Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta Economia nazionale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Economia nazionale. Mostra tutti i post

sabato 16 novembre 2019

ILVA TUTTO COME PREVEDIBILE E PREVISTO

Come prevedibile e previsto, ARCELORMITTAL va diritta per la sua strada e sta attuando tutti i passi necessari per il suo disimpegno.
Nei giorni scorsi aveva comunicato ufficialmente il recesso dal contrattto d'affitto dell'acciaieria; ieri ha comunicato ai sindacati che l'area a caldo verrà chiusa entro le prossime settimane, più precisamente l'altoforno 2 entro il 13 Dicembre, l'altoforno 4 entro il 31 Dicembre, l'altoforno 1 entro metà Gennaio, Alcuni impianti, come le cokerie, chiuderanno subito. 
Ai sindacalisti l'AD di ArcelorMitall ha motivato la chiusura con l'eliminazione dello scudo penale considerato pregiudiziale e questo conferma due cose: che la loro linea a difesa della loro decisione poggerà sul fatto che l'eliminazione dello scudo ha snaturato il contratto e che la maggioranza al governo, in particolare i 5 stelle, hanno servito su un piatto d'argento alla jointventure una validissima motivazione per ritirarsi. E con la comunicazione di ieri Arcelor ha voluto anche smentire le voci secondo le quali avrebbe gestito l'acciaieria fino a Giugno. No vogliono uscire e uscire subito da un accordo che per loro si stava rivelando una trappola  ed un cattivo affare viste le mutate prospettive del mercato.
E non hanno paura, francesi e indiani, dell'esito del giudizio del tribunale che verrà chiamato a giudicare sulla controversia. I loro uffici legali li hanno evidentemente rassicurati al riguardo. Ma, secondo me, hano commesso anche loro un errore grave, di presunzione. Comunicando che spegneranno gli altoforni hanno fatto qualcosa che non è nei loro poteri facendo crescere il sospetto che tutto sia stato messo in opera per eliminare un concorrente Possono riconsegnare l'acciaieria  e non pagare più l'affitto ,ma non possono di iniziativa spegnere l'impianto che non è loro. Questo ultimo passaggio raffforza la posizione "Italia". Ed infatti è stato subito fatto ricorso contro la decisione di spegnere gli altoforni.
Quindi sgombriamo subito il campo: la jointventure francoindiana, al punto al quale sono arrivate le cose, non rientrerà più . La controversia rimane esclusivamernte civilistica.
Cosa succederà?! Va innazitutto osservato che i tempi sono strettissimi e che la chiusura dell'acciaieria avrebbe ripercussioni pesantissime su tutto il sistema industriale del nostro Paese. Inoltre il problema della bonifica ambientale è centrale e prioritario; non si può continuare a mettere a rischio la salute dei tarantini. Se la bonifica non la fa Arcelor, qualcuno dovrà farla Chi?: ma lo Stato evidentemente, perchè è chiaro che nessuno vorrà impelagarsi in un affaire così complicato in un momento in cui il mercato dell'acciaio presenta molteplici peroblematiche. La nazionalizzazione o l'intervento comunque prevalente dello Stato rimane l'unica opzione realistica. E forse tra qualche mese arriveremo a concludere che, non volendo, sarà stata realizzata la soluzione migliore.
Complimenti a tutti gli esponenti politici che nelle settimane scorse hanno creato le condizioni per un tal pateracchio. Al riguardo vorrei fare una valutazione di carattere generale: il personale politico di ultima generazione è convinto che occorra sempre mostrare  la faccia dura nei confronti degli interlocutori e delle controparti. Senza pensare troppo al fatto che una cosa si possa o non si possa fare, senza valutare minimamente quali reazioni susciterà un provvedimento amministrativo o legislativo, senza alcuno sforzo di cercar di capire le varie implicazioni di ciascun dossier.
Cari leghisti, 5 stelle, flli d'Italia, nostalgici di Benito Mussolini o di Lenin, non è così che si governa   Così si distrugge il presente e si distruggono le possibilità  di riscatto delle future generazioni. Troppi dilettanti e troppi immaturi. GOD SAVE ITALY

sabato 9 novembre 2019

QUALCHE ALTRA NOTAZIONE IN ORDINE ALLA VICENDA ILVA

Ieri  il Presidente del Consiglio Conte è andato a Taranto per incontrare la città. Non poteva non farlo, è lui il Presidente del Consiglio e a lui toccava farlo. E' stato detto e scritto da molti che "ci ha messo la faccia";anche questo gli toccava ma va sottolineato con forza che ci ha messo la faccia al posto di molti altri che hanno responsabilità precedenti alle sue. A Taranto Conte si è trovato di fronte una parte che chiede la bonifica del sito e la prosecuzione dell'attività produttiva e un'altraparte che chiede la chiusura dello stabilimento e la conseguente bonifica per gli eccessivi rischi per la salute dei tarantini. Il movimento 5 stelle in campagna elettorale si era schierato per questa opzione. Il Presidente del Consiglio, dopo aver premesso che una soluzione allo stato non ce l'ha(dichiarazione che gli fa merito, del resto Sacilor/Mittal si sono sfilati due/tre giorni fa), mi sembra orientato a cercare una soluzione che salvi ambiente e posti di lavoro. Perchè si fa presto a dire la salute innanzitutto (come si può non condividere) ma bisogna mai dimenticare che che senza fonti di reddito adeguate e continuative un cittadino non è un cittadino. La Costituzione inizia con un articolo che recita "l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro" ponendolo al vertice del nostro mondo valoriale. E il lavoro non si inventa(vedi reddito di cittadinanza), anzi è più facile perderlo che trovarlo.
Per capire meglio, rivediamo la storia dello stabilimento di Taranto, Costfruito dall'IRI nel 1961 nel contesto dei massicci investimenti del dopoguerra nell'industria pesante per creare posti di lavoro e un volano di posti di lavoro al Sud, occupa un'area di 15.450.000 metri quadrati confinante con il quartiere Tamburi che conta 18.000 abitanti e che risulta il più esposto ai danni ambientali più volte certificati,
Dal 1961 al 1995 è stato gestito direttamente dallo Stato(stabilimento Italsider); nel 1995 è stato rilevato dal Gruppo Riva. Nel 2012, dopo diciassette anni di gestione dei Riva, l'acciaieria si trova al centro di una inchiesta per disastro ambientale. Numerose perizie accertano emissioni abnormi di sostanze inquinanti, scattano arresti, sequestri e provvedimenti cautelativi.
Nel 2013 Taranto viene commissariata dal governo Letta che nell'Agosto di quell'anno emana un decreto per l'avvio dell'attività di bonifica
- nel 2015 si apre una nuova fase di commissariamento 
- nel 2016 viene pubblicato il bando per la vendita dell'Ilva
- nel 2018 il Ministro Calenda trova un accordo con la Jointventure ArcilorMittal per  la vendita di Ilva alla Jointventure. L'accordo è perfezionato dal ministro Di Majo. L'accordo prevedede un temporaneo "afitto" dell'acciaieria
- il parlamento nei giorni scorsi toglie lo scudo penale che era stato introdotto fin dal 2015 per tutelare i futuri acquirenti per responsabilità penali dei loro predecessori
- il 4 Novembre scorso ArcelorMittal comunica di recedere dall'acquisto dell'Ilva
Lo stabilimento occupa attualmente 8.200 di pendenti più 3.000/3.500 di indotto diretto.
Questa è l'attuale situazione dalla quale si evince che:
i problemi vengono da lontano e i gravi poroblemi di inquinamento sono tutti di responsabilità Italsider e , soprattutto, del Gruppo Riva
 - la popolazione ha tutto il diritto di pretendere una bonificarapida e totale
- Lo scudo penale, in un tale contesto non è nè anomalo nè scandaloso
- aver tolto lo scudo penale con un colpo di spugna  e con arroganza ha dato pretesto agli acquirenti di sfilarsi in un momento in cui i dazi di Trump e segnali recessivi in Europa fanno presagire un quadro  per il mercato dell'acciaio sfavorevole
Adesso bisognerà rimediare; come non lo so.Certo è che si ha sensazione che problematiche gravi e complesse vengano gestite da veri e propri dilettanti  allo sbaraglio, Non lo era di meno chi, come Silvio Berlusconi, adesso lancia accuse di inadeguatezza. E lui dove era?

giovedì 7 novembre 2019

FIAT, WHIRLPOOL ILVA FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA SECONDA PARTE

 delle quali si coglie immediatamente l' e ccomunque
Questo post avrei potuto titolarlo "C'era una volta la siderurgia...........in Italia" con un sottofondo di musiche di Ennio Morricone, oppure "La siderurgia in Italia........chi l'ha vista?" oppure in qualsiasi altro modo fossi riuscito a far percepire    il declino di questo importantissimo settore negli ultimi decenni. Rammento, en passant, che per fare il cemento armato occorre l'acciao e che l'industeria meccanica ha ancora l'acciao come componente di base
Negli anni '60 avevamo una industria siderurgica fiorentissima che competeva con quella della Germania e della Francia e dove operavano soggetti pubblici e privatidi grandissimo livello. Gli stabilimenti produttivi erano circa 250-
Lo stato era presente massicciamente con l'IRI e la holding di settore FINSIDER.Principale azienda operativa la ITALSIDER con stabilimenti a Genova, a Terni, a Torino, a  Napoli, a Taranto
I privati erano di standing assoluto.
la FALCK con il mitico stabilimento CONCORDIA di Sesto San Giovanni che era chiamata la "Stalingrado d'Italia," la Breda Siderurgica, la Cogne, la Magona,Lucchini, gruppo bresciano, ed altri minori Il. nuovo secolo ha visto l'acciaio europeo in forte difficoltà per la comparsa sul mercato globale di nuovi "players"(la indiana Mittal ad esempio) e di nuovi Paesi(il Brasile ad esempio), un riposizionamento della domanda e gli effeti della cris del 2007/2008- Sono calati i prezzi e la redditività
Quale è la situazione attuale. La siderurgia italiana si è confermata nel 2018 il secondo produttore di acciaio dietro la Germania. Dati aggiornatial 25 Ottobre scorso indicano una produzione nei primi 9 mesi del 2019  di 17,6 milioni di tonnellate con un calo del 3% rispetto allo stasso periodo del 2018. La Germania, prima in Europa, ha prodotto 30,55 milioni  con un calo del 4%.  La Francia ha prodotto11,2 milioni con un calo del 3,2. Non sta andando malissimo per l'acciao prodotto in Italia anche se non sono più le percentuali degli anni  passati. Tanto per dire, la Cina ha prodotto nei primi 9 mesi 747 milioni di tonnellate(avete letto bene), l'India 84,2, il giappone 75,6 e la Corea del Sud 54,2, la Russia 53,7, gli USA 66,2, la Turchia 25,2.
L'acciao viene prodotto nel nostro Paese nei seguenti principali siti:
- Piombino (ex gruppo Luccchini) . Nel 2005 il Gruppo Lucchini è stato rilevato dal Gruppo russo Severstal, Occupa 3.200 dipendenti. Dal 2012 è in amministrazione straordinaria; dall'inizio del corrente anno è stata dichiarata insolvente dal tribunale di Livorno
 - AST Terni: dopo vari passaggi di proprietà è  finita sotto il controllo dei finlandesi della Outokumpu: Futuro incerto perchè è in perdita e perchè l'antitrust europeo ha imposto ai finlandesi la vendita. Occpa 2.270 dipendenti
- Taranto della ILVA. è il più grande stabilimento europeo per la produzione dell'acciao. Occupa 13.000 dipendenti più l'indotto, è la più grande azienda del nostro mezzogiorno. Gli eventi di questi ultimi giorni riempiono con le loro vicende i nostri media.Dopo un periodo di commissariamento è stata rilevata da una joint venture Sacilor(Francia) - Mittal (India) che lo scorso anno ha sottoscritto degli impegni e redatto un piano industriale nel quale assumevano particolare importanza quelli relativi alla bonifica del sito. Lo stabilimento di Taranto è uno dei più inquinati e forte è l'incidenza dei tumori nella zona. Nel frattempo il mercato mondiale dell'acciao è diventato ancor più difficile da affrontare anche per i dazi  introdotti dall'amministrazione Trump. Gli acquirenti sono probabilmente giunti alla determinazione di non andare avanti nell'operazione  e prendendo anche spunto dal fattto che nell'ultimo provvedimento governativo era stato tolto lo scudo penale per responsabilità pregresse hanno dichiarato  che non possono continuare a valutare il mantenimento  dell'investimento se non a fronte  di 5.000 esuberi, richiesta che, posta in questi termini, il governo non può accettare. Chi ha ragione? Hanno ragione entrambi. Il governo a richiamare agli impegni, gli acquirenti a sottolineare che lo scudo penale, che per loro ha particolare importanza, è stato inserito e tolto più volte nei provvedimenti più recenti lasciandoli in una situazione di incertezza e mancanza di chiarezza che dal punto di vista industriale non può essere accettata.
Come finirà? Acelor-Mittal si sfileranno. Subentrerà un periodo interlocutorio, probabilmente un nuovo commissariamento, e poi l'esito sarà o una nuova cordata o l'intervento diretto dello Stato. Personalmente sono convinto  da sempre che nei settori strategici la presenza diretta dello Stato non è per niente inopportuna, anzi auspicabile. Ma ci si arriverà con enorme fatica, enorme spreco di tempo e di risorse e con il fondato dubbio che i vertici aziendali saranno scelti tra gli uomini di apparato dei partiti e dei movimenti  e non tra i managers migliori.
Questa valutazione mi porta a fare un'altraosservazione.  Ai tavoli dele trattative e ai tavoli di crisi, in tutto il mondo, la mano pubblica è sempre stata rappresentata da uomini politici e da managers di lunga e consolidata esperienza, capaci - sulla base del loro vissuto- di capire immediatamente tattiche e strategie dei loro interlocutori, di cogliere inganni e tentativi di mistificazione, insomma di persone navigate, senza alcun residuo di ingenuità, emotivamente freddi. Mi viene da pensare, uno per tutti, ad Enrico Mattei. Ora si assiste invece, sconcertati, a dichiarazioni, prese di posizione, atteggiamenti di persone spesso giovani delle quali si coglie immediatamente inesperienza e mancanza di memoria storica. Tra Mattarella e di Maio, o Renzi, o Salvini, preferisco Mattarella. Mi da più garanzie di equilibrio e di capacità di valutazione degli effetti di ogni gesto, ogni atto, ogni dichiarazione. Per non parlare degli innumerevoli giovani esponenti dei 5 Stelle, della Lega delle formazioni minori, ma anche delle maggiori, che danno l'impressione di rilasciare dichiarazioni e prendere posizioni dettate dalle strutture di partito senxa alcuna visione prospettica o di insieme.

martedì 2 luglio 2019

I MINIBOT GIORGETTI BORGHI LA LEGA

, i loro
Le difficoltà, si sa, stimolano la fantasia e la ricerca di  soluzioni innovative; l'IMAGINATION AU POUVOIR era uno degli slogans di maggior successo del '68. Imagination sì ma con juicio.
Tra i tanti problemi del nostro Paese c'è quello, molto rilevante, dei ritardi con i quali l'amministrazione statale liquida le fatture emesse dalle imprese che hanno lavorato per lo Stato, ritardi che hanno provocato molto spesso gravi crisi di liquidità ai fornitori ed anche tragedie personali di imprenditori  che non hanno retto allo stress di non riuscre a mantenere i propri impegni per il mancato mantenimento dei suoi da parte dello Stato. E allora cosa "si inventa" l'onorevole Borghi, responsabile economico della Lega e Presidente della Commissione bilancio : l'emissione di Minibot da parte dello Stato. Ci crede talmente tanto, la Lega, o almeno ci credeva, che li ha inseriti nel contratto di governo-.
Sarebbero, secondo le idee dell'economista leghista, di bot di importo unitario estremamente contenuto(10, 50, 100 euro), verrebbero materialmente stampati ( oggi i titoli di Stato sono tutti dematerializzati), non avrebbero scadenza e sarebbero privi di un tasso di interesse. Godrebbero della garanzia dello Stato che ne garantirebbe il rimborso alla pari. Assomiglierebbero in tutto e per tutto a delle banconote e potrebbero essere utilizzati dallo Stato per pagare  i fornitori che a loro volta li potrebbero utilizzare per pagare le imposte, rimborsare anticipi ottenuti dalle banche su quei ctrediti, pagare magari gli stipendi e le utenze.
I minibot sono riapparsi all'attenzione dei media durante il mese di Giugno ed hanno subito trovato una sonora bocciatura da parte del Governatore della BCE che ha giustamente osservato che i  minibot sono o nujovo debito o una moneta parallela, vietata dagli accordi, del Governatore della Banca d?Italia Visco che ha espresso le stesse valutazioni. E ha preso le distanze anche l'onorevole Giorgetti. uomo forte nel partito guidato da Salvini, a conferma che i minibot sono"impraticabili". Da parte mia osservo che non cessa nel nostro Paese un approccio da "dilettanti allo sbaraglio" su problemi e tematiche delicati, complessi, con mille sfaccettature e risvolti che richiederebbero maggiore attenzione e comportamenti meno ondivaghi.
E ad ore Commissione Europea ed Ecofin prenderanno una decisione circa la procedura per eccesso di debito. Penso, come avevo anticipato, che per ora la procedura non verrà avviata, è dovuto intervenire il Presidente Mattarella in modo irrituale con dichiarazioni in zona Cesarini ma è certo che un Paese che, malgrado tutto, è ancora tra i primi dieci al mondo non può essere governato così.

martedì 5 febbraio 2019

RITORNIAMO A PARLARE DI ECONOMIA - IL REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100

Sono state varate le due più importanti misure di politica economica che il governo aveva nel suo programma: reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni. Inizio a fare alcune valutazioni
REDDITO DI CITTADINANZA:
è operativo il portale sul quale si possono trovare le informazioni circa condizioni, importi, beneficiari della misura. Dal 6 Marzo il portale sarà utilizzabile per presentare le domande on line. Le domande potranno essere presentate anche tramite i CAF e tramite le poste
Il portale mi sembra ben fatto, chiaro e di non difficile utilizzo
In sintesi il reddito di cittadinanza per come è stato strutturato si configura, a mio avviso, essenzialmente come   misura di sostegno al reddito per persone e famiglie in condizioni di disagio economico e con queste caratteristiche mi sembra un provvedimento in linea con la necessità di sostenere le condizioni di vita di una fetta crescente di popolazione e quindi non criticabile in termini assoluti. Ma bisogna aver ben individuato le risorse e le fonti di finanziamento di un programma così impegnativo per evitare un naufragio che potrebbe essere molto doloroso. Sarà modesto, invece, sempre a mio avviso, l'impatto sulla creazione di nuovi posti di lavoro e sul Prodotto Interno Lordo. Cercherò di spiegare perchè.
BENEFICIARI: cittadini italiani, cittadini comunitari, cittadini stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni di cui almeno gli ulltimi due consecutivi 
 E' stato criticato l'aver compreso tra i beneficiari anche gli extracomunitari con una residenza di almeno 10 anni di cui gli ultimi due consecutivi. Una residenza di 10 anni mi sembra un periodo "equo" per considerare l'extracomunitario di fatto assimilato al cittadino e la circostanza non mi sconvolge. Piuttosto mi chiedo se lo Stato ha gli strumenti per ricostruire la presenza della persona sul territorio.
CONDIZIONI: avere un reddito ISEE inferiore ai 9.360 euro annuali, un patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa inferiore ai 30.000 euro e un patrimonio mobiliare inferiore ai 6.000 euro che può arrivare ai 20.000 per famiglie con disabili. Mi chiedo se lo Stato, meglio l'INPS che dovrà effettuare i controlli, ha gli strumenti per individuare il rispetto dei sopracitati parametri. Sono prevedibili abusi e "pastrocchi"
IMPORTO DEL REDDITO DI CITTADINANZA:
- FINO A 780 EURO MENSILI PER UN SINGLE (di cui massimo 500 come sostegno al reddito, 280 come sostegno al pagamento dell'affitto e 150 per il pagamento dellle rate del mutuo. Nessun importo se si vive in casa di proprietà
- FINO  A 780 EURO MENSILI  per un pensionato di età superiore ai 67 anni di cui 630 come sostegno al reddito e 150 come sostegno al pagamento dell'affitto per l'abitazione.
L'utilizzo avverrà mediante una "carta prepagata" emessa da Poste Italiane che verrà ricaricata ogni mese e dovrà essere utilizzata completamente entro il mese successivo altrimenti viene decurtata. La carta potrà essere utiizzata anche  per prelevamenti cash fino a 100 euro al mese o per pagare con bonifico effettuato tramite le Poste il canone di affitto. Mi chiedo: ma non si poteva stabilire che il bonifico per pagare l'affitto, bonifico da fare attraverso Poste Italiane sulle quali è appoggiata tutta la procedura, fosse gratuito? E non si poteva stabilire che i prelevamenti fossero esenti da commissioni sia se effettuati su "bancomat" delle Poste che di altri operatori? Piccoli dettagli ma le persone interessate sono a basso reddito per cui anche un euro può essere rilevante.
                          °°°°°°°°°°°°°°°°°°°° 
L'aver inserito nello stesso provvedimento il reddito e la pensione di cittadinanza e averli costruiti come sono stati costruiti, direi sovrapponibili, conferma che, di fatto, la finalità principale del provvedimento è il sostegno al reddito(un pensionato non deve essere accompagnato a cercare un nuovo lavoro). In pratica sono state introdotte la "pensione minima" (780 euro di cui 630 come importo nominale e 150 di contributo al pagamento dell'affitto) e il salario minimo (500 euro) oltre a euro 280 di sostegno al pagamento dell'affitto o del  mutuo. Di fatto sono stati trattati molto meglio i pensionati, che tra l'altro non corrono il rischio di perdere "l'integrazione al minimo" che la pensione di citadinanza assicura loro, di quanto non lo siano stati trattati i giovani e i meno giovani disoccupati e in cerca di lavoro-
Infatti chi è già in pensione acquisisce senza alcuna altra condizione l'integrazione al minimo mentre chi è in età lavorativa perde il reddito di cittadinanza se rifiuta il lavoro  proposto dalle Agenzie per il lavoro presenti sul territorio. Questo è evidentemente giusto ad evitare che venga favorito chi preferirebbe ciondolare  o flanellare sul divano. 
Ma si è è creato il paradosso che la pensione minima è di 630 euro mentre il salario minimo è di 500 euro Ed è banale osservare che a parte il fatto che "lavorare stanca", andare a lavorare ha un costo in certi casi piuttosto significativo che i pensionati non sostengono.
In sintesi, non male per i pensionati e una caterva di vincoli per chi ha l'obbiettivo di inserirsi nel ciclo  produttivo. E c'è da chiedersi: ma le Agenzie per il lavoro saranno in grado di proporre occasioni di lavoro numericamente  e qualitativamente adeguate alla vasta - si presume - platea di richiedenti? il loro ruolo è quello di mettere in contatto domanda e offerta di lavoro ma il mondo delle imprese è in grado di offrire posti di lavoro in abbondanza per una platea così vasta? il loro ruolo è anche formativo ma mi chiedo che tipo di formazione potranno dare ai richiedenti se "i navigators" sono praticamenti tutti fa formare, se non è chiaro come e da chi verranno assunti e se non si ha idea di quali siano le figure professionali e le caratteristiche professionali richieste dal mercato? Perchè bisogna avere le idee molto chiare in proposito: il lavoro "vero" lo crea il mondo delle imprese, delle medie e grandi imprese soprattutto (piccole imprese e artigiani svolgono attività di supporto) che debbono non trovare ostacoli burocatici alla loro attività, debbono essere sostenute con opportune politiche di defiscalizzazione del costo del lavoro e di sostegno agli investimenti ma che debbono  essere loro stesse ad individuare le richieste dei mercati, a fare formazione e ricerca, e a "competere".Anche lo Stato ha un ruolo importante ma non si può e non si deve nascondere che il bilancio dello Stato non consente attualmente e non lo consentirà nel futuro prosssimo di mettere in campo risorse consistenti per  investimenti massicci in grandi opere, infrastrutture, salvaguardia e messa in sicurezza del territorio. Un approccio keynesiano è sempre il modo migliore per affrontare le problematiche ma non si può prescindere dai "numeri" e dal quadro generale nel quale ci si muove. Il reddito di cittadinanza e i nuovi posti di lavoro che dovrebbero crearsi con la sostituzione di chi potrà essere collocato in pensione usufruendo di quota 100, tuttalpiù consentiranno di immettere qualche miliardo di liquidità nella economia reale che presumibilmente verranno spesi beni di prima necessità e in prodotti e servizi di origine prevalentemente estera, rivitalizzeranno la domanda interna, ma non fermeranno la deindustrializzazione della nostra economia che è il principale nodo strutturale e trascina con sè perdita di know-how, capacità innovative, competività e soprattutto perdita di posti di lavoro. Mi sembra pertanto del tutto fuori luogo l'ottimismo del premier Conte che ha dichiarato che il 2019 sarà un anno bellissimo, del Vicepremier Di Majo il quale, dopo aver abolito la povertà nella prima settimana di governo, è convintissimo che siamo alla vigilia di un nuovo boom, del Vicepremier Salvini che ha ripulito il mare nostrum e difeso le nostre frontiere dalle invasioni dei barbari.
Ammonimenti, giudizi scettici  e dati non positivi ne arrivano tutti i giorni: Bankitalia, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario, Istat, Unione Europea, Società di rating. Potrebbe essere utile una attenta riflessione e una grande onestà intellettuale nell'esaminare le varie problematiche da parte del governo, anche perchè il quadro internazionale non è dei più rosei, ma dubito fortemente che ciò possa essere possibile.
Do peraltro atto all'esecutivo che tra mille contraddizioni, cerca comunque di agire e la frase citata da Di Maio può essere condivisa, anche se non è di Einstein.



domenica 22 luglio 2018

SERGIO MARCHIONNE



I tempi concitati con i quali sono stati rinnovati i vertici di FCA e delle più importanti società operative del Gruppo sono l'indicatore che le condizioni di salute di Sergio Marchionne   stanno evolvendo verso un rapido epilogo. Non si capisce perchè nessuno parli ufficialmente di cancro, sembrerebbe ai polmoni, ma è chiaro che le decisioni prese nelle ultime ore sarebbero ampiamente sproporzionate di fronte a soli problemi ad una spalla. E sono cominciati ad uscire i giudizi sull'operato del Manager di origine abruzzese che si dividono in due prese di posizione nette: Marchionne ha salvato la Fiat, Marchionne ha distrutto la Fiat
Da parte mia, sono del parere  che Marchionne, la Fiat, l'abbia salvata.
Perchè bisogna convincersì - aldilà dei discorsi  di facciata - che nelle economie moderne e globalizzate, nei settori chiave possono sopravvivere soltanto pochi "global players" in grado di profondere capitali ingenti in ricerca e sviluppo, di realizzare importanti economie di scala e "reggere" strategie di lungo periodo a dimensione planetaria. E' giusto, non è giusto? E' così
Fiat non aveva queste caratteristiche ed era destinata ad essere spazzata via, Tutti quanti ricordiamo quante volte, durante la pessima gestione Romiti, Fiat  aveva dovuto ricorrere ad aiuti esterni. Ne cito due: l'ingresso nel 1976 della LAFICO (governo libico) nel capitale sociale e, nel 2002, il cosiddetto "convertendo", un prestito a tasso agevolato di 3 miliardi erogato da alcune importanti banche in un momento di vera e propria emergenza che evitò alla Fiat di portare i libri in tribunale. Ricordo nitidamente gli scambi di opinione telefonici che avevo con la collega che a Torino seguiva la gestione del convertendo e la complessità delle problematiche che ne emergevano.
Da parte mia qualche anno prima, a Milano, ero stato impegnato a gestire le problematiche del Gruppo Ferruzzi che non erano di minor complessità. 
Marchionne ha rovesciato l'approccio: Fiat non più preda ma cacciatrice con l'acquisto di Crysler negli Usa e il tentativo di acquisto della Opel in Germania, stoppato dalla Merkel. Fiat con lo sguardo sul mondo in un'ottica di economia globalizzata. A Marchionne rimprovero solamente una cosa: aver trasferito la sede legale del Gruppo in Olanda sottraendo al fisco italiano importanti risorse. Dopo tutti gli aiuti che il Gruppo aveva ricevuto dallo Stato nel corso dei decenni, una tale manifestazione di cinismo non fece onore nè alla famiglia nè al suo Manager