Nel mio ultimo post dedicato a Unicredit segnalavo che la nomina di Ghizzoni aveva destato sorpresa perchè Nicastro sembrava avere maggiore caratura e visibilità. Ma esprimevo anche l'opinione che la ragione per cui Ghizzoni era stato scelto andava individuata nel fatto che e' il manager responsabile delle attivtà estere del Gruppo; perchè sono le attività estere a destare le maggiori preoccupazioni. Sul fronte interno l'Istituto deve ancora "digerire" il pesante fardello portato in dote da Capitalia, l'elevata mole di contenzioso accumulata durante la lunga ed "ecumenica" gestione del suo Presidente, ora Presidente dielle Generali. A questo elemento di debolezza va aggiunto il rischio intrinseco nella aggressiva politica sui "derivati" portata avanti dall'Istituto negli ultimi anni e il rischio di credito dovuto alla debolezza delle aziende italiane affidate che stanno subendo pesantemente gli effetti della crisi. Ma i problemi maggiori vengono dal fronte estero.Non va dimenticato che in Germania Unicredit ha raggiunto una posizione di rilievo con l'acquisizione di Hbv, banca bavarese della quale le autorità tedesche si liberarono volentieri viste le pesanti perdite accumulate e che, al momento dell'acquisizione da parte di Unicredit, era guidata da Dieter Rampl.
Ai problemi in Germania si sono aggiunti i problemi, pesanti, in Ucraina e Kazakistan. Nell'ambito della politica di espansione sui mercati dell'est europeo, infatti, nel 2007 furono acquisite, a caro prezzo, in Ucraina la Ukrsotsbank di Kiev e in Kazakistan la ATF per un esborso complessivo di oltre 3,2 miliardi di euro, grosso modo 1,6 mld ciascuna. Dall'ultima relazione semestrale emerge che il valore delle due attività è sceso a 2,1 mld con perdite per più di un miliardo in meno di tre anni e il trend negativo prosegue.
Per questo ho scritto che il compito di Ghizzoni è difficile e pieno di insidie. Le insidie vengono dal mercato inerno, dai mercati dell'est e, soprattutto, dalla situazione dei debiti sovrani di molti, troppi paesi dell' Unione Europea. La Grecia è nelle condizioni che tutti sappiamo. Pesanti sono attualmente i problemi di Irlanda e Portogallo. Poi emergeranno i problemi di Spagna e del nostro paese. Sono i paesi PIGS per i quali non è escludibile un rischio di default anche perchè l'effetto domino può innescare reazioni non controllabili e che non possono non colpire il sistema bancario internazionale. Inoltre gli USA hanno deficit di bilancio enormi e di conseguenza la necessità di collocare sui mercati internazionali masse enormi di titoli di stato. In questo contesto c'è chi perde(la maggior parte dei paesi della vecchia europa, l'america latina, i paesi del terzo mondo) e chi vince (Cina soprattutto, Paesi arabi, e gli speculatori di tutto il mondo, nascosti dietro il paravento dei mille hedge funds operativi nel mondo). Gli USA sono un caso a parte; sono messi male ma hanno l'apparato militare nettamente più potente e in mano le tecnologie nei settori più strategici ( elettronica, chimica, farmaceutica, aereonautica, )
E il nostro Paese? In mano al barzellettiere di Arcore, con una buona parte di senatori e deputati inquisiti per i reati più vari, con intere regioni in mano alla criminalità organizzata, con una economia concentrata in poche regioni del Nord, dove peraltro ha successo la Lega che in un mondo globalizzato si rifugia nella difesa del territorio e dei dialetti, stretta tra infrastrutture obsolete, una pubblica amministrazione non all'altezza, mancanza di materie prime, dipendenza energetica e costo del lavoro dell'industria manufatturiera non competitivo con le aree dove si è spostata la "fabbrica" del mondo, non può che arretrare, arretrare e arretrare Anche perchè il Paese ha perso la rotta e non sa dove andare e come andarci
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sabato 2 ottobre 2010
giovedì 30 settembre 2010
UNICREDIT ALESSANDRO PROFUMO - LA SUCCESSIONE
Nei giorni scorsi ho cercato di dare spiegazioni logiche alle motivazioni che hanno portato alla defenestrazione di Profumo e al perchè tutti i nomi fatti sulla stampa non avevano, a mio avviso, possibilità di succedere ad Alessandro Profumo alla guida della più importante banca del Paese, sia per volume di attività che per internalizzazione.
Nel post di ieri sostenevo che l'unica candidatura esterna che poteva avere possibilità di successo era quella del Dr.Pierfrancesco Saviotti ma propendevo per una soluzione interna (uno dei quattro vicedirettori generali) con Nicastro capo azienda come amministratore delegato e due direttori generali tra cui Federico Ghizzoni, responsabile delle attività estere del gruppo.
Ritenevo infatti Nicastro con più chances per essere essere Ghizzoni l'ultimo ad essere nominato vicedirettore generale e per avere Nicastro una maggior visibilità.
E' stato scelto Ghizzoni e la scelta ha una sua logica. Unicredit è una banca internazionale con una buona quota delle sue attività all'estero, in particolare Germania e paesi dell'est europeo. Ghizzoni offre una maggiore "copertura" sulle attività estere ed è per questo è stato scelto.
Auguro al nuovo amministartore delegato di riuscire a guidare la banca con polso fermo e con rotta sicura. Il compito è difficile, il mare procelloso, le insidie tante. E' importante, per il bene del Paese, che ci riesca.
Nel post di ieri sostenevo che l'unica candidatura esterna che poteva avere possibilità di successo era quella del Dr.Pierfrancesco Saviotti ma propendevo per una soluzione interna (uno dei quattro vicedirettori generali) con Nicastro capo azienda come amministratore delegato e due direttori generali tra cui Federico Ghizzoni, responsabile delle attività estere del gruppo.
Ritenevo infatti Nicastro con più chances per essere essere Ghizzoni l'ultimo ad essere nominato vicedirettore generale e per avere Nicastro una maggior visibilità.
E' stato scelto Ghizzoni e la scelta ha una sua logica. Unicredit è una banca internazionale con una buona quota delle sue attività all'estero, in particolare Germania e paesi dell'est europeo. Ghizzoni offre una maggiore "copertura" sulle attività estere ed è per questo è stato scelto.
Auguro al nuovo amministartore delegato di riuscire a guidare la banca con polso fermo e con rotta sicura. Il compito è difficile, il mare procelloso, le insidie tante. E' importante, per il bene del Paese, che ci riesca.
mercoledì 29 settembre 2010
UNICREDIT ALESSANDRO PROFUMO CONTINUA
Siamo ormai alle strette finali per la individuazione del successore di Alessandro Profumo, successore che verrà nominato giovedì nella riunione prevista a Varsavia.
Tramontate tutte le ipotesi dei giorni scorsi, come avevo previsto, rimangono a mio avviso due sole altenative:
a) una soluzione tutta interna con la nomina ad amministratore delegato di Nicastro, che verrebbe affiancato da due direttori generali sempre interni (Ghizzoni e Fiorentino)
b) la nomina ad amministratore delegato di un esterno affiancato da due direttori generali interni. A questo punto rimane a mio avviso un solo nome, quello di Pierfrancesco Saviotti, una carriera intera in Comit, attualmente ammre delegato del Banco Popolare. Ritengo infatti che sulla persona di Salvatori ci sia l'opposizione del Presidente delle Generali.
La soluzione Saviotti verrà ritenuta la più equilibrata, eviterà una frattura nelle linee interne ed assicura una gestione seria, non avventurosa e tecnicamente ineccepibile. Saviotti è nato nel '43, non è troppo anziano ed è un "gran signore".
Chi scrive ha avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo nei primi anni '90, all'epoca in cui il sistema bancario fu impegnato nella "sistemazione" delle problematiche che avevano interessato alcuni importanti gruppi industriali (Ferruzzi, Ligresti, Impregiloecc.) ed ha avto modo di apprezzarne la competenza, l'equilibrio e la signorilità
In questo momento il Paese ha bisogno di ricorrere alle sue forze migliori; il Dr Saviotti è una di quelle.
Tramontate tutte le ipotesi dei giorni scorsi, come avevo previsto, rimangono a mio avviso due sole altenative:
a) una soluzione tutta interna con la nomina ad amministratore delegato di Nicastro, che verrebbe affiancato da due direttori generali sempre interni (Ghizzoni e Fiorentino)
b) la nomina ad amministratore delegato di un esterno affiancato da due direttori generali interni. A questo punto rimane a mio avviso un solo nome, quello di Pierfrancesco Saviotti, una carriera intera in Comit, attualmente ammre delegato del Banco Popolare. Ritengo infatti che sulla persona di Salvatori ci sia l'opposizione del Presidente delle Generali.
La soluzione Saviotti verrà ritenuta la più equilibrata, eviterà una frattura nelle linee interne ed assicura una gestione seria, non avventurosa e tecnicamente ineccepibile. Saviotti è nato nel '43, non è troppo anziano ed è un "gran signore".
Chi scrive ha avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo nei primi anni '90, all'epoca in cui il sistema bancario fu impegnato nella "sistemazione" delle problematiche che avevano interessato alcuni importanti gruppi industriali (Ferruzzi, Ligresti, Impregiloecc.) ed ha avto modo di apprezzarne la competenza, l'equilibrio e la signorilità
In questo momento il Paese ha bisogno di ricorrere alle sue forze migliori; il Dr Saviotti è una di quelle.
lunedì 27 settembre 2010
UNICREDIT ALESSANFRO PROFUMO CONTINUA
Su Repubblica di Oggi Alessandro Penati, Professore di economia e collaboratore fisso del quotidiano per le questioni economico-finanziarie, ha scritto un articolo memorabile che consiglio tutti di andare a leggere o sul quotidiano o sul sito web che si intitola "Geronzi, le banche e i poveri azionisti". Memorabile per l'ironia che lo pervade e l'analisi che fà dei comportamenti presenti e passati del Presidente di Mediobanca. Una analisi che condivido pienamente e che ha molti punti di contatto con quella da me fatta nei precedenti post sull'argomento.
Nel frattempo c'è maretta, ad essere eufemisti, tra i soci di Unicredit per l'individuazione del successore di Profumo. Il Presidente Rampl non ha convocato il comitato e questo significa solamente che ci sono notevoli difficoltà a fare una scelta condivisa. Tra i nomi che circolano come possibile amministratore delegato c'è quello di Andrea Orcel che verrebbe affiancato da un direttore generale che assicuri la continuità e la stabilità della banca, ruolo che praticamente tutti vedono indosso a Roberto Nicastro, attuale viceceo con responsabiltà del mercato retail in Italia
Ora mi chiedo come si possa pensare ad Orcel come amministratore delegato. Il quale ha sì un profilo internazionale, ha relazioni ad altissimo livello, ma ha il piccolo difetto di essere un banchiere d'affari specializzato in operazioni speculative più adatto ad amministrare un hedge fund che una banca di credito ordinario. Nel 2008, tanto per fare un esempio, Orcel ha ricevuto da Merrill Lynch, per la quale lavora, un bonus di 33,6 milioni di dollari proprio alla vigilia dello scoppio della più grande crisi finanziaria dopo il 1929, crisi che ha coinvolto pesantemente la Merrill che ha dovuto essere "salvata" da Bank of America. Sul caso è in corso una inchiesta della SEC(Securities and exchange commission), equivalente della nostra CONSOB, su richiesta del procuratore Cuomo. Sarebbe singolare se, nominato CEO di Unicredit, fosse raggiunto da un provvedimento della magistratura USA. E' vero che la stima che nel mondo si nutre nei confronti del nostro paese non è molto alta, ma dare adito ad ulteriori conferme sarebbe perlomeno imprudente.
Siamo in alto mare, ancora in alto mare e di giorno in giorno trova conferma l'opinione che la defenestrazione di Profumo senza aver individuato il successore sia stata una operazione avventata e densa di pericoli per la stabilità della banca e del sistema Italia. Ma evidentemente c'erano ragioni di urgenza a me non note
Nel frattempo c'è maretta, ad essere eufemisti, tra i soci di Unicredit per l'individuazione del successore di Profumo. Il Presidente Rampl non ha convocato il comitato e questo significa solamente che ci sono notevoli difficoltà a fare una scelta condivisa. Tra i nomi che circolano come possibile amministratore delegato c'è quello di Andrea Orcel che verrebbe affiancato da un direttore generale che assicuri la continuità e la stabilità della banca, ruolo che praticamente tutti vedono indosso a Roberto Nicastro, attuale viceceo con responsabiltà del mercato retail in Italia
Ora mi chiedo come si possa pensare ad Orcel come amministratore delegato. Il quale ha sì un profilo internazionale, ha relazioni ad altissimo livello, ma ha il piccolo difetto di essere un banchiere d'affari specializzato in operazioni speculative più adatto ad amministrare un hedge fund che una banca di credito ordinario. Nel 2008, tanto per fare un esempio, Orcel ha ricevuto da Merrill Lynch, per la quale lavora, un bonus di 33,6 milioni di dollari proprio alla vigilia dello scoppio della più grande crisi finanziaria dopo il 1929, crisi che ha coinvolto pesantemente la Merrill che ha dovuto essere "salvata" da Bank of America. Sul caso è in corso una inchiesta della SEC(Securities and exchange commission), equivalente della nostra CONSOB, su richiesta del procuratore Cuomo. Sarebbe singolare se, nominato CEO di Unicredit, fosse raggiunto da un provvedimento della magistratura USA. E' vero che la stima che nel mondo si nutre nei confronti del nostro paese non è molto alta, ma dare adito ad ulteriori conferme sarebbe perlomeno imprudente.
Siamo in alto mare, ancora in alto mare e di giorno in giorno trova conferma l'opinione che la defenestrazione di Profumo senza aver individuato il successore sia stata una operazione avventata e densa di pericoli per la stabilità della banca e del sistema Italia. Ma evidentemente c'erano ragioni di urgenza a me non note
giovedì 23 settembre 2010
UNICREDIT ALESSANDRO PROFUMO - CONTINUA
Negli anni 60 le cronache di tutta Europa si interessarono lungamente al cosiddetto scandalo Profumo che, per chi non lo ricordasse, era un ministro del governo inglese che fu costretto alle dimissioni perchè aveva una relazione con una professionista, tale Cristine Keeler,..............allora non si chiamavano escort,,,,,,,,, che si era rivelata una spia dei russi.
L'attuale affaire Profumo rischia di fare ancor più scalpore
Innanzitutto facciamo il punto della situazione
PUNTO 1
Chi farà l'amministratore delegato di Unicredito? Il toto nomine ha fatto uscire nuovi nomi. Vediamoli
CARLO SALVATORI
Curriculum di tutto rispetto. Dirigente BNL,Vicedirettore Generale della Cassa di Risparmio di Parma, Direttore Generale e Ammre Delegato del Banco Ambrosiano Veneto (il Nuovo) , Direttore Genrerale Cariplo, Ammre Delegato di Banca Intesa, Presidete di UNICREDITO dal 2002 al 2006 e contestualmente Vicepresidente Mediobanca, Ammre delegato di Banca di Roma (per soli quattro mesi) tra le due precedenti esperienze, Presidente di Unipol dal 2006 al 2010, ora in posizione apparentemente più defilata come Presidente della Lazard Italia e Presidente di Banca del Monte di Parma . E' in stretti rapporti con tutto il sistema, ha un rapporto consolidato con Bankitalia, potrebbe andar bene, ma c'è una pregiudiziale insormontabile. Durante la sua breve permanenza al vertice di Banca Roma si è scontrato frontalmente con l'attuale Presidente delle Generali. NIET, tre volte niet
VITTORIO GRILLI
L'attuale Direttore Generale del Tesoro potrebbe rappresentare la soluzione Istituzionale in grado anche di arginare eventuali speculazioni contro il nostro Paese e contro UNICREDITT e tranquillizzare i mercati. Inoltre il Prof Grilli ha uno skill internazionale ed è ben conosciuto, e stimato, negli ambienti finanziari internazionali
MASSIMO PONZELLINI
E' attualmente in quota Lega come Presidente della Banca Popolare di Milano, non ha certo visto di malocchio il defenestramento di Profumo, pensando magari di poterlo sostituire, ha un ottimo curriculum ma penso che non passerà per le motivazioni che darò.
In sintesi, se la situazione precipiterà, non ci potranno che essere soluzioni istituzionali e quindi, secondo me, o GRILLI o FABRIZIO SACCOMANNI attuale Direttore Generale Bannkitalia
PUNTO 2
Chi ha ucciso l'uomo ragno? Cioè chi ha fatto fuori Profumo?
Sulle stampa di oggi è tutta una corsa a dire Io no
CESARE GERONZI
In una lunga intervista data a Massimo Giannini il Presidente delle Generali nega di essere lui il mandante, anzi - con ironia - nega di essere il Capo della SPECTRE. L'intervista è lunga e articolata e ad essa rimando.Il Presidente nega anche di aver come obbiettivo la fusione Mediobanca-Generali; peccato che Luigi Bisignani, faccendiere di lungo corso e uomo a lui vicino come vicino al Premier( é anche il compagno della Santanchè, guarda le coincidenze) si sia lasciato scappare qualcosa al riguardo.Il Presidente non lo avrebe mai fatto. Comunque non gli credo, al Presidente
GIULIO TREMONTI
Il potente ministro dell'economia non ha mai visto di buon occhio Profumo. Ma in questo ultimo periodo c'era maggior sintonia perchè Profumo aveva fornito appoggio ad alcune operazioni che stanno a cuore al Ministro, in primis la costituzione della Banca del Sud da realizzare attraverso la cessione da Unicredit all'Ente Poste del Mediocredito Centrale. Ma Tremonti ha difeso - ci credo - Profumo, soprattutto perchè sa bene quale sia la reale situazione del debito pubblico, il rischio che incombe sul debito sovrano del nostro paese, e il rischio che una situazione di incertezza e vuoto di potere al vertice della maggiore banca italiana scateni la speculazione internazionale sia sul nostro sistema bancario che sui nostri titoli di Stato. Di qui l''inversione di rotta della Lega, che in un primo momento - attraverso dichiarazioni di vari esponenti di seconda fascia, in primis di quel fine intellettuale ed economista che è il sindaco di Verona Tosi - ha gridato all'invasione dei libici, poi ha chiamato a raccolta le fondazioni (ubicate in Piemonte. Lombardia,Triveneto) con l'unico obbiettivo di aumentare il proprio peso nel sistema bancario, infine ha gridato al pericolo tedesco, Solo alla fine, con dichiarazioni del leader maximo Bossi, ha assunto posizioni molto più prudenti. Evidentemente Tremonti gli ha fatto una lavata di capo ed il senatur, che è uomo intelligente, ha capito
SILVIO BERLUSCONI
Lui non c' entra mai. Io non ho mai creduto ad una parola di quello che dice. Non vedo perchè dovre cambiare opinione ora
DIETER RAMPL
Alla fine con il cerino in mano ci rimane il povero Presidente il quale,da buon tedesco, fa fatica a capire le alchimie, i tripli salti mortali, il pensiero macchiavellico che caratterizzano il nostro mondo politico e finanziario. Quella lettera a tutti i dipendenti, poi, è una ingenuità colossale ed anche un po' patetica.
LE FONDAZIONI
Si le fondazioni ma solo come braccio operativo di coloro che tirano le fila, alcuni dei quali presenti al loro interno (Palenzona,Biasi) ma sempre sotto l'egida dell'asse Berlusconi - Geronzi.
Sarà interessante vedere come andrà a finire
L'attuale affaire Profumo rischia di fare ancor più scalpore
Innanzitutto facciamo il punto della situazione
PUNTO 1
Chi farà l'amministratore delegato di Unicredito? Il toto nomine ha fatto uscire nuovi nomi. Vediamoli
CARLO SALVATORI
Curriculum di tutto rispetto. Dirigente BNL,Vicedirettore Generale della Cassa di Risparmio di Parma, Direttore Generale e Ammre Delegato del Banco Ambrosiano Veneto (il Nuovo) , Direttore Genrerale Cariplo, Ammre Delegato di Banca Intesa, Presidete di UNICREDITO dal 2002 al 2006 e contestualmente Vicepresidente Mediobanca, Ammre delegato di Banca di Roma (per soli quattro mesi) tra le due precedenti esperienze, Presidente di Unipol dal 2006 al 2010, ora in posizione apparentemente più defilata come Presidente della Lazard Italia e Presidente di Banca del Monte di Parma . E' in stretti rapporti con tutto il sistema, ha un rapporto consolidato con Bankitalia, potrebbe andar bene, ma c'è una pregiudiziale insormontabile. Durante la sua breve permanenza al vertice di Banca Roma si è scontrato frontalmente con l'attuale Presidente delle Generali. NIET, tre volte niet
VITTORIO GRILLI
L'attuale Direttore Generale del Tesoro potrebbe rappresentare la soluzione Istituzionale in grado anche di arginare eventuali speculazioni contro il nostro Paese e contro UNICREDITT e tranquillizzare i mercati. Inoltre il Prof Grilli ha uno skill internazionale ed è ben conosciuto, e stimato, negli ambienti finanziari internazionali
MASSIMO PONZELLINI
E' attualmente in quota Lega come Presidente della Banca Popolare di Milano, non ha certo visto di malocchio il defenestramento di Profumo, pensando magari di poterlo sostituire, ha un ottimo curriculum ma penso che non passerà per le motivazioni che darò.
In sintesi, se la situazione precipiterà, non ci potranno che essere soluzioni istituzionali e quindi, secondo me, o GRILLI o FABRIZIO SACCOMANNI attuale Direttore Generale Bannkitalia
PUNTO 2
Chi ha ucciso l'uomo ragno? Cioè chi ha fatto fuori Profumo?
Sulle stampa di oggi è tutta una corsa a dire Io no
CESARE GERONZI
In una lunga intervista data a Massimo Giannini il Presidente delle Generali nega di essere lui il mandante, anzi - con ironia - nega di essere il Capo della SPECTRE. L'intervista è lunga e articolata e ad essa rimando.Il Presidente nega anche di aver come obbiettivo la fusione Mediobanca-Generali; peccato che Luigi Bisignani, faccendiere di lungo corso e uomo a lui vicino come vicino al Premier( é anche il compagno della Santanchè, guarda le coincidenze) si sia lasciato scappare qualcosa al riguardo.Il Presidente non lo avrebe mai fatto. Comunque non gli credo, al Presidente
GIULIO TREMONTI
Il potente ministro dell'economia non ha mai visto di buon occhio Profumo. Ma in questo ultimo periodo c'era maggior sintonia perchè Profumo aveva fornito appoggio ad alcune operazioni che stanno a cuore al Ministro, in primis la costituzione della Banca del Sud da realizzare attraverso la cessione da Unicredit all'Ente Poste del Mediocredito Centrale. Ma Tremonti ha difeso - ci credo - Profumo, soprattutto perchè sa bene quale sia la reale situazione del debito pubblico, il rischio che incombe sul debito sovrano del nostro paese, e il rischio che una situazione di incertezza e vuoto di potere al vertice della maggiore banca italiana scateni la speculazione internazionale sia sul nostro sistema bancario che sui nostri titoli di Stato. Di qui l''inversione di rotta della Lega, che in un primo momento - attraverso dichiarazioni di vari esponenti di seconda fascia, in primis di quel fine intellettuale ed economista che è il sindaco di Verona Tosi - ha gridato all'invasione dei libici, poi ha chiamato a raccolta le fondazioni (ubicate in Piemonte. Lombardia,Triveneto) con l'unico obbiettivo di aumentare il proprio peso nel sistema bancario, infine ha gridato al pericolo tedesco, Solo alla fine, con dichiarazioni del leader maximo Bossi, ha assunto posizioni molto più prudenti. Evidentemente Tremonti gli ha fatto una lavata di capo ed il senatur, che è uomo intelligente, ha capito
SILVIO BERLUSCONI
Lui non c' entra mai. Io non ho mai creduto ad una parola di quello che dice. Non vedo perchè dovre cambiare opinione ora
DIETER RAMPL
Alla fine con il cerino in mano ci rimane il povero Presidente il quale,da buon tedesco, fa fatica a capire le alchimie, i tripli salti mortali, il pensiero macchiavellico che caratterizzano il nostro mondo politico e finanziario. Quella lettera a tutti i dipendenti, poi, è una ingenuità colossale ed anche un po' patetica.
LE FONDAZIONI
Si le fondazioni ma solo come braccio operativo di coloro che tirano le fila, alcuni dei quali presenti al loro interno (Palenzona,Biasi) ma sempre sotto l'egida dell'asse Berlusconi - Geronzi.
Sarà interessante vedere come andrà a finire
mercoledì 22 settembre 2010
UNICREDIT ALESSANDRO PROFUMO
E così Alessandro Profumo si è dimesso. Il primo step è alle spalle.
Adesso il secondo: chi ci mettiamo a fare l'Amministratore Delegato di Unicredit? Ho letto sulla stampa alcuni nomi:
MATTEO ARPE: sarebbe il candidato tecnicamente più idoneo ma non abbiamo capito niente nessuno se pensiamo che abbia delle possibilità. Arpe è molto simile a Profumo. Caratura internazionale, veduta ampia, competenza tecnica, lo stesso modo di concepie il ruolo e la mission della banca: quella di creare valore per gli azionisti. E, aggiungo, stessa arroganza e stessa altissima considerazione di se.
Ma Arpe si scontrò ai suoi tempi con Geronzi esattamente come si è scontrato Profumo ed è stato spazzato via con la stessa brutalità. La stessa che fu usata, ad esempio, nei confronti dell'avv.Tartaglia, amministratore delegato del S.Sprito quando questo, alla fine degli anni 80, fu rilevato da Cassa di Risparmio di Roma. Se ne è uscito con una ricchissima liquidazione(guarda caso più o meno la stessa cifra che "prenderà" Profumo) e da allora è "in sonno", per utilizzare un linguaggio massonico. E' vero ha fondato la SATOR una Investment Bank nella quale è stato chiamato a lavorare e a fare esperienza il piccolino di casa Berlusconi, l'ultimogenito Luigi, ma in sonno è e in sonno resta
FABIO GALLIA: l'attuale CEO di BNL è meno marcato caratterialmente di Arpe, ha uno skill più modesto, potrebbe essere utile come AD incolore e completamente condizionato da chi lo avesse messo lì. No, non va bene, abbiamo di meglio
GIAMPIERO AULETTA ARMENISE- già va meglio. L' EX AD di UBI è figlio dell'ovviamente omonimo conte proprietaio ai suoi tempi della Banca Nazionale dell'Agricoltura che, seppur in stato di decozione, fu rilevata volentieri, ai tempi, dal Gruppo S:Spirito ( i legami trala Banca e la Federconsorzi erano molto stretti e Pellegrino Capaldo era molto visibile sulla scena finanziaria italiana.) Ecco un candidato che potrebbe andar bene. Fa parte del "sistema", per utilizzare una espressione cara al Presidente di Genrali, è un tipico esponente di un capitalismo referenziale, può andar bene
ALBERTO NAGEL:Amministratore Delegato di Mediobanca. Ma allora non abbiamo capito niente. Non lo può fare per i motivi che ho illustrato nel post di ieri . In futuro, forse, per buttarlo fuori da Mediobanca bisognerà trovargli idonea collocazione, ma adesso no
ENRICO TOMMASO CUCCHIANI E MARIO GRECO : sono ai vertici di importanti società del gruppo Allianz. Scegliere uno di loro sarebbe riconoscere troppo potere a Rampl. Non vedo la loro come candidatura possibile.
CLAUDIO COSTAMAGNA: è un banchiere internazionale poco conosciuto dall'opinione pubblica ma ben conosciuto negli ambienti che contano. Potrebbe andar bene ma ha avuto disavventure durante la sua permanenza in Goldman Sachs. Non è spendibile.
GIANPIERO FIORANI . sono sicuro che qualcuno, la Lega ad esempio, ci ha pensato. Suvvia, capiamo tutto ma non è presentabile
Mah, certo che gli head hunters in questi giorni sono in piena attività: Bisogna pure far finta che la scelta sia fatta su basi di selezione "professionali"
Vedremo nei prossimi giorni chi sarà stato scelto Di una cosa però sono sicuro. Il ministro Tremonti in questa fase starà alla finestra a guardare.
Oggi su Repubblica Massimo Giannini fa una analisi degli accadimenti che condivido: Su una sola cosa non sono d'accordo. Che sia stato Profumo a cercare i libici per rafforzarsi contro le fondazioni e che abbia cercato il nulla osta del duo Fasano (sono troppo vecchio) Troppo intelligente, Profumo, per fare un errore del genere.A meno che non fosse con l'acqua alla gola e vedesse nei libici i soli che potevano andargli in soccorso. Ma anche in tal caso se lo ha fatto lo ha fatto sotto lo sguardo vigile del duo di cui sopra . Profumo è stato sempre, purtroppo per lui e per il Paese, un burattino. Absit inuiria verbis. I burattinai sono altri
P:S. Io ho in mente un altro nome, che nessuno ha fatto e che nemmeno io faccio: E' stato dirigente BNL. AD di Banca 121, ha occupato ruoli di vertice in MPS, è stato rappresentante di DEUTSCHE BANK in Italia e sa tutto sui derivati. Conosce la Germania. Tuto è possibile nell'Italia2010
Adesso il secondo: chi ci mettiamo a fare l'Amministratore Delegato di Unicredit? Ho letto sulla stampa alcuni nomi:
MATTEO ARPE: sarebbe il candidato tecnicamente più idoneo ma non abbiamo capito niente nessuno se pensiamo che abbia delle possibilità. Arpe è molto simile a Profumo. Caratura internazionale, veduta ampia, competenza tecnica, lo stesso modo di concepie il ruolo e la mission della banca: quella di creare valore per gli azionisti. E, aggiungo, stessa arroganza e stessa altissima considerazione di se.
Ma Arpe si scontrò ai suoi tempi con Geronzi esattamente come si è scontrato Profumo ed è stato spazzato via con la stessa brutalità. La stessa che fu usata, ad esempio, nei confronti dell'avv.Tartaglia, amministratore delegato del S.Sprito quando questo, alla fine degli anni 80, fu rilevato da Cassa di Risparmio di Roma. Se ne è uscito con una ricchissima liquidazione(guarda caso più o meno la stessa cifra che "prenderà" Profumo) e da allora è "in sonno", per utilizzare un linguaggio massonico. E' vero ha fondato la SATOR una Investment Bank nella quale è stato chiamato a lavorare e a fare esperienza il piccolino di casa Berlusconi, l'ultimogenito Luigi, ma in sonno è e in sonno resta
FABIO GALLIA: l'attuale CEO di BNL è meno marcato caratterialmente di Arpe, ha uno skill più modesto, potrebbe essere utile come AD incolore e completamente condizionato da chi lo avesse messo lì. No, non va bene, abbiamo di meglio
GIAMPIERO AULETTA ARMENISE- già va meglio. L' EX AD di UBI è figlio dell'ovviamente omonimo conte proprietaio ai suoi tempi della Banca Nazionale dell'Agricoltura che, seppur in stato di decozione, fu rilevata volentieri, ai tempi, dal Gruppo S:Spirito ( i legami trala Banca e la Federconsorzi erano molto stretti e Pellegrino Capaldo era molto visibile sulla scena finanziaria italiana.) Ecco un candidato che potrebbe andar bene. Fa parte del "sistema", per utilizzare una espressione cara al Presidente di Genrali, è un tipico esponente di un capitalismo referenziale, può andar bene
ALBERTO NAGEL:Amministratore Delegato di Mediobanca. Ma allora non abbiamo capito niente. Non lo può fare per i motivi che ho illustrato nel post di ieri . In futuro, forse, per buttarlo fuori da Mediobanca bisognerà trovargli idonea collocazione, ma adesso no
ENRICO TOMMASO CUCCHIANI E MARIO GRECO : sono ai vertici di importanti società del gruppo Allianz. Scegliere uno di loro sarebbe riconoscere troppo potere a Rampl. Non vedo la loro come candidatura possibile.
CLAUDIO COSTAMAGNA: è un banchiere internazionale poco conosciuto dall'opinione pubblica ma ben conosciuto negli ambienti che contano. Potrebbe andar bene ma ha avuto disavventure durante la sua permanenza in Goldman Sachs. Non è spendibile.
GIANPIERO FIORANI . sono sicuro che qualcuno, la Lega ad esempio, ci ha pensato. Suvvia, capiamo tutto ma non è presentabile
Mah, certo che gli head hunters in questi giorni sono in piena attività: Bisogna pure far finta che la scelta sia fatta su basi di selezione "professionali"
Vedremo nei prossimi giorni chi sarà stato scelto Di una cosa però sono sicuro. Il ministro Tremonti in questa fase starà alla finestra a guardare.
Oggi su Repubblica Massimo Giannini fa una analisi degli accadimenti che condivido: Su una sola cosa non sono d'accordo. Che sia stato Profumo a cercare i libici per rafforzarsi contro le fondazioni e che abbia cercato il nulla osta del duo Fasano (sono troppo vecchio) Troppo intelligente, Profumo, per fare un errore del genere.A meno che non fosse con l'acqua alla gola e vedesse nei libici i soli che potevano andargli in soccorso. Ma anche in tal caso se lo ha fatto lo ha fatto sotto lo sguardo vigile del duo di cui sopra . Profumo è stato sempre, purtroppo per lui e per il Paese, un burattino. Absit inuiria verbis. I burattinai sono altri
P:S. Io ho in mente un altro nome, che nessuno ha fatto e che nemmeno io faccio: E' stato dirigente BNL. AD di Banca 121, ha occupato ruoli di vertice in MPS, è stato rappresentante di DEUTSCHE BANK in Italia e sa tutto sui derivati. Conosce la Germania. Tuto è possibile nell'Italia2010
martedì 21 settembre 2010
UNICREDIT ALESSANDRO PROFUMO
Leggo on line una agenzia di stampa secondo la quale l'amministratore delegato di Unicredit si sarebbe già dimesso, raggiungendo un accordo con la proprietà che lo aveva sfiduciato, ad evitare che lo scontro si manifestasse platealmennte durante il CDA previsto per le 18 di oggi.
Il primo step è già alle spalle, seguiamo l'evoluzione
Il primo step è già alle spalle, seguiamo l'evoluzione
UNICREDIT - PROFUMO - GERONZI - I LIBICI - IL POTERE
Oggi alle 18 è convocato un consiglio di Amministrazione di Unicredit nel corso del quale l'amministratore delegato Alessandro Profumo rassegnerà le sue dimissioni.
Perchè Profumo è costretto ad uscire di scena:
a) gli vengono imputati risultati di gestione non esaltanti (ma non è questo il motivo vero)
b) gli viene rimproverato di non aver informato il Presidente Dieter Rampl e le fondazioni che detengono le quote di controllo del capitale sociale dell'incremento della partecipazione da parte del governo libico salita al 7,58% di cui il 4,998 attraverso la Banca Centrale libica e il 2,594 attraverso il fondo sovrano Libian Investment Autorithy. I libici sostengono che le due Istituzioni sono completamente autonome ma non ci crede nessuno. La Lega ha già gridato al pericolo di scalata da parte dell'Islam(dichiarazioni a caldo del governatore Zaja) e le fondazioni si sono arroccate intorno al Presidente a difesa del loro ruolo. La lega ha dichiarato di voler fermare la scalata con tutti i mezzi ( in realtà vuole aumentare il suo peso nel panorama finanziario soprattutto del nord)
Quale è la reale portata dello scontro di potere, sempre a mio avviso.
Chi ha favorito l'aumento di peso dei libici nella principale banca del Paese sono due persone: Silvio Berlusconi e Cesare Geronzi ex Presidente di Capitalia, assorbita da Unicredit nel 2007, ex Presidente di Mediobanca e attuale Presidente.delle Generali.( Profumo l'ha soltanto subìto) I due costituiscono un asse di ferro palese fin dal tempo della discesa in campo del cavaliere(1993) ma anche da molto prima.(almeno dalla metà degli anni 80) quando prese corpo in campo finanziario il progetto di integrazione Cassa Risparmio di Roma - Banco di Santo Spirito con obbiettivo finale fusione con il Banco di Roma, operazione quest'ultima perfezionatasi nell'estate del 92, per dar vita ad un polo bancario di grandi dimensioni, romanocentrico e controllato dalla DC. E nel settore dei media si diede vita ad una serie di provvedimenti tesi a favorire la prise de pouvoir del cavaliere nel settore dell'informazione. Il tutto sotto l'egida dei poteri forti presenti nel Paese( massoneria, Servizi statunitensi , le alte gerarchie ecclesiastiche(il segretario di Stato Cardinal Casaroli, le gerarchie dello IOR Marcinkus e De Bonis,) Democrazia Cristiana nella persona di Giulio Andreotti e di De Mita - il primo referente di Geronzi, il secondo di Pellegrino Capaldo - il PSI di Bettino Craxi cui riferiva il Cavaliere,) altri poteri più rozzi e pericolosi con i quali entrambi dovevano fare i conti.
L'appoggio alla scalata ( ma i libici negano che l'operazione abbia queste caratteristiche) da parte del Presidente del Consiglio trova motivazione negli stretti legami di affari e di potere dello stesso con il leader libico Gheddafi e il non vedere di malocchio l'indebolimento di Profumo, considerato vicino alla "sinistra". L'appoggio di Geronzi è più articolato e più complesso.
La cacciata di Profumo consente al Presidente di Generali di raggiungere parecchi obbiettivi:
a) rinsaldare i rapporti di potere - in essere da lungo tempo - con Gheddafi, che già in passato era intervenuto a sostegno di una Bancaroma in difficoltà, e con il Presidente del Consiglio
b) imputare a Profumo le difficoltà di conto economico di Unicredit quando la verità vera è che Geronzi rifilò a Profumo - con il pieno accordo attivo di Bankitalia - il buco nero di Capitalia il cui bilancio aveva assoluto bisogno di essere annacquato in un contenitore più solido e più grande
c) regolare i conti con Profumo come a suo tempo furono regolati i conti con Matteo Arpe, uscito di scena straricco ma ridimensionato nel panorama della finanza italiana
d) regolare i conti con i vertici di Mediobanca (Nagel e Pagliaro) con i quali si innescò uno scontro di potere ai tempi in cui di Mediobanca era Presidente E il regolamento di conti avverrà in due fasi. In una prima fase Unicredit , uscito di scena Profumo, avrà meno forza nell 'appoggiare i managers Mediobanca anche per le implicazioni sul patto di sindacato che l'aumento della presenza libica comporta
In una seconda fase verrà perfezionata la fusione Generali.Mediobanca con piena vittoria di Geronzi che si libererà dei due managers sopracitati e resterà Presidente con pieni poteri del nuovo agglomerato che costituirà il più potente centro di potere del paese e dove il nostro regnerà come roi soleil per almeno un quindicennio. I banchieri sono notoriamente longevi, Enrico Cuccia docet
Perchè se è vero che la parabola del Presidente del Consiglio è nella fase discendente, quella del Presidente di Generali è ancora nella fase di ascesa e di consolidamento. Qualche piccolo problema giudiziario in sospeso è ben poca cosa e del tutto gestibile
Fantapolitica e fantafinanza? Io sto scrivendo prima della lettura dei quotidiani
Chi vivrà vedrà
Perchè Profumo è costretto ad uscire di scena:
a) gli vengono imputati risultati di gestione non esaltanti (ma non è questo il motivo vero)
b) gli viene rimproverato di non aver informato il Presidente Dieter Rampl e le fondazioni che detengono le quote di controllo del capitale sociale dell'incremento della partecipazione da parte del governo libico salita al 7,58% di cui il 4,998 attraverso la Banca Centrale libica e il 2,594 attraverso il fondo sovrano Libian Investment Autorithy. I libici sostengono che le due Istituzioni sono completamente autonome ma non ci crede nessuno. La Lega ha già gridato al pericolo di scalata da parte dell'Islam(dichiarazioni a caldo del governatore Zaja) e le fondazioni si sono arroccate intorno al Presidente a difesa del loro ruolo. La lega ha dichiarato di voler fermare la scalata con tutti i mezzi ( in realtà vuole aumentare il suo peso nel panorama finanziario soprattutto del nord)
Quale è la reale portata dello scontro di potere, sempre a mio avviso.
Chi ha favorito l'aumento di peso dei libici nella principale banca del Paese sono due persone: Silvio Berlusconi e Cesare Geronzi ex Presidente di Capitalia, assorbita da Unicredit nel 2007, ex Presidente di Mediobanca e attuale Presidente.delle Generali.( Profumo l'ha soltanto subìto) I due costituiscono un asse di ferro palese fin dal tempo della discesa in campo del cavaliere(1993) ma anche da molto prima.(almeno dalla metà degli anni 80) quando prese corpo in campo finanziario il progetto di integrazione Cassa Risparmio di Roma - Banco di Santo Spirito con obbiettivo finale fusione con il Banco di Roma, operazione quest'ultima perfezionatasi nell'estate del 92, per dar vita ad un polo bancario di grandi dimensioni, romanocentrico e controllato dalla DC. E nel settore dei media si diede vita ad una serie di provvedimenti tesi a favorire la prise de pouvoir del cavaliere nel settore dell'informazione. Il tutto sotto l'egida dei poteri forti presenti nel Paese( massoneria, Servizi statunitensi , le alte gerarchie ecclesiastiche(il segretario di Stato Cardinal Casaroli, le gerarchie dello IOR Marcinkus e De Bonis,) Democrazia Cristiana nella persona di Giulio Andreotti e di De Mita - il primo referente di Geronzi, il secondo di Pellegrino Capaldo - il PSI di Bettino Craxi cui riferiva il Cavaliere,) altri poteri più rozzi e pericolosi con i quali entrambi dovevano fare i conti.
L'appoggio alla scalata ( ma i libici negano che l'operazione abbia queste caratteristiche) da parte del Presidente del Consiglio trova motivazione negli stretti legami di affari e di potere dello stesso con il leader libico Gheddafi e il non vedere di malocchio l'indebolimento di Profumo, considerato vicino alla "sinistra". L'appoggio di Geronzi è più articolato e più complesso.
La cacciata di Profumo consente al Presidente di Generali di raggiungere parecchi obbiettivi:
a) rinsaldare i rapporti di potere - in essere da lungo tempo - con Gheddafi, che già in passato era intervenuto a sostegno di una Bancaroma in difficoltà, e con il Presidente del Consiglio
b) imputare a Profumo le difficoltà di conto economico di Unicredit quando la verità vera è che Geronzi rifilò a Profumo - con il pieno accordo attivo di Bankitalia - il buco nero di Capitalia il cui bilancio aveva assoluto bisogno di essere annacquato in un contenitore più solido e più grande
c) regolare i conti con Profumo come a suo tempo furono regolati i conti con Matteo Arpe, uscito di scena straricco ma ridimensionato nel panorama della finanza italiana
d) regolare i conti con i vertici di Mediobanca (Nagel e Pagliaro) con i quali si innescò uno scontro di potere ai tempi in cui di Mediobanca era Presidente E il regolamento di conti avverrà in due fasi. In una prima fase Unicredit , uscito di scena Profumo, avrà meno forza nell 'appoggiare i managers Mediobanca anche per le implicazioni sul patto di sindacato che l'aumento della presenza libica comporta
In una seconda fase verrà perfezionata la fusione Generali.Mediobanca con piena vittoria di Geronzi che si libererà dei due managers sopracitati e resterà Presidente con pieni poteri del nuovo agglomerato che costituirà il più potente centro di potere del paese e dove il nostro regnerà come roi soleil per almeno un quindicennio. I banchieri sono notoriamente longevi, Enrico Cuccia docet
Perchè se è vero che la parabola del Presidente del Consiglio è nella fase discendente, quella del Presidente di Generali è ancora nella fase di ascesa e di consolidamento. Qualche piccolo problema giudiziario in sospeso è ben poca cosa e del tutto gestibile
Fantapolitica e fantafinanza? Io sto scrivendo prima della lettura dei quotidiani
Chi vivrà vedrà
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