Maurizio Landini è, tra coloro che coprono posizioni di responsabilità, uno di quelli che stimo di più. Ricordo, ad abundantiam, che Landini é segretario generale della FIOM.
Per i seguenti motivi:
a) perché ha capito tra i primi che la "crisi" è completamente diversa da quelle del passato, non ha natura ciclica ed è soltanto - si fa per dire - il processo di riposizionamento in basso della nostra economia, del nostro apparato industriale in un contesto di globalizzazione ormai irreversibile.
b) perché queste cose le ha dette e le ha scritte fin da tempi ormai lontani. In particolare ha lanciato l'allarme - inascoltato - sui pericoli della deindustrializzazione del Paese e sulle drammatiche conseguenze che avrebbe comportato sull'occupazione
c) perché ha sempre denunciato con fermezza i pericoli della finanziarizzazione dell'economia.
d) perché parla con chiarezza centrando sempre il cuore dei problemi, perché non indulge a compromessi nel denunciare ritardi e carenze, perché è concreto e non velleitario nell'elaborare la linea del sindacato.
Infine perché ha il carisma che gli deriva dall'essere intellettualmente onesto e dall'essere percepito come tale e perché la vita non gli ha regalato niente; tutto quello che è riuscito a fare lo deve solamente a se stesso.
Persone come Landini dovrebbero essere ascoltate di più; sono in grado di portare un prezioso contributo alla ricostruzione del Paese.
Perché, se non lo abbiamo ancora capito, l'Italia si è ritrovata come se avesse subito un terremoto di grado elevato. Con l'aggravante che il terremoto che l'ha colpita non ha cause naturali bensì è frutto dell'insipienza degli uomini
