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venerdì 24 giugno 2011

MARIO DRAGHI PRESIDENTE DELLA BCE

La nomina di Draghi a Presidente della BCE è ormai ufficiale e la si deve esclusivamente alle qualità professionali e di correttezza del Governatore della Banca d'Italia.
Avevo già scritto che il Presidente del Consiglio avrebbe rivendicato la nomina come un successo del Governo. Puntuale, mezzora fa, la dichiarazione del presidente.

giovedì 12 maggio 2011

MARIO DRAGHI PROSSIMO PRESIDENTE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

Qualche settimana, esattamente il 29 Aprile, fa ho dedicato a Mario Draghi, di cui si parlava con sempre maggiore insistenza come prossimo Presidente della BCE in sostituzione di Trichet in scadenza di mandato, un post la cui tesi di fondo era:
- Mario Draghi può aspirare a ricoprire quall'importante ruolo perchè ha un curriculum eccellente (curriculum che riscostruivo a grandi linee) frutto di 40 anni di studio e di lavoro
- Mario Draghi occuperà quella posizione, superando le diffidenze generate dal suo essere "un italiano", perchè è una persona seria che sostiene una politica economica di serietà e rigore
- vedrete che Berlusconi dirà che la nomina è un successo del governo italiano e merito del governo italiano
Oggi la Merkel ha dato il via libera alla nomina e leggo che Berlusconi ha dichiarato, come ampiamente previsto, che essa è un successo del governo italiano, cioè in pratica suo.
Eh no, caro SB: la nomina è merito esclusivo di Mario Draghi e "malgrado" l'attuale governo italiano.. La svogliamo smettere, per favore, di dire idiozie a ogni piè sospinto?

venerdì 29 aprile 2011

MARIO DRAGHI PROSSIMO PRESIDENTE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

La Bild, uno dei più autorevoli organi di stampa tedeschi, titola stamattina che anche Angela Merkel ha dato il via libera a Mario Draghi come successore di Trichet al vertice della Banca Centrale europea. Se la Bild si è espressa vuol dire che la notizia è vera. Che Draghi fosse bravo, lo sapevamo già, che fosse unanimemente stimato a livello internazionale anche, che riuscisse a superare le resistenze francesi e tedesche alla nomina di un italiano al vertice dell'Istituto responsabile della politica monetaria dell'Unione Europea, beh, questo era molto meno scontato. La fama di cui godiamo nel mondo non è molto alta, soprattutto in ambienti dove non si riesce apprezzare il fine umorismo del quale molti nostri illustri rappresentanti fanno sfoggio in tutte le occasioni di incontro a livello internazionale.CHAPEAU a Draghi quindi e i migliori auguri per il nuovo incarico. Dimenticavo di dire che Berlusconi e Tremonti non vedono l'ora di farlo traslocare a Francoforte. Si liberano del più autorevole candidato a guidare un governo tecnico, che io chiamerei di salvezza nazionale, ma vedrete che diranno che Draghi è lì perche il governo si è fortemente impegnato a sostenerne la candidatura. No, cari signori, Draghi è lì perchè è Draghi.
Ed è lì perchè ha alle spalle un curriculum di tutto rilievo e di altissimo spessore di cui voglio ricostruire le tappe principali, il tutto per dimostrare che certe posizioni e certi incarichi, nei paesi di maggiore civiltà, li si può ottenere solo se se ne hanno i numeri e se si ha la stima di chi quegli incarichi deve conferire.
E veniamo al curriculum di Draghi:
- nasce a Roma il 3 Settembre 1947( è di dodici giorni più anziano di me, ho speranze)
- si laurea in economia a La Sapienza nel 1970 (se è per quello anche io: nel 1970,  in Giurisprudenza, a Bologna) con il massimo dei voti (se è per quello anche io) discutendo la tesi con il professor Caffè (io con il Professor Santini)
- prosegue gli studi presso l'M:I.T. di Boston dove nel 1976 consegue il PHD (e qui comincia la divaricazione, un po' come è successo qualche milione di anni fa quando i destini dell'uomo e degli altri primati hanno cominciato a differenziarsi). A Boston ha come maestri Modigliani e Solow
- inizia la carriera universitaria e nel 1981 diventa professore ordinario a Firenze di Economia e politica monetaria
- nel frattempo inizia a ricoprire ruoli istituzionali ( dal 1984 al 1990 è direttore esecutivo della Banca Mondiale)
- nel 1991 viene nominato Direttore Generale del Ministero del Tesoro, incarico mantenuto fino al 2001 sotto 10 governi; nel 1998 dà il suo nome al testo unico sulla finanza che introduce, tra le altre misure, la normativa sulle OPA e sulle scalate bancarie (Dlgs 24 Febbraio 1998 n.58 meglio conosciuta, appunto,  come Legge Draghi)
- dal 2002 al 2005 lavora come Vicepresident  e membro del Management CommitteeWorldwide della banca Goldman Sachs.
- nel 2006 viene nominato Governatore della Banca d'Italia succedendo a Antonio Fazio le cui vicende sono note. Nel momento in cui lascia Goldman Sachs conferisce ad un blind trust la gestione del suo patrimonio.
- dal 2006  è Presidente del Financial Stability Forum, l'organismo che riunisce su mandato  del G20 rappresentanti di governi, banche centrali, ecc. e che ha la mission di promuovere la stabilità finanziaria a livello internazionale.
Ho voluto ripercorrere le principali tappe della biografia di Mario Draghi per ricordare a tutti quanti noi che la selezione della classe dirigente deve essere fatta per merito, per capacità e  per il profilo morale  delle persone candidate a ruoli di responsabilità istituzionale. Non mi sembra che, ultimamente, questo sia avvenuto di frequente, nel nostro Paese.
Dimenticavo di dire che non più tardi di ieri Draghi ha di nuovo ribadito che non è più rinviabile il risanamento dei nostri conti pubblici. Evidentemente non ritiene che i conti siano a posto come affermano Tremonti e Berlusconi. Io lo sto dicendo da tempo: se lo ribadisce anche Draghi, ubi maior, minor cessat".............

POST SCRIPTUM:leggo una agenzia Ansa di qualche minuto fa  secondo la quale la Merkel non avrebbe dato ancora alcun assenso. Questo non cambia il senso dell'articolo e il rilievo che ho voluto dare alla figura di Mario Draghi nè le valutazioni di carattere generale che connotano il mio intervento
ore  13,57 29/4/2011

domenica 27 febbraio 2011

MARIO DRAGHI GOVERNATORE DELLA BANCA D'ITALIA

Il governatore Mario Draghi è una delle persone più stimabili e stimate di questo sgangherato Paese. Stima che varca i confini nazionali se è vero come è vero che presiede a livello internazionale il "Financial Stability Forum" ed è in corsa per sostituire il francese Trichet  al vertice della Banca Centrale Europea. Il governatore ha la mia stima incondizionata per mille ragioni che cercherò qui di sintetizzare; perchè:
a) è uno studioso di livello internazionale con consolidate e vastissime competenze maturate in oltre quaranta anni di studio e di lavoro. E' nato nel '47.
b) è una persona seria ed intellettualmente onesta
c) non grida ma argomenta con lucida razionalità tanto da apparire ad alcuni troppo freddo.
d) interviene con continuità ad ammonire in merito ai tanti problemi del sistema Italia proponendo soluzioni concrete
e) non racconta balle e perciò è inviso al Ministro Tremonti che è invece esperto nel volgere a suo favore ogni situazione, ogni dato, ogni circostanza. Per non parlare del premier che dell'imagination au pouvoir ha fatto il suo carattere distintivo, imagination che sconfina frequentissimamente nella folie au pouvoir. Di qui le tante analogie con Carlo VI di Francia.
Ieri il governatore, parlando ad un convegno a Verona, ha sottolineato per l'ennesima volta i punti di debolezza del sistema Italia:
a) la crescita è ferma da almeno quindici anni; il Paese è stanco, vecchio, senza energie propulsive e questa situazione sta penalizzando soprattutto i giovani che hanno davanti a loro prospettive incerte, confuse, precarie
b) i salari di ingresso dei giovani sono fermi da almeno 10 anni e la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 30%. Al Sud questa percentuale sale drammaticamente
c) l'inflazione è al di sopra degli obbiettivi Bce e corre il rischio di infiammarsi se il prezzo del petrolio continuerà a crescere per effetto del combinato tra la crisi di molti paesi produttori e la pressione di economie come la Cina, l'India, la Corea, il Brasile in rapido sviluppo e affamate di energia
d) la pressione fiscale è di tre punti sopra la media UE e il federalismo fiscale può elevarla ultriormente
e) il debito pubblico rispetto al PILha superato a fine 2010 il 120%
g) il sistema di istruzione (scuola e università) non premia il merito, è carente sotto il profilo qualitativo e quantitativo e si accrescono le differenze tra il livello medio dei nostri studenti e quello dei parì età di altri Paesi.
i) le prospettive sono pesanti
Chi mi segue sa che sono le cose che anche io dico da tempo e le valutazioni che faccio da tempo. In particolare sottolineo con orgoglio che da più di un anno sostengo che il debito pubblico sale a ritmi più elevati di quello che i vari organismi internazionali prevedono, nessuno dei quali aveva ipotizzato la percentuale del 120% a fine 2010,  e che  non si spiega perchè il debito sale così tanto in un contesto di tassi bassissimi, di tagli feroci ai bilanci dei singoli ministeri e ai trasferimenti agli enti territoriali.
Il risultato finale, secondo me, è chiaro e inevitabile:
a) il Titanic Italia incontrerà prima o poi il suo iceberg
b) ci sono fin d'ora le condizioni e gli elementi per un nuovo "Processo di Norimberga" a carico dei gerarchi di questo ventennio che, come il primo, ha portato il Paese al disastro morale, economico e sociale.
Mi auguro  che ci si possa fermare prima di precipitare nell'abisso con un governo di salute pubblica che metta insieme tutte le forze veramente "responsabili"guidate da Mario Draghi.