Patrizio Lattanzio, amico caro che mi legge dal Lussemburgo in quanto preferisce vivere lì, nel cuore dell'Europa, e non nel sempre più sgangherato nostro Paese, questa stagione della sua vita, mi sollecita
in ordine a qualche riflessione intorno alle ultime vicende di Erich Priebke, deceduto nei giorni scorsi all'età di cento anni. Raccolgo volentieri la sollecitazione anche perché ritengo le vicende di questi giorni emblematiche del ruolo dei "media" nel determinare il giudizio della opinione pubblica.
Mi spiego:
Priebke - lo sappiamo tutti - è stato uno dei maggiori responsabili dell'eccidio delle "Fosse Ardeatine"ordinato dalle autorità tedesche a seguito dell'azione di guerra di via Rasella il 24 Marzo 1944 nel corso della quale morirono 32 soldati tedeschi.
Prima precisazione: uno dei responsabili, non il responsabile. Al tempo era un capitano delle SS, superconvinto di quello che faceva, una adesione totale alla follia hitleriana, ma solo un capitano. Comandante delle operazioni in Italia era il generale Kesserling, comandante della piazza romana era il generale Malzer, capo delle SS a Roma Kappler di cui il capitano Priebke era il più stretto collaboratore. La decisione della rappresaglia fu presa personalmente da Hitler.
Nelle cronache di questi giorni Priebke è stato presentato come "gerarca nazista". Ma quando mai.
Priebke nel dopoguerra passò lunghi anni di latitanza in Argentina. Catturato e estradato in Italia fu condannato all'ergastolo.
Ma pochi sanno - e me lo ha ricordato Patrizio - che da parecchi anni Priebke era ai domiciliari, in pratica un uomo libero visto che data l'età era assistito da una badante che lo portava in giro per il quartiere
E per anni non si è indignato nessuno
Poi Priebke muore - a cento anni, ci sta - e scoppia il putiferio.
Televisioni e carta stampata ne fanno la notizia del giorno; Priebcke diventa un gerarca nazista
I lefevriani si appropriano subito dell'icona (ne hanno talmente poche)
Il figlio propone di farlo seppellire in Israele (bella famiglia questi Priebcke)
Il mondo della politica comincia con il gioco delle parti, il sindaco di Albano prende - giustamente - posizione; il feretro viene assalito da gruppi inferociti, la Chiesa cattolica nega i funerali
La comunità ebraica giustamente insorge e tutti si indignano.
Cosa voglio dire con questo? Certamente non ho alcuna intenzione di riabilitare Priebke, anche perché sono in linea di principio lontano da culture perdoniste, certamente non ho alcuna intenzione di sottovalutare le gravissime responsabilità di Priebke nell'organizzazione e nell'esecuzione dell'eccidio, il mio cognome oltretutto denuncia una origine semitica e quindi una scarsa propensione a riconoscersi nelle posizioni naziste. Voglio soltanto dire che quando una persona o una vicenda arrivano sotto le luci dei riflettori emerge chiara nei loro confronti la manipolazione, volontaria o involontaria, dei media, una lettura "di parte" da parte (calembour) di tutti cosiccchè si crea una poltiglia dove non si capisce più niente, un tutto indistinto dove tutto si mescola. Se poi si considera che continuamente siamo bombardati da notizie così manipolate della più diversa specie, non è difficile capire perché la gente stenta a capire e ad avere le idee chiare.
Post scriptum: il post è venuto una schifezza dal punto di vista grafico (spero solo da quel punto) e non so perché. Nel timore di cancellare tutto, lascio così
Priebke - lo sappiamo tutti - è stato uno dei maggiori responsabili dell'eccidio delle "Fosse Ardeatine"ordinato dalle autorità tedesche a seguito dell'azione di guerra di via Rasella il 24 Marzo 1944 nel corso della quale morirono 32 soldati tedeschi.
Prima precisazione: uno dei responsabili, non il responsabile. Al tempo era un capitano delle SS, superconvinto di quello che faceva, una adesione totale alla follia hitleriana, ma solo un capitano. Comandante delle operazioni in Italia era il generale Kesserling, comandante della piazza romana era il generale Malzer, capo delle SS a Roma Kappler di cui il capitano Priebke era il più stretto collaboratore. La decisione della rappresaglia fu presa personalmente da Hitler.
Nelle cronache di questi giorni Priebke è stato presentato come "gerarca nazista". Ma quando mai.
Priebke nel dopoguerra passò lunghi anni di latitanza in Argentina. Catturato e estradato in Italia fu condannato all'ergastolo.
Ma pochi sanno - e me lo ha ricordato Patrizio - che da parecchi anni Priebke era ai domiciliari, in pratica un uomo libero visto che data l'età era assistito da una badante che lo portava in giro per il quartiere
E per anni non si è indignato nessuno
Poi Priebke muore - a cento anni, ci sta - e scoppia il putiferio.
Televisioni e carta stampata ne fanno la notizia del giorno; Priebcke diventa un gerarca nazista
I lefevriani si appropriano subito dell'icona (ne hanno talmente poche)
Il figlio propone di farlo seppellire in Israele (bella famiglia questi Priebcke)
Il mondo della politica comincia con il gioco delle parti, il sindaco di Albano prende - giustamente - posizione; il feretro viene assalito da gruppi inferociti, la Chiesa cattolica nega i funerali
La comunità ebraica giustamente insorge e tutti si indignano.
Cosa voglio dire con questo? Certamente non ho alcuna intenzione di riabilitare Priebke, anche perché sono in linea di principio lontano da culture perdoniste, certamente non ho alcuna intenzione di sottovalutare le gravissime responsabilità di Priebke nell'organizzazione e nell'esecuzione dell'eccidio, il mio cognome oltretutto denuncia una origine semitica e quindi una scarsa propensione a riconoscersi nelle posizioni naziste. Voglio soltanto dire che quando una persona o una vicenda arrivano sotto le luci dei riflettori emerge chiara nei loro confronti la manipolazione, volontaria o involontaria, dei media, una lettura "di parte" da parte (calembour) di tutti cosiccchè si crea una poltiglia dove non si capisce più niente, un tutto indistinto dove tutto si mescola. Se poi si considera che continuamente siamo bombardati da notizie così manipolate della più diversa specie, non è difficile capire perché la gente stenta a capire e ad avere le idee chiare.
Post scriptum: il post è venuto una schifezza dal punto di vista grafico (spero solo da quel punto) e non so perché. Nel timore di cancellare tutto, lascio così
