Le cronache riferiscono che il noto intellettuale ed esponente leghista BORGHEZIO è stato malmenato dalla forza pubblica svizzera avendo tentato di entrare senza essere stato invitato o averne altro titolo ad una riunione del gruppo Bilderberg che si teneva in un noto e lussuoso Hotel di Saint-Moritz.
Domande:
a) ma cosa ci faceva Borghezio a Saint Moritz, città di snob ultramiliardari e con la puzza sotto il naso che l'avranno annusato fin dal suo arrivo a Celerina.?
b) ha dimenticato il nostro che, sebbene la Lega dichiari di ispirarsi al modello svizzero, la Svizzera è un'altra cosa?
c) ma gli hanno fatto veramente male come sembra o si sono limitati ad una spolverata?
Se queste domande non avranno risposta, poco male. Rimane l'intima soddisfazione che altri abbiano fatto quello che in molti auspicavamo.
Einaudi e Borghezio, De Gasperi e Borghezio, Pertini e Borghezio, Ciampi e Borghezio. C'è qualcosa che stride ma non riesco a capire cosa. Mi viene da pensare a Plutarco e alle sue vite parallele (oi bioi paralleloi) ma forse non ci azzecca, come direbbe Di Pietro
venerdì 10 giugno 2011
giovedì 9 giugno 2011
THE MAN VHO SCREWED AN ENTIRE COUNTRY
L'Economist non può certo esssere accusato di avere una linea editoriale "di sinistra", anzi è considerato uno degli organi di informazione di magggior peso tra quelli definibili "latu sensu" conservatori. L'Economist è questo ma da sempre ha espresso giudizi particolarmente pesanti sul nostro premier. Qualche anno fa lo definì "unfit" a governare il Paese, nel 2006 titolò "é ora di licenziarlo, nel 2008 titolò "mamma mia"è tornato, ma ora il giudizio è ancora più pesante. In uno speciale di 16 pagine dedicato ai 150 anni del nostro Stato unitario lo ha definito l'uomo che "screwed" il suo Paese. Se si consulta un qualsiasi dizionario inglese-italiano, la traduzione più aderente del verbo to screw é fottere. Sulla nostra stampa è stata riportata una traduzione più leggera, fregare. Quindi Berlusconi é, secondo l'autorevole settimanale inglese, colui che ha fottuto o fregato il suo Paese. Screw significa, per la verità, anche coito o, con linguaggio meno forbito, beh........... non c'é bisogno che lo dica.
L'Economist lo definisce un disastro e pone in evidenza tre elementi che giustificano l'accusa di aver fottuto il Paese:
a) la saga del bunga bunga
b) le innumerevoli vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto
c) il totale disinteresse per il benessere economico del Paese
Io ci aggiungo quello di aver spaccato il Paese, aver alimentato un clima di odio, altrochè partito dell'amore, e di aver raccontato balle da quasi vent'anni con la piena consapevolezza di raccontarle. Un magliaro, in defnitiva.
Ora sembra che anche quella parte degli italiani che hanno creduto alle favole si sia svegliata, ma diamo all'Economist quello che è dell'Economist. E diamo a chi scrive, molto meno autorevole, ovviamente, quello che è di chi scrive. Ce ne eravamo accorti da tempo che stava fottendo l'Italia e l'abbiamo detto, e scritto, da altrettanto tempo. Sono andato a rivedere alcuni articoli che ho scritto in passato ed ho rintracciato 32 etichette "Silvio Berlusconi". Di quello che ho scritto sono particolarmente soddisfatto di averlo paragonato al pifferaio di Hamelin e di aver trovato assonanze tra Carlo VI di Francia e il nostro.
Mi si obbietterà: è il solito antiberlusconismo. Ebbene sì, ritengo l'antiberlusconismo una pregiudiziale e imputo alla sinistra di aver pensato, in una certa fase, di poter dialogare con il nostro.
Mi si obbietterà: è il solito antiberlusconismo. Ebbene sì, ritengo l'antiberlusconismo una pregiudiziale e imputo alla sinistra di aver pensato, in una certa fase, di poter dialogare con il nostro.
IL FETICCIO DEL POTERE
Se ci fossero ancora dei dubbi sul fatto che il regime berlusconiano è ormai agli sgoccioli, la "libera adunata dei servi del Cav." convocata ieri a Roma da Giuliano Ferrara li scioglie tutti.
In una atmosfera surreale dominata dalla sagoma di cartapesta del "leader maximo" si è celebrata una specie di cerimonia collettiva che ha cercato di esorcizzare l'agonia ormai irreversibile del berlusconismo con improbabili appelli a ritrovare lo spirito del 1994, come se diciassette anni non fossero passati per il presidente del consiglio - ridicolo nel feticcio di cartapesta - per i servi devoti e, soprattutto per il Paese.
Tutto appariva falso, posticcio, non reale, di cartapesta appunto. E a me ha fatto ricordare che i carri del carnevale di Viareggio o di quello di Fano, che andavo a vedere da ragazzo, sono fatti dello stesso materiale. Ma il giorno dopo la sfilata dei carri i fantocci vengono riposti in magazzino e non continuano ad incombere sullo scenario. E mi ha fatto ricordare i tanti dittatori e dittatorelli che hanno attraversato la storia i quali hanno tutti avuto il debole di voler essere presenti ed incombenti sullo scenario fino all'ultimo. Vedrete che fra qualche tempo nessuno, o perlomeno pochi, ammetterà di aver appoggiato il regime e di aver creduto nel Paese dei balocchi fatto balenare dal cavaliere. Il quale, qualche sera fa, ha superato se stesso. Alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se fosse all'ordine del giorno delle riunioni a getto continuo di queste ore la riduzione delle imposte per famiglie e lavoratori a reddito fisso rispondeva: " è sempre il nostro obbiettivo ed è alla base del nostro programma ma.........sembra che non sia possibile ora. Affermazione che ricorda tanto la scoperta dell'acqua calda fatta ormai da alcuni millenni dall'homo sapiens.Tutti ricordiamo che diciassette anni fa furono promesse due aliquote, 23% e 33%., promesse che poggiavano sul nulla. Solamente il cavaliere sembra essersene dimenticato. La colpa non è di Tremonti se non è possibile alleggerire la pressione fiscale ( o meglio Tremonti è il principale responsabile ma per altri motivi)- La responsabilità è di tutto l'impianto di politica economica e del modello di società proposti dal cavaliere. In questi venti anni o poco meno sono stati distrutti lo stato di diritto e lo stato sociale, sono stati calpestati i principi fondamentali delle democrazia rappresentativa, sono stati attaccati organi di garanzia e organi di informazione, è stato fatto carne da macello di un Paese che faceva parte a pieno titolo del ristretto numero dei Paesi più avanzati, si sono favoriti solamente soggetti più spregiudicati in nome dei principi del liberismo, sono stati calpestati tutti principi etici e derisi coloro che ad essi richiamavano e si richiamavano. Cosa rimane: un feticcio di cartapesta impettito e sorridente che quanto prima cadrà come la statua di Saddam Hussein e sarà bruciato nel falò delle vanità. La storia andrà avanti ma mi chiedo: non potevamo risparmiarcelo, tutto questo?
In una atmosfera surreale dominata dalla sagoma di cartapesta del "leader maximo" si è celebrata una specie di cerimonia collettiva che ha cercato di esorcizzare l'agonia ormai irreversibile del berlusconismo con improbabili appelli a ritrovare lo spirito del 1994, come se diciassette anni non fossero passati per il presidente del consiglio - ridicolo nel feticcio di cartapesta - per i servi devoti e, soprattutto per il Paese.
Tutto appariva falso, posticcio, non reale, di cartapesta appunto. E a me ha fatto ricordare che i carri del carnevale di Viareggio o di quello di Fano, che andavo a vedere da ragazzo, sono fatti dello stesso materiale. Ma il giorno dopo la sfilata dei carri i fantocci vengono riposti in magazzino e non continuano ad incombere sullo scenario. E mi ha fatto ricordare i tanti dittatori e dittatorelli che hanno attraversato la storia i quali hanno tutti avuto il debole di voler essere presenti ed incombenti sullo scenario fino all'ultimo. Vedrete che fra qualche tempo nessuno, o perlomeno pochi, ammetterà di aver appoggiato il regime e di aver creduto nel Paese dei balocchi fatto balenare dal cavaliere. Il quale, qualche sera fa, ha superato se stesso. Alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se fosse all'ordine del giorno delle riunioni a getto continuo di queste ore la riduzione delle imposte per famiglie e lavoratori a reddito fisso rispondeva: " è sempre il nostro obbiettivo ed è alla base del nostro programma ma.........sembra che non sia possibile ora. Affermazione che ricorda tanto la scoperta dell'acqua calda fatta ormai da alcuni millenni dall'homo sapiens.Tutti ricordiamo che diciassette anni fa furono promesse due aliquote, 23% e 33%., promesse che poggiavano sul nulla. Solamente il cavaliere sembra essersene dimenticato. La colpa non è di Tremonti se non è possibile alleggerire la pressione fiscale ( o meglio Tremonti è il principale responsabile ma per altri motivi)- La responsabilità è di tutto l'impianto di politica economica e del modello di società proposti dal cavaliere. In questi venti anni o poco meno sono stati distrutti lo stato di diritto e lo stato sociale, sono stati calpestati i principi fondamentali delle democrazia rappresentativa, sono stati attaccati organi di garanzia e organi di informazione, è stato fatto carne da macello di un Paese che faceva parte a pieno titolo del ristretto numero dei Paesi più avanzati, si sono favoriti solamente soggetti più spregiudicati in nome dei principi del liberismo, sono stati calpestati tutti principi etici e derisi coloro che ad essi richiamavano e si richiamavano. Cosa rimane: un feticcio di cartapesta impettito e sorridente che quanto prima cadrà come la statua di Saddam Hussein e sarà bruciato nel falò delle vanità. La storia andrà avanti ma mi chiedo: non potevamo risparmiarcelo, tutto questo?
martedì 7 giugno 2011
IL PASSAGGIO STRETTO DI GIULIO TREMONTI
Nell'ultima settimana ho perso qualche passaggio in quanto sono rimasto senza computer (ma la colpa era mia che non sapevo attivare la chiavetta) ed ho letto meno i quotidiani. L'incontro Bossi-Berlusconi si è tenuto, Alfano è stato nominato, di fatto, segretario politico del PDL, i risultati elettorali hanno fatto segnare una netta vittoria dei candidati contrapposti a quelli sostenuti dal premier, ora mancano solamente i referendum e poi toccherà a Tremonti "trovare la quadra", come direbbe Bossi, per far collimare le richieste dell'Unione Europea, il bisogno assoluto che Berlusconi ha di mandare un segnale sul fronte riduzione delle imposte (sono diciassette anni che promette e l'unico che le ha ridotte è stato Prodi ), e muoversi attraverso le strettoie di un bilancio che, in costanza di una crescita assolutamente insufficiente, lascia pochi margini di manovra.
Sono curioso di vedere cosa inventerà il ministro. L'aumento dell'aliquota IVA dal 20 al 23% mi sembra improponibile per gli effetti devastanti sui prezzi, il reperimento di risorse dai fondi messi a disposizione a fondo perduto mi sembra velleitario, per fortuna non si parla più di risolvere i problemi vendendo caserme,. Secondo me il pareggio di bilancio è già una utopia. Se poi si aggiunge la necessità di rientrare del 5% l'anno (tre punti di PIL) per i prossimi venti anni, a me quella di Tremonti sembra una "Mission impossibile". Vediamo come ne esce. Intanto la prossima settimana escono i dati sul debito pubblico aggiornati al 30 Aprile. Sarà un altro dato interessante da vedere.
Sono curioso di vedere cosa inventerà il ministro. L'aumento dell'aliquota IVA dal 20 al 23% mi sembra improponibile per gli effetti devastanti sui prezzi, il reperimento di risorse dai fondi messi a disposizione a fondo perduto mi sembra velleitario, per fortuna non si parla più di risolvere i problemi vendendo caserme,. Secondo me il pareggio di bilancio è già una utopia. Se poi si aggiunge la necessità di rientrare del 5% l'anno (tre punti di PIL) per i prossimi venti anni, a me quella di Tremonti sembra una "Mission impossibile". Vediamo come ne esce. Intanto la prossima settimana escono i dati sul debito pubblico aggiornati al 30 Aprile. Sarà un altro dato interessante da vedere.
lunedì 6 giugno 2011
LE STATISTICHE DEL MIO BLOG
Dopo un vuoto di una settimana dovuto al fatto che non riuscivo a colleggarmi con la nuova chiavetta TIM (siamo in Sicilia dal 1 Giugno) finalmente sono riuscito a riveder le stelle. Mi chiedo come abbia fatto l'umanità finora a vivere senza computer e senza gli aggeggi elettronici di oggi. Certo è che sono comodi. Nel mentre mi accingo a guardare i 164 messaggi di posta elettronica arrivati, vedo che sono state raggiunte le 25.000 visualizzazioni. Come per il passato ogni 5.000 visualizzazioni faccio un piccolo commento:
a) complice la campagna elettorale le aperture medie giornaliere sono cresciute in maniera esponenziale nel periodo,
b) glia articoli più letti in assoluto sono:
1) Il debito pubblico italiano - dati al 31 Gennaio 2011 con 1.469 visualizzazioni
2) Busto Arsizio Elezioni amministrative maggio 2011 : articolo del 17 Aprile: 951 visualizzazioni
3) Busto Arsizio Elezioni amministrative maggio 2011 articolo del 2 aprile : 615 visualizzazione
Per quanto attiene ai Paesi dai quali vengono effettuate le visualizzazioni, dopo l'Italia si collocano gli USA (592 visualizzazioni) e la Germania (225 visualizzazioni)
Trovo abbastanza significativo il fatto che l'articolo più letto in assoluto sia quello sul debito pubblico con i dati al 31 Gennaio. Ne ricavo che sempre più persone cercano di approfondire una tematica che ci riguarda tutti, i nostri risparmi, il nostro futuro ed il futuro delle nuove generazioni
Arrivederci a quota 30.000 visualizzazioni. Da domani riprendo a scrivere.
a) complice la campagna elettorale le aperture medie giornaliere sono cresciute in maniera esponenziale nel periodo,
b) glia articoli più letti in assoluto sono:
1) Il debito pubblico italiano - dati al 31 Gennaio 2011 con 1.469 visualizzazioni
2) Busto Arsizio Elezioni amministrative maggio 2011 : articolo del 17 Aprile: 951 visualizzazioni
3) Busto Arsizio Elezioni amministrative maggio 2011 articolo del 2 aprile : 615 visualizzazione
Per quanto attiene ai Paesi dai quali vengono effettuate le visualizzazioni, dopo l'Italia si collocano gli USA (592 visualizzazioni) e la Germania (225 visualizzazioni)
Trovo abbastanza significativo il fatto che l'articolo più letto in assoluto sia quello sul debito pubblico con i dati al 31 Gennaio. Ne ricavo che sempre più persone cercano di approfondire una tematica che ci riguarda tutti, i nostri risparmi, il nostro futuro ed il futuro delle nuove generazioni
Arrivederci a quota 30.000 visualizzazioni. Da domani riprendo a scrivere.
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