre, un proverbio che recita:
"Tanto va Salvini al lardo che ci lascia lo zampino"
Glielo avevo detto e scritto, gentile sig Vicepremier, di fermarsi nel suo folle volo. Se mi avesse ascoltato le avrei detto che .......... anche ICARO................. Ma lei si sente un'aquila ..............ed invece.................. è solamente un furbetto del quartierino

sabato 10 agosto 2019

ALEA IACTA EST QUALCHE APPROFONDIMENTO

Matteo Salvini, scrivevo ieri, ha rotto gli indugi, ha tratto il dado e si è candidato alla guida del Paese. Tutto legittimo anche se, mi sembra, da tutte le sue azioni, dalle sue dichiarazioni, dai suoi comportamenti, emerge la figura di un uomo politico che di tutto si occupa e si preoccupa tranne che del bene degli italiani Ha intensificato i suoi comizi ed è entrato a piedi uniti in campagna elettorale.
Nel corso di uno dei suoi primi impegni comiziali ha detto testualmente ai suoi ascoltatori:
 "Chiedo agli italiani se hanno la voglia di darmi pieni poteri per poter fare quello che abbiamo promesso senza palle al piede"
Gran brutto esordio, caro Salvini, che non mi meraviglia affatto e che rafforza in me l'opinione che ho di Lei, ma gran brutto esordio.
Tutte le moderne democrazie occidentali , caro Salvini, glielo ricordo, poggiano su un principio cardine, quello della divisione  dei poteri, teorizzato dall'illuminismo francese ed in particolare da Montesquieu che in un libro pubblicato nel 1748, l'Esprit des Lois, ne fissò i caratteri. Nessun potere assoluto, nessun potere pieno ma un sistema di pesi e contrappesi che non consenta la "prise de pouvoir" da parte di alcuno
La sua corte è subito intervenuta in suo sostegno argomentando che Lei voleva dire che chiedeva un consenso ampio, il più ampio possibile per poter governare senza ritardi e senza indugi. E no, caro Salvini. Le parole sono pietre ed hanno un significato ben preciso. Se le è "scappata" la frase pronunciata vuol dire che Lei Montesquieu non lo ha letto, se l'ha letto non lo ha digerito e se lo ha letto e digerito non ne condivide i principi. E questo non mi piace; non mi passa minimamente per la testa di darle pieni poteri. Ritorni sul pianeta terra, caro vicepremier, dove ci sono tanti problemi da affrontare e da risolvere, la smetta di mettere in mezzo santi e madonne, e governi nel pieno rispetto della Costituzione, se ha il necessario consenso e se ne è capace.
 

venerdì 9 agosto 2019

ALEA IACTA EST

E così Matteo Salvini, forte dei sondaggi che lo danno in crescita costante, degli accordi già fatti con Fratelli d'Italia, quel che resta di Forza Italia e con il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti e  la sua nascente nuova formazione politica, sicuro di aver intercettato  la pancia, il cuore e l'intelligenza( che non è in verità particolarmente brillante) del popolo italiano, e di avere i numeri, ha "tratto il dado". come era prevedibile e previsto. L'illustre uomo politico dell'antichità che utilizzò la stessa metafora non fu fortunato. Incontrò sulla sua strada un manipolo di nostalgici delle virtù repubblicane che ne fermarono il disegno. Ma la Repubblica era morta e sepolta e se non fu Giulio Cesare a realizzare la trasformazione  della forma dello Stato, passarono pochi anni e il disegno fu concretizzato da Ottaviano (avrebbe potuto essere Antonio) che diede vita alla forma "impero" che caraterizzò i cinque secoli successivi della storia di Roma e di tutto l'occidente. Il quadro, oggi, è diverso, e a parte il fatto che non si vede chi potrebbero essere i novelli Bruto e Cassio, a parte il fatto che mettere in correlazione  Cesare e Matteo è temerario, si sta però creando un quadro politico favorevole alla affermazione di un uomo "forte"con un approccio autoritario che esercita di tanto in tanto, nel corso della storia, notevoli suggestioni sul popolo italiano.
E occorre ricordare che tali disegni si sono affermati in passato per la debolezza, la inconsistenza e la mancanza di visione delle forze che avrebbero dovuto contrastare con forza fin dall'inizio la deriva; la storia sembra ripetersi.
Matteo Salvini è pericoloso per una serie di motivi:
-  pechè ha una visione del mondo e della politica intrinsecamente autoritaria.
- perchè è "oggettivamente" populista e portato alla "propaganda" noncurando la "sostenibilità" delle sue proposte e la coerenza tra di esse.
- perchè ci isola dal resto della comunità internazionale con prese di posizione arroganti ed uno stile di comunicazione  rozzo e non degno di un Paese di democrazia occidentale
- perchè ha dato ampie prove in passato e anche in queste ultime settimane di non dare alcuna importanza alla questione morale confermando una continuità di comportamenti che ha trascinato il Paese nel baratro (certamente non per responsabilità esclusiva della Lega e di Salvini) e che a a parole tutti dichiarano di stigmatizzare.
L'affaire "Russia" del quale più nessuno parla e che probabilmente è stato la causa principale che ha spinto Salvini ad accelerre i tempi (la "distrazione di massa" si rivela spesso come uno dei mezzi più efficaci, in politica, per "alzare cortine fumogene) è di una gravità assoluta.
Emissari della Lega tra cui il plenipotenziario in Russia di Salvini, tale Savoini che è in Lega da 20 anni che è a capo di una associazione Italia-Russia con sede in via Bellerio (e che Salvini allo scoppio del caso dichiara addirittura di non conoscere), si incontrano all'Hotel Metropol  di Mosca con emissari russi per definire i termini di una "tangente" di 65 milioni di dollari in favore della Lega su una importante commessa di fornitura di prodotti petroliferi
Che l'affare si sia concluso o no è del tutto indifferente:
la Lega si è dimostrata "strutturalmente" pronta a trattare tangenti, a farlo anche con un Paese fuori dalle nostre alleanze, a pensare esclusivamente al proprio interesse, a commettere reati. Questo solo espisodio sarebbe sufficiente ad escludere chiunque dalla possibilità di governare ma in Lega episodi di corruzione spicciola sono all'ordine del giorno (vedasi caso Siri) e i tempi di Roma ladrona sembrano lontani. Anche allora, peraltro, in casa Lega si predicava bene e si razzolava male (Roma ladrona e ..............vero Senatur Bossi e tesoriere Belsito?)
Le prossime settimane, i prossimi mesi ci diranno se il Paese  ha gli anticorpi necessari per difendere i principi democratici ai quali si ispira. Certo è che i 5stelle hanno fatto la figura di ragazzini incapaci di  affrontare problematiche dell'età adulta e il PD..............forse sarebbe opportuno che battesse un colpo, secco e senza echi, se non altro per confermare la sua esistenza in vita. 

sabato 20 luglio 2019

LA MORTE DI FRANCESCO SAVERIO BORRELI, MAGISTRATO

Con la morte di Francesco Saverio Borrelli, magistrato e Procuratore Capo della Repubblica a Milano nella fase che è stata chiamata "Mani pulite", si chiude un'epoca, quella in cui le Procure, in particolare quella di Milano, cercarono con più convinzione di svolgere  il loro compito che è quello di perseguire con efficacia, equilibrio, pieno rispetto delle Leggi i reati penali. sempre nella consapevolezza che l'azione penale, nel nostro ordinamento, è obbligatoria. Borrelli è mancato a 89 anni Milano per un tumore.
Borrelli ha fatto la storia del nostro Paese. Il pool di Mani pulite da lui guidato ha fatto emergere tutto il "marciume" che aveva portato gli assetti della prima Repubblica a non essere più sostenibili, ha oggettivamente accelerato il rinnovo della vita politica italiana e il ricambio del personale politico . L'ha fatto con qualche forzatura,ma è del tutto improprio dire come ha fatto Bobo Craxi commentando a caldo la notizia,  che "guidò un colpo di Stato"La prima Repubblica era implosa per sue debolezze e contraddizioni interne e per il degrado morale che caratterizzava il personale politico. Semmai il colpo di Stato lo fecero quelle persone, poteri, istituzioni(Massoneria,Cancellerie,Servizi) che pilotarono il processo di passagggio  attraverso l'annientamento politico del principale ostacolo al ricambio:Giulio Andreotti, (uccisione nel Marzo '92 del suo luogotenente in Sicilia Salvo Lima e, nel Settembre '92, del suo finanziatore principale Ignazio Salvo). Furono inoltre eliminati i due magistrati che costituivano la memoria storica dei rapporti pericolosi e non confessabili tra Stato e Mafia in Sicilia e non solo in Sicilia: Falcone nel Maggio, Borsellino nel Luglio 92 .
Borrelli e il suo pool  trovarono contrapposte forze potenti e tutti ricordiamo il "resistere, resistere, resistere" pronunciato dal procuratore.

domenica 14 luglio 2019

SQUALLIDI MENTECATTI E DILETTANTI ALLO SBARAGLIO

Il panorama politico che si apre giornalmente davanti ai nostri occhi è sempre più sconfortante. Mancanza di competenze, mancanza assoluta di princìpi morali, visione di ristrettissimo respiro, furbizie da giardino d'infanzia e ingenuità da brivido, caratterizzano i comportamenti degli esponenti dei vari partiti e movimenti sui quali poggia la democrazia rappresentativa che è alla base del nostro ordinamento.
Vediamo il caso dei rapporti tra Lega e la Russia di Putin.
Dunque la Lega che ha sempre bisogno di soldi (Roma ladrona è un lontano ricordo), nel contesto di rapporti consolidati con esponenti politici ed istituzionali russi, invia il 18Ottobre 2018 una sua delegazione a Mosca per trattare sulla percentuale da riconoscere alla Lega stessa su una fornitura di prodotti petroliferi di consistente importo;si parla di 65 milioni di dollari da distrarre a favore di Salvini & Co(un 4% della commessa). La Lega si accontenta del 4%: se la cresta fosse superiore, che rimanga in Russia, viene concesso magnanimamente
E chi fa parte della delegazione?
Innanzitutto Gianluca Savoini, responsabile dei rapporti Lega Russia già ai tempi di Bossi, Presidente dell'associazione Lombardia Russia, che ha sede in via Bellerio dove ha sede anche la Lega, che Salvini in più occasioni (ci sono i video) ha definito suo rappresentante in Russia
Poi c'è Luca Meranda, un avvocato d'affari che ha confermato la sua presenza all'incontro, negando ovviamente che ci fosse qualcosa di illecito.
Infine un terzo uomo, ancora non identificato del tutto, di nome Francesco.
Anche da parte russa la delegazione è composta da tre persone, espressione di ambienti vicini a Putin
E dove si incontrano?
All'hotel Metropol di Mosca, un porto di mare dove da sempre scendono delegazioni politiche o industriali di tutto il mondo, dove da sempre il KGB registra ogni più piccolo movimento, filma ogni ospite e dove i servizi di tutte le maggiori potenze hanno postazioni fisse"di loro agenti. Se doveva essere un incontro segreto, l'Hotel Metropol era il luogo meno adatto per passare inos. servati. Ed infatti l'incontro è stato filmato. Scoppiato "l'affaire" Salvini - sfidando il ridicolo - afferma di non conoscere Savoini che, tra l'altro, era stato invitato anche alla recente cena con Putin a Roma su segnalazione di Claudio D'Amico, consulente di Salvini per gli affari internazionali.  Salvini è alle corde anche perchè emerge, è del "Il fatto quotidiano" lo scoop, che dal 2014 è stato 9 volte a Mosca sempre accompagnato da Savoini. Sempre più in difficoltà, afferma che non c'è un rublo passato nelle casse della Lega. e sfida chiunque a provare il contrario. E anche se fosse? Il reato e lo scempio morale e politico si sono concretizzati al momento in cui è stata avviata la trattativa, che si sia perfezionata o no è secondario: questo Salvini non riesce proprio a capirlo.
Dal quadro complessivo emerge con assoluta evidenza la pochezza morale, politica e caratteriale dei nostri vertici, una ingenuità di fondo, patetica, dei loro comportamenti e una propensione alla menzogna, anche la più insostenibile, disarmante. E più disarmante ancora appare il consenso che Salvini riesce ad ottenere da strati sempre più vasti del Paese
GOD BLESS ITALY che ne ha bisogno

mercoledì 17 aprile 2019

LA NAVE DEI FOLLI

La nave dei folli è uno dei quadri più conosciuti di Hyeronymus Bosch, il pittore fiammingo vissuto a cavallo tra il '400 e il '500 la cui pittura si caratterizza per i messaggi esoterici che essa contiene e lancia, per il significato allegorico delle scene e dei personaggi, per un senso di straneità e di follia di fondo che colpisce chi osserva. La nave dei folli è esposto al Louvre.
Il quadro mi è affiorato alla memoria, nitido e brillante di luce e di colore, non so perchè, all'ascoltare in televisione  il resoconto della odierna giornata politica, con il Ministro dell'economia Tria che in sede di audizione alla camera sul DEF ha affermato che l'aumento dell'IVA nel 2020, previsto dalle clausole di salvaguardia, ci sarà "in attesa di stabilire interventi alternativi" (ipotizzo una vincita al superenalotto della Repubblica Italiana, la vendita del Colosseo prima che faccia la fine di Notre Dame de Paris, una donazione in contanti da parte dei Casamonica, un sostegno in denaro da parte della Santa Sede e dello IOR. A stretto giro i due dioscuri Di Maio e Salvini hanno replicato che non se ne parla nemmeno. Il Presidente del Consiglio Conte, almeno per ora, tace. Ricordo che l'aliquota ordinaria del 22% potrebbe salire fino al 25% dal 1 Gennaio 2021.
Intanto la Banca d'Italia ha pubblicato i dati di finanza pubblica riferiti al mese di Febbraio 2019 che evidenziano un nuovo record del debito che ha raggiunto la cifra di 2.363 miliardi con un aumento di ben 42 miliardi rispetto ai 2.321 di fine 2018. Il governo continua a dire che il debito comincerà a scendere non appena si farà sentire l'effetto delle misure messe in campo (Reddito di cittadinanza e quota 100?); io osservo che se le "finanziarie" annuali continueranno ad essere licenziate "in deficit" il "debito", chiunque sia al governo, non potrà che aumentare. Lo diceva anche Monsieur de La Palisse.
E mi chiedo: ma il Ministro Tria e Salvini/Di Maio fanno tutti e tre parte dello stesso governo  oppure no? E se fanno parte dello stesso governo, non è il caso che si "sentano prima" di fare dichiarazioni che appaiono a chi ascolta un attimo contraddittorie? (Ho utilizzato una espressione "soft" perchè quando si ha a che fare con Bosch bisogna stare attenti). E che giudizio possono dare gli ambienti internazionali sul nostro Paese di fronte al quadro che giornalmente emerge. Intanto apprendo che i "navigators" - che dovrebbero risolvere tutti i problemi del Paese - non saranno proprio "navigators"; cosa saranno non si capisce bene. Del resto quando si deve competere con Samsung, Toyota, Honda, Apple,Intel, Microsoft ecc.ecc.ecc. ci vogliono portaaerei, i navigators non bastano: lo comincia a capire anche Di Maio, che è tutto dire. Una gabbia di matti, non c'è che dire.

domenica 7 aprile 2019

L'ITALIA DOVE E' E DOVE ANDRA'

Il dibattito sulla politica economica del governo, sulle misure prese e su quelle ipotizzate, si fa sempre più acceso. Il governo - in particolare i due vicepremier - continua a difendere a spada tratta l'impostazione generale data alla politica economica e ha trovato nel Ministro Tria il capro espiatorio al quale imputare ritardi e incertezze. Tria dal canto suo non può non difendere la "sua" politica ma, nel contempo, si trova schiacciato tra le previsioni unanimemente negative di Unione Europea, Fondo Monetario, Banca Mondiale, Istat , Confindustria, società di rating, che concordano tutti nel ritenere che il 2019 non farà registrare nesssuna crescita, e le sollecitazioni delle due forze politiche che sostengono l'esecutivo.
Intanto quota 100 e reddito di cittadinanza non sembrano aver scaldato più di tanto i cuori dei presunti beneficiari (meglio così) e la "gente" - che in questi ultimi trenta anni le ha provate tutte - non sa a chi rivolgersi, a chi appoggiarsi, a chi credere. Non capisce bene quale sia la malattia e quale debba essere la cura. Tutti accusano tutti di aver adottato politiche sbagliate, colpevoli - a dir degli avversari - o di "eccessiva austerità" o di " eccessiva propensione alla spesa" ignorando la causa pricipale delle difficoltà attuali del nostro Paese e dell'Europa tutta.
Quella causa si chiama GLOBALIZZAZIONE..
Negli ultimi trenta/quaranta anni lo scenario economico del pianeta è cambiato radicalmente; si sono affacciati sul mercato globale nuovi Paesi e nuovi competitors che spesso hanno potutto contare su un costo del lavoro per unità di prodotto fortemente competitivo per le minori tutele salariali e previdenziali  della loro forza lavoro.
La vecchia Europa si è trovata schiacciata tra la pressione di questi nuovi Paesi, in gran parte asiatici, e quella degli Stati Uniti che hanno continuato ad essere leaders indiscussi nei settori innovativi e tecnologicamente più avanzati.
Occorre soffermarsi un attimo per riflettere su quanto ho enunciato.
Chi scrive è una persona assolutamente media; nè povero nè ricco, non più giovane ma ancora non vecchio. Ed ecco le cose che mi circondano:
AUTO: per tanti anni abbiamo avuto due auto; una 164 Alfa Romeo come auto principale e una Lancia Ypsilon come City Car. Abbiamo anche avuto la 156: a diciotto anni io mi muovevo con la 850 Coupè Fiat di mio padre; prima ancora avevamo avuto in famiglia una '600, una "Topolino" e una Lancia Aprilia. Tutte queste auto erano prodotte in Italia, montavano pneumatici Pirelli  e batterie Magneti Marelli
Ora ho una TOYOTA PRIUS,(giapponese) ibrida e con cambio automatico, della quale sono perfettamente soddisfatto.
TELEVISORI:
Abbiamo un televisore LG 47 pollici(coreano) in salone e un SAMSUNG 32 (coreano) in camera da letto. Lo schermo del computer è un "CURVING" 32 della Samsung.
Due i lettori di DVD: un LG E UN SAMSUNG
IMPIANTO STEREO: abbiamo un vecchio ma ancora efficientissimo impianto SANSUI (giapponese) degli anni '80 
TABLET: SAMSUNG
Telefonino: uno Huawei(cinese) io, uno NGM (Hong Kong) Milena
CONDIZIONATORI: tre SAMSUNG(due da 12.000 unità e uno da 9.000)
STAZIONE BAROMETRICA: Oregon scientific (USA)
COMPUTER: ASUS (Taiwan) - stampante HP(USA) - tastiera (Asus) sistema operativo Windows
Ho un blog (che gira su GOOGLE - USA) e sono presente su FACEBOOK (Usa)
FRIGORIFERO (REX della ZANUSSI da tempo in mani svedesi. LAVASTOVIGLIE: Bosch (tedesca) - LAVATRICE: REX (marchio Zanussi) FORNO A MICROONDE(Miele tedesca) - ASPIRAPOLVERE- (Miele)
ROBOT CUCINA : Kenwood, GRUPPO DE LONGHI (Italia)
FORNO E PIANO COTTURA:SMEG (Reggio Emilia - Italia 
CAFFETTIERA : LAVAZZA Italia 
La mia situazione personale è simile a quella di milioni di italiani. Se vogliamo fare discorsi seri, non demagogici e non campati per aria bisogna partire da questo quadro di riferimento che risulta reso ancor più complesso da un debito pubblico che cresce inesorabilmente di mese in mese, dalle emergenze continue in materia di difesa del territorio e manutenzione delle infrastrutture, dal senso di insicurezza dei cittadini tutti per l'evidente difficoltà degli organi dello Stato ad assicurare controllo del territorio e certezza del diritto, e per lo sgretolamento dello STATO SOCIALE (Pensioni, Sanità, Scuola) che avevano costituito il nucleo delle conquiste del dopoguerra.
Se non si prende coscienza  di ciò e si continua a non voler vedere la realtà non c'è alcuna possibilità di arrestare il declino
 

domenica 3 marzo 2019

LE PRIMARIE DEL PARTITO DEMOCRATICO

I seggi sono chiusi e posso dichiarare che sono andato a votare ed ho votato per Zingaretti. Perchè Zingaretti! Perchè dalle informazioni in mio possesso Zingaretti ha ben operato come governatore della Regione Lazio, perchè lo giudico persona seria, concreta e aliena da un approccio demagogico ai problemi; perchè incarna quella che non può che essere una politica "oggettivamente" di sinistra. Una politica del possibile, del fattibile che non ceda alle lusinghe dell'Utopia ma che abbia sempre  ben chiaro il quadro di riferimento dei valori in cui si riconosce.
 Se, come mi auguro, Zingaretti sarà il nuovo Segretario del PD, avrà un primo, enorme problema davanti a sè in vista delle elezioni politiche: quello delle alleanze, perchè nessuna delle forze politiche attualmente presenti sulla scena è autosufficiente ne può pensare di esserlo in futuro Ma di questo riparleremo in seguito.

domenica 17 febbraio 2019

PARLIAMO DI BANCA D'ITALIA

In queste ultime settimane sono ripresi violenti gli attacchi alla Banca d'Italia e al suo governatore Ignazio Visco da parte del mondo politico che accusa la nostra Banca Centrale di non aver vigilato, o di aver vigilato male, negli anni scorsi, sul sistema bancario che ha fatto registrare numerosi casi di default. L'argomento è delicato per cui, nell'affrontarlo, ritengo pregiudiziale fare il punto ed avere le idee chiare su tre aspetti:
- quali sono i compiti della Banca d'Italia
- quali sono le fonti normative dalle quali BankItalia trae i suoi poteri
- quali sono gli strumenti di intervento che la Legge riconosce all'Istituto di emissione
                                      °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
COMPITI
I compiti di Banca d'Italia sono molteplici. In questa sede mi limiterò a parlare dei compiti di vigilanza sul sistema bancario ma ricordo che tra i compiti della nostra Banca Centrale ci sono:
- contrastare il  riciclaggio e il finanziamento del terrorismo
- contrastare l'usura
- assicurare la trasparenza e la correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti
-  svolgere attività di tesoreria per conto dello Stato e gestire la tesoreria unica
- svolgere una istituzionale attività di ricerca in campo economico e macroeconomico che è alla base della pubblicazione del bollettino economico,del supplemento mensile al bollettino con i dati sul debito pubblico e di numerose altre pubblicazioni. L'Ufficio Studi di via Nazionale gode di indiscusso prestigio internazionale
- amministrare le riserve uficiali in oro e valuta del nostro Paese e parte di quelle della Banca Centrale Europea.
Le riserve sono di proprietà della Banca d'Italia (così sancisce l'art.127 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea) in quanto esse costituiscono parte integrante delle riserve dell'Eurosistema. Va ricordato a quanti in queste ultime settimane hanno ventilato l'ipotesi di utilizzare parte delle riserve in una ottica di riequilibrio del bilancio corrente dello Stato.
Le riserve in oro ammontano a 2.452 tonnellate così dislocate:
- 1.100 tonnellate, pari al 44,86, in Italia
- 1.061,5 tonnellate pari al 43,29 negli USA
-    149,3 tonnellate pari al 6,09 in Svizzera
-    141,2 tonnellate pari al 5,76 nel Regno Unito
L'Istituto, inoltre, si occupa dell'emissione delle banconote e delle monete in euro.
Ma l'attività più rilevante, e più delicata, dopo che il governo della moneta e la politica monetaria dell'area euro sono passati in capo alla Banca Centrale Europea, è senz'altro quella di vigilanza sul sistema bancario che Bankitalia esercita di concerto e in cooperazione con la BCE. Attività di vigilanza sia sui singoli intermediari (analisi microprudenziale) che sul sistema nel suo complesso.(analisi macroprudenziale)
Sul piano pratico la BCE effettua i controlli suile banche e i Gruppi bancari di maggiori dimensioni servendosi degli JST (Joint Supervisory Team), nuclei ispettivi formati in prevalenza da personale Bankitalia e guidati da un coordinatore designato dalla BCE(subcoordinatore italiano).
Sugli Istituti o i Gruppi meno "significativi" la vigilanza è effettuata direttamente da Bankitalia.
E' peraltro assolutamente necessario precisare che questo schema di controlli e vigilanza in capo alla BCE è recente(2014) e che tutti i casi di default registratisi nel più recente passato hanno origine più lontana, in anni nei quali il compito di vigilanza era di competenza esclusiva della Banca d'Italia. Facciamo un passo indietro.
Bankitalia traeva la fonte dei suoi compiti e delle sue possibilità e doveri di intervento dal Testo Unico Bancario(TUB) - decreto legislativo n.1853 del 1 Settembre  1993 e successive modifiche(ultimo aggiornamento Gennaio 2018) subentrato nella disciplina del settore alla legge bancaria del 1936
Il testo Unico individua (art.1) tre autorità creditizie:
- il CICR - Comitato interministeriale Credito e Risparmio
- il ministro dell'economia e delle Finanze
- la Banca d'Italia
Il CICR - recita l'articolo 2 - è un organo collegiale costituito da alcuni ministri(ministro dell'economia che lo presiede, del commercio estero, delle infrastrutture, dell'agricoltura,) ha l'alta vigilanza in materia di credito e di tutela del risparmio, delibera con decreto nelle materie di sua competenza. Alle sue riunioni partecipa il governatore della Banca d'Italia
Il ministro dell'economia e delle finanze - recita l'art 3 -  adotta con decreto i provvedimenti di sua competenza previsti dal Testo Unico che può sottoporre preventivamente al CICR: in caso d'urgenza sostituisce il CICR
La Banca d'Italia - dispone l'articolo 4 - nell'esercizio della sua attività di vigilanza formula le proposte per le deliberazioni di competenza del CICR previste dal titolo II del Testo Unico, emana regolamenti nei casi previsti dalla Legge, impartisce istruzioni, adotta i provvedimenti di carattere particolare di sua competenza. Determina e rende pubblici previamente i principi e i criteri della sua attività di vigilanza. Inoltre - comma 3 - stabilisce i termini per provvedere, individua il responsabile del procedimento, indica i motivi delle decisioni e pubblica i provvedimenti  di carattere generale. Annualmente pubblica una relazione sullattività di vigilanza svolta.
Sottolineo inoltre l'articolo 8 secondo il quale le autorità creditizie(CICR, Ministro e Banca d'Italia) esercitano i poteri di vigilanza ad esse attribuiti avendo riguardo alla sana e prudente gestione dei soggetti vigilati, alla stabilità complessiva, alla efficienza e alla competitività del sistema finanziario nonchè alla osservanza delle disposizioni in materia creditizia. La vigilanza si esercita  sulle banche, sui gruppi bancari, sugli intermediari finanziari, sugli Istituti di moneta eletronica
Spezzo il post in due parti anche per ragioni di lunghezza. Mi premeva sottolineare ed evidenziare che l'attività di vigilanza è attribuita dalla Legge (attività del potere legislativo) a tre autorità(Comitato, Ministro e Banca d'Italia) di cui due strettamente politiche. Ed i poteri di intervento sanzionatorio li ha il potere politico. Siamo sicuri che le manchevolezze siano tutte  della Banca d'italia?
Cercheremo di vederlo nel secondo post

venerdì 18 gennaio 2019

CARLO VI DI FRANCIA, PASSATO ALLA STORIA COME "LE BIENAIME' MA ANCHE COME "LE FOU" SCENDE NUOVAMENTE IN CAMPO


Non avrei mai pensato, lo confesso, di avere opportunita' e occasione di "riesumare" il "mio" Carlo Vi, re di Francia dal 1386 al 1422, che mi era stato parecchio utile in passato, viste le notevoli analogie tra i due personaggi, per commentare le vicende di Silvio nostro sceso in campo nel 1994, per grazia di Dio e volontà della nazione, a usbergo del popolo italiano.
Ritenevo che l'età ormai avanzata (Cicerone sentenziava "senectus ipsa morbus"), le vicende non esaltanti che avevano caratterizzato la fine dell'avventura, il senso del ridicolo, avrebbero consigliato il "cavaliere rampato"e chi gli è vicino, a limitarne il ruolo a quello di padre nobile, di riferimento ideologico, lasciando ad altri l'operatività.
E invece no. Ha dichiarato che si presenterà alle elezioni europee del prossimo Maggio per ergersi a baluardo "contro i rischi del sovranismo, del pauperismo, del populismo, dello statalismo, del giustizialismo" cinque "smo"cinque, mica uno. Stavolta non c'è il riferimento al pericolo che il Paese cada in mano ad una sinistra "comunista, giustizialista e profondamente illiberale", queste le dichiarazioni del 1994, anche perchè avrebbe fatto qualche fatica a farlo credere a qualcuno ma c'è un appello forte come quello che Don Strurzo lanciò il 18 Gennaio 1919 - cento anni fa preciso preciso - agli uomini liberi e che segnò l'inizio della partecipazione dei cattolici alla vita politica del Paese. La storia gli forniva un assist formidabile ...........e LUI non ce l'ha fatta a resistere.
Attendiamoci perciò per i prossimi mesi un quadro spumeggiante e pieno di sorprese e colpi di scena. Certo è che sarà una bella lotta quella con di Maio e ci si chiede fin d'ora: "ma Salvini, SALVINI, come si muoverà? Vedremo; per ora, per aiutare chi mi legge a rimettere a fuoco la figura di Carlo VI di Francia, pubblico nuovamente un post che pubblicai il 14 Aprile 2013 Historia, magistra vitae.

venerdì 21 dicembre 2018

LA POLITICA ECONOMICA DEL GOVERNO E LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE DELL'ITALIA

Il governo sta enfatizzando l'accordo concluso con le autorità europee in ordine al bilancio 2019. E' comprensibile che lo faccia visto che la comunicazione è strumento importante dell'attività politica, è vero che siamo riusciti ad evitare la procedura di infrazione, è vero che siamo riusciti ad ottenere qualche decimale in più di deficit, ma questi sono tutti pannicelli caldi perchè il vero e unico problema è che non riusciamo ad arrestare la deindustrializzazione del Paese. Ve ne do qualche esempio:
Magneti Marelli: la Magneti Marelli, leader nel settore della componentistica automobilistica, è passata recentemente dal Gruppo Fiat ad un Gruppo giapponese, Calsonic kansei.
La società ha sede a Corbetta, hinterland milanese, ha fatturato nel 2017 8,2 mld di euro ed occupa 43.000 dipendenti. Cosa ha inntenzione di fare il Gruppo giapponese?.La produzione rimarrà a Corbetta? Nulla possiamo sapere.
COMAU: dopo Magneti Marelli il Gruppo Fiat metterà sul mercato, a Gennaio, la COMAU., CAPOGRUPPO DI UN GRUPPO DI SOCIETA' CHE SI OCCUPANO DI ROBOTICA INDUSTRIALE E PROCEDURE INNOVATIVE. Un settore strategico di grande valore aggiunto e all'avanguardia per il know how che è in grado di creare.
La Comau ha sede a Grugliasco (Torino), occupa 14.500 dipendenti in 15 Paesi( 9.000 in Italia) ed ha fatturato nel 2017  1,24 mld     
Chi la compererà? Gruppi cinesi o giapponesi, a mio avviso. Che cosa ne faranno? boh
PERNIGOTTI  della Pernigotti hanno ampiamente parlato i media nelle ultime settimane. Azienda dolciaria conosciutissima fondata nel 1868, è passata recentemente in mano a capitali turchi . La nuova proprietà ha intenzione di ridurre drasticamenre se non chiudere le attività in Italia. Per il momento Cassa Integrazione straordinaria per 100 dipendenti, poi si vedrà-. Ha fatturato nel 2017 51,7 mln (57,4 nel 2016) con una perdita di 8,2 mln.
CMC di Ravenna
I media hanno dato scarso rilievo alla richiesta di ammissione al concordato preventivo dela CMC. La CMC, con sede a Ravenna, è una delle più importanti aziende a livello internazionale del settore dei grandi lavori (lineeTAV, autostrade, dighe, impianti idroelettrici); nel primo semestre 2018 ha fatturato 514 mln ed è in forte crisi di liquidità per via dei ritardi di pagamento da parte di molti committenti. Supererà questo momento così difficile? Non è facile dirlo. Comunque è un patrimonio del Paese che rischia di andare perduto.
Mi fermo qui finora ma se Di Maio pensa di risolvere il problema della mancata crescita del Paese e della mancanza di lavoro con il reddito di cittadinanza e il potenziamento delle Agenzie per il lavoro, o va annoverato tra i "furbetti del quartierino" o tra gli incompetenti e non adatti. Oppure in entrambe le categorie.

venerdì 15 giugno 2018

ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 10 GIUGNO 2018

Il 24 Giugno, giorno dei ballottaggi, è ancora lontano. Nel frattempo ritengo utile approfondire alcune riflessioni che ho sviluppato nei due precedenti post che ho dedicato all'argomento. In particolare mi sembra necessario chiarire quale è il mio modo di ragionare quando approccio un problema.
- cerco innanzitutto di documentarmi il  più possibile
- mi sforzo di osservare le cose nel modo più asettico possibile
-  provo ad individuare le linee di tendenza e vado a cercarne le motivazioni
- separo il giudizio sulla situazione quale mi appare dalle mie personali convinzioni.
Ed ecco come vedo la situazione del Paese in questo momento.
Vedo un Paese fortemente preoccupato per le tante insicurezze del vivere quotidiano. Tra le preoccupazioni c'è certamente quella legata ai problemi della immigrazione, anche per il martellamento continuo dei media sull'argomento, ma non è la principale. Il problema più sentito, a mio avviso, è il lavoro, la paura di perderlo, la difficoltà a trovarlo. Perchè è chiaro a tutti che se non si ha lavoro anche la banalità di pagare la bolletta della luce o prendere un caffè al bar può diventare un problema. e sono pochi, sempre a mio avviso, coloro che attribuiscono  agli immigrati i problemi del mondo del lavoro. Piuttosto le responsabilità vengono attribuite ad una classe politica che da in continuazione una sconfortante immagine di sè (ultimo episodio lo stadio della Roma Calcio) e ad una  classe imprenditoriale che stenta a tenere il passo sui mercati internazionali, non solo per suoi limiti o carenze,le viene riconosciuto,ma anche per le debolezze complessive del sistema Italia, e agli effetti della globalizzazione. Se ci fate caso i sacchetti gialli dell'ESSELUNGA sono tutti "made in Vietnam". Cinquanta anni fa i vietcong venivano mitizzati dalla mia generazione che se li immaginava contrastare eroicamente gli invasori yankee sul sentiero di Ho-chi-Minh, (che non era un sentiero unico come credevano quegli stupidotti degli americani ma un dedalo di sentieri, vie di fuga passaggi segreti nel folto della vegetazione della foresta pluviale dove i "viet" si muovevano come pesci nell'acqua e sbeffeggiavano militarmente gli americani; così ce l'avevano  venduta) Cinquanta anni dopo fabbricano i sacchetti gialli della Esselunga o le scarpe da jogging della Nike o della Mitzuno. Un minimo di riflessione al riguardo andrebbe fatta.
Altra fonte primaria di preoccupazioni, il sistema pensionistico. E' preoccupato chi sta per raggiungere i requisiti e vede sempre più allontanarsi il "d-day", sono preoccupati i giovani che hanno capito benissimo che le loro pensioni saranno aleatorie e certamente magre. In questa fase la mia generazione sta tamponando le crescenti difficoltà con aiuti in denaro o altre utilità e con "prestazioni di servizi"(far la spesa, tenere i bambini, assicurare una presenza confortante in caso di bisogno).ma tra 20 anni la mia generazione non ci sarà più e chi guarda lontano vede in ciò motivo di inquietitudine. E destano preoccupazione ed allarme il degrado fisico di molte città, immediatamente percepibile visto che ormai in pratica non si fa più manutenzione, e dell'ambiente. E sono produttrici di insicurezza i continui episodi di  violenza, - non sono inventati - che le cronache giornalmente segnalano e la evidente difficoltà delle famiglie a tenere sotto controllo le tensioni che  covano al loro interno
E hanno prodotto devastanti lacerazioni i crac di molte, troppe banche ed Istituzioni finanziarie che hanno rovesciato sui cittadini risparmiatori  la distruzione di ricchezza imputabile esclusivamente ai comportamentti disonesti di Consigli di Amministrazione e Manager operativi che spesso hanno rivelato un livello di competenze assolutamente insufficiente a coprire ruoli apicali. Preoccupano i livelli raggiunti dal debito pubblico visti i pericoli che potrebbero emergere per i risparmi.
Questa è la situazione, a mio avviso, tale da non presentare rilevanti motivi di ottimismo.
Conseguenza è che crescono i consensi, non è solo un fenomeno italiano, verso le forze che si propongono come risposte a questo stato di insicurezza crescente, da noi Lega per chi auspica maggiore "ordine" e maggiore presenza dello Stato, Cinquestelle per chi auspica un rinnovamento anche generazionale che superi l'impasse nel quale siamo invischiati.. Nessun "appeal" possono avere vecchie forze che si richiamano a esperienze ormai esaurite (la sinistra di Liberi ed Uniti il cattolicesimo popolare della vecchia DC); in costante regresso un partito come Forza Italia che si era proposto come coagulo di forze liberali ma che è sempre stato il partito  personale di SB. Pochissimo consenso riscuote il Partito Democratico il quale non è in grado di percepire quali sono le priorità, i bisogni, le ansie, le paure degli Italiani del 2018 e che ha perso il contatto con il Paese Questo è quell che penso, non condivido se non in parte "il sentiment" che ho cercato d delineare ma trovo assurdo che le forze cosiddette progressiste imputino  "alla gente" il fatto di non essere capiti. La responsabilità è esclusivamente loro. E trovo per lo meno discutibile che le mie osservazioni, condivisibili o meno, portino taluno a pensare che abbia perduto in coerenza.

martedì 12 giugno 2018

ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 10 GIUGNO 2018

Non ho commentato i risultati delle amministrative di Domenica perchè un giudizio serio, vista la legge elettorale che regola le amministrative comunali, non può essere dato se non dopo i ballottaggi, Dopo il secondo turno si sarà in grado, tutti quanti, di esprimere un giudizio motivato. Però alcune linee di tendenza sono emerse chiare: come previsto la Lega ha ottenuto un ottimo risultato a conferma che la linea di Salvini è apprezzata da molti Italiani, non solo del Nord ma anche del Centro, dove ha eroso tradizionali aree di consenso dei partiti di sinistra, e del Sud. La Lega secessionista di Bossi è lontana. Salvini ne ha fatto un partito nazionale di destra che ha vaste aree di consenso sulle quali contare. Il perché è chiaro; checchè se ne dica gli Italiani, con accenti diversi nelle varie regioni ma tutti quanti, si sentono fragili, deboli, con un tenore di vita in progressivo regresso, in una situazione insicurezza crescente. il timore di perdere il lavoro e il flusso regolare di entrate sul quale far conto per impostare il modo di vivere e il livello di spese, le difficoltà crescenti di commercianti, artigiani, e piccoli imprenditori che registrano, in molti casi, bruschi cali di fatturato e di giro d'affari, il timore delle famiglie di vedere i figli a rischio di non entrare nemmeno nel mondo del lavoro, un senso di insicurezza generalizzato, la vera e propria paura dei più anziani di non avere risorse sufficienti per curarsi e per farsi assistere in caso di bisogno, tutto questo trova, a torto o a ragione, una risposta nella Lega. Forza Italia sta progressivamente svuotandosi in uno con il disfacimento del suo leader, il Movimento 5 stelle mostra tutti i suoi limiti che appaiono chiari nelle amministrazioni locali per cui rischia di perdere lo slancio sul quale ha ottenuto il larghissimo successo elettorale del 4 Marzo.
Poi c'è il Partito Democratico, sempre più assente, sempre più lontano "dalla gente", sempre più in difficoltà soprattutto nelle aree dove storicamente un "pensiero di sinistra" era nel DNA dei cittadini. Sembra che si accontenti, il PD, di essere ancora in vita mentre avrebbe dovuto essere il motore della rinascita dell Paese. Intanto ha perso una città importante come Catania e voglio vedere a fine ballottaggi quante amministrazioni avrà saputo conservare; certo è che tanta gente prova un senso di disagio e quasi di repulsione quando sente le dichiarazioni dei dirigenti che rappresentano il partito nei rapporti con i media,............e scappa, letteralmente Trovo stupefacente, in negativo, la mutazione genetica che il PD ha fatto registrare in così poco tempo. Ci aggiorniamo dopo i ballottaggi. Di carne al fuoco ce ne è parecchia e argomenti di riflessione non mancano.

domenica 10 giugno 2018

ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL10 GIUGNO 2018

Si stanno per chiudere le urne e mi azzardo a fare qualche previsione, visto che ultimamente non ne ho azzeccata praticamente nessuna.
Forte arretramento  di Forza Italia, Forte aumento per la Lega- Forte arretramento per il PD che perderà praticamente tutti i sindaci attualmente in carica, aumento ma meno marcato di quello della Lega per i 5 stelle.
Si preannunciano numerosi ballottaggi tra Lega e 5 stelle che confermeranno , se mai ce ne fosse stato bisogno, la schizofrenia del nostro sistema.

venerdì 8 giugno 2018

IL CONTRATTO POST N. 16 FACCIAMO IL PUNTO SECONDA PARTE

E veniamo ai più recenti sviluppi. Lo scenario che si presentava al cittadino elettore il 4 Marzo scorso era in sintesi questo: tre opzioni in campo tra le quali scegliere
a) una coalizione di centro destra dove la LEGA di Matteo Salvini, che i sondaggi davano in forte crescita, si presentava alleata di FORZA iTALIA, partito personale di Silvio Berlusconi che i sondaggi davano in forte calo e di Flli d'Italia  - ben guidata da Giorgia Meloni - in crescita
ma comunque dal consenso elettorale limitato
b) il Partito Democratico  sempre più in mano a Matteo Renzi e sempre più lontano dai princìpi ideali che ne avevano ispirato la costituzione. Un partito Democratico dove l'attività principale era una feroce guerra tra Renzi e i suoi avversari interni, dove si affermavano personaggi mediocri e discutibili che supportavano acriticamente il capo nella opera di demolizione e annientamento degli avversari. Dove Renzi vinceva all'interno costringendo alla uscita una componente importante che avrebbe dato vita a "Liberi e Uniti" e riducendo praticamente al silenzio la componente che aveva deciso di proseguire dentro il Partito la sua battaglia contro la deriva renziana e che si riconosceva intorno alla figura dell'Onorevole Orlando. Anche il governatore delle Puglie, Emiliano, aveva deciso di "restare".
Dove Renzi continuava a perseguire con determinazione il disegno politico del Partito della Nazione, che sarebbe ben visto - a mio avviso - anche in campo internazionale,  -  un partito centrista che nei suoi disegni sarebbe ovviamente guidato da lui, che dovrebbe mettere insieme l'area di elettorato che finora ha affidato al cavaliere, ex ora riabilitato ma comunque al capolinea,il mandato di rappresentarlo e l'area renziana del PD
Un partito Democrtico che prendeva una batosta elettorale dietro l'altra perchè chi aveva creduto nel progetto non poteva tollerare il suo snaturamento ed essere complice del suo fallimento, ma che dalle batoste non traeva alcun insegnamento
c) un Movimento 5 stelle che si presentava come forza giovane, anche anagraficamente, consapevole che le politiche degli ultimi anni avevano distrutto le speranze e le prospettive delle generazioni più giovani che si proponeva di rappresentare, convinta che il livello di corruzione nella pubblica aministrazione rappresentava ormai un peso enorme che schiacciava ogni possibilità di riscatto del Paese. Un movimento costituito da persone inesperte, con idee probabilmente non chiare in ordine alle problematiche economiche e macroeconomiche di un Paese come l'Italia, ma che era l'unica forza piena di energie allo stato nascente in grado di fermare il declino economico e morale del Paese e in grado di far saltare il blocco di interessi che paralizzava la nostra società.
Personalmente avevo deciso di non andare a votare - e questo per la prima volta - alle elezioni politiche del 4 Marzo. Hai settanta anni, mi dicevo: lascia che i più giovani decidano da soli il loro destino. Inoltre, avendo una visione piuttosto pessimista del futuro dell'Italia non vedevo nessuno in grado di fermare i processi degenerativi in corso. Poi aveva prevalso il diritto dovere di non rinunciare alle mie prerogative di cittadino ed ero andato a votare. Ed avevo votato 5 stelle pur nutrendo parecchi dubbi sul programma e sui vertici del movimento.
Non potevo infatti votare per la coalizione di centro destra "per la contraddizion che nol consente" e perchè mi è impensabile pensare di ritrovarmi sulla stessa sponda del fiume con SB. Non potevo votare Liberi e Uguali sia perchè li ritengo ancorati a vecchi schemi ormai superati e perché mi sarei trovato in compagnia di D'Alema che ritengo il maggior responsabile del fallimento della sinistra nel nostro Paese. E in compagnia di Bersani che lascio volentieri a smacchiare il giaguaro, e di Grasso che come idea portante ha avanzato la proposta di "Università gratis per tutti" Non potevo votare per IL pd dal quale ero uscito per le motivazioni che ho precedentemente illustrato e che nel corso del tempo non solo non aveva fatto la minima autocritica al proprio operato ma aveva accentuato la distanza da quello che avrebbe potuto e dovuto essere.
Ho votato 5 stelle convintamente, pur con le riserve che ho illustrato, anche perchè ritengo che nei passaggi cruciali della storia si debba avere il coraggio di rischiare e di mettersi in gioco.
La crisi di governo è stata lunga, quasi tre mesi, tortuosa e non avrei mai pensato che si sarebbe conclusa con una alleanza/contratto tra 5stelle e Lega. Il PD ha perduto un'altra occasione di tornare in gioco con un'alleanza con i 5 stelle che sarebbe comunque stata meno anomala rispetto a quella del contratto
Il Presidente Mattarella ha pilotato i vari passaggi con modi talvolta ambigui e discutibili. Ma c'era la necessità di formare un governo e il governo c'è. Notevoli erano state le difficoltà a individuare il ministro dell'economia e il ministro è stato individuato, proposto e nominato. Osservo però che mi sembra singolare che il Prof Paolo Savona fosse non proponibile come Ministro dell'Economia per le riserve espresse su alcuni passaggi  della costituzione dell'Unione Europea e vada invece bene come ministro per le politiche comunitarie. C'erano state difficoltà ad individuare il Presidente del Consiglio dopo che i due leaders sottoscrittori avevano fatto entrambi un passo indietro, sollecitato e richiesto senza alcun dubbio, e il Presidente del consiglio è stato individuato, proposto, nominato.
Ora il governo c'è ed ha il diritto dovere di governare; non sarà facile vista la situazione generale ed il fatto che le due forze sono per certi versi antitetiche ed hanno elaborato un programma di governo pieno di contraddizioni. Tutti i protagonisti hanno molto da imparare. Speriamo che lo facciano in fretta e senza far pagare prezzi troppo alti al Paese. I primi passi non sono stati esaltanti:
- il Ministro degli Interni Salvini, ad esempio, dovrebbe rendersi conto che l'espressione "è finita la pacchia per gli immigrati" può al limite essere pronunciata in una sezione della Lega  della provincia comasca o varesotta ma è inadatta sulla bocca di un ministro degli interni. Il ministro ha accanto a sè una compagna gradevole e abituata a trattare situazioni e contesti diversi; ci auguriamo che, parlandone pacatamente a cena, glielo faccia capire.
- il Presidente del Consiglio Conte, che a me non dispiace, deve convincersi che deve dare l'impressione di non essere eterodiretto e deve prendere in mano la situazione con piglio  e con forte autonoma personalità. Dovrebbe inoltre prendere l'abitudine di "ripassare" ogni 15 giorni le biografie delle massime cariche istituzionali, dei leader politici suoi avversari e di quelli suoi alleati. Lo scivolone su Piersanti Mattarella è "sgradevole" ma vorrei ricordare agli esponenti della ex democrazia cristiana che sono giustamente intervenuti in difesa di Piersanti Mattarella e di suo fratello attuale Capo dello Stato che sarebbe anche opportuno ricordare che negli stessi anni nei quali la Mafia uccideva Piersanti Mattarella un altro democristiano doc e dop, Giulio Andreotti, con la Mafia aveva rapporti stretti e continuativi attraverso il suo proconsole in Sicilia, l'onorevole Salvo Lima, e il braccio finanziario dei cugini Ignazio e Nino Salvo, esattori di Salemi. E i rapporti erano talmente stretti e consolidati che quando cosa nostra decise che l'onorevole Andreotti era ormai inaffidabile e non più utile in quanto tutte le promesse di annullamento della sentenza del maxiprocesso erano state disattese, glielo fecero capire con messaggi forti e chiari. Totò Riina aveva una sua logica semplice e coerente
- il 12 Marzo 1992  fu assassinato Salvo LIma mentre si recava ad un convegno a Palermo al quale era atteso anche Giulio Andreotti
- il 23 Maggio 1992 fu assassinato Giovani Falcone. L'assassinio servì anche a fermare la corsa al Quirinale del Divo Giulio
- il 19 Luglio 1992 fu assassinato Paolo Borsellino
- il 17 Settembre 1992 fu assassinato Ignazio Salvo ( il cugino Nino, per sua fortuna, era morto nel 1986). Del Gruppo di fuoco che eseguì la sentenza di Totò Riina facevano parte Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca e Antonino Gioè (il gotha dei Corleonesi)
Con poche semplici mosse ra stata eliminata la corrente andreottiana colpevole di non aver mantenuto le promesse di annullamento della sentenza del maxiprocesso e di alleggerimento del 41-bis e venivano eliminati i due magistrati che avevano memoria diretta dei rapporti e degli intrecci mafia/politica. La prima Repubblica era al suo epilogo. Ci si preparava alla discesa in campo.
La fine della seconda Repubblica avviene in un clima fortunatamente diverso ma non meno insidioso. A coloro che guidano e guideranno il Paese si chiede senso dello Stato, saggezza, equilibrio, capacità di vedere anche dentro e dietro le righe, competenze tecniche e forte tempra morale.
Siamo il Paese che ha dato i natali a Virgiiio, a Seneca, a Dante, a Leonardo, a Michelangelo, a Leopardi, a Enrico Fermi e a tante altre figure eccellenti. Ricordiamocelo e cerchiamo di volare alto

giovedì 7 giugno 2018

IL CONTRATTO - POST N.15 FACCIAMO IL PUNTO


Il governo dopo aver ottenuto la fiducia  al senato con 171 voti favorevoli, 117 contrari e 25 astenuti,  ha ottenuto la fiducia della camera dei deputati con 350         favorevoli, 236 contrari e 35 astenuti. Numeri che assicurano all'esecutivo guidato dal Prof. Conte tranquillità operativa e la possibilità di procedere con speditezza nella propria azione di governo. A questo punto...............mi sembra opportuno fare il punto. Mi spiego.
Questo blog, in pratica, è un terreno di confronto di idee con un discreto numero di amici e amiche che mi seguono da tempo e che costituiscono il nocciolo duro dei lettori. Amici ed amiche per lo più miei coetanei, politicamente "orientati a sinistra"in prevalenza, residenti in maggioranza nelle Marche, In Emilia Romagna, in Lombardia. C'è anche un discreto numero di persone che mi segue dall'estero.  Il blog sta raggiungendo le 350.000 visualizzazioni il che mi conforta e mi stimola a proseguire. Alcuni di questi amici, che stimo, si sono meravigliati delle mie recenti prese di posizione con un giudizio che potrebbe sinteticamente riassumersi nell'espressione "non ti riconosciamo"
E allora potrebbe essere utile, sia a me che a loro, fare il punto.
Da quando ho maturato la mia coscienza di persona e di cittadino, mi sono sempre riconosciuto in posizioni riconducibili all'area di centro sinistra: una struttura economica saldamente basata sull'economia di impresa ma con interventi diretti dello Stato in alcuni settori strategici e la attitudine e l'attenzione dello Stato a sostenere il ciclo economico nei momenti di rallentamento. In estrema  sintesi una impostazione keynesiana. Una società in cui si faccia attenzione alle istanze e ai bisogni degli individui e delle classi (uso tale parola non a caso) più svantaggiati avendo come faro la giustizia sociale  che, secondo il mio modo di pensare, è in grado di assicurare, tra l'altro, una convivenza la più serena possibile e il riconoscimento ad ognuno della propria dignità di cittadino. In estrema sintesi una impostazione socialista/socialdemocratica. Conseguentemente e coerentemente ho dato il mio voto per lunghissimo tempo al Psi ed in qualche occasione al PRI. Non ho mai votato PSDI che ho sempre visto come partito sostanzialmente "di destra". nè PC  per insofferenza caratteriale alla disciplina e perchè non ho  mai creduto nelle economie collettiviste.
Ho sempre considerato le conquiste del dopoguerra in tema di Stato sociale(scuola pubblica accessibile a tutti e con sostegno ai capaci e meritevoli, sanità pubblica uguale per tutti, sistema pensionistico in grado di assicurare a tutti i cittadini, anche a quelli che non avevano mai svolto attività lavorativa o che la avevano svolta per un numero limitato di anni, dignitosi mezzi di sostentamento nella fase finale della loro esistenza) come le conquiste di maggior importanza di tutta la storia del nostro Paese. Sbalorditive sotto certi aspetti perchè conseguite in un solo quarto di secolo (1945-1970) che senza ombra di dubbio è stato il periodo di maggior sviluppo e crescita del Paese (mi piace l'espressione "Paese", più che l'espressione "Patria)
Fatta questa premessa di carattere generale, ne faccio un'altra di carattere metodologico. Credo che ognuno di noi debba nel corso della vita costruire una propria visione del mondo, della società, dei rapporti tra i popoli e gli individui. Si riconosca, cioè, in una "ideologia"; considero pertanto le categorie destra/sinistra, ad esempio, ancora valide.
Credo però che il più grande errore che si possa fare sia il rimanere prigionieri dell'ideologia, rifiutarsi di guardare la realtà, non chiedersi in continuazione dove portano i comportamenti e le azioni di coloro che in una democrazia rappresentativa esercitano la sovranità popolare, se c'è coerenza tra ciò che si afferma e ciò che si fa.
E passo alla seconda Repubblica (1994-2018)
La seconda Repubblica, se così la vogliamo chiamare, è nata dal disfacimento della prima, accelerato dalla caduta del muro di Berlino e dall'implosione dell'Unione Sovietica.
E' stata caratterizzata dalla contrapposizione  tra il partito personale di un personaggio che non ho mai stimato e sul quale ho sempre avanzato ampie riserve sotto il profilo del suo equilibrio psicofisico, un personaggio individuato per la discesa in campo da "poteri forti" internazionali anche alla luce di ciò aveva comportato il disfacimento dell'Urss, e una serie di forze di centro sinistra che hanno trovato nel Prof. Prodi il loro temporaneo coagulo. Ma la sinistra, notoriamente, è caratterizzata da cupio dissolvi che si è manifestata con il triplice "impallinamento" del Professore bolognese.
a) caduta del primo governo Prodi nell'Ottobre 1998 sotto il fuoco amico del compagno Bertinotti( Bertinotti ritirò l'appoggio esterno di Rifondazione comunista.)
Al governo Prodi succedette il Governo D'Alema (casuale)
b) caduta del secondo governo Prodi nel Gennaio  2008 sotto il fuoco amico di Clemente Mastella e Luigi Barbato(Udeur); Mastella motivò la sfiducia con la mancanza solidarietà politica del governo a lui e alla sua famiglia a seguito dei provvedimenti giudiziari presi dalla magistratura campana nei confronti suoi  e di sua moglie.  Inoltre votarono la sfiducia Lamberto Dini (screzi e odi personali?)  il senatore De Gregorio (eletto dagli Italiani all'estero e comprato da Berlusconi), Domenico Fisichella (indipendente) Franco Turigliatto(sinistra critica, chissà che fine ha fatto)
Al governo Prodi 2, nel quale D'Alema era VicePresidente del Consiglio, subentrò il quarto governo Berlusconi(casuale)
c) mancata nomina del Professore a Presidente della Repubblica nell'Aprile 2013 ad opera dei 101, da ricercarsi nella componente ex PC, PDS, DS(D'Alema & CO.) casuale -, in larghe frange della componente cattolica (Foroni & Co) e in alcuni cani sciolti.
Chi scrive, che aveva aderito con convinzione al progetto Ulivo e al progetto PD iscrivendosi al Partito e coprendo alcuni incarichi alll'interno del circolo della citta in cui vivo, a quel punto riteneva che non esistessero più i presupposti per l'adesione ad una formazione che tradiva continuamente la sua natura. Rimettevo pertanto i miei incarichi con una lettera al Segretario di Circolo e uscivo dal partito. 
Nel frattempo Silvio Berlusconi al quale solamente per l'insipienza della sinistra nelle sue varie componenti era stato riconsegnato il Paese, aveva combinato e combinava talmente  tanti guai e dava così ampie prove di squilibrio che costringeva alcune importanti cancellerie in sintonia con poteri forti internazionali a creare le condizioni per una sua uscita di scena. Complotto? Si, complotto. Giustificato? Si, giustificato. Sovranità limitata? Sempre; non lo abbiamo ancora capito? Di qui il governo Monti(Novembre 2011), professore gradito  a quei poteri. Al governo Monti succedevano tre governi a guida PD che riflettevano le lotte intestine e senza esclusione di colpi nel Partito che, nelle intenzioni dei fondatori, avrebbe dovuto riunire in un nuovo soggetto politico coeso le esperienze dei cattolici popolari e delle tradizioni socialiste e laiche:
- governo Enrico Letta (28 Aprile 2013- 22 Febbraio 2014
- governo Matteo Renzi( altrimenti detto: governo del "Enrico stai sereno") (22 Febbraio 2014 - 12 Dicembre 2016)
- governo Paolo Gentiloni (12 Dicembvre 2016 - 1 Giugno 2018) 
 Spezzo il post e pubblico. Domani la conclusione.

giovedì 31 maggio 2018

IL CONTRATTO - POST N. 12

Non so come finirà la crisi di governo che da 90 giorni è il tema principale di dibattito nelle famiglie e nei media. Non lo so io ma, a questo punto, credo che non lo sappia più nessuno. Quello che so è che i vari "programmi di approfondimento" che riempiono i palinsesti di tutti i canali televisivi (e la televisione, lo ricordo, è il principale mezzo di informazione) stanno svolgendo un'opera di disinformazione gigantesca che rende sempre più confusi i cittadini. Nacono come funghi "opinion makers" che pontificano su spread, euribor, trattati internazionali, convenzioni di Basilea, Trattati di Maastricht, sistemi bancari, senza capirci niente o,meglio, riferendo le cose come le hanno capite loro. Faccio una proposta; siccome sono materie difficili, complesse, la cui conoscenza e padronanza non si improvvisano propongo a tutte le televisioni di sospendere le citate trasmissioni e sostituirle con lezioni accademiche di specialisti che abbiano anche la capacità di essere chiari e comprensibili. Lezioni strutturate dove c'è uno che insegna e gli altri che ascoltano. Alla fine della lezione chi ha necessità di chiarire dubbi, approfondire temi, chiedere ulteriori spiegazioni, alza la manina e chiede ciò di cui ha bisogno.
Sono certo che sarebbe meglio per tutti.

martedì 29 maggio 2018

IL CONTRATTO - POST N.11

Ritengo che la principale dote di un politico debba essere "la prudenza". E una abitudine consolidata, un metodo, a riflettere a lungo prima di "esternare" valutando tutte le possibili conseguenze delle proprie affermazioni e delle proprie azioni. Il politico, inoltre, non dovrebbe mai dimenticare che nelle moderne democrazie rappresentative egli è custode e rappresentante della sovranità popolare, sia di coloro che lo hanno votato che di quelli che non l'hanno fatto.
Invece, complici i social forum (in primis twìtter e facebook) e una situazione oggettiva nella quale se non "ti fai sentire", "se non appari, non esisti, assistiamo in continuazione a comportamenti, prese di posizione, affermazioni non meditati, gravi e non tollerabili. Il commissario europeo al bilancio, il tedesco Oettinger, che ha espresso i giudizi che ha espresso sul nostro Paese, avrebbe dovuto essere immediatamente rimosso dal Presidente della Commissione Junker non tanto e non solo per l'evidente stupidità che traspare dal suo  sguardo, dalle sue parole e dalle sue azioni, non tanto per le oggettive gravi offese ad un membro dell'Unione, quanto per il fatto di aver dimostrato di non avere idea di quale sia il suo ruolo e il modo di coprirlo. Di Maio prima di chiedere "a caldo" e emotivamente l'impeachment del Presidente della Repubblica, avrebbe dovuto riflettere e riflettere, Renzi che ha appena definito "Cip e Ciop" Di Maio e Salvini dovrebbe convincersi che non si può far politica a forza di battute e di "dammi un cinque" il Presidente della Repubblica prima di affermare ufficialmente di aver posto un veto sul nome di Savona senza motivarlo chiaramente e dettagliatamente, avrebbe dovuto chiedersi se un veto siffatto rientrava tra i suoi poteri e se fossero state valutate tutte le conseguenze del veto. Infine, ma potrei citare milioni di casi, Cottarelli non può lasciare il Quirinale "quatto quatto" perchè in questo momento i suoi comportamernti sono sotto l'attenzione di 60 milioni di cittadini.
Possibile che non si possa volare più in alto in questo Paese?