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domenica 24 marzo 2013

ANCORA SUI MARO'

Alla vicenda dei due Marò ho dedicato tre post nei giorni scorsi. Non posso esimermi di dedicarne un quarto in quanto rimango allibito di fronte al modus operandi del nostro Ministro degli esteri e del Governo.
Dunque restituiamo i due militari  dichiarando:
" Abbiamo ricevuto assicurazioni dal Governo indiano che non saranno condannati a morte"
Ovviamente il Governo indiano ha dovuto subito smentire perché Montesquieu lo hanno letto anche loro e il Governo non può prendere impegni su un materia di competenza della Magistratura.
Non contenti aggiungiamo gaffe a gaffe.
"Ma c'è un impegno scritto del governo indiano" ora è probabile che ci sia  ma qualcuno ha spiegato al Ministro che certe cose magari si fanno ma non si possono dire?
Di fronte a tale dilettantesca gestione della "querelle"il Ministro avrebbe dovuto dimettersi........ma ha fatto sapere che non ci pensa nemmeno.
Non so cosa pensare                                                                                                                                                                    

martedì 19 marzo 2013

I MARO ATTILIO REGOLO ITALIA 2013 ROMA CAPUT MUNDI

Lo avevo detto (cfr. mio post del 12 Marzo) che nella "querelle" sui marò avevamo fatto l'ennesima figura da furbetti e che ci sarebbero state pesanti conseguenze. Guardate quello che sta succedendo. E per fortuna che il governo Monti era un governo di "tecnici"; ma dove li ha trovati i suoi ministri, Monti? E intanto quello là grida "c'è un golpe, c'è un golpe" - proprio lui - Bersani tutte le mattine trova un coniglio nuovo nel cappello a cilindro e c'è il Papa nuovo che dice "Chi non prega il Signore, prega il diavolo"
Siamo messi proprio bene

martedì 12 marzo 2013

I MARO' ATTILIO REGOLO ITALIA 2013 ROMA CAPUT MUNDI

E così abbiamo dimostrato per l'ennesima volta quanto siamo furbi. I due Marò, che sarebbero dovuti rientrare in India  "per parola data".  restano in Italia. L' India, parrebbe, è fortemente irritata.
A me l'episodio ha fatto ricordare un altro episodio di tanto tempo fa. Attilio Regolo,( 299 ac - 246 a.c.) console e capo militare, dopo alcune vittorie sui cartaginesi (siamo durante la prima guerra punica) fu pesantemente sconfitto  dai Cartaginesi a Tunisi e fatto prigioniero. Dopo qualche tempo iniziarono delle trattative di pace tra i due stati e ad Attilio Regolo fu consentito di rientrare a Roma per convincere i suoi a firmare la pace, con l'impegno che, se non fosse riuscito nella sua missione, sarebbe rientrato a Cartagine dove sarebbe stato messo a morte. Attilio Regolo fece un discorso in senato  nel quale sosttenne di non firmare alcuna pace, anzi , di accelerare le operazioni di guerra e quindi la sua "missione" fallì- Ma, visto che si era impegnato  sulla parola e sull'onore a rientrare a Cartagine, rientrò. I Cartaginesi lo infilarono in una botte al cui interno sporgevano un buon numero di lame e fecero rotolare la botte da  una collina. Attilio Regolo morì ma quello era il modo in cui a Roma ci si comportava "per non perdere la faccia" e di lì a poco Roma divenne "caput mundi", rispettata e temuta.