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domenica 7 febbraio 2016

PARLIAMO DI SOLDI C HE FARE POST N.2

CHE BANCA SCEGLIERE?
Fino alla fine del 2015 mia moglie ed io avevamo quattro conti bancari, due cointestati in Unicredito, due singoli in Fineco. Abbiamo chiuso i due conti in Unicredito e abbiamo conservato i due singoli in Fineco. Perchè?
a) abbiamo preferito chiudere i cointestati in quanto non avendo avuto figli dal nosto matrimonio e non avendo ancora deciso come suddividere il nostro patrimonio, per il momento abbiamo cominciato a separare i flussi.
b) i conti Unicredito avevano un costo, i conti FINECO sono a costo zero. Oltretutto abbiamo eliminato due conti
c) per un "privato" che non ha una attività commerciale un conto "on line" (io ho FINECO ma ce ne sono molti altri) è l'ideale per l'operatività. Non c'è bisogno di andare in banca, si fa tutto da casa, copre tutte le esigenze, e se proprio si vuole una consulenza finanziaria, si contatta il numero verde; l'assistenza è di gran lunga più professionale di quella che può essere fornita da uno sportello bancario
d) anche in relazione ai pericoli del "bail in" (ne parleremo diffusamente) una banca come Fineco o similari presenta rischi di fallimento di gran lunga inferiori rispetto ad un banca ordinaria.  Di fatto non eroga credito se non piccole linee di fido per esigenze operative e, di conseguenza. corre rischi praticamente nulli. Al contrario di una banca ordinaria la quale, erogando credito, corre rischi, che diventano allarmanti ad esempio in un contesto come l'attuale con una economia che stenta ad uscire da una crisi che è la più lunga e pesante che si conosca.
Concretamente:
Conto Alberto Pirani presso Fineco
a) dal lato entrate vi sono incanalate la pensione INPS e quella integrativa Banca di Roma
b) dal lato dei pagamenti, vi sono disposizioni permanenti di addebito sulle seguenti utenze della nostra casa di abitazione e residenza di via Fagnano 27
- utenza telefonica fisso e cellulari
- utenza energia elettrica
- utenza gas
- telepass
- fidaty oro Esselunga  
Conto Milena Mauceri presso Fineco
a) incanalata    pensione INPS
dal lato dei pagamenti RID su:
a) fidaty oro Esselunga
b) SKY
C) utenza luce e gas dell'appartamento in via Maino che mia moglie ha ereditato da sua papà
Per i prelievi Bancomat e per i pagamenti a mezzo carta di credito, Fineco fornisce una unica carta che si può utilizzare in tutto il mondo a costo zero. Versamenti di assegni o contanti possono essere effettuati presso gli sportelli Unicredit.
  
Post scriptum:ho cercato di utilizzare un linguaggio semplice e chiaro che sia alla portata di tutti coloro che mi leggono. Gli aspetti che tratterò nei post successivi, di maggior complessità, renderanno gradito, penso, uno stile di scrittura analogo.  

sabato 17 ottobre 2015

DIALOGO TRA UN VENDITORE DI ALMANACCHI DELLA MARCA ANCONETANA E UN PASTORE ERRANTE DELLA pADANIA SUPERIORE

Accadde che si incontrassero per caso in una località non identificata ma che doveva essere dell'Italia centrale, che so Pistoia o Arezzo o Bologna, un venditore di almanacchi della marca anconetana e un pastore errante della Padania superiore. Non si erano mai visti prima ma fin dal momento in cui i loro sguardi si incrociarono, si creò un'immediata corrente di simpatia, un feeling si direbbe oggi, che nasceva probabilmente da comuni origini e da comuni esperienze.
Cominciarono a frequentarsi e durante i loro incontri iniziarono a parlare di tutto ma un argomento li coinvolse più di ogni altro:
se fosse meglio avere il Parkinson o l'Alzheimer.
Il venditore di almanacchi della marca anconetana ancorato  alle sue radici e sempre timoroso del nuovo, sosteneva che era comunque meglio l'Alzheimer. Si sprofondava in un sonno senza sogni in una situazione sospesa che non richiedeva più sforzi ne produceva dolore. Il pastore errante della Padania superiore, per contro, sosteneva che la cosa peggiore cui non avrebbe mai voluto far fronte era la perdita della propria identità morale, intellettuale e culturale.
Entrambi peraltro convennero che si trattava di due accadimenti che erano caratterizzati dal fatto che facevano perdere a chi ne veniva colpito dignità autonomia rispetto di se stessi.
Discussero a lungo, rimasero in definitiva sulle loro posizioni e convennero che Marco Tullio Cicerone aveva parecchio esagerato nell'elogiare i vantaggi della senectute. Anche perché i sicari di Antonio sulla strada di Capua gli impedirono di verificare sulla sua persona la validità di quanto egli sosteneva Tornando ai problemi neurologici di oggi, viviamo in una società che indubbiamente sta molto meglio delle generazioni precedenti ma non ha ancora digerito la massa prorompente di innovazione degli ultimi anni.. Probabilmente si deve a questo bombardamento continuo di stress ossidativo se  questi fenomeni sono in continuo aumento. Certo è che perdere l'uso delle proprie facoltà intellettuali riduce l'uomo a poco più di una massa informe di materia che niente ha delle caratteristiche dell'umana condizione. Non molto migliore, ma migliore, la situazione di di chi ha conservato le proprie facoltà intellettive ma giorno dopo giorno perde autonomia funzionale e il controllo del proprio corpo.
" Felice te - scrisse Pascoli - che al vento non vedesti cader che gli aquiloni"
Perché era morto giovane, preciso io.

giovedì 24 settembre 2015

DENIS VERDINI

In passato ho dedicato a Denis Verdini numerosi post perché lo ritengo espressione del peggio che la politica italiana ha espresso nel dopo guerra.
Un misto vomitevole di cinismo, perseguimento del potere per il potere, trasformismo della peggiore tradizione, disinteresse assoluto per i bisogni ed il bene della Polis.
In questo quadro d'insieme, l'onorevole, si fa per dire, ha abbandonato da qualche tempo Forza Italia costituendo un proprio gruppo dai numeri crescenti che  è pronto a mettere al servizio dell'unico che potrebbe averne bisogno, Matteo Renzi
Si sta assistendo ad un vomitevole mercato di compravenfita di politici che in massa stanno abbandonando Silvio, ormai cadavere, per trovare riparo e futuro all'ombra di Verdini.
Glielo avevo detto a Silvio, al massimo ti rimarranno le clarette; ho l'impressione che non rimarranno nemmeno quelle.
L'ultimo acquisto è il parlamentare Saverio Romano, siciliano, che negli ultimi dieci anni ha avuto la seguente evoluzione politica: nato Cuffariano è stato CCD/CDU - UDC- PDL- FORZA ITALIA- FITTIANO- VERDINIANO Degno compare del suo boss.
Ma cosa ha fatto il popolo italiano per meritarsi questa classe dirigente? E vero che ogni popolo individua e designa a rappresentarlo chi riconosce più simile, ma qui stiamo superando tutti i limiti.

sabato 19 settembre 2015

BANCA DELLE MARCHE - IN STAND-BY DINAMICO

Definirei la situazione di BDM in questo mese di Settembre come "stand-by dinamico". Stand-by perché oggettivamente c'è una atmosfera di "sospeso" dietro la quale, peraltro, si intuisce un gran lavorio dei vari soggetti interessati:
- i commissari non possono prolungare oltre l'attesa per la ufficializzazione della soluzione trovata dopo due anni di commissariamento
- la procura della Repubblica non può chiedere altro tempo per indagare. Le indagini sono complesse ma di tempo ce ne è stato.
- i sindacati, anime candide, per far vedere che esistono e che si interessano hanno chiesto un incontro con i vertici operativi della banca "per avere chiarimenti sul piano di salvataggio". Il Direttore Generale Goffi "ha confermato la precisa volontà degli organi preposti (i commissari) di raggiungere una positiva conclusione entro l'anno."
Mi sembra un dialogo tra soggetti non molto svegli in un contesto da "gioco delle parti"  
Il mondo della politica e quello imprenditoriale tacciono per un motivo molto semplice: intorno a Banca Marche si era sviluppata una palude corruttiva che tutti coinvolgeva e che tutti legava tra di loro in un intreccio di reciproci ricatti: politici, industriali, figure istituzionali, a noodle inestricabile in cui a tutti conviene il silenzio ; hanno fatto parlare Gros-Pietro il quale ha parlato chiarissimo:
" gli azionisti hanno visto azzerato il capitale, i sottoscrittori di obbligazioni subordinate perderanno una parte del capitale investito (secondo me il 75%), i depositanti non subiranno perdite.
Intanto tutti i principali responsabili di questo "disastro"(io quantifico la perdita in un "range"tra i tre e i cinque miliardi) sono tutti felicemente a piede libero, in particolare l'ex Direttore Generale Bianconi il quale dovrebbe stentare ad arrivare alla fine del mese visto che non lavora e che è intestatario solamente di un bilocale a Norcia, dove è nato, probabilmente di provenienza ereditaria; ma dimenticavo le liquidazioni ipermilionarie. Ce la fa, dovrebbe farcela, anche perché ha la fortuna di avere una moglie ricca; la signora è intestataria di un cespite di 26 vani(una villa?) a Portocervo che, notoriamente, non è tra le località marine meno care. Vedremo gli sviluppi.
 
 

venerdì 11 settembre 2015

LUIGI XIV LA MASCHERA DI FERRO D'ARTAGNAN

Faccio una premessa. Taggerò questo post Johnatan Swift perché ci sarà una buona dose di autoironia in quello che mi appresto a scrivere.
Questa sera Rai tre ha riproposto un bel film con Di Caprio protagonista: La maschera di ferro.
Chi mi segue sa che il nickname da me scelto per giocare al dottor Why è Luigi XIV. Non potevo quindi non rivedere il film che narra le vicende del Re Sole, del presunto fratello gemello fatto imprigionare sotto una maschera di ferro, della Regina madre Anna d'Austria, di D'Artagnan
La storia vera è questa: Luigi XIV nacque il 5 settembre 1638 figlio della regina Anna d'Austria, sorella del re di Spagna Filippo IV, e di Luigi XIII, a sua volta figlio di Enrico IV di Navarra, ucciso nel 1610 da un monaco fanatico di nome Ravaillac. Luigi XIV divenne re nel 1643 alla morte di Luigi XIII e rimase sotto la tutela della madre e del cardinal Mazarino fino alla maggiore età. Regnò fino al 1715 ed è conosciuto come "Il Re Sole"
La storia romanzata proposta dal film ipotizza come reale un'ipotesi a suo tempo formulata circa un parto gemellare della Regina madre e del fatto che uno dei due gemelli fu fatto sparire onde evitare turbolenze per la successione. Il film riprende anche un vecchio tema, quello della relazione tra la regina e D'Artagnan che sarebbe il vero padre di Luigi XIV e dell'eventuale gemello. In effetti Luigi XIII non era eccessivamente interessato al genere femminile tanto che questo dubbio venne anche ai contemporanei.
E così io che ho scelto il nickname di Luigi XIV per le mie partIte, che ho fatto metttere il quadro di Rigaud come Avatar, mi ritrovo ad essere figlio del capo dei moschettieri, re buono e generoso, nel film, mentre sono stato tramandato dalla storia come monarca assoluto freddo e arrogante e con un fratello di cui non conoscevo nemmeno l'esistenza. Non so se sopravviverò allo choc Il film è ben fatto, bene sceneggiato e ben recitato, lo riconosco ma la fantasia ha corso troppo e io mi ritrovo leso nei miei legittimi diritti successori. Sono indeciso se promuovere azione di risarcimento dei danni nei confronti dei produttori del film. Ci penserò tutta notte.

giovedì 30 luglio 2015

LA CULTURA DEL PENTIMENTO E DELLA RICHIESTA DI PERDONO

I media ci sottopongono giornalmene episodi di efferata violenza che spesso si concludono con l'uccisione della vittima. Violenza che si scatena altrettanto spesso per motivi futili.
Da qualche tempo però c'è una novità: l'assassino o gli assassini, immediatamente dopo essere stati scoperti, si dichiarano pentiti e chiedono il perdono dei familiari della vittima. E' accaduto anche nei giorni scorsi nelle Marche dove due albanesi (ma potevano essere anche due veneti o due romagnoli) hanno "sgozzato" un diciassettenne per motivi ancora non del tutto chiari ma comunque del tutto futili. La stampa ha sottolineato che la mamma del ragazzo non perdona (ci mancherebbe) e ha riportato la notizia quasi con rammariico. Ora, io trovo aberrante che qualcuno osi chiedere perdono ai familiari più stretti a funerali non ancora avvenuti, ma penso anche che nessuno abbia titolo per concedere il perdono in delitti di sangue come quello citato, nè un'ora dopo nè mai.
L'unico legittimato a concedere il perdono è la vittima, che non può farlo. Tutti gli altri, compresi ll coniuge, i genitori. i figli, non sono legittimati e quindi il loro perdono non ha valore.
Troppo duro? A me non sembra; riflettiamoci. 

lunedì 27 luglio 2015

TROIS CONTES

Gustave Flaubert è universalmente conosciuto (veramente se domandate a cento italiani chi fosse, ottantacinque non lo sanno) per il suo capolavoro Madame Bovary ma ha scritto ovviamente altro, tra cui tre brevi racconti riuniti sotto il titolo "Trois contes".
Ho pensato a Flaubert per trovare un titolo da dare a tre brevi racconti nati dalla cronaca di questi giorni e che confermano, se mai ce ne fosse stato bisogno, le condizioni del Paese.
IL PAESE DI PULCINELLA - LA BUONA SCUOLA - JONESCO E IL TEATRO DELL'ASSURDO
Il primo racconto ha per protagonista una mia cara amica. Mi ha autorizzato a citarla con nome e cognome ma preferisco non farlo per non fare assumere alla sua vicenda una valenza di caso isolato perché, purtroppo,  caso isolato non è.
Immaginate una ragazza bella, tonica, intelligente e "opened mind" che tanti anni fa si iscrive all' ISEF per poter insegnare educazione fisica nelle scuole. I primi  anni ovviamente è precaria; poi gli anni passano, la ragazza di un tempo si trasforma in una bella signora sempre tonica, intelligente e "opened mind".......e sempre precaria.
Quest'anno maturano le condizioni per andare in pensione e la protagonista  di questa storia, nel timore di incappare in una nuova Fornero, chiede ed ottiene di "andare in pensione" il 30 Giugno e prepara il suo rientro nella regione di origine. Qualche giorno dopo riceve una allegra telefonata dal provvedtorato di Milano del seguente tenore:
"Signora, le comunichiamo la sua immissione in ruolo. Venga a Milano a scegliere la cattedra" "Veramente io sono già in pensione""Ah"
Ma non è finita qui. Passano pochi giorni e arriva un'altra telefonata dal provveditorato, questa volta imbarazzata:
"Non ce ne voglia ma ci invii una lettera di rinuncia al ruolo perché altrimenti rimangono bloccate tutte le assegnazioni."
Commentando insieme la vicenda, la mia amica mi ha detto con amarezza: "Tutto avrei creduto nella vita  tranne che di dover firmare una lettera di rinuncia al ruolo, ruolo che ho atteso per quaranta anni"  
E non mi dite che il riferimento a Jonesco non è pertinente.
POMPEI, LE ASSEMBLEE SINDACALI, LA CGIL E SIMILARI, IL PIL
Lanci di agenzia nel corso della notte riferiscono  che è stato avvistata al largo del Vesuvio e del sito di Pompei una imbarcazione con a bordo un corrucciato e smarrito Plinio il Vecchio. Il grande naturalista dell'antichità che perse la vita per la curiosità di andare a vedere da vicino, sempre più da vicino, il grande evento naturale che ha lasciato all'umanità un sito archeologico unico al mondo, non si capacitava - riferiscono i testimoni oculari - che non si comprenda l'importanza di quello che Pompei rappresenta. Come!?, avrebbe dichiarato, io ci sono morto per capire e capirne di più e voi bloccate con una assemblea pretestuosa in una giornata di luglio tutto il sito costringendo migliaia di persone ad attendere sotto il sole i comodi dei vostri custodi; con le ovvie ripercussioni sull'immagine dell'Italia e di Pompei. Per non parlare di quel sindacato, avrebbe aggiunto, la CGIL, che forse ha avuto un ruolo positivo in passato ma che ora è costituito da una pletora di piccoli burocrati incapaci di attingere dall'esperienza dei Paesi più evoluti e senza alcuna idea in merito alle politiche da tenere per la  valorizzazione del sito. Perché è diventato di moda, ed e facile continuare a ripetere che il turismo è il nostro principale asset ma.............considerato che.................tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare, poi bisogna saper prendere gli opportuni provvedimenti concreti per ridurre le distanze.
Plinio il vecchio, chiamato ad esprimere il suo parere nel corso di una affollata conferenza stampa, si è espresso in questi termini:
a) licenziare in tronco di tutti gli attuali custodi, affetti da astenia cronica e da sindrome di Pavese (..lavorare stanca..); rimuovere il sovraintendente; chiudere le sedi sindacali per manifesta incapacità dei sindacati ad elaborare strategie operative di largo respiro
b) chiamare l'esercito a difendere in assetto di guerra il sito
c) attribuire ai comandanti licenza di sparare a vista contro chiunque tenti di trafugare un reperto o di danneggiare il luogo
d) affidare a studenti ben motivati e ben preparati il ruolo  e il compito di guida turistica 
Così facendo non potremo che migliorare perché una gestione di Pompei peggiore di quelle degli ultimi tempi sarebbe impossibile da realizzare
CHI DI FURBIZIA FERISCE, DI INGORGO FERISCE E FA FERIRE
Faticoso viaggio di rientro a Milano, sabato pomeriggio. Traffico a singhiozzo, caldo pesante e, alla barriera di Melegnano, un ingorgo che fa perdere più di un'ora. Causato da cosa? Dalla maleducazione di tanti automobilisti che più furbi di RENARD (Renard et Isengrin) hanno creduto opportuno superare la lunga fila  a sinistra per poi trovarsi, arrivati al casello,nella necessitàdi incanalarsi in corsie già occupate. Caos totale. Sarebbe bastata una pattuglia della stradale  a far multe. Non c'era. Abbiamo telefonato noi al 112. Interveniamo subito. Li hai visti? Stavo male; sono arrrivato a casa.........uno straccio  
MORALE: siamo un Paese sgangherato, anarchico, pressappochista, furbo, senza morale e senza dignità. Un Paese così non può che essere destinato a ritornare ad essere un paese di straccioni come sempre è stato
 

domenica 26 luglio 2015

ROTTURA DEFINITIVA TRA DENIS VERDINI E SILVIO BERLUSCONI

Anche Denis Verdini lascia definitivamente Berlusconi, come era ovvio. La nave è affondata e tutte le "pantegane" hanno lasciato le stive. Verdini è un uomo potente, controlla voti e persone, dove approderà? Ma è altrettanto ovvio: nel grande PARTITO DELLA NAZIONE del paraculino di Firenze. Allora per capire quali personaggi stia imbarcando Renzi per la realizzazione del suo disegno autoritario, ripropongo alcuni articoli che ho scritto nel tempo sul personaggio, che ho sempre considerato e considero, semplicemente e banalmente, un malavitoso.

martedì 23 giugno 2015

IGNAZIO MARINO E IL TIRO AL PICCIONE

Sono d'accordo con chi sostiene che Ignazio Marino non è adatto a fare il sindaco di Roma. E' vero:
- ha l'età giusta (è del '55 ed è nel pieno della sua maturità, l'età giusta - secondo me - per coprire ruoli apicali)
- ha un prestigiosissimo curriculum di chirurgo dei trapianti, maturato fin da giovanissimo in Università e Istituti di ricerca statunitensi di primo piano. E tutto si può dire degli "americani", ma se non vali non hai chances
- è onesto ed ha la faccia di onesto
- si vede che è entrato in politica per "fare qualcosa" per questo sciagurato Paese e che è motivato, oltre che da una comprensibile ambizione, da una base ideale.
Fatte queste premesse, cosa ci azzecca - come direbbe il desaparecido Di Pietro - con la politica italiana di inizio millennio? E' anomalo: e poi avendo, appena insediato, cominciato ad andare alla ricerca del malaffare nella amministrazione capitolina, ricerca invero non difficile, poffarbacco, come si è permesso!?
L'altro giorno ero a pranzo con Milena in un ristorante di Gallarate e chi ti vedo al tavolo vicino al nostro? Le dico: voltati piano senza farti accorgere e guarda la persona dietro di te. Si gira, ritorna e mi fa: ma chi è, un camorrista? No, è uno che lavora alla Agenzia delle Entrate ed è stato assessore al Comune di Busto (per Forza Italia, occorre precisare).
E poi dicono che Lombroso è superato, dicono.
Quello andava bene per fare il sindaco di Roma, avrebbe garantito la "pax"romana senza tensioni e senza strappi.
Ed invece i romani chi hanno scelto? (primarie ed elezioni); quel Marino, assolutamente inadeguato. Bisogna farlo fuori, dicono ...........chi? le opposizioni? anche ma...........soprattutto............ il segretario del suo partito. E a chi viene affidato il compito  di infilzare lo stiletto? A quella "madonnina infilzata" della Boschi (il calembour è venuto lì, non l'ho cercato). Maria Elena Boschi, Petra l'aretina, più pericolosa di un aspide, più cinica della figlia di Nicolò Macchiavelli, più astuta di Lucrezia Borgia.
Caro Marino, non hai scampo............in this moment
E poi mi dicono perché non voto più PD.

lunedì 22 giugno 2015

BANCA DELLE MARCHE - QUALCHE RIFLESSIONE

Tra le cause principali dello sfascio del nostro Paese c'è, a mio avviso, la sproporzione tra l'entità dei fatti e le sanzioni irrogate nonchè i tempi lunghissimi delle procedure. Banca delle Marche ne è un esempio.
La banca è commissariata da quasi due anni, Bankitalia non riesce a trovare una soluzione a conferma della gravità di ciò che è accaduto, le perdite sono di almeno tre miliardi, a mio avviso,(si tende a dimenticare la società di leasing) l'economia marchigiana è a pezzi e....................ancora nessuno è stato sanzionato. La magistratura indaga ma siamo ancora nella fase iniziale. La procura ha chiesto tempo  fino ad Ottobre, poi tra primo grado, appello, cassazione passeranno anni e fino alla sentenza definitiva varrà la presunzione di innocenza. Rischio reale di carcere praticamente inesistente.
Anche la Consob si è mossa ma solamente ora ha prodotto un primo risultato. E poi, che risultato è.
L'Ufficio sanzioni ammininistrative ha chiesto l'applicazione di multe per complessivi 420.000 euro. Per il Presidente Ambrosini e per il Direttore Generale Bianconi, che hanno agito con dolo nascondendo agli investitori la reale situazione dell'Istituto in occasione dell'ultimo aumento  di capitale sociale, 60.000 euro ciascuno. Per l'ex Presidente Lauro Costa e l'ex Presidene del Collegio sindacale Valentini 30.000 , per tutti gli altri 20.000 euro. Ora i "sanzionandi" hanno 30 giorni per le controdeduzioni e quindi la Commissione deciderà(non prima della fine dell'estate)
E qui siamo al top dell'assurdo perchè se i sanzionati decidessero di non pagare - e non si vede quale convenienza avrebbero a farlo - dovrà pagare la banca, obbligata in solido. Per gli azionisti al danno si aggiungerà la beffa,soprattutto per i piccoli azionisti che, ignari di tutto, pagheranno due volte.
A questo punto viene spontaneo chiedersi: ma perchè personaggi tendenzialmente malavitosi, dovrebbero non esserlo? Quali rischi corrono, cosa hanno da temere?
La risposta mi sembra chiaro come mi sembra chiaro che qualcosa non va, nel sistema Italia.

lunedì 8 giugno 2015

CIRINO POMICINO - ECONOMISTA

Da un po' di tempo Cirino Pomicino, ex braccio destro di Giulio Andreotti, ex ministro del tesoro, ex democristiano doc della regione Campania, compare sempre più spesso in televisione, per la serie: "ritornano". Mi sono appena svegliato, il televisore si apre sintonizzato sulla 7, c'è un dibattito..............e chi c'è?Cirino Pomicino, naturalmente. Fin qui, ma nel banner sottostante alla figura dell'illustre appare "Cirino Pomicino - economista"
Poffarbacco. Cerco di pescare nella memoria. Sarà un economista di scuola keynesiana? Non mi pare. Della scuola monetarista di Chicago? Non riesco a fare emergere alcun collegamento. E' un autore di libri di principi di economia per le scuole medie inferiori.?Nemmeno. Improvvisamente, come un flash, il collegamento appare. Cirino Pomicino è quel signore che da ministro del tesoro riceveva alle 7 del mattino Sama, genero di Serafino Ferruzzi, il quale, per augurare buona giornata, si presentava con valigette piene di BTP, BOT; CCT (allora c'era la materialità), interessanti titoli al portatore con i quali Cirino Pomicino, divenuto portatore" dopo il passaggio di mano della valigetta, poteva fare quello che voleva. Più che un economista, mi sembra un contabile, ma bravissimo. Come contava le mazzette lui, nessuno. E' bene ricordare i "curricula" se vogliamo avere una seppur minima speranza di far invertire la rotta al Paese sotto il profilo della moralità. Ma ci spero poco.

domenica 24 maggio 2015

EN ATTENDANT SILVIO' (AVEC L'ACCENT SUR LA O)

Stasera Silviò sarà ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa". Era stato invitato innumerevoli volte e non aveva mai aderito all'invito. Stavolta sì. Prevedo una serata esilarante, piena di fuochi d'artificio, di affermazioni roboanti alla barone di Munchausen (i giovani sanno chi fosse?), un passaggio di testimone - non si sa a chi visto che nemo est dignus - pieno di rivendicazioni di risultati mai raggiunti che solo lui, novello Don Chisciotte, ha visto. Se solo avesse avuto accanto un Sancho Pansa.
Ho l'impressione che lo vedremo in versione "fou" più che in versione "bien-aimé". In tale trepidante attesa e sudando un po' freddo visto che non più tardi di due giorni fa ha dichiarato che "i grandi leaders politici, De Gasperi, Craxi, lui-meme non sono mai passati attraverso le primarie" mi diverto a pubblicare nuovamente due articoli che ho scritto a suo tempo su di lui e che mi sembra evidenzino con chiarezza quello che ho sempre pensato sul "cavaliere rampato" Ma ce ne sono oltre cento............chi vuole sbizzarrirsi..............

venerdì 15 maggio 2015

PARLIAMO DI PENSIONI - IL SISTEMA CONTRIBUTIVO - POST N.3

Parliamo di sistema contributivo, il sistema di calcolo che viene applicato agli assunti dal 1 Gennaio 1996 e, pro quota, a coloro che al 31 Dicembre 1995 avevano una anzianità contributiva inferiore ai 18 anni. E' mia opinione che il governo, prendendo spunto dal problema dei rimborsi, cercherà di applicare il "contributivo" a tutti, anche a coloro che, come me, hanno la pensione calcolata con il retributivo. Ci sono continui segnali al riguardo e durante le trasmissioni televisive sottosegretari vari, opinionisti generalisti, giornalisti con la schiena non proprio dritta, lanciano continuamente messaggi in tale direzione facendo leva sulla "equità". Ne parleremo.
SISTEMA CONTRIBUTIVO - I CARATTERI DISTINTIVI
I pilastri del contributivo sono questi:
- il calcolo viene effettuato sui contributi versati (i contributi per i lavoratori dipendenti sono pari al 33% circa della retribuzione (2/3 a carico del  datore di lavoro 1/3 a carico del dipendente)
- si determina il "montante"che si ottiene sommando i contributi di ciascun anno "rivalutati sulla base del tasso annuo di capitalizzazione derivante dalla variazione media quinquennale del PIL"
- al montante contributivo si applica il "coefficiente di trasformazione" che varia in funzione dell'età anagrafica  che il lavoratore aveva nel momento in cui è andato in pensione (più alta è l'età più alto il coefficiente di trasformazione).
Ne consegue che:
A) visto che i giovani versano contributi saltuariamente e per importi contenuti considerate le tipologie di contratti in essere, lo "zoccolo" è di gran lunga meno "sostanzioso"che in passato
b) visto che il PIL in questi ultimi anni è addirittura diminuito, "il coefficiente" di trasformazione ne ha risentito
c) visto che la popolazione sta invecchiando e le aspettative di vita si allungano
il combinato disposto di questi elementi si traduce in un assegno di pensione di gran lunga più ridotto che con il retributivo.
In poche parole  versamenti modesti e discontinui, tasso annuo di capitalizzazione che risente della bassa crescita del PIL, assegno legato all'età hanno preparato un futuro difficile per le nuove generazioni. E è mortificante vedere che le aspettative della mia generazione per una società migliore sono andate completamente deluse.
Cosa penso dei rimborsi del mancato adeguamento delle pensioni al costo della vita sui quali si è recentemente pronunciata la Corte Costituzionale? Che il rimborso integrale spetta a tutti. Per un motivo, semplice. Se si mettono in discussione anche le sentenze della Corte Costituzionale e si cerca di aggirarle non appena pronunciate, lo Stato di diritto non c'è più, non c'è più certezza, non c'è più patto di cittadinanza. E non lo dico perché sarei uno dei colpiti se fosse deciso un rimborso solamente fino ad una fascia di reddito pensionistico. Lo dico perché il rispetto delle regole costituisce  la base di ogni forma organizzata di società e perché i politici inizino a convincersi che non si può governare "a spanne", con provvedimenti presi in continua emergenza, senza tenere minimamente conto delle conseguenze in prospettiva dei provvedimenti presi, senza alcuna "visione lunga"



                        



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domenica 10 maggio 2015

PARLIAMO DI PENSIONI - NE PARLA UNO CHE CI CAPISCE- IO - NE PARLA UNO CHE PARLA CON LE CIFRE - NE PARLA UNO ONESTO INTELLETTUALMENTE - SEMPRE IO

Pubblico il titolo alle 14,40 del 10 Maggio 2015, festa della mamma. Non so in quanti post esaurirò, si fa per dire, l'argomento. Debbo ancora cominciare a scrivere però  mi sembra opportuno fare il punto fermo ora.
LA MIA PENSIONE
Stiamo parlando di pensioni , chi scrive è un pensionato , cominciamo da me:

martedì 28 aprile 2015

BANCA DELLE MARCHE UN SILENZIO ASSORDANTE - SECONDA PARTE

BANCA ANTONVENETA

Il capolavoro di insipienza (insipienza o peggio, molto peggio?) nella politica espansiva del Montepaschi fu l'acquisizione della ANTONVENETA. Non ricostruisco qui gli avvenimenti di quegli anni caratterizzati da cruente guerre tra gruppi bancari per l'egemonia nel settore. Ne ho scritto abbondantemente in passato. In questa sede mi limito a ricordare che l'acquisizione avvenne nel 2005 lo stesso anno in cui l'ex PCI non ancora minoranza PD cercò di aumentare la propria presenza nel settore bancario con la scalata maldestramente fallita alla BNL
SCALATA ALLA BNL
Sintetizzo i passaggi principali:
- nel 2004, in Aprile, il Banco di Bilbao, le Generali e la Dorint di Diego Della Valle firmarono un patto di sindacato sul 28,39% di Bnl 
- tre mesi dopo esce allo scoperto un contropatto che raccoglie la quota di Caltagirone, e di altri operatori come l'immobiliarista Danilo Coppola(personaggio discutibile e discusso), di Giuseppe Statuto (idem), di Vito Bonsignore(uomo politico siciliano di Bronte - pistacchi - eletto nell'UDC. passato in Forza Italia, poi nel PDL, e confluito infine, per ora, nel Nuovo Centro Destra. Specializzato in banche: dove c'è una banca c'è Bonsignore, dove c'è Bonsignore c'è un reato, per esempio in Carige. BONSIGNORE, UN MARCHIO UNA GARANZIA, recitano gli spot pubblicitari) di Ettore Lonati(presente in anche in Agricola Mantovana) e Giulio Grazioli
- il Banco di Bilbao forte del suo 14,9% e del patto di sindacato di cui sopra lancia una OPS sul 100% di BNL nei giorni in cui l'olandese ABN AMRO punta su Antonveneta. Contestualmente entra in campo Unipol guidata da Giovanni Consorte che, ottenuta l'autorizzazione Bankitalia a superare il 5%, si porta rapidamente al 15%. Contestualmente BBVA ottiene autorizzazione a salire al 29,99%. Il 18Luglio 2005 Unipol lancia un'OPA da 4,9 mld. A questo punto il contropatto si scioglie e vende il suo 27,5% ad Unipol con una forte plusvalenza(adesso capite perché Della Vallle è così liquido, al di là degli utili che gli derivano dalla TOD'S). A quel punto Unipol ha il 41,96% di BNL e il Bilbao si appresta a vendere la sua quota ad Unipol. Sembra fatta; vi ricordate la telefonata tra Fassino e Consorte nel corso della quale quell'anima tenera di Fassino chiede a quell'altra anima molto meno tenera di Consorte, Presidente di Unipol: "ma allora abbiamo una banca!?"
Ma il diavolo cimette la coda (ci sono anche diavoli terrestri); Consorte viene  sentito dalla Procura della Repubblica di Roma e in Dicembre, il 15, iscritto nel registro degli indagati. Il giorno dopo viene indagato Fazio, governatore ruspante della Banca d'Italia, che non può che dimettersi e ritirarsi a riprendere  i suoi studi su San Tommaso d'Aquino, studi che prosegue tuttora. Reati ipotizzati: manipolazione del mercato, ostacolo alla vigilanza e alla Consob. L'OPA viene bloccata. Come finisce? che BNP Paribas il 3 Febbraio 2006 acquisisce il 48% di BNL. Successivamente lancerà un'Opa e la gloriosa BNL parlerà francese. Del resto già nel 1975 BNL mi aveva mandato a fare uno stage presso la sede di Clermont-Ferrand di BNP, il che mi aveva consentito di avere le idee chiare sul futuro tanto che qualche tempo dopo - furbo quam qui maxime (quant'altri mai per chi non parla in lingua) - lasciai BNL per il Banco di Santo Spirito di Milano,il che conferma che tanto furbo non ero.

SCALATA ALLA ANTONVENETA

Mentre tutto questo accadeva Amro bank conquistava Antonveneta.  Ma procediamo con ordine. 
a) ANTONVENETA era nata nel 1996 dalla fusione tra BANCA ANTONIANA e BANCA POPOLARE VENETA. In seguito fu incorporata anche la Banca Nazionale dell'Agricoltura. Anche questo è un aspetto importante; la BNA, facente capo ad Auletta Armenise, era rimasta pesantemente coinvolta nello scandalo federcornsorzi. Fu "fatta sparire" tutelando al massimo gli interessi economici della famiglia Auletta Armenise.
b) Nel settembre 2005 la Banca fu acquisita dal GRUPPO AMRO, olandese.
c) nel 2007 AMRO viene scalata da un consorzio comprendente BANCO SANTANDER, royal bank of scotia, fortis. Iniziano trattative segrete tra MPS e Banco Santander per valutare la cessione a MPS della banca Veneta. Il Presidente di Santander Emilio Botin ha l'impressione di trovarsi  davanti all'occasione della vita e "vende" senza pensarci due volte. Addormentandosi, quella sera, pur essendo un uomo maturo con un "pelo sullo stomaco" lungo metri, Botin prese sonno con la leggerezza di un bambino (Kundera-l'insostenibile leggerezza dell'essere)
d) l'8 Novembre 2007, infatti, il Montepaschi annuncia di aver stipulato un accordo con BANCO SANTANDER per la vendita all'Istituto senese della ANTONVENETA per la cifra - che io giudico folle, ma non solo io - di 9 miliardi di euro. Domanda da un milione di dollari: furbissimi gli spagnoli !? sprovveduti i senesi !? o "gran paraculi" entrambi !!!!????? (Nota dell'autore: il termine di cui sopra non è finissimo ma ha anche una connotazione positiva. Del resto uno dei protagonisti dei fatti del 2005 era Stefano Ricucci, passato alla storia per aver inventato due espressioni sublimi::"questi voiono fa i furbetti der quartierino" e l'altra, volgare ma efficace nella sua sinteticità "questi voiono fa i froci con il culo degli altri" l'ha detto Ricucci, non io.
e) con l'operazione Antonveneta le disgrazie di MPS arrivano a livelli non pensabili; la banca, la fondazione, la città ne escono distrutti. Alcuni personaggi ne escono con un sacco di soldi. La sinistra di governo (D'Alema l'intelligente, Fassino il piemontese - il tenero Pluto - Consorte il calabrese, Latorre il pugliese, torre di guardia alle merende, dimostrano inequivocabilmente che il mondo delle banche e della finanza non fa per loro; al massimo (calembour non cercato) possono raccogliere le briciole. A fine aprile 2013 la banca viene incorporata da MPS in applicazione della "tecnica dell'ossario" ( se metti le ossa di dieci cadaveri tutte insieme, chi sarà in grado di capire a chi appartengono?)
BANCA DELLE MARCHE
E che c'entra BANCHE DELLE MARCHE con il Montepaschi, qualcuno mi chiederà C'entra, c'entra  Andate a leggere il post del 13 Agosto 2013 che ho pubblicato nuovamente tre giorni fa, soprattutto dal passaggio: "ma chi ha mandato Bianconi nelle Marche?
Sono convinto senza ombra di dubbio che anche BDM fosse destinata ad entrare nel Gruppo Montepaschi. Piccola conferma, l'ho già scritto in passato: una volta arrivato Bianconi in BDM, gli fu affiancato come Vicedirettore Generale Claudio Dell'Aquila che aveva come principale requisito professionale una "solida e consolidata amicizia con il sindaco di Siena Piccini.
Claudio Dell'Aquila, chi era costui: uno degli indagati dalla procura di Ancona, ma - per il resto - proprio nessuno.
A proposito di Procura! A che punto saranno le indagini della procura della Repubblica di Ancona? Ho l'impressione che Bankitalia e Procura "usciranno" in contemporanea  e ne vedremo delle belle. Nomi, cognomi, indirizzi, cifre. Poi scenderà l'oblio perché da noi funziona così. "Avanti il prossimo............gli cedo il posto mio"cantava Cocciante( Bella senz'anima). 
                               GOD BLESS ITALY

mercoledì 15 aprile 2015

SPIGOLATURE DI UN POMERIGGIO DI PRIMAVERA

Come avete potuto rilevare in queste ultime settimane sto affrontando temi "alti" trascurando l'attualità. Del resto se decidessi di "tornare sulla terra"mi troverei impantanato in queste problematiche (vado a braccio):
- a Ostuni in una scuola dove erano stati appena portati a termine lavori di ristrutturazione durati anni e costati cari, si stacca il soffitto di un'aula mettendo a rischio l'incolumità degli alunni. Chi ha rubato?
- in Sicilia un viadotto sulla Palermo-Catania (l'ho fatta decine d volte) si "adagia" sul terreno sottostante. Bisogna abbattere e ricostruire. Ci vorranno almeno due anni. In Cina quindici giorni. Chi ha rubato?
- il cav. Silvio Berlusconi detto "il patetico", dopo aver scontato la pesantissima pena comminatagli per il reato di frode fiscale è libero come un fringuello. Ha dimostrato di esere pienamente recuperato al consorzio civile. Rimane, è vero, il piccolo intoppo della legge Severino ma volete che non si possa trovare un artificio o un raggiro per ridare "au bonhomme" la piena agibilità politica? Per la serie: ma ci abbiamo scritto GIOCONDO?
- il governo ha trovato un tesoretto di 1,6 miliardi. Ci si accapiglia per decidere come impiegarlo. Intanto Bankitalia pubblica il consueto supplemento mensile al bollettino. Il debito pubblico a fine Febbraio tocca l'ennesimo record assoluto, 2169 miliardi. Negli ultimi dodici mesi il debito è salito di 80 miliardi Tesoretto 1,6 aumento debito 80. Forse prima di litigare sul come verrà utilizzato il tesoretto ci si dovrebbe chiedere dove sono andati a finire gli 80
- l'Italia viene di nuovo condannata per malagiustizia.
- Il Presidente, Amministratore Delegato dell'ANAS Pietro Ciucci detto Hegel(ha sempre fatto analisi           sintesi, decide di farsi da parte dopo 45 anni di dominio indiscusso e di gestione satrapica.
- Forza Italia implode:Silvio il patetico ha vicino a sé ormai solamente qualche Claretta, Brunetta, il Pindaro di Venezia, la Santanché, la Dark Lady di Cuneo e di via Prè
- Matteo il paraculino di Firenze  comincia ad avere l'affanno e inizia a star sereno
- tutti stanno scoprendo la questione morale. Berlinguer ne parlava 40 anni fà ed anche io - come direbbe Woody Allen - non sto tanto bene a vedere come il Paese è ridotto.
Meglio tornare ai temi di queste ultime settimane.

giovedì 2 aprile 2015

VIVA LA LIBERTA' - UN FILM DI ROBERTO ANDO' CON TONI SERVILLO E VALERIA BRUNI TEDESCHI

Giornata strana quella di ieri. Malgrado il forte vento, giornata quasi perfetta. Niente dolori, postura corretta, camminata sciolta. Tanto che sono andato a Canegrate a giocare al "Cervellone", il concorrente del Dr. Why. Sono arrivato secondo a soli cinque punti dal primo(un amico) ma la vittoria mi è stata scippata. Domanda fatale. Chi era Giovanbattista Vico?. Io rispondo uno storico, lui risponde un filosofo. Secondo me entrambe le risposte sono valide. Viene riconosciuta solo la sua. Fabrizio, amico di entrambi, afferma che la vittoria è di entrambi. E no! Se anche la mia risposta  è corretta, ho vinto io; sempre amici ma sia dato a Cesare quello che è di Cesare.
Ciò premesso, stamattina alle 4,30 risveglio. Stimolo? Anche, ma soprattutto collo completamente bloccato. Ti pareva. A quel punto recupero il DVD di Viva la Libertà e me lo rivedo. Mai una maggiore aderenza alla reatà attuale.
Ho sempre ritenuto che la cosiddetta sinistra sia ormai incapace di capire la realtà e proporre modelli di società "possibili" e modelli di "governo"credibili. Del resto chi è cresciuto cantanto "Bella Ciao" e mangiando salamelle alle feste dell'Unità, difficilmente può capire la "concretezza" della globalizzazione. Ma quella sinistra una cosa poteva e doveva farla: metterci "passione"e allearsi "con la coscenza della gente. Così il "professore" durante il periodo in cui sostituisce il gemello "politico". E invece. De Lellis che pensa solo alle alleanze, il "politico" che dopo l'immersion a Parigi, ritorna e ritorna completamente "immutato". La parentesi del "professore" è stata solamente una parentesi durante la quale "il popolo di sinistra" si è per un momento illuso che potesse affermarsi "l'imagination" e la "passion" au pouvoir. Ma torna Oliveri il politico e con Oliveri/D'Alema si perde e si perderà sempre 
Dobbiamo quindi rassegnarci a morire democristiani? Magari fosse solo questo. Moriremo invece in mano alle cancellerie e alla massoneria, braccio operativo - insieme ai servizi - di chi tira le fila dei destini del mondo. Lunga vita prevedo per il "cattomassone" Renzi, Del resto se era massone e "Rosacroce" Giovanni XXIII di cosa ci si può meravigliare. E poi perchè dovrebbero sopravvivere Bersani, D'Alema e Fassino? C'è del marcio in Danimarca e parecchia confusione. La sinistra" per sopravvivere aveva una sola possibilità: distinguersi per competenza,trasparenza ed onestà. Non l'ha fatto e quindi le manca il sostegno dei cittadini e la "non ricattabilità"
Post scriptum:
Questo post è dedicato ad Erica D'Adda, senatrice della Repubblica, intelligente, autorevole e, soprattutto, coerente esponente della minoranza PD. Tutto si tiene, senatrice, tutto si inquadra, tutto ha una sua logica.E le delusioni, piccole e grandi, fanno parte della vita. Questo, ormai che siamo grandi, lo sappiamo tutti. 

domenica 14 dicembre 2014

MAFIA CAPITALE, BANCA DELLE MARCHE, GLI OTTANTA ANNI DEL CARDINALE TARCISIO BERTONE, LA GRANDE BELLEZZA

Cosa lega gli elementi del titolo tra di loro, potrebbe dirmi qualcuno. In un crogiolo quale è diventato, o lo è sempre stato, il nostro Paese, tutto si lega, tutto si mischia, tutto si confonde, rispondo io, in una melassa maleodorante che copre tutto e che è destinata, come l'acqua di fogna, a lasciare la sua scia disgustosa fino alla foce dove le acque si mescoleranno nuovamente, acque chiare con acque scure fino a che si perderà memoria di entrambe perchè tutto scorre, tutto passa e tutto finisce, anche questo lo dico io per il tramite di Eraclito.
In queste settimane è stata  scoperchiata la pentola romana (siamo solo a un preinizio) e i media hanno subito coniato un neologismo efficace "MAFIA CAPITALE", perché - è stato detto - ha lo stesso schema  organizzativo della mafia ma ha caratteristiche locali, romane. 
E veniamo al primo legame: qualche anno fa  i media inventarono l'espressione "la cricca" per identificare quel gruppo di dirigenti dello stato che praticamente senza alcun controllo lucravano su terremoti, inondazioni ed altre calamità tutte frutto di un assoluto malgovrno del territorio. Gli aquilani ancora aspettano che qualcuno intervenga, le macerie sono ancora tutte lì; le prime case assegnate, però, hanno già fatto registrare cadute di balconi. Ebbene se voi cliccate sul banner a sinistra della pagina del mio blog queste semplici parole: "la cricca banca delle marche" troverete una serie di miei articoli sull'argomento. Ordinateli per data e leggeteli, se vi interesa. Solamente adesso ci si accorge che era tutto marcio?
E veniamo all'altro legame: gli ottanta anni di Tarcisio Bertone.
Il segretario di Stato scelto da papa Ratzinger  e  immediatamente avvicendato dal nuovo Papa, in occasione del suo  ottantesimo compleanno ha fatto organizzare un raffinatissimo party per una quarantina di suoi ex collaboratori nel superattico di 350 metri quadrati dove vive ed opera. Non sono ruscito a trovare su internet l'elenco completo dei quaranta ma sono certo che ci fosse Marco Simeon. E chi è, mi direte. Solito clic sul banner "Marco Simeon chi era costui" e vi si aprono decine di articoli sulle vicende interne del vaticano. Se poi cliccate "IOR" ne troverete un numero ancora maggiore.
Alla fine di questa brevissima lista il bel film di Sorrentino. Cliccate e troverete quello che penso del film. Mi limito in questa sede a ribadire che il personaggio di Jep Gambardella e il mondo che gli ruota intorno sono uno spaccato fedele della Roma di oggi. In Fellini, quasi sessanta anni fa, alla fine della Dolce Vita c'era un sorriso di speranza. Nel disincantato cinismo di Servillo/Jep no.