Domani, Domenica 3 Marzo, si svolgeranno le elezioni primarie per la scelta del Segretario nazionale del Partito Democratico. Tre i candidati (in ordine alfabetico): Roberto Giachetti, Maurizio Martina, Nicola Zingaretti.
Andrai a votare? mi è stato chiesto da alcuni amici.
Risponderò motivando.
Da quando ho maturato una coscenza politica, mi sono sempre riconosciuto in valori che latu sensu definirei "laico progressisti". Ho sempre privilegiato un modello di società nella quale fossero centrali democrazia formale e democrazia sostanziale, Modello di società mirabilmente delineato dalla nostra Carta Costituzionale. Lo sbocco logico di tale impostazione: per anni ho sostenuto e votato o il PSI (Partito Socialista Italiano) o il PRI (Partito Repubblicano Italiano).
Esaurita l'esperienza della prima Repubbica e mutato il quadro, quando fu avviato il progetto dell'ULIVO prima e del PD poi, mi riconobbi senza riserve in esso e aderii al nuovo Partito iscrivendomi al circolo di Busto Arsizio. Trovava fondamento la mia scelta nella convinzione che:
- il PD rappresentasse il contenitore politico ottimale per una azione di governo in linea con il modello sopra delineato
- i partiti che formavano il nocciolo dl PD assicurassero al Paese una classe politica dirigente "formata", "sperimentata" e di buon livello in grado di affrontare da subito. le sfide dei tempi (globalizzazione, affermazione di nuovi processi di produzione e di distribuzione, cambiamenti negli equilibri economi e politici mondiali, pressione crescente dei popoli poveri della terra, in particolare il Continente "africano", su una Europa in rallentamento)
- mi dava fiducia il fatto che l'ldea fosse maturata nell'ambiente accademico e politico di Bologna e che tra i promotori ci fossero Prodi, Parisi ed altri personaggi di peso
Purtroppo quando si è andati alla realizzazione pratica sono emerse difficoltà enormi. Le varie componenti non si sono mai fuse, il Partito non è mai nato, sono prevalse logiche da "guerra per bande", le ambizioni personali di alcuni hanno prevalso sulla ricerca del bene comune e del bene del Paese. il culmine di tutto ciò il"siluramento" di Romano Prodi indicato dal Partito a coprire il ruolo di Presidente della Repubblica(Aprile2015); reputai l'episodio particolarmente grave e emblematico di lacerazioni troppo profonde e tali da ritenere non più possibile per me rimanere in quel PD e con una mail al Segretario di circolo uscii dal Partito che rimaneva comunque - scrivevo - la ma unica casa possibile.
Nel periodo successivo le cose non sono andate certo meglio, le lacerazioni sono continuate malgrado i segnali che in tanti abbiamo lanciato perchè si invertisse la tendenza; il Partito ha continuato aperdere voti elezione dopo elezione e corre rischi sempre più forti di irrilevanza. Per mandare un segnale forte e inequivocabile, in tanti alle ultime elezioni politiche del Marzo scorso, abbiamo dato sostegno al movimento 5 stelle, affinchè il PD reagisse e ritrovasse le ragioni della sua esistenza. (Nessuno per la verità aveva pensato che dal tutto sarebbe emersa l'alleanza Lega/5stelle) Non mi sembra che in questo ultimo anno si siano fatti molti progressi.
***********************
Se questo è il contesto, logica e coerenza vorrebbero che io non andassi a votare alle primarie di domani.
ED INVECE ANDRO?
Il Paese sta correndo a velocità elevata come un treno alla Stazione (direbbe Vasco) e non è tempo di fare gli schizzinosi. Il panorama politico nostrano è avvilente. Il feeling tra l'elettorato e i 5 stelle è evaporato come neve al sole per un motivo soltanto: i 5 stelle - in primis il loro leader - si sono dimostrati non all'altezza di governare un Paese importante, articolato e con una economia complessa come il nostro. Forza Italia è un partito di fantasmi dietro un leader con notevoli problemi di approccio equilibrato con la realtà. La Lega sta assumendo sempre più connotazioni di destra estrema che potrebbero essere pericolose. Liberi e uguali un gruppo di zombies I partitini minori sono appunto "minori". Il compito storico di "salvare" il Paese spetta al PD. Chiunque dei tre venga eletto segretario avrà il dovere morale di proporre al Paese un programma politico - in vista delle prossime elezioni politiche, che non sono lontane - che non nasconda la gravità della situazione economica e sociale, che affronti i problemi senza demagogia e con concretezza estrema. E' tempo di lacrime e sangue; il 2019 non sarà bellissimo e bisogna che qualcuno lo dica. L'elettorato capirà e darà fiducia. Che non dovrà più essere tradita.
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sabato 2 marzo 2019
venerdì 21 dicembre 2018
IL 2,4 IL 2,04 I FURBETTI DEL QUARTIERINO
Contenta la Commissione Europea che ha ottenuto dal nostro Paese una riduzione del deficit di 0,36 punti percentuali rispetto all'ipotesi iniziale, contenti i due dell'Avemaria che hanno confermato davanti a loro stessi e al loro elettorato l'abilità, la fermezza con la quale sostengono i nostri interessi, la furba intelligenza che sempre li sostiene nel loro operato, contento il popolo che non si sofferma certo a chidersi se il numero 4 - nel contesto - è un decimale o no.
A me viene da pensare, invece, che, se non ci fosse da piangere, ci sarebbe solo da ridere.
domenica 8 luglio 2018
ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 10 GIUGNO 2018
Ho voluto attendere a dare un giudizio di sintesi sulla tornata di elezioni amministrative i cui risultati sono stati strettamente in linea con quanto ipotizzato dalla gran parte dei commentatori. Disfatta del PD che si rivela clamorosa nelle zone del Paese nelle quali tradizionalmente era maggioritaria una sensibilià che avrebbe dovuto vedere nel PD il proprio naturale contenitore politico, arretramento di Forza Italia, tenuta a fatica dei 5 stelle, forte avanzata della Lega che Salvini propone come partito nazionale di destra.
Perchè tutto questo sia successo non è poi così difficile capirlo. Il PD si è dimostrato ancora una volta incapace di capire i bisogni, le paure, le rabbie della gente. Un partito che nasceva, secondo le intenzioni, dalla volontà di "mettere insieme" sensibilità "popolari"è naufragato sulla assoluta incapacità non solo di parlare ai ceti popolari e di farsi capire da essi ma anche di parlare e di farsi capire dai ceti che tradizionalmente si sono riconosciuti in posizioni latu sensu "non di sinistra" e che in una società liquida come la nostra attuale potrebbero trovare motivo di cambiamento di orientamento se posti di fronte a programmi seri proposti da gente seria. Il distacco tra "la gente" e i "dirigenti" del partito è stato così evidente che ad esso va attribuita in gran parte la disfatta della proposta del PD. E va sottolineato che anche gli ulteriori passaggi del dopo elezioni hanno confermato che, al di là delle dichiarazioni,il PD non riesce a fare autocritica e non riesce a fare"punto fermo".
Eppure se ci si riflette bene, il progetto del PD è l'unico che possa avere una qualche chance di poter gestire il futuro del Paese. FORZA ITALIA è in disfacimento come il suo leader che a Settembre compie 82 anni e non si rende conto che il suo tempo è alle spalle. FRATELLI D'ITALIA è una partito di destra fascista che non può proporre alcunchè nè da solo nè alleato con altri. LIBERI E UNITI è nato come una riserva delle riserve della sinistra storica ed è evaporato prima ancora di nascere. Dei due partiti che attualmente ottengono la maggioranza dei consensi:
I 5 STELLE hanno reiteratamente dimostrato fragilità inesperienza incapacità di essere all'altezza del compito di guidare un Paese di 60 milioni di abitanti e che comunque rimane tra le prime dieci economie industrializzate del mondo
LA LEGA, che pure oggi raccoglie consenso in rapida ascesa, non può pensare di governare soltanto sulla base delle paure che il problema delle migrazioni solleva, paure che Salvini cavalca e amplifica.
Qui c'è da rimettere in piedi un Paese, ci vogliono idee chiare, concretezza di programmi ed interventi e credibilità di chi è chiamato a governare. Mica facile.
Eppure se ci si riflette bene, il progetto del PD è l'unico che possa avere una qualche chance di poter gestire il futuro del Paese. FORZA ITALIA è in disfacimento come il suo leader che a Settembre compie 82 anni e non si rende conto che il suo tempo è alle spalle. FRATELLI D'ITALIA è una partito di destra fascista che non può proporre alcunchè nè da solo nè alleato con altri. LIBERI E UNITI è nato come una riserva delle riserve della sinistra storica ed è evaporato prima ancora di nascere. Dei due partiti che attualmente ottengono la maggioranza dei consensi:
I 5 STELLE hanno reiteratamente dimostrato fragilità inesperienza incapacità di essere all'altezza del compito di guidare un Paese di 60 milioni di abitanti e che comunque rimane tra le prime dieci economie industrializzate del mondo
LA LEGA, che pure oggi raccoglie consenso in rapida ascesa, non può pensare di governare soltanto sulla base delle paure che il problema delle migrazioni solleva, paure che Salvini cavalca e amplifica.
Qui c'è da rimettere in piedi un Paese, ci vogliono idee chiare, concretezza di programmi ed interventi e credibilità di chi è chiamato a governare. Mica facile.
venerdì 1 giugno 2018
IL CONTRATTO - POST N.13
Il messaggio era chiaro ma una legge elettorale "mirata" aveva consegnato una situazione di ingovernabilità. Il Presidente della Repubblica ha pilotato la crisi con molta abilità ma in alcuni passaggi al limite dei suoi poteri costituzionali. Non si capisce, ad esempio, perchè il Prof. Savona fosse assolutamente inadatto a coprire il ruolo di Ministro dell'Economia perchè critico nei confronti di alcuni sviluppi dell'Unione Europea ed è invece quanto c'è di meglio per occuparsi di politiche comunitarie.
C'era inoltre il dubbio che il "lasciapassare" di Berlusconi a Salvini fosse un escamotage per logorare i 5 stelle ed il loro giovane ed inesperto leader.
A complicare il quadro i continui attacchi al nostro Paese da parte di autorevoli esponenti politici del Nord Europa, la pressione sullo spread Italia/Germania che ormai viene utilizzato come arma di distruzione di massa nelle fasi più acute di crisi ma rientra subito quando la battaglia è finita, le oggettive incongruenze di alcuni passaggi del "contratto" sottoscritto da Salvini e Di Maio, lo spettro di un "governo" tecnico o del Presidente che avrebbe portato a nuove elezioni, cosa che nessuno dei partiti in campo vuole.
E così il quadro si è ricomposto ed è nato il governo Conte, un governo politico perchè sostenuto da due forze che da sole hanno il 50% dei consensi.
Il governo durerà? Dieci anni ha dichiarato Salvini che sostituirà l'alleanza con Forza Italia con l'alleanza con 5 stelle man mano che si svolgeranno le varie elezioni locali. L'ha capito benissimo anche Giorgia Meloni che, da quella donna intelligente che è, non ha alcuna intenzione di fare da badante a Silvio Berlusconi e vuole rimanere agganciata a Salvini.
Ora si tratta di governare avendo alcuni punti fermi:
a) dall'Europa e dall'Euro non si esce perchè sarebbe un disastro assoluto per le nostre finanze pubbliche e per il Paese ma occorrerà starci con ben altro piglio e vigore (del resto a nessuno - in primis alla Germania - conviene un nostro default)
b) occorre rilanciare immediatamente la capacità produttiva del nostro apparato industriale con misure di sostegno ai settori in cui abbiamo delle potenzialità da sviluppare in tempi brevi
c) occorre ua politica fiscale di "alleggerimento" e di "emersione della evasione" ma la "flat" tax è inapplicabile oltrechè ingiusta (la progressività è un "valore"che caratterizza l'impianto della nostra Costituzione
d) occorre una politica di contrasto netto alla criminalità organizzata e alla precarietà della situazione dell'ordine pubblico in troppi luoghi del nostro territorio. Politica dell'accoglienza sì ma sotto controllo e revisione del trattato di Dublino. Non credo che Salvini Ministro dell'interno sia foriero di chissà quali nefandezze ma l'esigenza di maggior sicurezza è reale e va tutelata.
e) sostegno ai ceti economicamente più deboli ma il reddito di cittadinanza deve avere caratteristiche di brevità temporale e avere precisi limiti
f) la strada della "spending rewiew" è la strada maestra per razionalizzare i flussi di spesa del settore pubblico. Se Cottarelli ha registrato tante resistenze significa semplicemente che aveva colpito il cuore del problema.
g) va rivisto tutto l'impianto dei contratti di lavoro e delle normative in materia pensionistica. Bisogna aver chiaro che se non vengono assicurati flussi di versamenti adeguati da parte delle nuove generazioni il problema non sarà quello dell'età di collocamento in pensione ma che non ci saranno fondi per pagarle, le pensioni.
Infine, ma la considero una pregiudiziale, occorre una palingenesi morale che faccia ritrovare al singolo cittadino il senso dell'apppartenenza ad una comunità, il rispetto dei beni pubblici, il piacere dell'onestà - parafrasando Luigi Pirandello.
Il popolo italiano questo ha chiesto, confusamente, alle forze politiche. Ha ritenuto che nè PD nè LEU nè Forza Italia fossero in grado di dare risposte e le ha chieste a due forze "popolari". Il popolo italiano attende di vedere se saranno in grado di darle. Mi sembra di buon auspicio che il governo inizi la sua azione il 2 Giugno, 72 anni dopo il referendum che sancì la scelta repubblicana
venerdì 25 maggio 2018
IL CONTRATTO - POST N.8
Socrate affermava che l'insegnante, il maestro, deve essere nei confronti dei suoi allievi come una levatrice che "tira fuori" quello che essi hanno dentro. Ars maieutica.
Mi sembra che il parto che dovrà far nascere il "nuovo" governo sia talmente complicato che forse una levatrice non basta ma alla fine il governo si farà.
Allo stato l'ostacolo maggiore alla formazione dell'esecutivo sembra essere l'indicazione del Prof. Savona come Ministro dell'Economia. Il Presidente Mattarella ha delle riserve perchè nel più recente passato il Prof. Savona ha espresso delle critiche in merito all'egemonia che Germania e Francia hanno nell'Unione Europea e a come è stato utilizzato l'Euro Dall'estero vengono segnali sulla stessa linea d'onda perchè è evidente che Germania e Francia e Paesi che ruotano nella loro orbita preferiscono avere un interlocutore di minor peso e di minor carisma.
Perchè voler far passare il Prof. Savona come una mina vagante e persona non affidabile è semplicemente ridicolo.
Savona ha 82 anni, come Silvio nostro ma li porta molto meglio, ha operato per anni in seno a Bankitalia dove è arrivato fino a Vicedirettore Generale, insegna economia alla LUISS da decenni, politicamente è stato sempre vicino al Partito Repubblicano, ha già fatto il Ministro dell'Economia con Ciampi, non dà l'impressione di essere uno scriteriato che non si rende conto delle conseguenze delle sue azioni e delle sue opinioni. Può dar fastidio per "eccesso di peso" non "per difetto". Quindi Mattarella non potrà esercitare alcun veto se i due Partiti sottoscrittori del contratto rimarranno fermi sulle loro posizioni.
Già qualcuno paventa chissà quali "sfracelli" visto che lo spread dei tassi tra il nostro BTP decennale e il bund tedesco stessa durata è salito a oltre 200 punti base(leggasi centesimi). Lo spread viene utilizzato da qualche tempo come arma principale quando si vuole mettere in difficoltà un Paese al di là delle oggettive criticità. Ma bisogna chiarire che se lo spread sale in una settimana di 100 punti o 200, i conti pubblici non hanno immediatamente alcun aggravio.
Riflettiamo; il debito pubblico ammonta a 2.302 miliardi di euro a fine Marzo:
- 180 miliardi sono di circolazione monetaria (banconote in circolazione che non vengono remunerate e depositi)
- 113 miliardi sono titoli a breve termine (Bot e Ctz). Il costo per lo Stato è determinato al momento dell'emissione e non varia durante la vita del prestito; il costo per lo Stato è rappresentato dalla differenza tra il prezzo di emissione e il prezzo di rimborso (vengono rimborsati alla pari).
- 1.833 miliardi sono titoli a medio lungo termine di cui 1.436 a tasso fisso (BTP) sui quali lo Stato paga un interesse fisso determinato al momento dell'emissione che non varia per tutta la durata del prestito e che vengono rimborsati alla pari
- 397miliardi sono a tasso variabile ma l'indiciuzzazione non è certo giornaliera
- il resto sono prestiti i cui tassi sono fissati al momento dell'emissione.
Conseguentemente l'enfasi che viene data agli scostamenti giornalieri dello spread è del tutto fuorviante. lo spread esprime una linea di tendenza e non va certo sottovalutato perchè ovviamente se lo spread sale e rimane elevato lo Stato, cioè il Ministero dell'Economia, sarà costretto ad offrire tassi più alti e quindi con un maggior costo per i conti pubblici per le emissioni successive ma su quelle in corso nessun impatto. L'impatto lo avrà chi detiene i titoli se ha necessità di vendere prima della scadenza.Altrimenti otterrà un rimborso alla pari senza alcuna perdita
Mi auguro di essere riuscito a chiarire questi concetti perchè l'informazione economico finanziaria mi sembra sempre più superficiale e non corretta e tale da portare fuori strada.
In sintesi mi sembra che il Prof Savona sia la persona più adatta a guidare la nostra politica economica senza uscire da UE e dall'Euro ma con maggiore autorevolezza di quanto non sia stato fatto in passato. E, conseguentemente, mi auguro che il governo possa decollare entro le prossime 72 ore.
lunedì 21 maggio 2018
IL CONTRATTO POST N.4
Non vorrei essere nei panni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in questo momento; il quale - a mio avviso - non può dare il via libera ad un governo che nasce sulla base di un programma-contratto nettamente antieuropeista e lontano mille miglia dallo spirito e dalla lettera della nostra Costituzione. E' un passaggio cruciale e pregiudiziale. Il giudizio sui nomi del Presidente del Consiglio e dei ministri viene dopo.
Se andrà così il Presidente della Repubblica verrà attaccato durissimamente; gli verrà rimproverato di boicottare la volontà popolare, di essere la longa manus di poteri forti che da sempre tirano le fila delle scelte politiche del nostro Paese, di coprire il ruolo non imparzialmente. I media amplificheranno tali critiche e il "popolo sovrano", che sovrano non è mai stato, si convincerà che c'è un complotto per impedirgli di esercitare le proprie prerogative e la propria sovranità.
Si sta scherzando con il fuoco, i messaggi diretti alla "pancia" del Paese colpiranno l'immaginario popolare molto più di quelli diretti alla testa, la confusione è tanta, gli esiti incerti.
venerdì 27 aprile 2018
IL FEDERALE
Ho rivisto l'altra sera in televisione, dopo decenni, IL FEDERALE, il bel film di Luciano Salce del '61 che narra le vicende dell'aspirante Federale Primo Arcovazzi, interpretato magistralmente da Ugo Tognazzi, inviato in missione speciale in Abruzzo nel Maggio 1944 per riportare a Roma prigioniero il Prof. Erminio Bonafè, noto esponente antifascista rifugiatosi nella sua regione di origine ed ispirato alla figura di Ivanoe Bonomi, Gli avvertimenti: "buca", "buca con acqua" con i quali Tognazzi alla guida del sidecar che li riporta a Roma anticipa al Professore, interpretato altrettanto bene da Georges Wilson, un possibile scossone sono passati alla storia del nostro cinema.
Un film ironico, quello di Salce, al limite del sarcasmo, un film amaro nel quale sono presenti tutte le sfaccettature dell' "italico carattere" che riesplode ogni volta che ci si trova di fronte a passaggi importanti della vita del Paese. Basta osservare con un minimo di attenzione quello che accade in questi giorni sulla scena politica per averne plastica conferma. Confronto e scontro tra piccoli personaggi, di modesta capacità di visione e di piccola virtù.
martedì 24 aprile 2018
IL GOVERNO CHE VERRA?
Nel post del 18 Aprile configuravo come soluzione possibile, alla fine, un governo di programma tra 5 Stelle e PD al quale si sarebbero potuti aggregare i parlamentari di Liberi ed Uguali, con Paolo Gentiloni Presidente del Consiuglio. Alcuni amici con i quali ho parlato mi hanno detto.............impossibile.............il Movimento 5 stelle mai farebbe un governo con il PD e il PD da parte sua ha detto in tutte le salse che è una soluzione nemmeno ipotizzabile.
Al punto in cui siamo, dopo il mandato conferito dal Presidente della Repunbblica al Presidente della camera, dopo le dichiarazioni di oggi pomeriggio di Di Maio che ha certificato come "spento" il forno con la Lega e la opposizione del movimento a qualsiasi governo del Presidente, mi sembra che non ci siano più margini: o un governo 5 stelle PD o si torna a votare. Vediamo quale è l' interesse delle parti:
a) 5 stelle non può non fare il governo. Sarebbe una sconfitta pesante. Il movimento ha invece tutto l'interesse a "cominciare" a governare, a impadronirsi delle leve, a fare esperienza, a contribuire con propri ministri di peso all'attività di governo. Di Maio è giovane e può aspettare un giro. Inoltre se il governo dovesse andar male sarebbe facile scaricare la responsabilità principalmente su chi lo avesse guidato, Gentiloni a mio avviso.
b) il PD non può assolutamente andare al voto: prenderebbe un'altra batosta di quelle che trarmortiscono scendendo sotto il 10. Si dissolverebbe e non c'è un parlmentare PD che uno che rinuncerebbe al suo seggio. E Renzi stavolta non ha margini
c) Il Presidente Mattarella avrebbe il merito di aver portato il Paese fuori dalle secche di una situazione pericolosa
d) Gentiloni sarebbe contento, ovviamente, anche perchè consoliderebbe la immagine che da di se di forza
di governo solida e tranquilla. Gentiloni, inoltre, e questo è molto ma molto importante, sarebbe visto a livello di Unione Europea come soluzione seria e afiidabile.
e) per l'Italia sarebbe comunque la soluzione migliore nell'attuale contesto.
Vedremo se avevo visto bene il 18 e se vedo bene oggi( è più facile)
Mi sembra, però. che il Paese e i suoi problemi, che sono tanti, non siano al primo posto tra i pensieri dei parlamentari, di tutti gli schieramenti, che spendono tutte le loro energie innanzitutto per sopravvivere essi stessi. E questo non è un bel vedere.
sabato 10 marzo 2018
QUALCHE RIFLESSIONE SUL VOTO DI DOMENICA
L'ultimo post pubblicato, nel quale affermavo di aver votato "5 stelle" su tutta la linea e cercavo di motivarne le ragioni, ha suscitato vivaci prese di posizione nel - ristretto - numero dei miei amici e di chi legge ciò che scrivo.
In sintesi, alcuni hanno manifestato netto dissenso criticando la scelta; altri invece hanno apprezzato, specialmente i miei amici marchigiani con i quali sono in pratica cresciuto, Cerco di sintetizzare la mia posizione.
Ritengo, da tempo, che la nostra Repubblica abbia da troppo tempo imboccato una strada di non scelte o di scelte sbagliate che l'ha portata in una situazione critica sotto il profilo della convivenza civile, della buona amministrazione delle risorse pubbliche, della capacità del nostro sistema industriale di produrre merci e servizi competitivi nel mercato globale. Il tutto nel contesto e a causa del degrado del livello morale delle classi dirigenti, in particolare della classe politica, del piccolo cabotaggio che caratterizza gli orizzonti dei principali protagonisti del sistema industriale, della veduta corta con cui in genere i problemi vengono affrontati E, ovviamente,come effetto principale della globalizzazione.
Il quadro che si presentava la mattina del 4 Marzo era quello di una corsa a tre(5Stelle, Centrodestra, PD e alleati) senza che nessuno dei tre a fine giornata fosse in grado di avere i numeri per governare. Si intravedeva il rischio concreto di un inciucio che avrebbe prorogato "sine die" un modo di far politica più attento agli interessi della casta che a quelli dei cittadini, caratterizzato da opacità, zone d'ombra, corruzione diffusa.Non potevo votare PD con tutti gli errori che il PD ha fatto in questi anni e con la prospettiva di un nuovo patto del Nazzareno tra un Berlusconi completamente "andato" e un PD senza capo nè coda e dilaniato da lotte interne
Potevo invece "sparigliare" e dare fiducia ad un movimento di gente giovane,certamente inesperta, ma carica di tensioni ideali, consapevole di avere il diritto/dovere di prendere in mano il destino della loro generazione e di quelle a venire.Visti i rsultati, direi che questo ragionamento lo hanno fatto in molti ed i risultati si sono visti. Ed ora che si fa? Il Presidente Mattarella, che deve gestire un passaggio estremamente delicato, ha richiamato con forza la "POLITICA" al senso di reponsabilità e a pensare al bene dei cittadini come unico obbiettivo dell'azione di governo. E allora perchè non pensare all'impensabile? Per esempio ad un governo Gentiloni, l'unico che gode oggi dell'apprezzamento interno e internazionale per coprire il ruolo senza rischi per il Paese, affiancato dai ministri che meglio hanno operato nel suo governo (Calenda, Padoan, Minniti, Franceschini) e da altri ministri espressi da Lega, quella che ci sta, 5 stelle, da Forza Italia ( se ci sta) Partito Democratico, Fratelli d'Italia, Centristi che dovranno cooperare in armonia per realizzare un programma "realistico" e "fattibile"che prenda il meglio dei singoli programmi e faccia ripartire veramente il sistema Italia. Tutti un passo indietro in funzione dell'obbiettivo di avere come unico riferimento il bene comune. Perchè i partiti sanno benissimo quali misure proposte sono giuste e quali no, quali sono adottabili e quali no, quali provvedimenti sono proposti esclusivamente per catturare consenso.
Insomma, un governo di salute pubblica con Mattarella garante, i ministri più liberi e meno vincolati dalle forze politiche che li hanno espressi ed un programma concreto incentrato su misure che affrontino pragmaticamente le problematiche e le emergenze del Paese
Si scoprirebbe che le differenze tra le varie proposte sono molto meno marcate di quanto si pensi, che le problematiche dell'economia, del lavoro, della sicurezza, del fisco sono problemi del Paese e non di una sua parte. Riuscirà il Presidente Mattarella a far fare il necessario bagno di umiltà ai partiti? Io ci conto anche perchè è chiaro che non ci sono alternative e che il sentiero è stretto.
Il quadro che si presentava la mattina del 4 Marzo era quello di una corsa a tre(5Stelle, Centrodestra, PD e alleati) senza che nessuno dei tre a fine giornata fosse in grado di avere i numeri per governare. Si intravedeva il rischio concreto di un inciucio che avrebbe prorogato "sine die" un modo di far politica più attento agli interessi della casta che a quelli dei cittadini, caratterizzato da opacità, zone d'ombra, corruzione diffusa.Non potevo votare PD con tutti gli errori che il PD ha fatto in questi anni e con la prospettiva di un nuovo patto del Nazzareno tra un Berlusconi completamente "andato" e un PD senza capo nè coda e dilaniato da lotte interne
Potevo invece "sparigliare" e dare fiducia ad un movimento di gente giovane,certamente inesperta, ma carica di tensioni ideali, consapevole di avere il diritto/dovere di prendere in mano il destino della loro generazione e di quelle a venire.Visti i rsultati, direi che questo ragionamento lo hanno fatto in molti ed i risultati si sono visti. Ed ora che si fa? Il Presidente Mattarella, che deve gestire un passaggio estremamente delicato, ha richiamato con forza la "POLITICA" al senso di reponsabilità e a pensare al bene dei cittadini come unico obbiettivo dell'azione di governo. E allora perchè non pensare all'impensabile? Per esempio ad un governo Gentiloni, l'unico che gode oggi dell'apprezzamento interno e internazionale per coprire il ruolo senza rischi per il Paese, affiancato dai ministri che meglio hanno operato nel suo governo (Calenda, Padoan, Minniti, Franceschini) e da altri ministri espressi da Lega, quella che ci sta, 5 stelle, da Forza Italia ( se ci sta) Partito Democratico, Fratelli d'Italia, Centristi che dovranno cooperare in armonia per realizzare un programma "realistico" e "fattibile"che prenda il meglio dei singoli programmi e faccia ripartire veramente il sistema Italia. Tutti un passo indietro in funzione dell'obbiettivo di avere come unico riferimento il bene comune. Perchè i partiti sanno benissimo quali misure proposte sono giuste e quali no, quali sono adottabili e quali no, quali provvedimenti sono proposti esclusivamente per catturare consenso.
Insomma, un governo di salute pubblica con Mattarella garante, i ministri più liberi e meno vincolati dalle forze politiche che li hanno espressi ed un programma concreto incentrato su misure che affrontino pragmaticamente le problematiche e le emergenze del Paese
Si scoprirebbe che le differenze tra le varie proposte sono molto meno marcate di quanto si pensi, che le problematiche dell'economia, del lavoro, della sicurezza, del fisco sono problemi del Paese e non di una sua parte. Riuscirà il Presidente Mattarella a far fare il necessario bagno di umiltà ai partiti? Io ci conto anche perchè è chiaro che non ci sono alternative e che il sentiero è stretto.
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