Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta tutto da rifare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tutto da rifare. Mostra tutti i post

mercoledì 22 ottobre 2014

LA LEGGE DI STABILITA' 2015 MEGLIOCONONOSCIUTA COME LA FINANZIARIA(UNDICESIMO POST)

Molto problematica, sembra proprio, la elaborazione della Legge di stabilità il cui testo è stato inviato al Presidente della Repubblica senza il "nulla osta" della ragioneria dello Stato(la cosiddetta "bollinatura"), non si sa in quale forma sia stato inviato a Bruxelles; comunque in ritardo in entrambi i casi.
Nel frattempo Renzi annuncia in un salotto televisivo il bonus di 80 euro per le neo mamme e il ministro Padoan parla di 800.000 nuovi posti di lavoro senza dare una minima spiegazione di  come si è giunti a quella cifra. Una persona seria, capace, apprezzata a livello internazionale.............guarda cosa gli tocca fare.
Io continuo a dire che questa è una politica che ci riporta indietro di oltre cinquanta anni, una politica di "sussidi" stavolta poi, l'assurdo, elargiti anche ai benestanti. Perché una mamma che ha un reddito di 89.000 euro non ha alcun bisogno degli 80 euro e poi chi ha un reddito  del genere di figli ne fa pochi. E comunque non è questa la strada; se si vuole tornare a fare la DC con l'incoraggiamento del Vaticano e dei poteri forti (vi dice qualcosa che quasi tutti i Presidenti Usa sono massoni?)
diciamocelo subito. Se vogliamo abbandonare la "democrazia parlamentare", aboliamo il parlamento visto che oggi è ridotto ad un assemblea di nominati da pochi "capibastone" e visto che non ci si è riusciti con le Province. Se vogliamo rinunciare allo Stato sociale, lo si dica. Così si ritorna a prima di Mussolini che almeno i treni popolari e le colonie elioterapiche li aveva istituiti. Per ora mi fermo qui perchè voglio attendere che il documento sia ufficializzato, ma appare già evidente che è "tutto sbagliato, tutto da rifare." 

giovedì 16 ottobre 2014

LA PRESSIONE FISCALE PERIFERICA - UN CASO CONCRETO - 2^ PARTE

Continuiamo il discorso sulla pressione fiscale periferica, in particolare quella comunale. Mia moglie ed io siamo, lei patrimonialmente solida, io più liquido.
E' proprietaria di due immobili:
a) l'appartamento di via Fagnano dove abitiamo e dove abbiamo la residenza. (prima casa)
b) l'appartamento di via Maino 2 dove abitava suo padre e che le è pervenuto per successione (seconda casa). L'assetto proprietario è invariato da anni; possiamo quindi fare un immediato confronto sul come è evoluto il carico fiscale del Comune di Busto Arsizio.
NEL 2011 SI PAGAVA ANCORA L'ICI E IL CARICO ERA COSì DISTRIBUITO
Abitazione principale:   ICI 155,21  TARSU   254
Abitazione secondaria: ICI 657,77   TARSU  168
ESBORSI COMPLESSIVI: € 1.234
nel 2013 si pagava l'IMU e il carico era il seguente:
Abitazione principale:       =               TARSU  335
Abitazione secondaria  IMU 95O       TARSU 225
ESBORSI COMPLESSIVI: € 1.510
Nel 2014 stiamo pagando:
Abitazione principale: TASI 484         TARI: la prima  rata                                                           nel Gennaio 2015   
Abitazione secondaria  TASI 313    IMU 950
ESBORSI COMPLESSIVI: € 1.747 ( e manca la Tari)
Queste sono le nostre cifre; lascio a voi le valutazioni del caso 

mercoledì 15 ottobre 2014

LA PRESSIONE FISCALE PERIFERICA - LA TASI - UN CASO CONCRETO

In questi giorni siamo tutti alle prese con il pagamento della TASI, imposta nuova, imposta che, nel caso di immobili dati in locazione, si ripartisce tra inquilino (30%) e proprietario (70%) - qui a Busto queste sono le percentuali - imposta ancora non ben compresa nemmeno dagli operatori del settore.
Cosa è la TASI, per esteso Tributo Servizi Indivisibili?
La tasi non è altro, a parer mio, che una PATRIMONIALE che, insieme all'altra patrimoniale IMU costituisce la principale fonte di finanziamento dei comuni. E' una patrimoniale perché colpisce ii patrimonio immobiliare. è una patrimoniale perché si deve pagare anche se si perde il lavoro e non si ha reddito, è una patrimoniale perché non è progressiva.
In queste settimane il governo nazionale si sforza di far passare il messaggio che non ci sarà aumento di imposte. Intanto taglia i trasferimenti agli enti locali, in primis ai comuni che hanno come unica alternativa quella di tagliare i servizi o aumentare l'imposizione locale. Vediamo se questo è vero analizzando un caso concreto, il mio.
Ero arrivato a questo punto del post, ho interrotto perchè era arrivata l'ora di cena; mi sono detto: a fine cena pago la TASI via Internet e poi completo il post. Per pagare la TASIun  mi ci son volute quasi due ore per cui il post lo completo domani mattina. Ma mi chiedo: se io che in questa materia mi muovo abbastanza bene ho dovuto consultare parecchi testi, parecchie delibere ecc.
la sciura Maria, come fà?
Ne parleremo domani

giovedì 2 ottobre 2014

TUTTO SBAGLIATO TUTTO DA RIFARE - HYERONYMUS BOSCH E LA NAVE DEI FOLLI (NONO POST)

Dopo aver parlato di uno dei due prerequisiti necessari per iniziare ad impostare politiche che consentano di arrestare il declino in atto ed avviare una fase di rilancio, il prerequisito della formazione delle nuove generazioni, accantono per il momento il secondo - la questione morale - non perché non meriti attenzione, anzi la ritengo la "pietra angolare" sulla quale non può non poggiare una azione di governo, tanto è vero che ho scritto decine di post sull'argomento, quanto perché è prioritario in questo momento commentare le misure già prese o proposte dal governo
E a questo riguardo, non so perché, mi è venuto il famosissimo quadro di Bosch "La nave dei folli", dipinto cui ho dedicato un post il 29 maggio 2011 al quale mi permetto rimandare chi fosse interessato ad approfondire l'argomento. Perché mi sembra ci siano forti dosi di follia ed incompetenza nelle misure prese o proposte.
La mia impostazione è che l'attuale crisi è strutturale e non ciclica ed è caratterizzata sì da bassa domanda di beni, dovuta però in gran parte alla sempre maggior difficoltà del sistema industriale a produrre in Italia "manufatti" che siano in grado di competere sul piano dei prezzi. Di qui PIL stagnante e con tendenza alla contrazione, di qui la deflazione e di qui, soprattutto, la disoccupazione Problema non solo nostro ma anche della Francia e, in misura diversa di tutti i Paesi europei. La logica conseguenza è che le misure monetarie sia a livello MACRO (la BCE che inonda di liquidità il sistema) sia a livello MICRO (GLI 80  euro, la possibiltà di erogazione anticipata del TFR) non servono a niente, anzi possono essere nocive. Quello che si deve fare è FAR RIPARTIRE L'OFFERTA di nostri prodotti e quindi capovolgere l'ottica di approccio; si può fare in tempi brevi
GLI OTTANTA EURO AL MESE PER I REDDITI PIU BASSI
Misura che non ha prodotto alcuno stimolo ad una ripresa dei consumi, per fortuna dico io. Gli italiani, nella loro infinita saggezza, visto l'orizzonte buio davanti a loro, si sono tenuti ben stretti gli 80 euro. Se non lo avessero fatto, gli 80 euro sarebbero finiti quasi tutti in consumi di prodotti importati. Non mi sembra troppo difficile capirlo
EROGAZIONE ANTICIPATA DEL TFR
Qui siamo alla follia totale, al delirio in un contesto di assoluta ignoranza dei meccanismi finanziari che regolano la vita delle aziende.
L'obbiettivo è sempre quello: liberare liquidità per far ripartire il ciclo.
Forse è meglio che il governo, prima di avanzare proposte che sarebbero accolte, ben che vada, da risate a crepapelle, si informi meglio su cosa è il TFR e su quello che esso rappresenta per la solidità patrimoniale delle aziende stesse.
E allora vediamo di chiarirci le idee un po' tutti quanti
Cosa è il TFR?
Il TFR è un debito che l'azienda ha nei confronti dei propri dipendenti. Una parte del salario o stipendio non viene erogata mese dopo mese - lo sappiamo tutti - ma accumulata in un fondo che annualmente viene rivalutato secondo parametri regolati per legge.Così anno dopo anno l'azienda matura un debito nei confronti di ciascun dipendente che viene saldato all'atto della cessazione del rapporto di lavoro. E'ciò che chiamiamo  "liquidazione".
Questo meccanismo per il dipendente è un risparmio forzoso. Per l'azienda un debito che ha un tasso di interesse basso (75% del tasso di inflazione dell'anno aumentato di 1,5%) e, soprattutto, di cui non verrà chiesto il pagamento se non a fine rapporto di lavoro. E' così vero che nel bilancio il TFR viene inserito, tra le fonti di finanziamento, subito sotto i mezzi propri.
Cosa pensa il governo, una vera e propria pensata: consentiamo ai dipendenti di chiedere l'erogazione anticipata del TFR così si immette in circolo liquidità che viene spesa, almeno in parte, e riparte un circolo virtuoso e un processo di espansione
Subito i sindacati: il TFR è dei lavoratori. E chi glielo tocca.
Altra osservazione: il lavoratore ci perde fiscalmente perchè il TFR sconta l'aliquota media degli ultimi due anni mentre se viene erogato in costanza di rapporto di lavoro sconta l'aliquota marginale. Vero ma basta prevedere nel provvedimento che sconta l'aliquota media (non si viola il principio della progressività delle imposte) ed il problema si risolve.
Ma non ho sentito nessuno, forse il movimento 5 stelle che ha cominciato ad assumere un approccio sempre più concreto, fare questa banalissima osservazione: " ma alle aziende i soldi per pagare le erogazioni del TFR anticipate, chi glieli dà?
Vi faccio un esempio pratico così si capisce meglio:
la "Pirani spa" ha cento dipendenti (per facilità di comprensione diciamo che tutti hanno maturato un TFR di 50.000 euro). La Pirani spa ha fatto una politica di assunzioni che gli assicura un buon turnover per cui ogni anno sono 3/4 le uscite dall'organico. Diciamo 4. Ogni anno la Pirani spa deve "far uscire", cioè pagare 200.000 euro. Ma ora il governo fa una legge che consente a tutti i dipendenti di chiedere diciamo la metà del TFR maturato. 100 dipendenti x 25.000 euro fa 2.500.000 di euro contro 200.000.
In un contesto in cui calano i fatturati, le banche hanno problemi di erogazione del credito - anche perché l'Italia ha sottoscritto le convenzioni di Basilea - alla Pirani spa i 2.500.000 di euro chi glieli da?
Il post lo chiudo qui. 


mercoledì 1 ottobre 2014

TUTTO SBAGLIATO TUTTO DA RIFARE - IL SISTEMA SCOLASTICO E LA FORMAZIONE DELLE NUOIVE GENERAZIONI(OTTAVO POST)

Riprendiamo a parlare delle problematiche relative al "Che fare?" che ho etichettato come da titolo.
Ho parlato di due "prerequisiti", cioè di due condizioni che debbono essere state adempiute prima ancora si cominci a impostare qualsiasi tipo di discorso:
a) il sistema formativo delle nuove generazioni
b) la questione morale
         LA FORMAZIONE DELLE NUOVE GENERAZIONI 
Inizio da qui perchè anche se da domani mattina si adottasse il migliore sistema formativo, gli effetti positivi si vedrebbero tra venti anni almeno e quindi non incide oggi sul futuro del Paese. Ma è altresì vero che gli errori degli ultimi decenni li stiamo scontando,e pesantemente, ora.
Premesso che non sono un esperto di queste problematiche, proverò a sintetizzare quali sono le mie idee al riguardo ed introduco le mie valutazioni con una affermazione, qualche tempo fa, del Prof. Romano Prodi: "Un Paese non può essere ricco e stupido per più di una generazione"
E questo è sempre più valido oggi e probabilmente sarà sempre più vero in futuro. Quindi la formazione dei giovani deve essere fatta con metodiche  diverse, con mezzi diversi ma con un obbiettivo che rimane sempre lo stesso, in un sistema democratico: l'obbiettivo di fare di ciascuno una persona in grado di "pensare" con la propria testa, una persona con una sua personalità ben definita  e con livello di scolarità elevata: il tutto si traduce in una maggior autonomia, in una attitudine a guardare avanti, ad essere più creativi ed elastici. Fatta questa premessa, sintetizzo gli obbiettivi:
a) il sistema formativo deve avere come obbiettivo nei suoi primi anni quello di dotare "l'alunno"degli strumenti per affrontare le sfide della vita. Bisogna costruire innanzitutto "il motore" che deve essere potente ed elastico. Potente perchè deve essere in ogni momento pronto per viaggi lunghi e faticosi. Il motore deve  provvedere a dare sicurezza di percorso ed elasticità di utilizzo.
Il motore potente. Vi cito un verso della "Commedia" "Non fa scienza senza lo ritener lo avere  inteso" dice Dante. Fuor di metafora: è inutile qualsiasi intervento formativo se il soggetto "non ritiene". Chiaramente mi sto limitando all'aspetto "tecnico", la formazione di un individuo è qualcosa di molto più complesso.
E come si fa per imparare bene a  parlare, scrivere e a far di conto e imparare a ritenere?
Io credo che ci siano due cose che vengono dal passato e che sono tuttora, secondo me, validissime.
A) le tabelline 
B) imparare a memoria testi anche lunghi
L'altra sera  in televisione, in una di quelle trasmissioni demenziali che precedono il telegiornale delle 20, c'erano due studenti universitari, un ragazzo e una ragazza: alla ragazza venivano chieste "le tabelline", al ragazzo di dire il congiuntivo corrispondente all'indicativo che il conduttore pronunciava. Entrambi hanno palesato evidenti difficoltà inconcepibili se si considera che si trattava di persone sopra i venti anni e alla fine di un lungo percorso formativo. Chiaramente quando parlo di tabelline e di testi da imparare a memoria porto il discorso al limite, però ..... se ci pensate.
A e B)  vanno integrate, a mio avviso, con:
C) un utilizzo precoce ed intensivo delle nuove tecnologie che servirà anche ad assimilare velocemente le nuove e le vecchie conoscenze e che consentono agli intellettualmente curiosi di soddisfare in tempi brevissimi le loro curiosità. E' finito il tempo della TRECCANI e della UTET, che - tra l'altro - erano strumenti di classe; oggi è il tempo di GOOGLE e di Wikipedia, del WEB2, domani si vedrà
D) Un efficace e precoce apprendimento della lingua inglese. Oggi l'inglese, si voglia o non si voglia, è la lingua del pianeta e deve esserci nel bagaglio culturale di tutti. Purtroppo i risultati, oggi, ci collocano agli ultimi posti nelle classifiche internazionali; la mancata padronanza della lingua(secondo me l'inglese è padroneggiato veramente da meno del 5% degli italiani ed io non sono tra quelli) ci impedisce di cogliere molte opportunità e di stare al passo con i Paesi più avanzati.
Tutto questo in un contesto di partecipazione attiva degli studenti( un esempio per tutti, lasciar loro la scelta delle poesie o dei testi da imparare a memoria), in un clima di sana competizione ed emulazione e di sempre viva curiosità. Perchè le conoscenze hanno un ritmo di aggiornamento molto più veloce che in passato e solamente un atteggiamento di curiosità ed apertura può consentire di tenere il passo.
Ero giunto a questo punto del post quando ha citofonato una persona che aspettavamo per cui ho interrotto. Parlando del più e del meno e avendola informata dell'oggetto del post che state leggendo mi ha detto: immagino che avrà letto la lettera che Umberto Eco ha scritto al suo nipotino e che L'espresso ha pubblicato qualche mese fa. Non l'ho letta, mi è sfuggita. Siamo andati al P.C. ho aperto, l'ho letta. Cosa volete che vi dica: UBI MAIOR MINOR CESSAT. Eco aveva detto prima di me e molto meglio di me le stesse cose che stavo scrivendo io. Sono rimasto lusingato, lo confesso, dal comune riferimento allo studiare a memoria. Consegentemente faccio un passo indietro e lascio parlare lui.
Umberto Eco ha tanti meriti, uno dei quali, e certamente non il minore, quello di aver curato la pubblicazione di una bellissima opera che il Gruppo Repubblica/L'Espresso ha fatto uscire qualche tempo fa e che consiglio (visto l'argomento di cui stiamo trattando) a chiunque abbia a cuore la formazione di un figlio, di un nipote, di chiunque si voglia aiutare a crescere: 14 volumi dedicati al mondo antico 12 al medioevo e 22 all'età moderna. E' un'opera bellissima, scritta in stile chiaro e comprensibile da tutti, interdisciplinare e corredata di tantissime illustrazioni che la rendono interessante, coinvolgente e "facile da ritenere"
Ecco la lettera:  
Caro nipote studia a memoria 

venerdì 19 settembre 2014

TUTTO SBAGLIATO TUTTO DA RIFARE(SESTO POST)

Riprendiamo il discorso sul "Che fare". Aggiungendo una notazione alle osservazioni già fatte. Mentre si verificavano cambiamenti del genere di quelli che ho molto sinteticamente descritto, la classe politica - nessun partito escluso - trascinava il Paese e lo faceva precipitare in una spirale corruzione crescente debito pubblico in crescita incontrollata, confronto politico trasformato in guerra per bande, nessuna "visione lunga" perché tutti impegnati a difendere il proprio "particulare". Poche le eccezioni: Ciampi, Prodi, Padoa Schioppa e pochi altri. Dell'uomo della Provvidenza e degli immani guasti procurati al tessuto morale del Paese ho già parlato.
La situazione attuale in sintesi è la seguente:
a) abbiamo enormemente perso di competitività nel confronto internazionale e siamo "usciti" da numerosi comparti
b) abbiamo un debito pubblico di quasi 2.200 miliardi di euro secondo solamente a quello della Grecia in percentuale sul PIL e secondo solamente agli USA in termini assoluti (il Giappone è un caso a parte perché il suo indebitamento è praticamente tutto interno).Nel contempo abbiamo una pressione fiscale ai massimi livelli e una evasione fiscale quantificata in circa il 25% del PIL. In termini più semplici le imposte gravano in maniera preponderante sui contribuenti che non possono evadere.
c) abbiamo una pubblica amministrazione male organizzata, sciatta e molto spesso corrotta
d) il governo Renzi ha finora il solo merito di aver fatto "resuscitare" politicamente Silvio Berlusconi (forse perché i due sono facce della stessa medaglia - cfr. i miei post che ho riunito sotto il titolo "Abbozzo di una teoria generale del potere in Italia")
e) il nostro sistema scolastico è progressivamente degradato negli anni ed oggi il livello medio di preparazione dei nostri studenti al termine del loro ciclo formativo è inferiore a quello di quasi tutti i paesi con i quali ci confrontiamo
f) il nostro sistema bancario è estremamente debole ed aver sottoscritto le convenzioni di Basilea senza averne valutato l'impatto pratico gli ha tolto ogni elasticità operativa.
g) abbiamo sottoscritto degli impegni nei confronti dell'Unione Europea che, allo stato, non possono essere onorati.
h) le nostre infrastrutture sono invecchiate e non sono ormai più all'altezza di un paese industrializzato.
i) il livello morale è quello che è
l) la delinquenza organizzata occupa molti spazi e molto territorio
Ho mescolato volutamente problematiche ed aspetti industriali, finanziari e morali perché si influenzano a vicenda e tutti concorrono a comporre il quadro generale.
segue
post scriptum: ho deciso di fare post relativamente brevi; basterà poi cliccare su "etichette" per leggerli o rileggerli ognuno di voi secondo le proprie abitudini.

venerdì 12 settembre 2014

TUTTO SBAGLIATO TUTTO DA RIFARE(QUINTO POST)

Avete paragonato la situazione del 1964 con quella del 2014? Bene, come avete visto non c'è rimasto praticamente più niente. E il processo ha avuto una rapida accelerazione negli ultimi  20/30 anni.
E mentre tutto questo accadeva, mentre il sistema industriale italiano cadeva a pezzi (la crisi del Gruppo Ferruzzi è del 93, la FIAT fu salvata con una operazione di sistema che vide al centro il famoso "convertendo" ecc.ecc.) i poteri forti ed un paese(questa volta con la minuscola) sgangherato e senza senso della storia, affidavano le sorti dell'Italia a un pover'uomo, malato (non  lo dico io, lo disse Veronica Lario in tempi non sospetti), malato di "sindrome di onnipotenza", "mania di grandezza", "confusa percezione della realtà", "con la fissa della...........in testa", con "idee poco chiare"- eufemismo - sugli impianti istituzionali che una democrazia deve avere (più volte l'ho invitato a leggere Montesquieu), con idee ancor meno chiare sul "che fare" per affrontare una situazione che mese dopo mese appariva sempre più preoccupante(ve lo ricordate quando disse "la crisi? la crisi chi?; ma non c'è crisi, i ristoranti sono affollatissimi e gli aerei sempre pieni") (Questa sola affermazione avrebbe dovuto consigliare un rapido intervento della neurodeliri). poi cambiò registro e............"sì, la crisi c'è ma non c' è problema............"ghe pensi mi".(io ogni volta che sento qualcuno affermare "ghe pensi mi" comincio a sudare freddo) e poi (il poi lo abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni.) Un uomo durante i governi del quale siamo diventati la barzelletta d'Europa (non lo dico io, lo ha detto un ministro francese tre giorni fa), governi che hanno prodotto i seguenti risultati:
- debito pubblico al 31 Dicembre 1992: 849,9 mld di euro
- debito pubblico al 31 Luglio 2014(dati pubblicati oggi): 2.168.6 mld di euro
- rapporto debito/pil al 31 Dicembre 1992
-rapporto debito/pil al 31 Marzo 2014 (ultimo dato disponibile): 135,6. Con questo trend a fine anno saremo al 140% visto che il Pil è previsto in calo dello 0,1%
- la UE stima(notizia di oggi) stima che dal 2007 al 2013 la produzione industriale è scesa del 25%

Ho preso come riferimento fine '92 perché ritengo il 92 l'anno del passaggio dalla prima alla seconda Repubblica, passaggio segnato dal governo tecnico Ciampi. Dopo il governo Ciampi, si insediò il primo governo Berlusconi nel Maggio 1994
Sul Pil farò un discorso a parte. Certo che se si mette nel PIL anche il reddito riveniente da prostituzione, contrabbando di sigarette, attività illecite varie................ il PIL cresce, non c'è dubbio.
 Ed è tragico che per fare tutto questo si dovette "azzerare" la prima Repubblica colpendone il principale esponente, Giulio Andreotti, attraverso la eliminazione fisica di persone a lui vicine(Salvo Lima e Ignazio Salvo), ed eliminando fisicamente le sole due persone che avevano chiaro in testa il filo che legava gli avvenimenti di quei giorni e gli equilibri di potere che celavano(Falcone e Borsellino) Vi ricordo la sequenza di avvenimenti del '92, l'anno della trattativa, delle prove generali di inciucio, un anno sul quale ci sono ancora troppe zone d'ombra e troppi nodi da sciogliere.
- il 12 Marzo 1992 viene ucciso a Palermo l'Onorevole Salvo Lima, proconsole di Andreotti in Sicilia
- il 23 Maggio 1992 la strage di Capaci; viene eliminato Giovanni Falcone
-  il 19 Luglio 1992 la strage di via D'Amelio; viene eliminato Paolo Borsellino. Scompare l. Agenda rossa
-    il 17 Settembre 1992 viene ucciso Ignazio Salvo che con il cugino Nino (i famosi "esattori di Salemi", legati alla Democrazia cristiana -. corrente andreottiana - ed organici alla Mafia) aveva gestito per decenni l'incasso delle imposte in Sicilia. Nino Salvo aveva creduto bene morire qualche anno prima, altrimenti avrebbero fatto fuori anche lui.
Tutto un clima preparato per la "discesa in campo" di Berlusconi, che secondo me stavano preparando da almeno 5 anni, che formò il suo primo governo nel Maggio '94.
Questo il quadro. Che si può e si deve fare, allora?
Cercheremo di fare qualche riflessione nei prossimi post

giovedì 11 settembre 2014

TUTTO SBAGLIATO TUTTO DA RIFARE(QUARTO POST)

Riprendiamo il discorso sulle politiche economiche che il nostro governo e l'Europa nel suo complesso stanno adottando per invertire la fase di declino che tutto il nostro continente, pur con peculiarità diverse, ha imboccato nel 2008 con il default della"Lehman Brothers"il 15 Settembre di 6 anni fa (ma le basi del declino erano già evidenti) e l'emersione di un mercato gigantesco di "titoli tossici", di credito erogato in eccesso (subprimes) e di "comportamenti tossici" da parte di praticamente tutta la comunità finanziaria internazionale La deflagrazione della bolla speculativa negli USA si propagò come fuoco nella prateria nel nostro continente che già era stato riempito, spesso senza averne piena consapevolezza, di prodotti finanziari(ABS, CDO ) marci e bacati come le mele che hanno il verme dentro. E che, inoltre, cominciava a risentire in maniera sempre più forte delle difficoltà che la concorrenza dei paesi asiatici stava provocando alla industria manufatturiera europea. Queste problematiche hanno fatto oggetto del mio libro "Sulla crisi e dintorni" che potete trovare pubblicato da "Il mio libro.it". Nella prefazione, che troverete allegata, espressi l'opinione che la crisi non sarebbe stata ciclica ma un fenomeno strutturale che avrebbe accompagnato il declino dell'Italia nel novero delle nazioni più industrializzate. Tornando ai nostri giorni, nell'articolo che ho pubblicato il 4 Settembre con lo stesso titolo di quello che state leggendo, ho sostenuto che la crisi è sì una crisi da mancanza di domanda ma, soprattutto, è una crisi dovuta alla sempre più ridotta capacità delle nostre aziende di produrre manufatti in grado di reggere la concorrenza dell'est e del sudest asiatico per cui, secondo me, puntare solo a rilanciare i consumi attraverso una politica tendente ad aumentare il reddito disponibile non solo non è sufficiente ma potrebbe essere controproducente perchè una parte cospicua del maggior reddito disponibile andrebbe in consumi di prodotti di importazione. Ve ne porto un esempio.
 Andiamo al 1964 - esattamente 50 anni fa:
- l'Italia è in pieno boom, il PIL a ritmi sostenuti, il Paese si sta gradualmente liberando delle sue ataviche povertà, ha già cominciato  a "consumare", ad andare in vacanza, a dotare le abitazioni di elettrodomestici che ora consideriamo del tutto normali, ad avere un auto di proprietà. E vediamo:
- l'automobile è 7 volte su 10 una FIAT o una ALFA  o una LANCIA (tutte prodotte in Italia), le auto montano gomme Pirelli(prodotte in Italia) e batterie MAGNETI MARELLI. La benzina, la fornisce il "Cane a sei zampe" (la supercortemaggiore) o API (con API si vola). Sono presenti in maniera massiccia, per la verità, anche le maggiori multinazionali.
- il frigorifero è un IGNIS (Borghi,Varese),o INDESIT(Merloni)
- la lavatrice è una SAN GIORGIO o CANDY
- Il televisore è un Philco (prodotto A Bergamo) o un MIVAR (prodotto ad Abbiategrasso) o un PHILIPS (prodotto a Cinisello Balsamo).
- è il momento in cui si costruisce la rete autostradale: il cemento lo fornisce il Gruppo Pesenti(Bergamo) o la CEMENTIR. L'acciaio è prodotto in Italia (Italsider, Lucchini, Riva), ci sono tantissimi zuccherifici (Montesi, Maraldi, Ferruzzi; tutti spariti).
- nella farmaceutica non siamo certo leaders ma FARMITALIA (Montedison) ha il brevetto della RIFAMPICINA, un potente antitumorale. NATTA prende il Nobel per il MOPLEN (i laboratori di ricerca sono a Castellanza, a 4 chilometri da dove sto scrivendo) , è un periodo in cui nel mondo si costruiscono molti impianti idroelettrici, molti costruiti da nostre imprese (CONDOTTE per la parte muraria, ANSALDO le turbine, la FRANCO TOSI di LEGNANO)
- l 'energia è abbondante e poco cara( l'ENI compete con le sette sorelle che infatti nel '62 si sono liberate di Enrico Mattei), l'ENEL è stata appena costituita (operazione in quel momento assolutamente necessaria)
e così via, e così via.
Adesso fatevi le stesse domande riferite al 2014.
ne riparleremo nel prossimo post. Segue 



giovedì 4 settembre 2014

TUTTO SBAGLIATO TUTTO DA RIFARE(TERZO POST)


Qualche giorno fa "Il fatto quotidiano" titolava: "Renzi - tutto da rifare". Debbo confessare che mi sono sentito lusingato dal fatto che il quotidiano di Padellaro e Travaglio avesse impostato con le mie stesse parole un discorso sull'efficacia delle misure prese o in dirittura di arrivo per il rilancio del Paese, in particolare la misura degli 80 euro.
Perché tutto da rifare, tutto sbagliato. Perché è sbagliato l'approccio; perché la crisi,  vero, è una crisi dovuta al calo dei consumi, ma conseguente al fatto che essa è determinata da una sempre maggior difficoltà del nostro apparato industriale a  produrre beni  che reggano la concorrenza sui mercati internazionali. Mi spiego:
- negli ultimi trenta anni si è assistito ad un fenomeno mai verificatosi in precedenza: un massiccio trasferimento dell'industria manufatturiera dall'Europa all'est e al sud-est asiatico. Ciò ha determinato una drastica riduzione di "stabilimenti" con immediata ripercussione sugli investimenti, sull'indotto diretto, sulle attività "collaterali"allo stabilimento.  Per attività "collaterali" intendo tutto ciò che ruota intorno ad un grosso stabilimento( mense aziendali, imprese di pulizia, bar, edicole, servizi di trasporto ecc). Inoltre si è ridotta la capacità di produrre nuovo "know how". Questo fenomeno ha riguardato tutta l'Europa tanto è vero che la Francia ha problemi simili ai nostri e anche la Germania comincia ad accusare qualche battuta d'arresto, ma nel nostro Paese è stato ulteriormente aggravato dal fatto che negli ultimi decenni non c'è stata nessuna politica industriale nè da parte del mondo delle imprese nè da parte dei vari governi che si sono via via succeduti, con l'unica eccezione del Prodi 1, e con il sindacato che non è riuscito minimamente ad uscire dai suoi consolidati schemi mentali che lo rendono ormai incapace, a mio avviso, di comprendere le dinamiche in corso e, soprattutto, di avanzare proposte concrete. Ci siamo pertanto ritrovati dopo una crisi che è stata la più lunga del dopoguerra in questa situazione:
- nessuna multinazionale produce più in Italia perché da tempo hanno delocalizzato (negli anni 60, tanto per fare un esempio, la Philips produceva televisori a Sesto S.Giovanni)
- le imprese nazionali più dinamiche hanno anche esse delocalizzato sia nell'est europeo sia nelle aree alle quali si accennava più sopra
- è venuta meno completamente l'industria di stato (IRI in primis) che nel dopoguerra aveva creato milioni di posti di lavoro).
- siamo debolissimi nell'approvvigionamento energetico.
- siamo completamente usciti da settori importantissimi( settore auto, chimico, chimico-farmaceutico, elettronica di consumo; il settore delle acciaierie sta esaurendo la sua presenza come il petrolchimico)
- molti marchi italiani sono in realtà di proprietà di gruppi stranieri che adottano strategie di convenienza
- abbiamo un debito pubblico enorme la cui "esplosione" non è servita a costruire infrastrutture e non è andata a finanziare investimenti bensì  è andata ad alimentare una corruzione quale mai si era vista ed una tendenza allo spreco di risorse da far accapponare la pelle
In questo contesto agire sui "consumi" per far ripartire l'economia è non solo destinato ad ottenere risultati nulli ma rischia di provocare un aggravamento della situazione. E' stato detto che l'introduzione degli 80 euro non ha prodotto alcun risultato. Meglio così perché se i cittadini consumatori li avessero spesi sarebbe quasi tutto andato in prodotti di importazione. Certo non nego che gli 80 euro possano aver dato sollievo a non poche famiglie ma se non ritorna la fiducia  tutto resterà bloccato. E come può tornare la fiducia se ogni giorno assistiamo agli spettacoli inverecondi del mondo della politica che lasciano i cittadini  con le mani desolatamente lungo i fianchi? Le hanno provate tutte, gli italiani. Adesso ho l'impressione che stiano alzando le mani in segno di resa.
Poi ci si sono messi anche Razzi e Salvini a fare l'elogio della Corea, non quella del Sud che ci inonda di televisori, telefonini e ed elettrodomestici vari, ma quella del Nord, raro esempio d benessere e democrazia, siamo proprio al baratro.
E allora che si deve fare? E' una parola, dirlo: cercherò comunque di fare qualche riflessione nei prossimi post.

giovedì 28 agosto 2014

TUTTO SBAGLIATO TUTTO DA RIFARE(SECONDO POST)

Siamo tutti d'accordo che una Italia così sgangherata non può durare. Per cui tutti favorevoli - me compreso - alle "riforme" e al "cambiamento". Poi bisogna mettersi d'accordo sui contenuti. A me sembra, ad esempio, che le cosiddette riforme si stiano traducendo in uno "smantellamento" dello Stato Sociale e in un impianto istituzionale autoritario, ma oggi voglio parlare d'altro. Della estrema necessità di accelerazione dei tempi in tutti i settori e comparti operativi. Ve ne do una prova "on my skin".
Nel 2010, pochi giorni prima di Natale,stavo rientrando a casa intorno alle tre del pomeriggio dopo un incontro conviviale con colleghi della BNL, banca che ho lasciato nel 1983, quando, arrivato al rondò  di "Malpensa Fiere" - chi conosce Busto sa di dove sto parlando - non so se per distrazione o per il ghiaccio mi sono trovato davanti ad un palo dell'ENEL ed ho fatto un frontale da manuale. 
REPERTO NUMERO UNO (avrebbe detto Perry Mason)
 Per fortuna, avendo le cinture agganciate come sempre, gli "airbags" hanno funzionato perfettamente
REPERTO  NUMERO DUE
andata bene, mi direte: eccezionalmente bene, dico io. Con un piccolo particolare. Mentre succedeva quello che ho descritto, dall'alto dei cieli piombava sul parabrezza.............il "lampione" appeso al palo
REPERTO NUMERO TRE
REPERTO NUMERO QUATTRO


 Responsabilità mia, non c' dubbio, anche se l'ENEL una qual colpa se la deve sentire se ha chiuso la pratica con la mia assicurazione senza chiedere i danni. Ma, soprattutto.........................

Le foto qui sopra le ho scattate stamattina. Due cose si notano immediatamente: che il fanale non è stato sostituito, che il palo è sempre più storto. Se poi cade e fa male a qualcuno, non dite che è colpa mia. A dicembre, tra meno di quattro mesi, saranno quattro anni

mercoledì 20 agosto 2014

TUTTO SBAGLIATO, TUTTO DA RIFARE DICEVA GINO BARTALI (PRIMO POST)

Aspro è il dibattito nel Paese, all'interno dei partiti politici, sugli organi di stampa, nella rete, in merito alla capacità del governo Renzi di affrontare e avviare a risoluzione i pesanti problemi del nostro sistema produttivo e la drammatica situazione dei conti dello Stato. Non so perché ma mi sono venute in mente le parole e le espressioni con le quali " Ginettaccio" Bartali commentava negli anni '60 le condizioni del ciclismo di quegli anni già così diverse da quelle degli anni in cui gareggiava lui. Ho intenzione pertanto di dedicare alcuni post alla situazione economica del nostro Paese inserita nel quadro generale dell'Unione europea e alle misure che si stanno prendendo per rilanciare il "vecchio" continente. In questo primo post, che considero introduttivo, mi limito ad affermare che ritengo l'approccio del governo "tutto sbagliato", "tutto da rifare" perchè si parte dal presupposto che la crisi, che è ormai  entrata nel settimo anno come erano sette gli anni delle vacche magre, sia prevalentemente una crisi da mancanza di "domanda" mentre io ritengo che sia prevalentemente una crisi da mancanza di "offerta interna"