Quando in una regione come l'Emilia-Romagna, che mi ostino a ritenere il "meglio" che c'è nel nostro Paese, alle ore 19 di una tornata elettorale importante quale è la scelta del governo regionale, è andato alle urne solamente il 30% degli aventi diritto, significa che il processo di disgregazione della coscienza collettiva è ultimato. Solo macerie e non riesco a vedere chi possa iniziare a ricostruire.
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domenica 23 novembre 2014
giovedì 5 settembre 2013
REPETITA IUVANT
Nei giorni scorsi sono state pubblicate le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione del 1 Agosto con la quale è stata confermata in via definitiva la condanna dell'ex premier a 4 anni di reclusione(3 condonati) e alla pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale.
Mi piace ricordare che il 22 Gennaio 2011, quasi tre anni fa, scrissi un post dal titolo "Al Capone e le condanna per reati fiscali" nel quale intravedevo delle analogie con l'evoluzione che le nostre vicende interne avrebbero fatto registrare. Intravedevo, dicevo; in effetti "vedevo" perché se è vero che da un po' di tempo sono pieno di acciacchi la vista, almeno quella, è perfetta. Soprattutto quella che vede attraverso gli occhi della mente.
Mi piace ricordare che il 22 Gennaio 2011, quasi tre anni fa, scrissi un post dal titolo "Al Capone e le condanna per reati fiscali" nel quale intravedevo delle analogie con l'evoluzione che le nostre vicende interne avrebbero fatto registrare. Intravedevo, dicevo; in effetti "vedevo" perché se è vero che da un po' di tempo sono pieno di acciacchi la vista, almeno quella, è perfetta. Soprattutto quella che vede attraverso gli occhi della mente.
Tornando alla sentenza, le motivazioni riempiono 209 pagine e sono state firmate da tutti i componenti il collegio giudicante.
Anche la Cassazione ha riconosciuto che SB sapeva benissimo cosa succedeva in Fininvest prima e in Mediaset poi. Sapeva benissimo che il Gruppo "faceva la cresta" sull'acquisto dei diritti televisivi evadendo il fisco, "rubando" agli azionisti di minoranza e procurandosi ingenti fondi neri all'estero da utilizzare per fini nobili e meno nobili.
Al riguardo mi permetto rimandare al mio post del 28 Luglio scorso dal titolo "Silvio Berlusconi e la sentenza della Corte di Cassazione sui diritti televisivi Mediaset La guerra della Rosa La mia testimonianza", ultimo di tre nei quali ho cercato di ricostruire le vicende che hanno condotto alla sentenza di condanna ed ho portato la mia testimonianza.
Ho riletto ovviamente il post prima di scrivere questo che state leggendo e ne consiglio la lettura, al limite anche la rilettura, a tutti coloro che sono interessati ad un approfondimento delle problematiche e che abbiano gli strumenti per focalizzare i punti nevralgici.
Nei giorni successivi alla pubblicazione delle motivazioni è iniziato un fitto fuoco di sbarramento da parte degli esponenti del PDL e dell'ex premier, supportati dagli organi di stampa e dai "mass-media" di area, teso a confermare l'impostazione di sempre, cioè l'esistenza di un piano "eversivo" della magistratura diretto ad eliminare per via giudiziaria il cavaliere dalla vita politica. Inoltre è cominciato un pesante gioco di ricatti sul governo per evitare al cavaliere la decadenza dalla carica di senatore sulla quale l'apposita commissione del senato deciderà il giorno nove. Il PDL ha iniziato un gioco delle parti con una finta articolazione tra "falchi" e "colombe"ed alterna "ukase" a posizioni più morbide.
Il cavaliere gioca in proprio ed un giorno fa il falco il giorno dopo la colomba. Ieri il governo aveva le ore contate, oggi no.
Comunque si sta tenendo pronto per tutte le evenienze ed ha già registrato un video per un appello agli elettori che vengono chiamati a sostenere "il martire" e la "Rinascente" - o Standa - "Forza Italia".
Il Partito Democratico sembra granitico nel dire che voterà per la decadenza; spero che lo sia davvero ma se non vedo non credo.
Ultima ciliegina sul capo del povero Silvio. Oggi sono uscite le motivazioni della sentenza della Corte d'appello che ha confermato la sentenza di condanna a Dell'Utri per "concorso esterno in associazione mafiosa". Nella motivazioni si dice con chiarezza che i rapporti del duo Dell'Utri/Berlusconi e "Cosa Nostra" sono stati organici dal lontano passato.
Marco Travaglio e Elio Veltri hanno pubblicato nell'ormai lontano Marzo 2001 un libro dal titolo "L'odore dei soldi". C'era già scritto tutto lì.
Al riguardo mi permetto rimandare al mio post del 28 Luglio scorso dal titolo "Silvio Berlusconi e la sentenza della Corte di Cassazione sui diritti televisivi Mediaset La guerra della Rosa La mia testimonianza", ultimo di tre nei quali ho cercato di ricostruire le vicende che hanno condotto alla sentenza di condanna ed ho portato la mia testimonianza.
Ho riletto ovviamente il post prima di scrivere questo che state leggendo e ne consiglio la lettura, al limite anche la rilettura, a tutti coloro che sono interessati ad un approfondimento delle problematiche e che abbiano gli strumenti per focalizzare i punti nevralgici.
Nei giorni successivi alla pubblicazione delle motivazioni è iniziato un fitto fuoco di sbarramento da parte degli esponenti del PDL e dell'ex premier, supportati dagli organi di stampa e dai "mass-media" di area, teso a confermare l'impostazione di sempre, cioè l'esistenza di un piano "eversivo" della magistratura diretto ad eliminare per via giudiziaria il cavaliere dalla vita politica. Inoltre è cominciato un pesante gioco di ricatti sul governo per evitare al cavaliere la decadenza dalla carica di senatore sulla quale l'apposita commissione del senato deciderà il giorno nove. Il PDL ha iniziato un gioco delle parti con una finta articolazione tra "falchi" e "colombe"ed alterna "ukase" a posizioni più morbide.
Il cavaliere gioca in proprio ed un giorno fa il falco il giorno dopo la colomba. Ieri il governo aveva le ore contate, oggi no.
Comunque si sta tenendo pronto per tutte le evenienze ed ha già registrato un video per un appello agli elettori che vengono chiamati a sostenere "il martire" e la "Rinascente" - o Standa - "Forza Italia".
Il Partito Democratico sembra granitico nel dire che voterà per la decadenza; spero che lo sia davvero ma se non vedo non credo.
Ultima ciliegina sul capo del povero Silvio. Oggi sono uscite le motivazioni della sentenza della Corte d'appello che ha confermato la sentenza di condanna a Dell'Utri per "concorso esterno in associazione mafiosa". Nella motivazioni si dice con chiarezza che i rapporti del duo Dell'Utri/Berlusconi e "Cosa Nostra" sono stati organici dal lontano passato.
Marco Travaglio e Elio Veltri hanno pubblicato nell'ormai lontano Marzo 2001 un libro dal titolo "L'odore dei soldi". C'era già scritto tutto lì.
sabato 17 agosto 2013
LA DEMOCRAZIA E IL RICAMBIO DELLA CLASSE DIRIGENTE
In questi giorni stiamo assistendo al patetico tentativo dell'ex premier Berlusconi di ritornare a proporsi alla guida del Paese. Quegli aerei sulle spiagge con lo striscione pubblicitario "Forza Italia - Forza Silvio" sono talmente disarmanti che ogni commento è superfluo. Sembra di essere tornati alle spiagge degli anni sessanta con la pubblicità della cedrata Tassoni e della brillantina Linetti.
Quelle lacrime dal balcone di Palazzo Grazioli, poi, imbarazzanti non tanto per chi le ha viste quanto per chi le ha versate.
Assurdo poi il meccanismo attraverso il quale il cavaliere (decaduto) dovrebbe recuperare "l'agibilità politica": "la grazia".
Precisiamo: la "Grazia" è una forma di clemenza individuale che presuppone:
- un reato grave
- l'aver scontato lunghi anni di pena
- aver dato ampie e reiterate dimostrazioni di pentimento ( recita giornaliera dell'atto di dolore, il presentarsi in pubblico con il capo cosparso di cenere ecc.)
- richiesta motivata al Presidente della Repubblica il quale, dopo aver esperito le opportune indagini, la concede.
Cosa c'entra il caso di Silvio nostro con questo quadro non si capisce. Non ha ancora scontato un giorno di pena, manifestazioni di pentimento non se ne vedono, il reato commesso è grave ma la durata della pena breve, per cui............
E poi, ammesso che venga "graziato", con che faccia può riproporsi al Paese. E' come se Graziano Mesina volesse fare il ministro della Giustizia.
A me l'ex cavaliere ricorda quei soldati giapponesi dispersi in qualche isola del pacifico ai quali nessuno aveva detto che la guerra era finita. Ieri glielo ha detto Feltri ma bisogna insistere.
Bizzarra poi quella tesi secondo la quale, essendo stato votato da 10 milioni di italiani, praticamente ciò lo pone al di sopra della legge. La cifra di 10 milioni è quella sparata dagli esponenti del PDL. In effetti il PDL ha avuto 7.332.972 voti alla camera e 6.829.587 al Senato; questo per amor di precisione.
Ma tutto ciò è solo una premessa perché il problema vero è un altro: in nessuna democrazia occidentale una leader politico rimane al potere per un periodo così lungo. La democrazia richiede ricambio, avvicendamento, osmosi.
Nel '94 - quando SB scese in campo - Presidente degli Stati Unirti era Bill Clinton al quale subentrò nel 2001 George Bush a sua volta avvicendato nel 2009 da Barack Obama
In Germania era cancelliere il vecchio Kohl al quale subentrò nel '98 Gerard Schroeder a sua volta avvicendato da Angela Merkel.
Nel regno Unito governava Major al quale subentrò nel '97 Tony Blair fino al 2007, poi Gordon Braun fino al 2010 e ora David Cameron.
In Francia nel '94 era ancora Presidente il "vecchio" Mitterand al quale subentrò nel '95 Chirac fino al 2007, poi Sarkosy fino al 2012 e dal 2012 Hollande.
Per cui, caro ex cavaliere, prenda atto del tempo che passa. Avremmo tutti un gran bisogno che di Lei non si parlasse più per un lungo periodo di tempo. Ci verrebbero risparmiate anche le esternazioni di Brunetta, della Biancofiore, di Cicchitto e della Santanchè. Pensi Lei che pace. Un accorato appello: Cavaliere (ex), ci faccia la grazia.
martedì 6 agosto 2013
L'ESPRIT DES LOIS - MONTESQUIEU VS SILVIETTO
Tutti gli studiosi di teorie politiche sono concordi sul fatto che le moderne democrazie trovino fondamento nel pensiero del Montesquieu, che nel 1748 pubblicò un'opera che si è poi rivelata fondamentale: "l'espritt des Lois" nella quale veniva teorizzato il principio che è alla base della democrazia, quello della divisione dei poteri.
Sull'argomento ho scritto più volte, in particolare in un lungo post del 23 Maggio 2009, oltre quattro anni fa, che ho titolato "La democrazia". Visti peraltro gli accadimenti di questi giorni e le "bizzarre"categorie di pensiero di Silvietto nostro in materia, ritengo utile ritornare sull'argomento.
Perché Silvio, che è un uomo del fare, che va dritto alle cose, mica sta lì a pettinar le bambole, tende a semplificare.
Il potere giudiziario, questo è il suo pensiero, è in mano a "impiegati dello stato" che "fanno il compitino" e che si permettono di giudicare "gli eletti dal popolo", in particolare LUI che è pure "unto del signore". Perché sia chiaro, LUI non cura più le scrofole come faceva Luigi IX di Francia solamente perché per le migliorate condizioni igieniche le scrofole non ci sono più (Le Goff - I re taumaturghi) Quindi il potere giudiziario non è nemmeno un potere e va ricondotto alla sua collocazione naturale. Quanto agli altri due poteri..........."il parlamento", sia chiaro, deve andare avanti per approvare i provvedimenti adottati dal Governo" ( testuali parole recentemente pronunciate davanti ai fans riuniti sotto il balcone di Palazzo Grazioli)) Quindi il parlamento lo conserviamo ma comunque eletto col "porcellum" e con il compito di ratificare quello che il governo decide. Quindi dei tre poteri ne rimane in pratica uno solo, il suo.
Lascio alla valutazione di chi mi legge farsi una opinione al riguardo. Quanto a me, ribadisco che tutta l'impalcatura di pensiero, e di conseguente azione, del nostro contiene reali pericoli per le conquiste fatte negli ultimi tre secoli in tema di affermazione dei principi di libertà ed eguaglianza, solidarietà che sono il cuore della democrazia.
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