Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta crisi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crisi. Mostra tutti i post

venerdì 5 febbraio 2010

LA CRISI FINANZIARIA

Chi segue il mio blog sa, perchè l'ho scritto in numerosi articoli che possono essere facilmente consultati, che da tempo sostengo che tutti gli indicatori macroeconomici portano alla conclusione che alcuni paesi dell'Unione europea e dell'area euro, guarda caso quelli latini, hanno una situazione di debito pubblico non più sostenibile. I parametri di Maastricht non sono un mero esercizio accademico ma paletti, a mio avviso anche troppo laschi, messi a tutela di tutti i paesi dell'area euro contro le eventuali "follie" gestionali di uno o più di essi. Io sono nato nelle marche e dalla mia terra ho ereditato, insieme a molti difetti, almeno una qualità: il buonsenso. E il buon senso(staccato) dice che i nodi prima o poi vengono sempre tutti al pettine, che la corda non si può tirare all'infinito, che mentire sapendo di mentire prima o poi non "regge" più. Non voglio aggiungere altro in questo momento: spero vivamente di sbagliarmi per il bene che voglio a questa sgangherata Italia, terra di pressappochisti, furbetti e furbastri, imbonitori da quattro soldi, dilettanti allo sbaraglio. A Busto Arsizio in questo momento nevica ed il tepore della casa riscaldata rende lo scrivere queste righe piacevole. Leggo sulla stampa che ci disimpegnamo dall'Iran. Ogni ulteriore commento è superfluo

domenica 4 ottobre 2009

A CHE PUNTO E' LA CRISI - LO SCUDO FISCALE

Sono stato a lungo indeciso se pubblicare questo intervento. Stavo infatti raccogliendo il materiale per illustrare in maniera chiara, precisa e documentata la portata del provvedimento quando, allibito, ho appreso attraverso un quotidiano on line che lo "scudo" era passato per 20 voti con l'assenza di 22 deputati del PD. Il PD è il mio partito e mi sono vergognato perchè ritengo lo scudo fiscale la più iniqua e immorale misura presa dal governo Berlusconi (ed è tutto dire). La vergogna e lo sconcerto sono aumentati a dismisura quando ho ascoltato le patetiche giustificazioni di D'Alema, Morassut, Fassino (basta andare su you tube e le si può ascoltare e "vedere" in tutte le salse e da tutte le angolazioni).


Poi ho deciso di scriverlo, il post sullo scudo, perchè io non ho niente di cui vergognarmi, altri sì


Comincio con il dire che i 22 assenti non hanno alcuna giustificazione. Vediamo chi sono:


- FURIO COLOMBO: c'era non c'era, non si sa bene. Furio Colombo ha un passato di prestigio ma da ormai parecchio tempo da l'impressione di essere completamente rincoglionito. E' giunta l'ora che si ritiri a vita privata


- LINDA LANZILLOTTA, GIOVANNA MELANDRI, LAPO PISTELLI: erano assenti perchè impegnati in missione a Madrid per partecipare ad un convegno in rappresentanza del partito; partecipazione autorizzata dal gruppo parlamentare. Quando c'è in gioco un voto importante come quello sullo scudo, non ci sono convegni o missioni che tengano. Oltretutto da Madrid Barajas a Roma Fiumicino c'è un'ora di volo. Assenti ingiustificati.


- SERGIO D'ANTONI: assente perchè doveva sottoporsi ad accertamenti urgenti al Sant'Orsola di Bologna. Aveva un infarto, un ictus? non mi risulta. Assente ingiustificato anche perchè risulta invece che fosse a Torino dove ha presenziato ad una conferenza stampa.


- LUCIA CODURELLI: operaia in pensione nata nel 1950 ed eletta in Lombardia. Cosa aveva da fare? la spesa? Assente ingiustificata


- MARGHERITA MASTROMAURO : nata nel 1969, eletta in Puglia. Dove era? Al mare? Avendo 40 anni mi rifiuto di pensare che avesse impedimenti di salute. Assente ingiustificata


- MASIMO POMPILI : nato nel 1955, eletto nel Lazio, professione dirigente di partito. Che cavolo di dirigente è? Dovrebbe ringraziare il cielo se si è ritagliato un professione che gli da vantaggi e privilegi, e non si presenta? Vergogna


- DARIO GINEFRA : avvocato nato nel 1967 ed eletto in Puglia. Dove era? A Gallipoli a mangiare una pizzetta sulla marina? Assente ingiustificato.


- GINO BUCCHINO : essendo stato eletto nella circoscrizione America Settentrionale e Centrale, forse era oltreoceano. Giudizio sospeso.


- ANTONIO LA FORGIA : è stato Presidente della regione Emilia. Ma dove era? Assente ingiustificato



- ANTONIO GAGLIONI: siccome in parlamento nessuno lo ha mai visto, la sua assenza non desta meraviglia. Assente ingiustificato da espellere dal partito


- Tralascio, per non annoiare, le posizioni di Ileana Argentin, Angelo Capodicasa, Dario Ginefra, Fabio Porta, Gero Grassi, Oriano Giovannelli, Fabio Porta, TUTTI ASSENTI INGIUSTIFICATI


Mi concentro su tre persone:


- ENZO CARRA: politico di lungo corso ( è nato nel '43) ex portavoce e portaborse di Arnaldo Forlani, ai tempi di tangentopoli fu condannato ( sentenza passata in giudicato) per false dicharazioni al pubblico ministero. Da sottolineare le motivazioni della sentenza: "il Carra, dicono i giudici di Milano, è un falso testimone che, con il suo comportamento omertoso e la grave condotta antigiuridica ha tentato di assicurare l'impunità a colpevoli di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito"

Poi il nostro si è riciclato , come tanti esponenti della prima repubblica, fondando, insieme alla Binetti e ad altri, il movimento dei TEODEM. Vada a riciclarsi nel PDL che non considera reati corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito. Assente ingiustificato e da espellere immediatamente dal partito


- PAOLA BINETTI: la leader dei TEODEM. Su ogni argomento e problematica le sue posizioni sono divergenti da quelle del partito. Sarebbe dignitoso per lei che se ne andasse di sua iniziativa. Altrimenti va accompagnata alla porta a calci nel sedere perchè tra lei e il PD non ci azzecca niente, come direbbe Di Pietro


- MARIA ANNA MADIA: ho lasciato per ultima la ineffabile signorina Madia. Per chi non lo ricordasse è quella giovane donna ( è nata nel 1980) che fu inserita come capolista a Roma da Veltroni in nome del nuovo che avanza. Più banalmente la signorina era legata sentimentalmente a Giulio Napolitano, figlio del Presidente della Repubblica Giorgio. Ricordo un dibattito televisivo in cui Teodoro Bontempo, detto "er pecora", fascista coerente da sempre e persona intelligente, le fece fare una figura meschina, irridendola ogni volta che apriva bocca. La signorina è inesperta, diciamo così, non capisce molto ed in più è pure malata ( era assente perchè doveva sottoporsi ad unimportante accertamento medico). Mi auguro per lei che l'accertamento fosse un test di gravidanza; si dedichi ad altro, per favore.


Fatta questa doverosa premessa e non nascoste le manchevolezze, le meschinità e i limiti del PD, parliamo di SCUDO FISCALE che è stato approvato dalla camera in data 1 ottobre con 270 voti a favore e 250 contrari. Sul provvedimento era stata chiesta la fiducia.


COSA E' LO SCUDO FISCALE



E' la misura legislativa che consente a chi detiene illegalmente capitali all'estero di regolarizzare la propria posizione pagando una "imposta" secca del 5%

Chiariamo due punti: 1) detenere illegalmente significa che quei capitali non sono stati dichiarati al fisco ( mancata dichiarazione o infedele dichiarazione) e su di essi non sono state pagate imposte 2) regolarizzare la propria posizione non significa necessariamente essere obbligati a rimpatriare i capitali ma solo a dichiararne l'esistenza. Infatti se i capitali sono detenuti in uno stato UE l'evasore può scegliere tra rimpatriarli nel territorio italiano o semplicemente "regolarizzarli" mantenendoli all'estero. L'obbligo del rimpatrio c'è solo se i capitali sono detenuti extra UE: in tal caso deve essere effettuato il cosiddetto "rimpatrio giuridico"mediante il quale le attività debbono essere affidate ad un intermediario italiano( SIM, SGR, BANCA, FIDUCIARIA residenti)


COSA SI PUO REGOLARIZZARE CON LO SCUDO FISCALE

a) somme di denaro


b) azioni


c) obbligazioni


d) Fondi comuni


e) conti correnti



f) beni mobili come gioielli o quadri


detenuti almeno al 31 dicembre 2008




In pratica tutto


CHI PUO USUFRUIRE DELLO SCUDO



a) persone fisiche


b) società semplici


c) società di capitali


d) società in nome collettivo


e) società in accomandita semplice


f) enti commerciali


g) enti non commerciali residenti e trust



In pratica tutti

TEMPI PER AVVALERSI DELLO SCUDO


15 settembre /15 dicembre 2009



Nota:Tremonti ha necessità di far cassa entro Dicembre




VANTAGGI SUL PIANO PENALE CHE LO "SCUDO" COMPORTA COSI' COME PREVISTO NELLA FORMULAZIONE DEFINITIVA DEL DECRETO


Il decreto approvato con l'emendamento del "peone" Salvo Fleres, comporta l'esclusione della punibilità penale per:

a) reati penali in materia societaria( false comunicazioni sociali, false comunicazioni sociali in danno delle società, dei soci, dei creditori)

b) reati tributari come dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture o altri documenti falsi, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, occultamento o distruzione di documenti contabili

c) reati penali come falso materiale, falso ideologico, falsità in registri, falsità in scritture private, falsità riguardanti documenti informatici ecc.

In pratica si tratta di una amnistia per reati considerati gravi in tutti i paesi civili ma che nel nostro non sono evidentemente considerati tali


Lo scudo può essere utilizzato anche dagli eredi di defunti. Non può essere utilizzato da chi, al momento dell'entrata in vigore del provvedimento, aveva in corso un accertamento


Facciamo un caso concreto:


Un professionista, un industriale, un cantante, uno sportivo portano all'estero, in un paese UE come il Lussemburgo, 1 milione di euro ( operai ed impiegati o pensionati non ce li vedo a potersi permettere di fare altrettanto)
Su tale somma si sarebbe applicata l'aliquota marginale del 43%, cioè una imposta di 430.000 euro alla quale aggiungere l'addizionale comunale IRPEF ( max 0,8% cioè euro 8.000) e l'addizionale regionale (aliquota 1,4% cioè euro 14.000). In totale 452.000 euro

Con lo scudo l'evasore, perchè di tale categoria si tratta, con 50.000 euro non solo definisce i suoi rapporti patrimoniali con il fisco ma si libera di ogni rischio sul piano penale ed è libero di lasciare i soldi là dove erano già. Solo se li avesse portati in Svizzera o in altro paese extra Ue sarebbe obbligato a rimpatriarli. Risultato 402.000 euro rubati alla collettività e sanatoria completa

E UNA INDECENZA. UN INVITO ALL'EVASIONE E UN PRESA IN GIRO DI TUTTI I CONTRIBUENTI ONESTI (QUASI TUTTI COMPRESI NELLA CATEGORIA DI CHI SUBISCE RITENUTA ALLA FONTE DAL SOSTITUTO DI IMPOSTA)


E', a mio avviso, la più iniqua e scandalosa misura presa dal governo in carica che in materia di provvedimenti scandalosi non teme peraltro confronti.





PERCHE E STATO VARATO LO SCUDO


a) perchè questo governo favorisce scientemente il mondo delle imprese e delle professioni e i comportamenti illegali mortificando il lavoro dipendente, i pensionati e, in genere, i comportamenti virtuosi. Va rammentato che questo è il terzo "scudo" varato da Tremonti. Il primo,nel 2001,prevedeva una aliquota del 2,5% e fece emergere 54,6 mld di euro(33,2 di rimpatri e 21,4 di regolarizzazioni). Il secondo, nel 2002, prevedeva una aliquota del 4% e fece emergere 18,5 mld(1o di rientri e 8,5 di regolarizzazioni) Tremonti è recidivo; del resto ha passato la vita ad aiutare i suoi clienti ad evadere il fisco, solo per una curiosa circostanza si trova ora dall'altra parte della barricata.

b) perchè Tremonti ha un disperato bisogno di far cassa viste le condizioni del bilancio dello Stato al limite del collasso ( il debito pubblico è salito a 1.753 miliardi di euro ed il deficit sul PIL a fine anno sarà di gran lunga superiore al 115% mentre Padoa Schioppa lo aveva fatto scendere al 103%). Lo scudo garantisce entrate per almeno 5 miliardi (con queste caratteristiche chi ha evaso e non ne approfitta è un cretino) necessarie per tappare un buco. Un tappo peraltro molto relativo visto che il debito pubblico sale di a ritmi allucinanti (1.598 mld a fine 2007- 1.753 mld a fine luglio 2009).In pratica le entrate da scudo copriranno poco più di un settimana di maggior fabbisogno.


c) perchè questo governo tutela oggettivamente l'illegalità in tutte le sue manifestazioni

Il Presidente del Consiglio ed il ministro Tremonti hanno avuto la faccia tosta di dichiarare che le somme così rientrate( ma abbiamo visto che il rientro è obbligatorio solamente per i capitali detenuti in paesi extra UE) saranno utilizzate per aiutare chi ne ha bisogno ( a Tremonti Robin Hood piace proprio, peccato che lui, Tremonti, tolga ai poveri per dare ai ricchi e non viceversa) e che serviranno per rilanciare l'economia perchè gli industriali, che li hanno portati fuori, i soldi, li faranno rimpatriare per sostenere le loro aziende che il sistema bancario, cinico e baro, ha invece abbandonato. Osservo soltanto, a questo riguardo, che se il mondo delle imprese evadesse meno, i bilanci delle aziende sarebbero più presentabili e le banche avrebbero elementi per erogare il credito con maggiore tranquillità. Ne parlo con ragione di causa perchè ho fatto questo mestiere, quello di erogare credito, per più di trenta anni e ne capisco, ne capisco tanto in materia.



In sintesi: lo SCUDO è una infamia che umilia gli onesti, le persone con redditi e lavori "normali" che fanno correttamente il loro dovere, e, per contro, favorisce furbi, furbetti, dei quartierini e dei quartieroni, delinquenza organizzata e i corrotti in genere

A questo punto due domande:

a) a che punto è la crisi? ma cosa volete che vi risponda

b) ma i 16 milioni di italiani a reddito fisso, i 16 milioni di pensionati, i 2,5 milioni di precari che non sanno se il prossimo mese avranno un reddito, i giovani che non riescono ad inserirsi, cosa aspettano ad aprire gli occhi e come fanno a non accorgersi di come viene governato, si fa per dire, il Paese e a trarne le ovvie conseguenze quando vanno a votare? Al riguardo tra pochi mesi ci sono importantissime elezioni regionali e il governo delle regioni è altrettanto importante del governo nazionale

Quanto al PD, vergogna, vergogna, vergogna anche se io continuo a ritenere che il PD sia l'unico a poter arrestare la deriva antidemocratica in corso che, oltretutto, sta conducendo il Paese verso il baratro economico. Il 25 Ottobre è vicino: dopo non ci saranno più spazi per errori, ambiguità, tentennamenti.Anche perchè gli effetti della crisi sotto il profilo dell'occupazione stanno cominciando a farsi sentire solo adesso, altro che crisi finita e ottimismo idiota, ed un partito popolare come il nostro ha il dovere di fare tutto il possibile per difendere i ceti e le persone in difficoltà. Difendendo questi, tra l'altro, difende l'intero Paese
A che punto è la crisi? Ci siamo dentro fino al collo

giovedì 1 ottobre 2009

A CHE PUNTO E' LACRISI - LO SCUDO FISCALE

Questo post è l'ultimo della serie di articoli ( il primo in data 3 marzo, l'ultimo in data 15 Settembre, 14 in totale fino alla data odierna) che ho scritto in questi mesi e nei quali ho cercato di illustrare il mio pensiero in ordine alla crisi globale che ha colpito le economie mondiali durante l'ultimo anno. Ritengo infatti il varo dello scudo fiscale emblematico della filosofia dell'attuale governo in ordine alla gestione della politica economica del Paese per cui esso costituisce uno step che consente di fare il punto della situazione e ipotizzare gli scenari futuri. Ovviamente riprenderò in seguito a scrivere su argomenti e temi economici che ritengo centrali per il futuro del Paese e che mi interessano da sempre, ma la prima serie, per così dire, finisce qui



LO SCUDO FISCALE



Cerchiamo innanzitutto di chiarire cosa è lo scudo fiscale.


P.S. Questo post si interrompe qui. Ne spiego le ragioni nel post successivo



martedì 15 settembre 2009

A CHE PUNTO E' LA CRISI

E' uscito il bollettino statistico mensile della Banca d'Italia che evidenzia i seguenti dati:
a) il debito pubblico e' salito a fine luglio a 1.753,5 mld di euro( nuovo massimo assoluto) con un incremento del 5,4% rispetto al Dicembre 2008
b) le entrate fiscali nei primi sette mesi sono calate del 3,7% (in termini assoluti le entrate sono state di 217,7 mld con un calo di 8,3mld)

Nel frattempo

1) l' Ue ha rivisto in senso peggiorativo le stime relative al PIL 2009, che dovrebbe diminuire del 5% a fine anno, intravedendo una timidissima ripresa per il 2010
2) Il 15 Settembre è partito lo scudo fiscale che consentirà agli evasori di regolarizzare le proprie posizioni pagando il 5% delle somme regolarizzate( contro un'aliquota marginale del 43% che gli evasori avrebbero dovuto pagare) La misura farà entrare nelle casse dello stato circa 4 mld, cioè, visto il trend in corso, coprirà una settimana circa di maggior fabbisogno ed è immorale perchè di fatto è un invito all'evasione
3) Viene stimato in circa un milione i posti di lavori persi per l'impatto della crisi sull'occupazione
4) Nel mondo della scuola i precari( e anche gli insegnanti di ruolo) sono in rivolta perchè si sono accorti, era ora, dell'impatto delle misure imposte da Tremonti alla Gelmini
5) Il ministro Brunetta straparla accusando tutti e tutto delle peggiori nefandezze
6) Il ministro Tremonti accusa le banche di essere le responsabili delle difficoltà del bilancio dello stato. Dice che lo stato ha impegnato ingenti risorse nel salvataggio delle banche ma questo non è vero. I cosiddetti Tremonti bonds sono stati emessi finora dal solo Banco Popolare per una cifra, irrisoria, di 1,5 mld. Tremonti dimentica che quei bonds gli rendono il 7,5% mentre lui si finanzia a breve a tasso praticamente zero
7) Il Presidente del Consiglio ieri sera a "Porta a porta" ha accusato la stampa, tutti coloro che non la pensano come lui ed il mondo intero di disfattismo perchè non segue il leader maximo nella sua visione ottimistica della situazione. Al riguardo l'ultima stravaganza del premier e del ministro Tremonti è questa: non c'è minimamente da preoccuparsi perchè se è vero che il debito pubblico è alto (ma glielo hanno lasciato i precedenti governi, dice lui, dimenticando che negli ultimi 15 anni ha governato per lunghi periodi proprio lui e dimenticando che Padoa Shioppa ha lasciato il debito al 103% del Pil e Tremonti a fine anno lo avrà riportato sopra ill 115%), è anche vero che il debito "privato" degli italiani è tra i più bassi dei paesi industrializzati per cui, facendo la somma, siamo in media con gli altri. Questo è un ragionamento allucinante perchè la comunità finanziaria internazionale quando deve fare scelte di investimento guarda al debito pubblico e all'operato dei governi, non alla situazione personale dei singoli italiani. E bisogna ricordare che il Ministero dell'economia deve andare sul mercato a raccogliere circa 500 mld di euro l'anno per rifinanziare il debito pregresso e per finanziare le nuove esigenze. Se la finanza pubblica va come va con tassi vicino allo zero, mi chiedo come sarà quando i tassi ripartiranno, ed è prevedibile che ciò avvenga a breve
Ci sarebbero da fare altre osservazioni ma mi limito in questa sede a sottoporre all'attenzione i punti sopracitati. In sintesi, a mio avviso:
1) la situazione delle finanze pubbliche è pesantissima; il debito pubblico è fuori controllo, l'evasione fiscale ha ripreso alla grande, la frattura tra gli italiani che diventano sempre più ricchi e quelli che diventano sempre più poveri, e sono la maggioranza, si allarga
2) la produzione industriale è debole, il livello degli ordini insufficiente, il livello di competitività delle aziende italiane basso, le esportazioni in netto calo, la disoccupazione in forte aumento
3) la domanda interna non riparte perchè vasti ceti sono stati pesantemente impoveriti mancando nella azione del governo il minimo accenno a una politica redistributiva
4) Il premier continua a mentire su tutto ed è del tutto inaffidabile. Un esempio: le case di Onna sono state finanziate dalla Provincia autonoma di Trento, non dal governo, e far passare per un successo del governo la consegna delle case è una mistificazione
5) sono d'accordo sul fatto che, a livello internazionale, il punto di svolta della crisi è alle spalle ma questo non vuol dire che i riflessi sul nostro paese siano scontati e immediati
6) Condivido molto di più l'analisi, cauta e fondata su precisi dati tecnici, del governatore della Banca d'Italia Draghi
I prossimi mesi ci diranno quale punto di vista è il più corretto con l'unica differenza che se sbaglio io non succede niente, se sbagliano il presidente del consiglio e Tremonti sono dolori

venerdì 21 agosto 2009

A CHE PUNTO E' LA CRISI

Le vacanze estive stanno terminando e si avvicina il mese di settembre che, tradizionalmente, segna la piena ripresa delle attività. La Presidente di Confindustria, Emma Marcecaglia, ha rilasciato una intervista che più chiara non si può: si corre un concreto e serio rischio che tra poco più di dieci giorni un numero elevato di imprese non riapra i battenti poichè il calo di fatturato e di ordini è stato talmente violento e pesante che molte aziende letteralmente non ce la fanno a "rimanere in piedi". Ma perchè ciò si è verificato? E' colpa della crisi internazionale o c'è dell'altro? Io sostengo da sempre che la principale responsabilità dei governi Berlusconi sia stata quella di aver favorito un trasferimento selvaggio di ricchezza dai ceti che i prezzi li subiscono ai ceti che i prezzi li determinano e di aver favorito una massiccia evasione fiscale. Si sono prodotti due effetti: da un lato l'impoverimento di larghi ceti ha determinato un forte calo nei consumi, dall'altro la massiccia evasione fiscale ha fatto mancare risorse ai conti pubblici che si sono fortemente deteriorati. Il tutto in un contesto in cui corruzione e cattiva amministrazione hanno determinato uno scadimento nella qualità della spesa e il sistema delle imprese ha mostrato sempre più difficoltà a reggere il confronto internazionale. La Marcecaglia ha detto giustamente che occorre ridurre la pressione fiscale sui percettori di redditi fissi per rilanciare i consumi e rifinanziare gli ammortizzatori sociali per evitare una prevedibile "macelleria sociale" ma visto lo stato delle finanze pubbliche( a fine anno il deficit sul Pil sarà ampiamente superiore al 120%) dove si pensa si possano trovare le risorse se non in una sitematica e convinta lotta all'evasione fiscale? Ed è coerente con questo obbiettivo una misura come lo scudo fiscale che è invece un segnale di impunità agli evasori e che serve solamente a fare un pò di cassa? Al riguardo, visto che il debito pubblico nei primi sei mesi dell'anno è aumentato di oltre 500 milioni al giorno, ci si rende conto che tale immorale misura, che dovrebbe portare un gettito di 4 miliardi, copre al massimo una settimana di maggior fabbisogno? Il ministro Scaiola, presentando una misura di sostegno alle PMI che produrrà i suoi effetti ,se li produrrà, in tempi lunghi, ha affermato ieri che l'Italia uscirà dalla crisi più forte di prima. A me sembre l'ennesima conferma di una politica degli annunci e dell'ottimismo fine a se stesso che caratterizza da sempre l'operato del premier e dei suoi ministri. No invidio il ministro Tremonti: le vacanze sono finite e i nodi stanno venendo al pettine. Sono curioso di vedere come la fantasia del responsabile dell'economia si manifesterà questa volta. Il sentiero è stretto, signor ministro. Ha voluto la bicicletta?............Pedali

giovedì 23 luglio 2009

A CHE PUNTO E LA CRISI

Nei mesi scorsi ho cercat0 in numerosi post, l'ultimo dei quali in data 12 maggio 2009, di illustrare le mie opinioni sulle cause della crisi, sulla sua evoluzione, sulle misure a mio avviso necessarie per fronteggiarla, sugli sbocchi prevedibili.

Sono passati alcuni mesi e mi sembra utile riprendere il filo del discorso per fare il punto sulla situazione

LA CRISI A LIVELLO INTERNAZIONALE


La mia tesi poggiava sull'assunto che la gravissima crisi che ha minacciato di travolgere le economie dei paesi occidentali nel corso dell'ultimo quadrimestre dello scorso anno fosse innanzitutto una profonda crisi morale che, scoppiata la bolla che la nascondeva, si era manifestata come e trasformata in una gravissima crisi finanziaria e, di conseguenza, in una pesantissima crisi industriale.

A che punto siamo? Bisogna dare atto ai governi dei maggiori paesi, in particolare alla amministrazione Obama, e alle banche centrali di aver preso misure tempestive, efficaci e
soprattutto di comune accordo che hanno evitato alle economie mondiali di precipitare nel baratro.
Innanzitutto sono stati sanzionati in maniera esemplare, principalmente negli USA dove l'infezione aveva avuto il suo focolaio, i principali responsabili delle operazioni fraudolente messe in atto. La condanna a 150 anni di carcere inflitta a Madoff, le condanne esemplari inflitte a molti altri protagonisti della stagione della "notte dell'etica", hanno costitutito un segnale forte che la volontà di sradicare certe pratiche e certi comportamenti era reale. Il segnale, unito a misure di largo sostegno alle istituzioni più in difficoltà nonchè alla messa a disposizione di larga liquidità da parte delle banche centrali e dei governi, ha fatto rientrare nel giro di poche settimane la crisi di fiducia che paralizzava i mercati tanto è vero che oggi i mercati finanziari funzionano regolarmente, la liquidità è abbondante, le banche hanno ripreso a prestarsi fondi tra loro in un contesto di "normalità". Restano,tuttavia, pesanti le conseguenze della crisi sul piano industriale. La distruzione di ricchezza conseguente alla perdita di valore di tante attività finanziarie unitamente alla crisi di fiducia che ne è derivata, hanno determinato un forte calo di domanda che si tradurrà, per i maggiori paesi industrializzati, in diminuzioni di PIL come mai si erano registrate nel dopoguerra (nell'ordine del 5/6 %nel 2009). Ma ci sono univoci segnali che la ripresa si manifesterà vigorosa a partire dall'autunno prossimo per cui già dal 2010 le economie dovrebbero tornare a crescere.
In sintesi dopo la grande paura le economie mondiali si trovano nella condizione di un malato che, sfebbrato da una febbre elevata, si trova spossato, ma pronto a riprendere le sue normali attività.

LA CRISI NEL NOSTRO PAESE

Quale è la situazione nel nostro paese?

L'ASPETTO MORALE

Bisogna riconoscere che la stagione dei furbetti del quartierino è alle spalle. Personaggi come Ricucci, Coppola, Fiorani, Consorte, ultimo Zunino che ha dato le dimissioni dalle cariche ricoperte nel suo gruppo nei giorni scorsi, sono usciti di scena, la vendita di "prodotti tossici" da parte delle banche è cessata, i "derivati", che tanti guasti hanno prodotto nei bilanci degli enti pubblici, in particolare in quelli dei comuni e delle aziende, non vengono più fatti; alla guida della Banca d'Italia c'è un galantuomo e un tecnico di prim'ordine come Mario Draghi ed il quadro generale non ha più le tinte fosche del recente passato. Ma possiamo dire che sotto il "profilo" dell'etica il Paese abbia ritrovato consapevolezza della necessità di comportamenti più virtuosi? Direi decisamente di no. C'è nel paese un clima di egoismo crescente, di interesse concentrato sul proprio "utile" a breve, nessuna profondità di pensiero e nessuna visione prospettica del futuro e del destino delle nuove generazioni, un clima diffuso di illegalità, grande e piccola, un senso di impunità che pervade tutti i comportamenti. L'evasione fiscale, primo segnale di basso livello etico in un paese avanzato, ha ripreso a crescere in misura esponenziale, assecondata dalle misure del governo che manda continui segnali, ultimo con lo scudo fiscale, di non volerla perseguire realmente, la malavita organizzata occupa spazi sempre più ampi dell'economia, la gestione della cosa pubblica, sia a livello centrale che locale, è a livelli miserevoli. Continua ad esserci, in sintesi, un ambiente ed un brodo di coltura nei quali comportamenti truffaldini, illegali, di cattiva amministrazione, possono benissimo riprodursi come e meglio che in passato. E personaggi poco commendevoli continuano ad occupare la scena facendo presagire conseguenze non dissimili da quelle già sperimentate.









LA CRISI FINANZIARIA









Il sistema bancario ha tenuto. I prodotti "tossici", così largamente presenti a livello mondiale, hanno intaccato in misura non letale i bilanci delle principali banche, è stata fatta pulizia dei personaggi più discussi, sono state salvate le istituzioni più in difficoltà, penso ad Italease e Banca Popolare Italiana in primis. i circuiti finanziari sono stati ripristinati( basti pensare che l'euribor a tre mesi, che era arrivato al 5,50% nei giorni in cui la crisi era più acuta, è ora sotto l'!%), il ricorso da parte delle banche ai cosiddetti "Tremonti bonds" è stato limitato, i vari istituti sono molto più attenti nella vendita di prodotti finanziari. C'è un problema di erogazione del credito e di sostegno all'economia,ma questo è un argomento che vorrei approfondire in un articolo a parte. Possiamo quindi dire che siamo fuori dall'emergenza? No, a mio parere assolutamente no. Perchè c'èun problema gravissimo di finanza pubblica che viene sottovalutato e di cui pochi parlano, in primis il Ministro dell'Economia il quale, abilissimo nella finanza creativa e nel " gioco delle tre carte", nasconde scientemente e fraudolentemente la realtà. Mi spiego meglio:
E' uscito in questi giorni il bolletino n 57 della Banca d'Italia che traccia un quadro fortemente preoccupato dello stato delle finanze pubbliche. Rimando chi fosse interessato ad una lettura completa del documento. Da parte mia mi limito a riportare alcune cifre:


a) il debito pubblico che era di 1.598 mld di euro a fine 2007, si è portato a 1.752 a fine maggio 2009(tavola 2.28 dell'appendice statistica a pag 73.) Nei primi cinque mesi del 2009 il debito è crescituo di 89 mld, cioè circa 600 milioni al giorno, ed appare risibile la misura dello scudo fiscale che, a parte la sua evidente "immoralità" e il fatto che costituisce un implicito invito all'evasione fiscale, dovrebbe assicurare gettito per 3/4 mld di euro cioè, in pratica, coprire al massimo una settimana di maggior fabbisogno;


b) il debito pubblico complessivo, che Padoa Shioppa era riuscito a riportare al 103% del PIL veleggia allegramente oltre il 115% e raggiungerà entro pochi mesi il 120%, cioè gli stessi livelli del 1992 quando rischiammo concretamente il default;


c) l'avanzo primario, necessario per fronteggiare il servizio del debito, che Padoa Schioppa aveva riportato sopra il 3%, è stato azzerato ed è addirittura negativo;


d) il debito pubblico cresce enormemente pur in contesto di minori trasferimenti dallo stato agli enti locali e in una situazione di tassi bassissimi. Mi chiedo: ma perchè ciò avviene? Le entrate fiscali si contraggono, è vero,per l'effetto combinato della crisi e dell'enorme aumento dell'evasione ( il gettito IVA è diminuito del 10%), ma è la spesa primaria che cresce enormemente. Dove vanno tutte queste enormi masse di denaro? Io non lo so nei dettagli, ma credo che gli economisti di professione dovrebbe approfondire le dinamiche in atto per dare una spiegazione corroborata da dati precisi ad un fenomeno di cui colgo l'impianto generale ma di cui fatico a definire i contorni.


La situazione è, a mio avviso, gravissima e con un rischio implicito. Considerato che 773.222 milioni di debito pubblico sono in mano a soggetti di diritto estero(pag 10 di "Finanza pubblica, Fabbisogno e debito n.34 del 14/7/09), se si incrinasse per un attimo la fiducia nel nostro sistema e nellla capacità di rimborso del nostro Tesoro, ci troveremmo in un attimo in una situazione di tipo Argentina con tutte le conseguenze del caso. E questo è un rischio concreto e reale, non una ipotesi lontana. Al riguardo ricordo che nel 2008 il Mintesoro ha effettuato emissioni lorde di titoli di stato per 489.741 milioni di euro(pag 68 dell'appendice statistica) di cui 140.454 nel primo semestre. Quest'anno nel primo semestre esse sono salite a 162.002. milioni In sintesi, le cifre che ogni mese il Ministro Tremonti si trova a dover governare e fronteggiare sono enormi, continuamente crescenti e in una situazione internazionale in cui, a partire dall'autunno prossimo, si creerà un ingorgo di emissioni visto che le stesse esigenze le hanno tutti i maggiori paesi industrializzati. Non cè rischio? A me sembra che il rischio sia elevatissimo.





LA CRISI INDUSTRIALE




L'Italia esce da un decennio di crescita bassissima e nel 2009 il PIL segnerà un tracollo del 5/5,50%: Anche se si realizzasse la modesta ripresa prevista per il 2010 e questa proseguisse sulle percentuali previste ci troveremmo nel 2015 sugli stessi livelli del 2000. La decadenza e l'arretramento del sistema Italia sono tutte in queste cifre. Il presidente del consiglio si sforza di lanciare continui messaggi di invito all'ottimismo e di invito a consumare per sostenere la domanda. In linea teorica non ha torto, ma dimentica un dato di fondo: nell'ultimo decennio si è verificato un enorme trasferimento di ricchezza dai ceti che "subiscono" i prezzi e i loro aumenti (dipendenti a reddito fisso e pensionati) ai ceti che i prezzi li fanno (professionisti, popolo delle partite Iva in genere, aziende). I primi si sono enormemente impoveriti, soprattutto dopo l'entrata a regime dell'euro; i secondi si sono arricchiti imponendo i prezzi e non pagando imposte. Se non si riequilibra la situazione, ci vuole spiegare il Premier chi dovrebbe sostenere la domanda e con quali mezzi?


In sintesi la crisi industriale è nel pieno della sua virulenza, il picco si raggiungerà nell'ultimo quadrimestre del corrente anno( a settembre un numero elevato di aziende non riaprirà i battentii) ed è caratterizzata da consistenti cali di fatturato e di ordinativi sia sul fronte interno che su quello delle esportazioni. Ma mentre queste ultime dovrebbero segnare una ripresa conseguente alla ripresa internazionale, sul fronte interno non vedo luce all'orizzonte per le considerazioni testè illustrate.




CHE FARE?




Non sono così preuntuoso da ritenere di avere ricette da proporre. Mi limito a fare alcune considerazioni. Una reale inversione di tendenza passa, a mio avviso, attraverso i seguenti punti e passaggi:


a) è necessario un recupero di "etica" da parte di tutti i soggetti coinvolti( amministratori centrali e locali, ceto politico, sistema finanziario, aziende);


b) occorre riprendere immediatamente il controllo del bilancio dello stato, verificando andamento della spesa e dinamiche delle entrate;


c) è vitale la lotta all'evasione fiscale che sottrae risorse allo stato ed impedisce alleggerimenti fiscali a favore dei ceti soggetti a trattenute alla fonte, gli unici che possono rilanciare la domanda;


d) il sistema delle imprese deve assumersi le sue reponsabilità con maturità e senza piagnistei;


e) occorre ridurre drasticamente il precariato (2,5 milioni di contratti atipici) che impedisce alle nuove generazioni di fare progetti, programmi e, in definitiva, di consumare;


f) è necessario riequilibrare il potere di acquisto dei ceti che sono stati penalizzati nel più recente passato attraverso la fiscalità ed il rinnovo dei contratti;


g) è indispensabile parlare chiaramente al Paese (Churchill promise lacrime e sangue non il paese dei balocchi);


h) è indispensabile che Silvio Berlusconi ed il suo Ministro dell'economia lascino il campo a persone più responsabili. Nel centro destra, che ha vinto legittimamente le elezioni, ci sono persone all'altezza del compito. Io, personalmente, mi auguro che sia invece il centrosinistra, in particolare il PD,
ad assumersi l'onore e l'onere del governo del Paese . Per questo occorre conquistare fiducia e consenso del Paese stesso: la mission per il nuovo segretario PD, chiunque esso sia, è chiara

i) il realizzarsi del punto precedente consentirebbe un recupero dell'immagine del Paese a livello internazionale, immagine che mai era scaduta in passato a livelli così bassi.

Per concludere, io a questo Paese, nel quale sono nato e nel quale comunque mi riconosco. voglio bene. Vederlo ridotto come è ridotto fa male alla mente ed al cuore.


mercoledì 13 maggio 2009

A CHE PUNTO E' LA CRISI

Faccio seguito al mio post di ieri. La Banca d'Italia ha comunicato oggi che il debito pubblico è salito a fine marzo a 1.741 miliardi con un incremento di 34 in un solo mese. Ogni commento è superfluo

martedì 12 maggio 2009

A CHE PUNTO E' LA CRISI

L'Istat ha pubblicato i dati relativi al primo trimestre 2009 che evidenziano, a mio avviso, un quadro generale piuttosto preoccupante e prospettive di uscita dalla crisi piuttosto lontane per il nostro paese;

a) la produzione industriale è calata nel trimestre del 21% circa rispetto al primo trimestre 2008. Questo è il dato più preoccupante perchè un calo così vistoso ha come immediata conseguenza la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, dato confermato dall'aumento esponenziale delle richieste di ricorso alla Cassa Integrazione. Il picco si raggiungerà, secondo me, a Settembre quando un numero rilevante di imprese non riaprirà i battenti. Poi si comincerà ad intravedere un pò di luce in fondo al tunnel

b) le entrate fiscali hanno segnato un brusco arresto con una diminuzione nel trimestre del 4,6% cioè, in termini assoluti, 4 miliardi di euro. In particolare il gettito Iva ha avuto un calo del 10,6%( da 22.781 a 20.371 milioni di euro); considerato che il calo dei consumi è stato nel periodo dell'1% - fonte Confcommercio - il dato significa che l'evasione fiscale sugli scambi è ripartita alla grande. Le entrate fiscali sono sostenute solo dall'IRE, la vecchia Irpef, pagata da dipendenti e pensionati, il che dimostra che a pagare sono sempre i soliti. Ovviamente l'unica contromisura che questi ultimi possono prendere è la riduzione dei consumi con ulteriori effetti depressivi sull'economia

c) il debito pubblico sta salendo di circa 10 miliardi di euro al mese ed ha ampiamente superato i 1.700 mld( 1.708 a fine febbraio). Il nostro è in termini percentuali sul PIL il secondo debito pubblico del pianeta dopo quello del Giappone e supererà il 115% a fine 2009

Questi sono i dati; un pò di realismo, al posto di un irresponsabile ottimismo di facciata, sarebbe a mio avviso auspicabile anche perché servirebbe ad affrontare i problemi seriamente ed evitare che si giunga ad un punto di non ritorno

venerdì 24 aprile 2009

A CHE PUNTO E' LA CRISI ?

Nelle scorse settimane ho tentato in otto post di dare la mia interpretazione della violenta crisi morale, finanziaria e industriale che si è abbattuta sulle economie mondiali e che ha fatto temere, nell'autunno scorso, il tracollo del sistema. A che punto siamo visto che i pareri sono discordi e si passa dall'ottimismo(governo - ti pareva - e confindustria) alla prudenza (Draghi e la banca d'Italia), ad una visione ancora pesante della situazione (FMI, OCSE e altri organismi internazionali)

Innanzitutto vorrei fare una notazione: negli Stati Uniti si è suicidato il tesoriere della più importante società operante nel settore dei mutui immobiliari, i famigerati subprime, il sig. Madoff- responsabile di una truffa di 50 miliardi di euro - passerà in carcere il resto dei suoi giorni, il Top Manager della Enron( il primo grosso scandalo degli usa) sta scontando una condanna a 25 anni. Nel nostro paese, per contro, Consorte, ex top manager di Unipol, al quale sono stati trovati su un conto 49 milioni di euro frutto, dice lui, di una consulenza, si è presentato in assemblea Unipol a fare le pulci sul bilancio, Ricucci non ha più Anna Falchi ma circola liberamente spendendo allegramente i soldi sottratti alle sue società, Fiorani doveva condurre una trasmissione televisiva dove avrebbe "insegnato" agli spettatori come investire i soldi e vive bene, Calisto Tanzi ha iniziato una nuova attività, Moggi continua ad imperversare nel mondo del calcio come e più di prima. Mi fermo qui ma di esempi se ne potrebbero portare a centinaia. Morale: negli Stati Uniti la lotta è senza esclusione di colpi ma chi sbaglia paga, noi invece siamo il paese del "vogliamoci bene", del "ma cosa ha fatto in fondo?" e paga sempre e solo Pantalone.

Fatta questa premessa, a che punto siamo?

A mio avviso il pericolo di collasso dll'intero sistema è stato scongiurato dall'intervento deciso e congiunto di governi e banche centrali, la crisi costerà alll'economia mondiale 4/5000 miliardi di dollari ma tra qualche tempo tutto sarà riassorbito, il sistema internazionale ha capito il pericolo corso e ha messo in campo correttivi che dovrebbero evitare il ripetersi in futuro degli eccessi di questi ultimi anni, il capitalismo riprenderà il suo corso.

Quella che invece non è per niente a posto è, a mio parere, la situazione del nostro paese.

Perché:

a) perchè il governo continua a diffondere un ottimismo di facciata che non ha riscontro nei dati oggettivi che sono questi:
- il debito pubblico ha ripreso a salire vertiginosamente (1.708 miliardi di euro a fine febbraio contro i 1.598 di fine 2007) e si posizionerà a fine 2010 ad almeno il 115% del PIL. Dire che la ricostruzione dell'Abruzzo sarà fatta senza ulteriori tasse è una mistificazione visto che si stamperà moneta in quantità abnormi
- la ripresa già vista come imminente è di la da venire. Nel 2009, secondo l'OCSE, il PIL segnerà una diminuzione del 4,3% e anche nel 2010 saremo in recessione
- le entrate fiscali stanno registrando una brusca diminuzione(meno 5,4% nel primotrimestre 2009) per effetto, in parte, della recessione, ma soprattutto perchè l'evasione fiscale ha ripreso a correre alla grande e il governo non fa nulla per contrastarla
- il sistema industriale del centro nord non è più in grado di trainare un paese spaccato in due e amministrato a livello centrale e locale come è amministrato
- larghe fasce di popolazione si sono impoverite e non possono più assicurare la tenuta e la crescita dei consumi interni che rimane fondamentale per l'equilibrio del sistema. Una equa politica redistributiva farebbe comodo anche alla Confindustria se solo avesse un minimo di "visione lunga", parafrasando l'ultimo libro di Padoa Schioppa
- il differenziale di tassi tra il nostro BTP decennale e l'analogo BUND tedesco rimane elevato rendendo oneroso il rifinanziamento del debito pregresso ed il finanziamento del nuovo
- con un debito pubblico così elevato ogni forma di ottimismo è irresponsabile
Chi volesse peraltro approfondire questi temi trova largo ed abbondante materiale nel bollettino n. 56 della Banca d'Italia appena uscito.
Perchè io sono da sempre convinto che con le chiacchiere si possono imbonire gli elettori meno provveduti e vincere magari le elezioni, ma per governare seriamente bisogna tener conto dei numeri reali; e sono altresì convinto che prima o poi i nodi vengono tutti al pettine
Spero di sbagliarmi, ma non credo

domenica 29 marzo 2009

LA CRISI - SINTESI FINALE - VIII ED ULTIMO POST

E' giunto il momento di tentare una sintesi finale delle argomentazioni fin qui sviluppate e mi corre in aiuto, per farlo, un breve e bellissimo saggio intervista di Tommaso Padoa Schioppa edito recentissimamente dal Mulino che si intitola La veduta corta, le cui tesi condivido in pieno e che ha in epigrafe una terzina dantesca tratta dal XIX canto del Paradiso che sintetizza il pensiero di tutto il libro e che mi sembra opportuno riportare:

" Or tu di' chi se' che vuo' sedere a scranna/per giudicar di lungi mille miglia/con la veduta corta d'una spanna?"

La crisi globale che ormai da un anno e mezzo infuria sul mondo ha il suo epicentro - dice Padoa Schioppa - nella veduta corta di chi ha smesso da tempo di meditare sul passato, di agire nel presente per affrontare il futuro possibile. C'é stata , afferma l'autore, una mutazione antropologica che ha appiattito il tempo , gli ha tolto spessore, ha fatto prevalere il principio del "tutto ora e subito"ed ha pervaso i comportamenti degli individui e della società, tutti i pensieri, i desideri, alla ricerca di una felicità immediata, della creazione di valore economico senza fatica, con una informazione concentrata sulle notizie del giorno al di fuori dei contesti che ha amplificato questo tipo di visione. In sintesi una veduta corta che nasce da un sentimento del tempo che ha cancellato passato e futuro ed ha quindi rinunciato a far prevalere la razionalità. L'appiattimento sul presente ha devastato la politica, i circuiti mediatici, l'economia, la moralità ed ha fatto prevalere il soddisfacimento immediato dei desideri e quindi il consumo a credito. Per trenta anni l'economia degliUSA, ed in minor misura quelle degli altri paesi industrializzati, è cresciuta a ritmi elevati , trascinata dai consumi , ma è stata costruita a credito, senza solide basi, una piramide creditizia che non poggiava sulla base ma sulla punta. Il fallimento di Lehman ha fatto crollare come un castello di carte tutta l'impalcatura. Se si fosse conservato il senso della profondità del tempo, i segnali di crisi che numerosi si erano manifestati sarebbero stati avvertiti per tempo e,forse, provvedimenti tempestivi avrebbero evitato lo tsunami che tutto ha travolto. Questo significa che siamo alla fine del capitalismo, come qualcuno pensa? Padoa Schioppa ritiene di no. Condivido. Per il capitalismo vale quello che Churchill disse della democrazia: é un sistema orribile ma è il meno peggio che l'umanità abbia sin qui inventato. Ma è vero, invece, che dobbiamo lasciarci definitivamente alle spalle la stagione del liberismo assoluto di mercato, la stagione inziata con Reagan e la Thatcher e culminata con gli otto anni di amministrazione Bush. E recuperare il senso di un'economia basata sulle regole, del mercato sociale, tornando a distribuire ricchezza in modo più equo sia tra le varie aree del mondo che all'interno di ciascun paese. E recuperare, infine, una veduta lunga che consenta di operare nel presente con lo sguardo fisso sull'avvenire delle future generazioni. E' l'unico modo per uscirne e ritornare "a riveder le stelle" . E' l'unico modo per evitare in futuro i guasti del più recente passato e per costruire un ordine mondiale più giusto, più equo e quindi con maggiori capacità di dissinnescare tempestivamente tensioni, conflitti tra aree, tra Stati e, all'interno dei singoli Paesi, tra le classi sociali.

UTOPIA? Forse sì. Se qualcuno ha ricette migliori prontissimo a valutarle e, se del caso, farmele proprie.


Un mio vezzo è quello di far risalire all'illuminismo e al predomino della ragione i punti di riferimento della mia esistenza. Perciò non mi trovo a mio agio in una società massificata nella quale predomini il pensiero unico e nella quale gli individui sentano il bisogno di leaders più o meno carismatici nei quali annullarsi. In parole più chiare credo che le ricette giuste siano quelle di Ciampi, di Padoa Schioppa, di Prodi, non certo quelle di Tremonti, di Sacconi (per non parlare di Brunetta), di Berlusconi, che io chiamo affettuosamente "il beneamato", come Carlo VI, che fu re di Francia durante la guerra dei cento anni. Chi volesse saperne di più su tale illustre personaggio, trova su Internet gli strumenti per farlo.

sabato 28 marzo 2009

LA CRISI - IL RUOLO DELLE BANCHE - VII POST

Prima di tentare una sintesi delle argomentazioni che ho cercato sin qui di sostenere, ritengo importante dedicare una particolare attenzione al ruolo svolto dalle banche nel determinare la crisi e alle loro responsabilità specifiche al riguardo; cercherò di segmentare l'analisi secondo lo schema sin qui seguito:


crisi morale:


la mia tesi poggia sull'assunto che la crisi globale di sistema dalla quale siamo stati colpiti trova la causa più profonda nel venir meno di ogni principio etico nei corportamenti dei massimi dirigenti bancari del mondo anglosassone (USA e GRAN BRETAGNA) il cui approccio e i cui metodi sono stati poi prontamente seguiti ed imitati dai loro colleghi della comunità finanziaria internazionale
Le banche hanno rapidamente mutato, nel corso dell'ultimo decennio, la loro natura e il loro "modus operandi". Si è dato sempre meno peso all'attività tradizionale della banca, cioè quella di raccogliere risparmio e con quello finanziare prevalentemente il circolante e gli investimenti fissi delle imprese, per privilegiare l'attività puramente finanziaria tramite la costruzione di strumenti innovativi, sempre meno trasparenti ma molto più redditizi dell'attività tradizionale, e lo spostamento e la concentrazione del rischio sul settore immobiliare e sul credito al consumo che, soprattutto negli USA, hanno raggiunto livelli abnormi e non controllabili. I dirigenti bancari sono stati giudicati e premiati con bonus del tutto spropositati per risultati da ottenere nel breve periodo, per la capacità di "inventare" prodotti ad alto valore aggiunto, per l'abilità di presentare risultati di conto economico in crescita esponenziale; il ROE (Return on equity) e la sua rapida crescita sono stati nell'ultimo decennio il feticcio che ha ispirato i comportamenti che, in assenza quasi totale di controlli, sono diventati sempre più spregiudicati e privi di scrupoli. L'audizione davanti al congresso americano del CEO di Lehman, lo "squalo" Richard Fuld, è stato l'esempio più lampante dell'arroganza, la presunzione e il fastidio per il rispetto delle regole che hanno caratterizzato tanti comporamenti. Per quanto attiene al nostro paese, tutti ricordiamo l'amministratore delegato della Popolare di Lodi, Fiorani, e le sue connivenze con i "furbetti del quartierino", oppure il duo Consorte/Sacchetti al vertice di Unipol, o le vicende del Dr. De Bustis il quale dopo i guasti provocati con la banca 121, approdata poi nell'orbita del gruppo Montepaschi, trasferitosi al vertice di DEUTSCHE BANK ITALIA, dal quale è stato poi allontanato, è stato il principale responsabile delle operazioni sui derivati proposte e perfezionate da quell'Istituto che hanno "rovinato" le finanze di tanti enti pubblici del nostro paese (comuni e regioni in primis) e sulle quali la Corte dei conti ha acceso, in ritardo, i riflettori di approfonditi controlli. Oppure il Dr.Faenza, amministratore delegato di Italease, la cui "allegra" gestione sta pesantemente condizionando i risultati della controllante BANCO POPOLARE. Per non parlare delle vicende di BANCA CREDITEURONORD, la banca dela lega, che, chiesti i capitali iniziali a soci simpatizzanti del movimento, ha erogato credito a pochi "amici"(dei vertici del partito) che non sono per nulla rientrati rendendo "politicamente"necessario il salvataggio della banca ad opera della Popolare di Lodi (sempre Fiorani) con l'avallo del governatore della banca d'italia Fazio, la cui assenza dalla scena credo nessuno rimpianga. Sull'operato di Cesare Geronzi, attuale presidente di Mediobanca, mi astengo da giudizi. Il personaggio ha uno spessore talmente superiore a quello degli altri sopracitati , nel bene e nel male, che meriterebbe un capitolo a parte. Mi limito ad osservare che oggi è uno degli uomini più potenti d'Italia anche perchè nel corso degli anni, con spirito "bipartisan", ha avvolto tutto e tutti tanto che anche l'attuale Premier, che deve molto all'appoggio del predetto, ha recentemente dichiarato che " con quel banchiere prima o poi tutti quanti devono(dobbiamo) fare i conti." Anche il Vaticano che, infatti, molto apprezza il banchiere di Marino



le banche nella crisi finanziaria:

scoppiata la bolla immobiliare e entrato in crisi il mercato del credito subprime negli USA, le banche di tutto il mondo si sono trovate tutte insieme e tutte nello stesso momento davanti ad una situazione di sostanziale decozione contemporanea di tutto il sistema, che i vertici dei vari Istituti ben conoscevano, a mio avviso, dati gli intrecci e i collegamenti tra le varie Istituzioni in un mercato globale. Il fallimento Lehman è stata la dichiarazione di fatto che il re era nudo: le banche si sono trovate piene, chi più chi meno, di titoli tossici, che a quel punto valevano carta straccia, e si è aperta la più grande crisi di fiducia di sistema che la storia dell'economia capitalista ricordi, peggiore di quella del 29 per le cifre enormemente più elevate in gioco e per il carattere "globale" della stessa ; il mercato "interbancario" si è praticamene bloccato e si è rischiato, a metà settembre dello scorso anno e nelle settimane successive, il collasso dell'intero sistema. E' emerso inoltre in tutta la sua drammaticità che i risparmitori finali erano stati "riempiti" di titoli spazzatura il cui valore si era di fatto azzerato. Fortunatamente i governi e le banche centrali hanno preso coscienza, finalmente, che si era sull'orlo del precipizio e rapidamente, collegialmente, in spirito di collaborazione mai registratosi in precedenza, sono stati presi una serie di provvedimenti che hanno evitato il peggio:

-innanzitutto è stata immessa liquidità praticamente senza limiti per sbloccare la circolazione sul mercato interbancario e ripristinare un minimo di fiducia

- sono stati abbassati i tassi di riferimento delle banche centrali fin quasi ad azzerarli

- gli stati sono intervenuti con prontezza con tutti i mezzi necessari, nazionalizzando e ricapitalizzando le banche in difficoltà, e offrendo supporti vari per evitare nuovi fallimenti

La situazione si è così lentamente normalizzata anche se, allo stato, non si può affermare che tutte le criticità siano state superate

Per quanto attiene al nostro paese, considerato che la politica monetaria dell'euro è competenza della BCE, sono state efficaci la misura, presa del resto in tutta la UE, di estendere la garanzia statale ai depositi bancari (per evitare il panico tra i depositanti) e la disponibilità del Ministero dell'economia a sottoscrivere obbligazioni emesse dalla banche, i cosiddetti Tremonti Bonds. Ricordo al riguardo che ad oggi hanno fatto ricorso ai Tremonti Bonds Intesa/SanPaolo per 4 miliardi, Montepaschi per1,9, Unicredit per 1,5(altri 2,5 verranno chiesti in Austria dove Unicredit ha importanti attività), Banco Popolare per 1,45, Popolare di Milano per 0,5, Banca Carige per 0,4, Popolare Etruria per 0,15. In totale 7 Istituti per 9,9 miliardi.

Sono inoltre da interpretare come segnali confortanti i risultati di bilancio presentati in questi giorni dai maggiori Istituti e le decisioni di non distribuire dividendi per rafforzare la struttura patrimoniale delle banche.


Certo è, però, che la distruzione di ricchezza a danno dei risparmiatori, in particolare quelli che hanno sottoscritto titoli andati in default, è un dato irreversibile e sarebbe oltremodo necessario che i reponsabili vengano chiamati a rispondere in sede civile e penale del loro operato, così come è avvenuto ed avviene negli Stati Uniti. Ricordo, uno per tutti, che il sig Madoff, il finanziere resosi responsabile di una truffa da 50 miliardi di dollari, dal giorno in cui ha ammesso la sua colpevolezza è ospite delle carceri di quel paese con poche prospettive che il soggiorno sia breve.

le banche e la crisi industriale

nella fase attuale, che sta distruggendo lavoro e fonti di sostentamento per milioni i famiglie, caratterizzata come è da un calo di domanda di dimensioni mai registrate che mette in discussione la sopravvivenza di un gran numero di aziende, le banche hanno un dovere ineludibile: non far mancare credito e liquidità alle aziende soprattutto non interrompendo le operazioni di smobilizzo crediti che, tradizionalmente, nel nostro paese, sono la principale forma di finanziamento del circolante. E un dovere conseguente alla funzione sociale dell'attività bancaria, è un dovere come risposta ai comportamenti del più recente passato, è un dovere verso la collettività ed il paese.

Ma non sarà facile, per il sistema bancario italiano, adempiere a questi doveri:

1) perchè la liquidità è ancora scarsa nel circuito e il livello dei depositi della clientela non ancora normalizzato

2) perchè in questi ultimi anni sono usciti dal settore decine di migliaia di dipendenti e, è paradossale ma è così, mancano persone quantitativamente e qualitativamente in grado di dare risposte in tempi rapidi alle richieste del mondo delle imprese

3) con l'entrata in vigore della convenzione detta BASILEA II, convenzione internazionale cui l'Italia ha aderito, l'analisi del merito del credito viene fatta con criteri "oggettivi" che trovano principale espressione in analisi di bilancio su documenti ufficiali ed omogenei. Ebbene le banche hanno molte colpe ma il sistema industriale non è da meno. La quasi totalità dei bilanci delle aziende italiane evidenzia una struttura patrimonialmente gracile, è un eufemismo, conseguente alla massiccia evasione fiscale che caratterizza il sistema delle imprese nel nostro paese e alla mancata capitalizzazione e che le rende catalogabili per la più parte nella categoria subprime, non meritevoli di affidamento. Finora il sistema bancario ha supportato il sistema industriale "all'italiana"prendendosi rischi in misura rilevante e non potendo nemmeno contare in una pronta difesa delle proprie ragioni, nei casi di insolvenza delle aziende,visti i tempi assolutamente non tollerabili con cui in campo civile la magistratura prende le sue decisioni. Pretendere di voler continuare ad aver, mi scuso per l'espressione non finissima, la botte piena e la moglie ubriaca ci maniene nel novero delle economie dei paesi non di prima fascia: le imprese comincino a presentare bilanci veritieri, parlamenti e governi adottino misure che favoriscano fiscalmente gli investimenti e la ricerca, senza la quale il nostro paese, schiacciato tra i paesi in grado di produrre a costi più bassi dei nostri e quelli che la fanno da padrone nei settori e nelle tecnologie innovative, non può che soccombere ed accellerare un declino già in atto

L'analisi sul sistema bancario finisce qui, ma di cose da dire ce ne sarebbero ancora molte.

Nel prossimo ed ultimo post cercherò di fare una sintesi di tutto. Nel frattempo mi auguro che i segnali di cauto ottimismo che si intravedono da qualche settimana si consolidino in modo da sentire "la grande paura" sempre più alle spalle. E mi auguro anche che tutto questo abbia insegnato qualcosa e serva a non ripetere in futuro gli errori fatti. Ottimismo della volontà, pessimismo della ragione

giovedì 26 marzo 2009

LA CRISI - LA CRISI INDUSTRIALE - VI POST

Dopo aver affrontato gli aspetti etici e gli aspetti finanziari della crisi in atto, cercherò ora di affrontare l'aspetto industriale e l'impatto che gli accadimenti di questi ultimi mesi hanno avuto e stanno avendo sull'economia reale.
Fallita in Settembre la Lehman, emerso un quadro terrificante dei guasti provocati dalla "finanza" a livello internazionale, in tutto il mondo ci si è resi conto, drammaticamente, che:
a) erano stati distrutti risparmi per cifre colossali conseguenti al crollo dei corsi azionari, allo scoppio della bolla speculativa finanziaria e immobiliare, all'azzeramento di valore di quelli che sono poi stati definiti titoli tossici, ABS e CDO in primis, che erano finiti nei portafogli delle banche, dei fondi pensione, delle società assicurative ed in quelli di milioni di famiglie inconsapevoli in tutto il mondo;

b) si era venuta a creare una situazione di incertezza e di sfiducia assoluta degli investitori nei confronti degli intermediari finanziari;

c) per la prima volta nel dopoguerra si prospettava una situazione di recessione prolungata e di incerta durata;

d) non c'era più alcuna certezza sul futuro alla luce di un presente così fosco.

La reazione dei consumatori a livello mondiale è stata conseguente e univoca: in tutto il mondo i consumi hanno cominciato a contrarsi a velocità crescente e si è innescata la più grave recessione da debolezza di domanda dopo quella del '29.In poche settimane si è diffuso dappertutto, in un contesto di informazione globalizzata che "trasporta" in tempo reale notizie e valutazioni, un atteggiamento che definirei oscillante tra l'estrema prudenza e la vera e propria paura che ha provocato una immediata e sensibile contrazione della domanda complessiva. Di conseguenza, un settore portante come l'auto registra cali di ordini e di fatturato per percentuali superiori al 30%; altri settori di primario rilievo "si fermano" e la macchina produttiva mondiale(Cina e Corea soprattutto) rallenta drasticamente le propri percentuali di sviluppo. Inizia così una fase recessiva che è attualmente nella sua massima virulenza e che sta provocando perdita di lavoro e di posti di lavoro, un'ulteriore contrazione dei consumi e un ulteriore avvitamento della situazione su se stessa.

Attualmente ci troviamo nel pieno di questa fase tanto che, per restare al nostro paese, recentissime analisi di Confindustria delineano un quadro, per il 2009, estremamente tetro e così sintetizzabile:

- diminuzione del PIL del 3,5%

- rapporto deficit/PIL al 4,8%(ricordo che il trattato di Maastricht fissa il limite al 3%)

- debito /PIL che risale ad un drammatico 112,5%

- disoccupazione che risale all'8,5%

- inflazione allo 0,8%, bassa per carenza di domanda

Va ricordato al riguardo che nell'ultimo decennio l'Italia ha conosciuto percentuali di sviluppo tra le più basse dei paesi industrializzati, una progressiva perdita di competitività, un rientro lento e del tutto insufficiente del debito pubblico cosicchè l'emergenza colpisce un organismo già debilitato e complessivamente gracile con un sud che ha accentuato nel nuovo millennio il suo divario dalla parte più avanzata del paese.

Quali misure si possono adottare per uscire da questa situazione? Quanto durerà la attuale fase?

La risposta a queste due domande, per quanto attiene al nostro paese, si può, in estrema sintesi, così articolare:
1) molto dipenderà dal contesto internazionale e dalla capacità della amministrazione OBAMA e di quelle degli altri principali paesi produttori di ricreare quanto prima un clima di fiducia che poggi sulla "eliminazione"dai circuiti finanziari di tutte le istituzioni, persone, prodotti che hanno prodotto i guasti che tutti noi abbiamo provato sulla nostra pelle. In particolare ritorni la fiducia
nel sistema bancario e del sistema bancario al suo interno in modo che cessi l'allarme che ha prodotto la paralisi operativa dei mesi scorsi;
2) sarebbero necessarie misure di sostegno all'occupazione (per evitare disoccupazione massiccia che si tradurrebbe in ulteriore calo di domanda) e al reddito dei ceti economicamente più deboli (per evitare che larghe fasce di popolazione vengano di fatto escluse dal circuito dei consumi) e una politica di investimenti pubblici di tipo keynesiano. Tutte misure che trovano ostacolo nelle condizioni della finanza pubblica che, negli ultimi 30 anni, è stata completamente saccheggiata e che non consentono margini se non strettissimi a politiche di sostegno. Ed aggiungo che quando la ripresa internazionale farà sentire i suoi effetti (io prevedo fin dal prossimo mese di settembre), solo le imprese del centro nord saranno in grado di intercettarla perché il paese è sempre più spaccato in due con il solco tra nord e sud che si accentua invece di ridursi.
Sono quindi convinto che anche la "crisi industriale" rientrerà come sta progressivamente rientrando la crisi finanziaria( i mercati finanziari stanno invertendo la tendenza e le borse mondiali si stanno allontanando dai minimi registrati le settimane scorse); rientrerà sia a livello internazionale che interno anche perché in questi ultimi anni il sistema industriale ha dimostrato, malgrado gli elementi di debolezza citati, di saper reggere la concorrenza nonstante il venir meno del vantaggio delle svalutazioni competitive conseguente all'entrata del nostro paese nel sistema dell'euro.
Sono però altrettanto convinto che rimarranno tutti gli elementi di debolezza legati alle condizioni delle finanze pubbliche che richiederebbero, per essere risanate, lunghi anni di sana, lungimirante e onesta gestione (Padoa-Schioppa, prima di lui Ciampi), una politica decisa contro l'evasione fiscale (Visco) e governi guidati da statisti responsabili(Prodi). Segnalo al riguardo, per evidenziare la situazione dei conti pubblici, che a fine gennaio per la prima volta il debito pubblico ha superato i 1.700 miliardi di euro. L'ottimismo ostentato dall'attuale premier è un approccio a mio avviso offensivo e irridente nei confronti delle componenti responsabili del paese e nei confronti dei tanti che hanno concreti e giornalieri problemi economici, ai tanti che stanno perdendo e corrono il rischio di perdere il lavoro, alle sempre più larghe fasce sociali che un liberismo sfrenato ha ricacciato nell'indigenza dalla quale, nel corso del dopoguerra, faticosamente e a pesanti prezzi, si erano liberate.

Il post termina qui.

Il prossimo lo dedicherò al ruolo delle banche nella crisi per poi tentare una sintesi finale alla luce delle argomentazioni che ho cercato fin qui di sviluppare .


mercoledì 25 marzo 2009

LA CRISI - GLI ASPETTI FINANZIARI - V POST

Proseguendo nella disamina delle cause della crisi in atto, oggi cercherò di approfondire gli aspetti



finanziari della crisi stessa



La crisi, che ha le sue radici più profonde in modalità operative caratterizzate da mancanza di etica e di controlli che ho cercato di ilustrare nel precedente post, è scoppiata in modo clamoroso dopo l'estate dello scorso anno quando sono venuti al pettine i nodi di dieci anni di politiche dissennate.
Ma andiamo con ordine.


Si era creata negli Stati Uniti e diffusa nel resto del mondo una immensa bolla speculativa che, in sintesi, andava ricondotta ad un eccesso di credito concesso alle famiglie sotto forma di credito subprime, non solo nel settore immobiliare, ma anche nel settore delle carte di credito, in quello del credito al consumo e nei finanziamenti per acquisto auto


Credito subprime, lo ricordo, è credito erogato a soggetti che in linea teorica non lo meriterebbero o perchè risultati in precedenza cattivi pagatori, o per reddito insufficiente o per precarietà delle fonti di reddito o per qualsivoglia altro motivo. Ebbene negli Stati Uniti a partire dalla fine degli anni 90 si era allentata ogni forma di selezione del credito, che era stato erogato in abbondanza, soprattutto nel settore immobiliare, a soggetti sempre meno affidabili. Non solo, nell'ansia di fare business, si era arrivati a concedere mutui pari al 100% del valore degli immobili dati in garanzia e di più: considerato che i prezzi delle case salivano costantemente si erogavano finanziamenti aggiuntivi inseguendo, per così dire, il valore degli immobili. Ovviamente a tassi alti per i prenditori con caratterisiche subprime, tassi che si impennarono per tutti quando a capo della Federal Reserve arriva Bernanke che inverte la politica monetaria di bassi tassi di interesse del suo predecessore Greenspane: tra il 2004 e il 2006 la Fed alza i tassi 17 volte portandoli dall'1% al 5,25% A questo punto il sistema entra in crisi: l'aumento dei tassi e lo scoppiare della bolla speculativa immobiliare con i prezzi delle case che cominciano a scendere mettono in difficoltà le famiglie americane che cominciano a non pagare, sempre più numerose, le rate dei mutui.


Per il momento fermiamoci qui( diciamo fra fine 2007 e inizio 2008) perchè il problema sarebbe stato esclusivamente americano se non si fossero verificati nel frattempo altri passaggi-


Perchè, ed è questo il punto focale, la gran massa di crediti immobiliari erogati negli anni 2000 erano stati cartolarizzati dalle banche e dalle società finanziarie operanti nel settore immobiliare (in primis Fannie Mae e Freddie Mac che da sole avevano il 50% del mercato dei mutui) ed "impacchettati" in obbligazioni ABS (Asset backed securities), cioè attivi fronteggiati e "garantiti" come fonti di rimborso da crediti sottostanti, i crediti nei confronti dei mutuatari finali, che erano state vendute in tutto il mondo. E non basta perchè queste obbligazioni, che avevano come fonte di rimborso - lo ripeto - il pagamento delle rate dei mutui, erano state a loro volta impacchettate in altre obbligazioni, i cosiddetti CDO (Collateralized Debt Obligation) cosicchè i risparmitori di tutto il mondo si erano trovati a sottoscrivere obbligazioni o direttamente o attraverso polizze Index Linked senza sapere quello che stavano sottoscrivendo e i rischi che correvano. E qui è la responsabilità delle banche europee che hanno costruito prodotti poco trasparenti senza informare la clientela e, secondo la mia opinione, sottovalutando anch'esse i rischi che loro stesse e la loro clientela correvano(ma le banche su questi prodotti guadagnavano bene e, si sa, pecunia non olet.)


Infine, collaterale a questa massa immensa di prodotti finanziari si era creato, a livello mondiale, un floridissimo mercato di CDS(Credit Default Swaps), in pratica polizze sottoscritte dagli investitori istituzionali (fondi pensione ecc) per coprirsi dal rischio di insolvenza degli emittenti le obbligazioni


Ritorniamo agli Stati Uniti:

- siamo all'inizio del 2008. Già nel 2007 si erano avvertiti i primi segnali ed i primi scricchiolii: in giugno si erano sparse voci che due hedge fund (fondi speculativi) gestiti da Bear Stearns, che avevano investito in titoli garantiti da mutui subprime, erano incorsi in pesanti perdite, in luglio le società di rating avevano cominciato a mettere sotto osservazione emissioni per importi sempre più elevati di ABS e CDO, in Agosto la American Home Mortgage Investment Corporation aveva dichiarato lo stato di insolvenza, BNP aveva congelato i rimborsi di tre fondi di investimento da lei gestiti, la BCE AVEVA IMMESSO LIQUIDITA' OVERNIGHT PER 95 miliardi di euro nel mercato interbancario segnando l'inizio di una serie di interventi straordinari da parte delle banche centrali, in settembre la britannica Nothern Rock aveva visto una vera e propria corsa agli sportelli per le voci di illiquidità che aveva richiesto l'intervento del governo inglese, in Ottobre le società di rating avevano declassato migliaia di emissioni obbligazionarie, Lehman Brothers, per contro,annunciava per l'esercizio 2007 utili per 4,2 miliardi di dollari in netta controtendenza con i suoi principali concorrenti.

Ma è all'inizio del 2008 che la crisi si aggrava sempre più rapidamente:

Lehman, che aveva dichiarato utili record, in gennaio licenzia 1.300 persone, Citigroup annuncia perdite consistenti per il quarto trimestre 2007 dovute in parte alla svalutazione di 18 miliardi di esposizioni collegate ai mutui, le agenzie di rating continuano ad abbassare il giudizio su un gran numero di emissioni, la FED comincia ad abbassare i tassi vista la debolezza dei mercati. In febbraio Peloton Partners annuncia la chiusura di un fondo di ABS, entrano in difficoltà altri gruppi come Carlyle e Thornburg, in marzo la FED comincia ad innervosirsi e propone una rivoluzione delle autorità di vigilanza, BEARN STEARNS accusa una grave carenza di liquidità e viene infine acquisita da JPMorgan, Lehman continua a licenziare. In Aprile il Financial Stability Forum, presieduto dal Governatore Draghi, propone un pacchetto di misure per arginare la crisi, Lehman annuncia la liquidazione di tre suoi fondi, in maggio la SEC propone di creare una controparte centrale per il mercato dei derivati, soprattutto per i CDS il mercato dei quali era completamente deregolamentato. In giugno addirittura l'FBI effettua numerosi arresti di managers bancari ipotizzando frodi legate ai mutui subprime, la Lehman dichiara per il primo trimestre una perdita di 2,8 miliardi di dollari, la prima nella storia della società. Il capo di Lehman, Richard Fuld, licenzia il direttore finanziario e il direttore operativo per coprire e nascondere le proprie responsabilità, in luglio la SEC vara un piano antispeculazione per limitare le vendite allo scoperto di titoli bancari e delle agenzie dei mutui, in agosto il titolo Lehman continua a perdere valore e continuano ad accavallarsi voci di difficoltà della banca.

Mi sono dilungato nel ripercorrere la sequenza degli avvenimenti per sottolineare che segnali ce ne erano stati in abbondanza e tutto questo nella più completa inerzia dell'amministrazione BUSH e con interventi timidi e assolutamente non adeguati da parte delle altre autorità di controllo.

Si arriva così a Settembre, il mese che sarà ricordato come quello del più grande tsunami finanziario della storia, paragonabile solo al giovedì nero del 1929 che aprì la prima grande crisi del sistema capitalistico mondiale. In una sequenza terrificante:
1) domenica 7 il governo nazionalizza Fannie Mae e Freddie Mac che detengono da sole il 50% dei mutui americani
2) lunedì 8 Lehman promette a brevissimo un piano strategico
3) lunedì 15 Lehman chiede la liquidazione volontaria, in pratica il fallimento, in seguito alla incapacità di trovare un compratore alle sue attività (c'erano in ballo trattative con Barclays)
4) martedì 16 le agenzie di rating abbassano - alla buon'
ora - i rating del gigante assicurativo AIG
5) mercoledì 17 la FED accordaun prestito di 85 miliardi di dollari ad AIG per evitare il fallimento
6) venerdì 19 l'amministrazione BUSH presenta - alla buon'ora - il cosiddetto "piano Paulson" che prevede interventi finanziari per 850 miliardi di dollari a sostegno del sistema
7) domenica 21 le banche di investimento Goldman Sachs e Morgan Stanley cambiano status, diventano holding bancarie, ciò che consente loro di accedere ai prestiti di emergenza della F
ED
8) lunedì 29 il piano Paulson viene bocciato dal Congresso . Vachovia viene salvata da Citigroup
9) Finalmente all'inizio di ottobre senato e congresso si rendono conto della gravità della situazione e che se al fallimento Lehman se ne aggiungessero altri la credibilità internazionale degli Usa ne verrebbe irrimediabilmente minata; adottano la legge HR 1424 per salvare il salvabile (solo 15 giorni prima Lehman era stata lasciata fallire in nome della libertà del mercato)
10) in ottobre le borse crollano in tutto il mondo e il panico si diffonde a tutti i livelli . Mercoledì 8 ottobre la FED ed altre quattro banche centrali abbassano di 50 punti base i tassi con azione concertata dando il primo segnale di fronte comune contro la crisi. Sabato 11 ottobre riunione straordinaria del FMI
11) nel frattempo l'infezione è scoppiata in europa; le banche si rendono conto di essere "piene" di titoli tossici, crolla la fiducia sui mercati finanziari, le banche non si fidano più a prestarsi denaro tra di loro, l'euribor (euro interest banking offered rate), cioè il tasso al quale gli istituti si prestano il denaro tra di loro, schizza al 5,50%,il panico domina assoluto, il mercato dei derivati si manifesta come assolutamente fuori controllo . E' l'acme della crisi che fa temere il crollo deglia ssetti finanziari internazionali.
A questo punto avviene "il miracolo": consapevoli di essere sull'orlo del precipizio le autorità monetarie mondiali prendono uno dopo l'altro provvedimenti drastici e concertati che lentamente ma progressivamente fanno ridurre "la febbre" e riportano la situazione verso una più o meno accentuata normalità. Non entro in dettagli data la moledelle misure e dei provvedimenti presi.
Sei mesi dopo si può però dire che l'emergenza è alle spalle: le banche centrali hanno ridotto drasticamente i tassi (la FEd praticamente a zero, la BCE all'1,50) per ridare fiato al sistema, è stata immessa liquidità nei circuiti finanziari praticamente senza limiti, è ritornata un minimo di fiducia sul mercato interbancario (l'euribor è ora ampiamente sotto il 2%), altri fallimenti di grossi Istituti , sono state prese in tutti i paesi misure di sostegno (da noi, tra l'altro, i Tremonti Bonds) che hanno riportato la situazione sotto controllo. E' di questi giorni, per quanto riguarda l'Italia, la presentazione dei risultati di bilancio di Unicredito ( utile 4 miliardi ) e di Intesa-San Paolo(2,5miliardi). Entrambi gli Istituti non distribuiranno dividendo, a conferma che "il malato" è ancora molto debole ed ha ancora bisogno di cure e di sostegno ma i segnali sono di cauto ottimismo e la gestione prudente.
A livello mondiale c'è ancora bisogno di fare completa pulizia di tutto il tossico che ancora circola, si sente l'esigenza di autorità sovranazionali di controllo, si avverte la necessità di affrontare con il bisturi il problema dell'etica (OBAMA, al riguardo, si muove con estrema determinazione e tutti quanti dobbiamo ringraziarlo per la sua azione), si ha la consapevolezza della necessità che ritornino a prevalere le esigenze della produzione e del lavoro sulla finanza e dell'abbandono di strumenti finanziari drogati, poco trasparenti, in poche parole, della finanza "creativa". Ci vorrà tempo perchè la situazione si normalizzi definitivamente ma io ho la speranza che tutto quello che è successo sia di monito alle autorità internazionali per vigilare con sempre maggiore attenzione affinchè tuttociò non si ripeta per cui lo shock potrebbe essere addirittura salutare per il futuro di tutti noi.
Ma lo tsunami ha lasciato pesanti strascici che ora scontiamo sotto altri aspetti.
a) il crollo delle borse e le insolvenze hanno distrutto " risparmi" per migliaia di miliardi di euro e di dollari e distrutto ricchezza. La paura e l'incertezza si sono tradotte in un calo di domanda a livello internazionale mai registrato nel dopoguerra che ha fatto entrare tutti i paesi industrializzati in recessione; in questo momento la "crisi" morde dappertutto sul piano industriale e sta distruggendo lavoro e posti di lavoro. La crisi finanziaria ha intaccato "il passato"; la crisi industriale sta minando il presente ed il futuro
Ma di questo parlerò nel prossimo post che dedicherò, appunto, alla crisi industriale.
Per ora mi limito ad osservare che il nostro paese ne esce più indebolito degli altri: il debito pubblico ha superato a gennaio per la prima volta i 1.700 miliardi di euro, il deficit sul PIL risalirà a fine 2009 al 110%, il PIl rimane sempre debolissimo, il calo degli ordini pesante, la disoccupazione in rapido incremento. L'ottimismo del premier irresponsabile



sabato 21 marzo 2009

LA CRISI - QUARTO POST

Dedicherò i prossimi post sulla crisi ai tre aspetti che, a mio avviso, la caratterizzano



a) la crisi morale



b) la crisi finanziaria



c) la crisi industriale



Ovviamente i tre aspetti sono strettamente connessi ma può essere utile esaminarli separatamente per poi giungere ad una valutazione unitaria.



Oggi mi occuperò della crisi morale che, a mio avviso, è alla base di tutto quello che è successo in questi ultimi mesi


Scrivevo nel mio primo post del 3 marzo che la crisi aveva avuto origine innanzitutto nella totale mancanza di eticità che aveva caratterizzato i comportamenti dei managers di banche, assicurazioni e organismi finanziari nel corso di questi ultimi anni, mancanza che trovava causa principale negli emolumenti e nei bonus assolutamente spropositati che venivano elargiti in funzione di risutati di breve periodo conseguiti non importa con quale mezzo e nella assenza di qualsivoglia controllo. Scrivevo anche che per uscire dalla crisi fosse necessario, innanzitutto, ritornare a comportamenti improntati a principi di correttezza amministrativa (Non mi illudo sulla natura profonda dell'uomo ma, oggettivamente, si era superato ogni limite)

A che punto siamo sotto questo profilo?

Direi che si intravedono i primi segnali di una inversione di tendenza: negli USA il Presidente OBAMA ha bloccato i bonus per 165 milioni di dollari che il vertice AIG ( che ha ricorso ad aiuti di stato per 170 miliardi di dollari) si era deliberato senza alcun pudore. Bisogna ricordare al riguardo che l'infezione è partita dagli USA e che da lì parte la guarigione. Per fortuna OBAMA sta facendo una politica che va in tal senso e tutti dobbiamo augurarci che possa proseguire con celerità nella realizzazione del suo programma di moralizzazione dell'intero sistema
Per quanto riguarda gli altri paesi europei, senza entrare nei dettagli, molte sono le misure prese per evitare il ripetersi della situazione che ha messo in pericolo gli equilibri finanziari mondiali.
Per quanto attiene al nostro paese osservo con cauto ottimismo che:
A) alla guida del GRUPPO BANCO POPOLARE c'è ora un galantuomo come il Dr. Saviotti, che ha le competenze e l'esperienza necessarie ( è nato nel 1943 ed ha alle spalle una lunghissima e prestigiosa carriera al vertice di Comit) per tirar fuori l'Istituto dalle secche della precedente gestione rimasta impelagata, tra l'altro, nelle malefatte dei vertici ITALEASE. Aggiungo che il Dr. Saviotti, che ho avuto l'onore di conoscere personalmente in occasione della gestione, negli anni 1993/1995, delle problematiche del Gruppo Ferruzzi, è del tutto immune, nell'approccio ai problemi e alle persone, dall'arroganza e dalla presunzione che hanno caratterizzato nel più recente passato i comportamenti di tanti giovani dirigenti di banca. E noto con piacere che si sta tornando a valutare le persone sulla base dell'esperienza oltrechè, ovviamente, sulla base delle competenze. Aver maturato lunghe esperienze, rende immuni, in genere, da approcci troppo disinvolti e si traduce, sempre in genere, in maggior equilibrio e consapevolezza.
B) La UNIPOL ha deliberato la sospensione di tutti i bonus. Ricordo che Unipol è stata gestita per lungo tempo dal duo Consorte-Sacchetti che per fortuna sono stati rimossi da temo
C) INTESA, UNICREDIT e la stessa UNIPOL hanno deliberato di non distribuire dividendi sui risultati di bilancio 2008, evidenziando con ciò la necessità di essere prudenti e di non nascondere più la reale situazione del sistema bancario nazionale che è, forse, più solido di altri ma che nasconde ancora molte ombre al suo interno. Nei prossimi giorni usciranno i risultati di altri importanti Istituti ed è mia impressione che tutti adotteranno decisioni di cautela
D) E' praticamente cessata l'attività di stipula di contratti derivati che tanti guasti hanno prodotto in passato sia nei bilanci delle società industriali sia, soprattutto, in quelli degli enti pubblici, in primis Regioni e Comuni. Vorrei ricordare al riguardo che al vertice di DEUTSCHE BANK Italia, una delle più attive se non la più attiva nel comparto, non c'è più il Dr. Vincenzo De Bustis e che da tempo il Gruppo Unicredito si è liberato del Dr. Andrea Crovetto, che a suo tempo fu anche condannato penalmente per la sua attività di responsabile del settore derivati di quell'Istituto
E) Si è ridotta moltissimo la produzione e la proposizione alla clientela da parte delle banche di polizze index linked con sottostanti "titoli tossici"
E) La stagione dei "furbetti del quartierino" sembra tramontata ma la vigilanza è comunque d'obbligo perchè questa è una categoria che tende a riprodursi e a ripresentarsi sotto nuove spoglie
F) Le banche si sentono sotto stretta osservazione e sono molto più caute nei loro rapporti con la clietela, in particolare quella retail
G) La paura delle conseguenze rende tutti più virtuosi
Per oggi mi fermo qui; nel prossimo post la disamina degli aspetti "finanziari" della crisi

martedì 17 marzo 2009

LA CRISI - TERZO POST

Per capire in mano a chi sia stata la finanza internazionale in questi anni , basta osservare che:

- negli Stati Uniti la più grande compagnia assicurativa del paese, la AIG, ha avuto bisogno di sostegni statali per 170 miliardi di dollari (finora perchè il IV trimestre 2008 ha fatto registrare una perdita ulteriore di 61,7 miliardi di dollari) per evitare il fallimento.

Ebbene, i suoi vertici non hanno avuto pudore a deliberare bonus per 165 milioni di dollari in favore dei dirigenti di punta della società.

Mi chiedo quanto avrebbero deliberato se avessero fatto utili

Risulta che i contribuenti statunitensi ed Obama siano piuttosto arrabbiati

- in Italia in questi giorni per salvare ITALEASE le banche controllanti hanno deliberatoo un'OPA a 1,50 euro ( il titolo era arrivato a oltre 50 euro pochi mesi fa), poi svaluteranno e saranno costrette a fare un aumento di capitale di almeno 800 milioni di euro.Il titolo verrà tolto dal listino ed il piccolo azionista non avrà alternative all'aderire all'OPA.
Il tutto per far fronte alle malefatte del ex amministratore delegato Faenza, che a suo tempo è stato anche arrestato e che non si sa con quale aggettivo definire.
A "pagare" gli incauti che hanno in passato investito in azioni Italease, gli azionisti del Banco Popolare( il titolo ha subito in tracollo in borsa), poco il Dr.Faenza che durante la sua gestione si è arricchito personalmente e che ha poco da temere sotto il profilo delle sanzioni( prima che si arrivi a sentenza definitiva passerà chissà quanto).
Questa è la finanza, sia in Italia che nel mondo.
Diffidare, a questo punto, diventa doveroso