Questa settimana ho fatto, tra le altre, due cose.
- ho rivisto, credo per la quarta volta, AVATAR, il bellissimo film - a mio avviso - di James Cameron
- ho comperato l'ultimo libro di Vito Mancuso, Io e Dio, edizioni Garzanti. Perchè sottolineo Edizioni Garzanti; perchè in passato Mancuso pubblicava su Mondadori. Quando si aprì il dibattito se gli autori che connotavano il loro pensiero di un forte richiamo all'etica potessero ancora pubblicare da Mondadori dopo che quest'ultima aveva potuto godere di un un forte vantaggio fiscale per effetto di uno dei tanti provvedimenti "ad personam" o "ad aziendam"del governo Berlusconi, Mancuso fu il primo a porsi il problema morale e ne trasse le dovute conseguenze, come Don Gallo ed altri. Cosa che non fece, ad esempio, Augias e di questo mi rammaricai perchè ho avuto sempre in massima stima Augias. Ci fu uno scambio di mail tra me e lui. Io gli feci presente che non poteva continuare a pubblicare su Mondadori, lui mi rispose che ci stava pensando e che avrebbe comunicato le sue decisioni nel convegno di Mantova che si sarebbe tenuto di lì a pochi giorni; a Mantova disse sostanzialmente che avrebbe continuato con Mondadori e io gli risposi che la mia stima nei suoi confronti aveva subito un vero e proprio tracollo. Una delusione perchè io ho sempre visto Augias come il classico intellettuale portatore di valori di coerenza morale, di tolleranza, di laicità che me lo facevano molto apprezzare. Ci feci anche due post sull'argomento, post che datati 24 Agosto e 3 Settembre 2010.
Perchè trovo legami tra Avatar e Vito Mancuso. Non è facile da spiegare. ci proverò.
A me sembra che Mancuso stia cercando di percorrere un sentiero stretto che non lo faccia uscire dalla comunità ecclesiale e che, nel contempo, si proponga di ragionare sui Novissimi alla luce dell'evoluzione del pensiero e delle conoscenze che a partire dal 600 hanno "picconato" le certezze sulle quali la chiesa e il suo "magistero"fondavano il loro potere.
Ci vedo molto Spinoza in Mancuso. Deus sive natura.
Condivido pienamente ma non vedo come questo possa conciliarsi con la dottrina della chiesa e con il "Credo" che, a mio avviso, è la stella polare che indica la rotta. non eludibile, ad ogni cattolico. E, infatti, Mancuso viene considerato un teologo "border line" in odore di eresia.
E qui e di qui nasce il parallelo con il popolo dei Na'vi che sul pianeta Pandora resiste agli attacchi della nostra "civiltà" incarnata dallo spirito dei marines yankee che lo hanno invaso.
Popolo completamentre immerso nella natura in un contatto simbiotico che ne fa un popolo sereno e sostanzialmente felice.
La stesura di questi post avrà un percorso completamente diverso dagli altri. In genere scelgo un argomento, scrivo di getto, mi correggo e pubblico.
Stavolta no. Ho comperato il libro di Mancuso alla libreria Boragno ieri domenica. Comincio a leggerlo oggi lunedì 19 di Settembre dell'anno di grazia 2011 in quel di Busto Arsizio che quelli della lega si ostinano a chiamare "Busti grandi".Mi ripropongo di leggerne 40/50 pagine al giorno ed alla fine di ogni giornata di mettere su carta il mio giudizio e le mie impressioni su quanto letto nel giorno. Dovrebbero venirne fuori una decina di capitoli o puntate. Vediamo se funziona.-
Per ora quindi pubblico questo post a titolo di "cappello", poi pubblicherò tutti insieme i dieci/dodci capitoli di cui ho appena fatto cenno.
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lunedì 19 settembre 2011
venerdì 3 settembre 2010
VITO MANCUSO, LA MONDADORI E LA QUESTIONE MORALE
In un articolo pubblicato stamane 3 Settembre su Repubblica Vito Mancuso conclude le sue riflessioni sul problema che aveva sollevato il 21 Agosto con il primo articolo sullo stesso quotidiano. E lo conclude nell'unico modo in cui poteva concluderlo: annunciando che lascia Mondadori ed Einaudi. Conclude dicendo che..... magis amica iustitia. Per chi non lo ricordasse la frase completa è "amico Plato sed magis amica veritas" e vienne attribuita a Socrate nei confronti di Platone da Ammonio. E' una questione di coerenza e coerenza è stata. Debbo confessare che non ho per niente apprezzato, invece, le posizioni di Scalfari e di Augias, le due persone che stimo di più sul piano intellettuale ed ai quali mi sento particolarmente vicino. Su Scalfari ho già espresso la mia opinione. Augias avrebbe dichiarato che "il suo rapporto non è con una marca ma con unomini". Risposta che, se è vera, non è degna di Augias. Queste ultime due prese di posizione sono per me motivo di ulteriore disincantata delusione. Come non è stato per me motivo di conforto il sapere che in Piemonte uno dei dirigenti PD più accreditati è Giusi La Ganga, un nome un programma che, per chi non lo ricordasse, ai tempi del craxismo imperante era il pù attivo collettore di mazzette nell'Italia del CAF
Continuo infatti a credere, ingenuamente forse, che la questione morale sia la madre di tutte le questioni e che essa debba essere il discrimine tra il centro destra ed il centro sinistra. altrimenti come si fa a parlare di tutelare gli interessi e le istanze delle persone e dei ceti più deboli. Pecunia olet, secondo me, e lascio alle gerarchie ecclesiastiche e a chiunque lo ritenga di aggiungere il non.
Continuo infatti a credere, ingenuamente forse, che la questione morale sia la madre di tutte le questioni e che essa debba essere il discrimine tra il centro destra ed il centro sinistra. altrimenti come si fa a parlare di tutelare gli interessi e le istanze delle persone e dei ceti più deboli. Pecunia olet, secondo me, e lascio alle gerarchie ecclesiastiche e a chiunque lo ritenga di aggiungere il non.
martedì 24 agosto 2010
VITO MANCUSO, LA MONDADORI E LA QUESTIONE MORALE
Il teologo Vito Mancuso ha aperto dalle pagine di Repubblica una questione importante che si può così riassumere: " può un autore che professa la necessità che l'etica guidi le scelte di ognuno in ogni campo far pubblicare i suoi scritti da una casa editrice come la Mondadori che attraverso una legge "ad aziendam" ha sistemato le proprie pendenze con il fisco pagando una cifra ridicola rispetto all'accertato?
Vito Mancuso ha sollevato il problema e mi pare che stia arrivando alla conclusione che no, non si può. Il problema riguarda molti illustri autori, altri, come Giorgio Bocca hanno già fatto la loro scelta ed hanno chiuso il rapporto con la Mondadori.
Bene, io sono del parere che se si vuole mantenere il rispetto di se stessi e se si vuole dimostrare un minimo di coerenza, no, non si può e non perchè la Mondadori appartenga al Gruppo Berlusconi, ma perchè è stata oggetto di un provvedimento legislativo di favore che suona come uno schiaffo per tutti i contribuenti onesti e l'ennesima conferma di come nel nostro paese sia ormai dato per scontato che evadere il fisco sia un comportamento non censurabile.
Mi auguro che gli autori in dubbio, che hanno predicato per lungo tempo la necessità di comportamenti coerenti con una visione etica, traggano le opportune conseguenze
Vito Mancuso ha sollevato il problema e mi pare che stia arrivando alla conclusione che no, non si può. Il problema riguarda molti illustri autori, altri, come Giorgio Bocca hanno già fatto la loro scelta ed hanno chiuso il rapporto con la Mondadori.
Bene, io sono del parere che se si vuole mantenere il rispetto di se stessi e se si vuole dimostrare un minimo di coerenza, no, non si può e non perchè la Mondadori appartenga al Gruppo Berlusconi, ma perchè è stata oggetto di un provvedimento legislativo di favore che suona come uno schiaffo per tutti i contribuenti onesti e l'ennesima conferma di come nel nostro paese sia ormai dato per scontato che evadere il fisco sia un comportamento non censurabile.
Mi auguro che gli autori in dubbio, che hanno predicato per lungo tempo la necessità di comportamenti coerenti con una visione etica, traggano le opportune conseguenze
sabato 27 febbraio 2010
VITO MANCUSO - LA VITA AUTENTICA
Nel suo ultimo saggio : LA VITA AUTENTICA , appena uscito per le edizioni Cortina Raffaello, Vito Mancuso sostiene delle tesi molto vicine a quelle da me portate avanti nei miei ultimi post sulla questione morale e sul mio non essere credente, post che hanno aperto un acceso dibattito al quale ha fornito autorevole contributo il da me molto stimato amico Patrizio Lattanzio.
In sintesi Mancuso si chiede:
a) Dio è necessario o no per una "vita autentica", cioè per una vita oggettivamente orientata al Bene? La sua risposta, come la mia, è no, non è necessario
b) proseguendo nel suo ragionamento Mancuso sostiene però che non sia possibile una vita autentica senza credere nel bene e nella giustizia, una qual sorta di fede nel bene e nella giustizia quali dimensioni più alte del vivere. Anche su questo punto mi trova d'accordo. Anch'io sostengo il primato dell'etica ma che colloco in una dimensione puramente "terrena"
c) andando avanti M. conclude invece che lui rimane nel solco della teologia cattolica in quanto riconosce che il primato dell'etica è riconducibile alla profondità dell'essere, facendo un parallelismo con i principi enunciati da Kant nella Critica della Ragion pura e con l''Imperativo categorico, e attestazione di una dimensione più profonda dell'essere la quale risulta così fascinante e normativa per la coscienza retta perchè ne costituisce l'origine da cui viene ed il fine verso cui tende, ovvero quel principium universitatis che Tommaso d'Aquino dice di essere il nome filosofico di Dio. Qui, secondo me,Mancuso
si arrampica sui vetri ed affermare come fa che legare Dio alla oggettività del bene e della giustizia non solo non ne esclude la presenza ma riproduce la prospettiva di Gesù, è francamente una forzatura . Capisco pertanto le critiche avanzate da Civiltà Cattolica( articolo a firma Giovanni Cucci sul quaderno 3831) alle sue tesi
Da tutto quanto precede io mi limito a ricavare un semplice motivo di riflessione: visto lo stato miserevole dell'etica nel nostro Paese,ne urge un recupero forte e immediato sia da parte cattolica che da parte laica, ad evitare che il Paese venga sommerso da un'ondata di fango maleodorante che tutto avvolge, tutto copre e tutto corrode
In sintesi Mancuso si chiede:
a) Dio è necessario o no per una "vita autentica", cioè per una vita oggettivamente orientata al Bene? La sua risposta, come la mia, è no, non è necessario
b) proseguendo nel suo ragionamento Mancuso sostiene però che non sia possibile una vita autentica senza credere nel bene e nella giustizia, una qual sorta di fede nel bene e nella giustizia quali dimensioni più alte del vivere. Anche su questo punto mi trova d'accordo. Anch'io sostengo il primato dell'etica ma che colloco in una dimensione puramente "terrena"
c) andando avanti M. conclude invece che lui rimane nel solco della teologia cattolica in quanto riconosce che il primato dell'etica è riconducibile alla profondità dell'essere, facendo un parallelismo con i principi enunciati da Kant nella Critica della Ragion pura e con l''Imperativo categorico, e attestazione di una dimensione più profonda dell'essere la quale risulta così fascinante e normativa per la coscienza retta perchè ne costituisce l'origine da cui viene ed il fine verso cui tende, ovvero quel principium universitatis che Tommaso d'Aquino dice di essere il nome filosofico di Dio. Qui, secondo me,Mancuso
si arrampica sui vetri ed affermare come fa che legare Dio alla oggettività del bene e della giustizia non solo non ne esclude la presenza ma riproduce la prospettiva di Gesù, è francamente una forzatura . Capisco pertanto le critiche avanzate da Civiltà Cattolica( articolo a firma Giovanni Cucci sul quaderno 3831) alle sue tesi
Da tutto quanto precede io mi limito a ricavare un semplice motivo di riflessione: visto lo stato miserevole dell'etica nel nostro Paese,ne urge un recupero forte e immediato sia da parte cattolica che da parte laica, ad evitare che il Paese venga sommerso da un'ondata di fango maleodorante che tutto avvolge, tutto copre e tutto corrode
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