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martedì 19 giugno 2012

L' AURORA DALLE ROSEE DITA

Stamane mi sono svegliato prima del solito, ed è tutto dire, ma riposato per aver dormito sei ore di fila, sono salito alle terrazze ed ho assistito, nello scenario incomparabile dei boschi della Valganna, al sorgere del sole, preceduto da "eos" - l'aurora dalle rosee dita, come la chiamava Omero. Io non so se Omero sia esistito o no. La questione omerica mi sembra aperta, se ben ricordo.Io propendo per il sì, emotivamente. So solo che, a distanza di tremila anni, il suo mondo ci appare vividamente uguale al nostro. Nei due poemi, io preferisco nettamente l'Odissea se non altro perché mia moglie ha sempre detto che si è innamorata di me - bontà sua - perché avevo la barba e il collo (sic) che le ricordavano quelli di quello "stronzo"di Ulisse. Proprio quel collo che mi dà ora tanti problemi. Valle a capire le donne. Nei due poemi, dicevo, c'è, come in Shakespeare, l'intera gamma delle passioni umane. La giovanile esuberanza di Achille, la solida maturità di Ettore, l'esperienza di vita del meno giovane dei tre, Ulisse, al quale , se non altro per ragioni anagrafiche, mi trovo più affine.
"Quando mattutina apparve aurora dalle rosee dita, meravigliati facemmo il giro dell'isola. Le ninfe, figlie di Zeus egioco, eccitarono le capre montane perché i compagni avessero il pasto................." è il libro IX quello dell'incontro con Polifemo.
"O frati, dissi, che per cento milia
perigli siete giunti all'occidente
a questa tanto picciola vigilia
d'i nostri sensi ch'è del rimanente
non vogliate negare l'esperienza
di retro al sol, del mondo sanza gente
Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e conoscenza:!
è il canto XXVI dell'inferno
Si è fatto giorno pieno, sto ascoltando con le cuffie arie pucciniane da un bellissimo CD regalatomi giorni fa da cari amici (ne riparlerò), la giornata si preannuncia splendida. Va bene così
Dalle Terraze  di Cunardo Martedì 19 Giugno 2012 ore 6 scarse

domenica 13 febbraio 2011

SE NON ORA QUANDO? L'INTERVENTO DI GIANFRANCO FINI A RHO

Oggi domenica 13 febbraio 2011, vigilia di San Valentino(amore) e antivigilia dell'anniversario dell'omicidio di Giordano Bruno (17 febbraio 1600),  libertà,  sono avvenute due cose importanti.
- la manifestazione, le manifestazioni  "SE NON ORA, QUANDO?" che segnano una presa di distanza secca, netta, definitiva, dalla visione della donna  quale si è formata negli ultimi anni sotto il regime.
- il discorso di Gianfranco Fini al congresso di Milanofiera a Rho che delinea una destra che vola alta e che si pone come forza di governo credibile, seria, democratica, pienamente legittimata a governare se supportata da sufficiente consenso.
Ieri il Presidente della Repubblica aveva frapposto un muro invalicabile tra le Istituzioni democratiche e le residue tentazioni autoritarie in atto nel Paese-
Per chi come me da tempo ha denunciato i guasti sotto il profilo morale, economico, sociale, del regime, questo è motivo di soddisfazione, orgoglio, speranza..
La nottata sta passando e l'aurora dalle rosee dita(eos rododactilos) si sta affacciando all'orizzonte. Bisognerà ricostruire le coscienze, compito più difficile che ricostruire edifici dopo un terremoto, ma il Paese ce la farà se avrà tratto gli opportuni insegnamenti daquesto secondo ventennio.