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mercoledì 31 ottobre 2012

FESTA DI TUTTISANTI - FESTA DELL'OTTIMISMO

Domani è il primo di Novembre, la Toussaint come direbbero i francesi. E' una data importante per me e mia moglie.
Piove, tira vento c'è una umidità pazzesca, il quadro che ci si presenta davanti agli occhi induce a pensieri di tristezza e di introversione. Ma dobbiamo evitare di entrare nella spirale, dobbiamo pensare in positivo, mettere in moto se non altro l'ottimismo della volontà visto che la ragione è indotta al pessimismo.
Eraclito aveva ragione: panta rei., tutto scorre e tutto passa.
Ma mentre passa, cerchiamo di viverla pienamente l'unica vita che ci è concessa. E non dimentichiamo mai che "siamo fatti della stessa sostanza della quale sono fatti i sogni e la nostra breve vita è circondata da un sonno" (Shakespeare - La Tempesta)
E siccome, come avete notato, mi piace abbinare la "giusta" musica ai vari argomenti che tratto, come ogni cibo deve essere abbinato al "giusto"vino, accompagno queste mie note con un "pezzo"che ritengo adatto a "rendere" quello che è il mio pensiero.

martedì 30 ottobre 2012

lunedì 29 ottobre 2012

MASSIMO GRAMELLINI A "CHE TEMPO CHE FA"

Ho appena visto l'intervento di Massimo Gramellini alla trasmissione di Fabio Fazio.
Chiaro, semplice, coraggioso, diretto, esauriente, esaustivo.
Delirante attaccare a testa bassa tedeschi e la signora Merkel anche perché in molti campi i tedeschi ci sono   superiori.
  Il senso del limite dovrebbe accompagnare la maturità di ognuno. Altrimenti dell'Elogio della Follia di Erasmo - che il cavaliere ha sempre citato tra le sue letture preferite, secondo me non lo ha mai letto - rimane solo la follia che si acquieta solamente nel gigantesco requiem di Johannes Brahms ( Amburgo 1833 - Vienna 1897) rappresentato per la prima volta a Brema nel 1868.

L' IMAGINATION AU POUVOIR

"Imagination au pouvoir","Fantasia e immaginazione al potere" era lo slogan di maggior successo in tutta Europa nel 68.
Daniel Cohn-bendit in Francia, Mario Capanna da noi, Rudi Dutschke in Germania, tutto il movimento cavalcava questo mantra per dare uno scrollone all'ancien regime e sostituirlo con forze fresche e aperte al nuovo. Basta con Moro e con Fanfani , Malagodi e Almirante, con Nenni e con Ingrao, il futuro deve essere in mano ai giovani, si diceva qui da noi.
Il risultato, a distanza di quasi 45 anni, non mi sembra esaltante ma mai si sarebbe allora pensato che si sarebbero potute raggiungere vette di "imagination" da brivido come quelle che, a mio avviso, ha raggiunto il "resuscitato" nel corso della conferenza stampa di sabato durante la quale, oltre a sciorinare l'intero repertorio e sferrare un violento (sai che paura) attacco alla Germania, ha elaborato teorie economiche così ardite che gli varranno sicuramente il Nobel per l'economia.
Ho visto in diretta il suo intervento (dura 44 minuti) e poi me lo son rivisto dopo aver bevuto un paio di caffè per aver la certezza di aver capito bene. Tralascerò i pesantissimi attacchi alla magistratura, alla Corte Costituzionale,ai Presidenti della Repubblica, alla Germania e alla Merkel, al governo Monti succube della Merkel e mi limiterò ai passaggi che riguardano tematiche economiche-
Io, fa il nostro, non sono stato mai d'accordo con questa politica dell'Unione guidata dalla Germania alla quale tutti gli altri Stati debbono inchinarsi, non ero d'accordo con il "fiscal compact" e con le altre misure "restrittive" che la Germania intende imporre al resto dell'unione.
Io gliel'ho detto a Junker (lussemburghese, Presidente del Consiglio europeo): voi ci rimproverate sempre perché il nostro indebitamento è eccessivo, che dobbiamo adottare politiche più rigorose,  ma ...e adesso viene il bello; udite, udite, "visto che l'indebitamento è vicino ai 2.000 miliardi (si era nell'estate dello scorso anno) e visto che il PIL è intorno ai 1.550 e non sale "perché c'è la crisi", e visto che  abbiamo almeno un 25% di PIL sommerso, basta sommare il PIL "bianco" (1.550 miliardi) e il PIL "nero"(oltre 400 miliardi) ed ecco che siamo intorno a 2.000 miliardi per cui il debito sul PIL è sotto il 100% e quindi non ci rompete le scatole. Punto."
Cristo! non ci avevo mai pensato e nemmeno John Maynard Keynes, che ho sentito rivoltarsi nella tomba. Geniale, assolutamente geniale. Se poi penso che l'Italia è piena di zoccole nessuna delle quali rilascia fattura, vanno aggiunti, secondo me, almeno altri due punti di PIL. Mi immagino la faccia di Junker, lussemburghese tutto"europeo"nell'approccio, il quale conosce bene l'Italia per fare tutti gli anni 15 giorni a Rimini e quindi deve oltrepassare il casello di Imola per arrivare a destinazione" Gliene è scappato un altro", avrà pensato.
E poi c'è il corollario di questa impostazione: con i vincoli dell'Unione Europea, continua il nostro, abbia rinunciato alla nostra sovranità e quindi il nostro diritto a "stampare moneta" che non è stato nemmeno dato alla BCE".
Ho sentito chiara la reazione del Presidente della Bundesbank., Weidmann, quale si è irrigidito come un baccalà dentro di se ma ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
Anche la Merkel è furiosa, ma tace per rispetto al nostro Paese e a Monti.
L'uscita di Berlusconi ha riaperto tutto il quadro politico e minaccia di ledere in poche ore l' immagine di serietà che il governo Monti ha faticosamente riconquistato al Paese nell'ultimo anno. Vedremo stamattina all'apertura dei mercati.
Certo è che il nostro è livido di rancore verso i giudici di qualsiasi specie e categoria e verso "l'universo mondo" e non esita a buttare a mare una intera nazione per difendere ed affermare la sua persona e i suoi interessi , E poi l'avete guardato attentamente? Colorito terreo, sopracciglia  allungate e una diversa dall'altra come Spock nella serie televisiva  dellla ENTERPRISE, la mascella quadrata per il lavoro di ricostruzione dell'arco dentale che gli hanno dovuto fare, un trucco innaturale che lo rende ancor più cattivo, il volto comunque stanco e segnato dalla malattia.
Quest'uomo continua a far male all'Italia ed è pericoloso a se stesso, agli altri,  alle Istituzioni del nostro Paese e ai rapporti con  i nostri partners internazionali.
Speriamo che lo lascino solo, come ha giustamente commentato, tra gli altri, il leader UDC Casini, a macerarsi dentro, a masticare amaro, a sognare improbabili ritorni, perché di male me ha già fatto abbastanza e continua a farne. L'uomo è convinto di essere assolutamente nel giusto, di essere l'unto del signore, di essere perseguitato e non riesce a modificare il proprio approccio alla realt,à,
Per quanto mi concerne, i prossimi post riguarderanno i conti dello Stato, quelli che sono stati trasmessi  dall'ISTAT al Consiglio europeo in ottemperanza agli impegni internazionali presi, e la condanna a quattro anni di reclusione comminata dal Tribunale di Milano la scorsa settimana

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sabato 27 ottobre 2012

L'HALLELUJAH DAL MESSIA DI HANDEL

L'oratorio "Il Messia" è forse il capolavoro di George Friedrich Handel ( 1685-1759)                                                    e l'Hallelujah credo sia conosciuto da tutti visto l'enorme numero di volte in cui è stato trasmesso in televisione, cantato da tantissimi cori, inserito in tanti films.
Ricordo di aver assistito ad una memorabile rappresentazione integrale del Messia nel '68 o '69 a Bologna nella Chiesa dei Servi, che è dotata di uno dei migliori organi d'Europa 
L'hallelujah, espressione già comune nell'antico popolo ebraico e frequentemente citata nella Bibbia, esprime una intensa gioia, spesso irrazionale e fa bene allo spirito. Ecco non so perché ma alla  lettura dei giornali del mattino, ieri, ho fatto subito un "link" con l'Hallelujah che in ebraico significa "Lodato sia il signore"

venerdì 26 ottobre 2012

CARLO TORRETTA FESTEGGIA LE NOZZE D'ORO

Carlo Torretta, che mi onora della sua stima, ricambiata in toto, festeggerà domani  le nozze d'oro circondato dall'affetto delle tre donne che l'anno accompagnato nel suo percorso di vita - moglie  e due figlie femmine.
Carlo è un signore meno giovane di me, molto dinamico, che in tutta la sua vita ha sempre cercato di fare al meglio le cose che lo impegnavano, fosse il suo lavoro in seno alla SIP , il ruolo nella associazione "I mandolinisti bustesi" (è un eccellente suonatore di mandolino)), o il prezioso aiuto che mi ha dato per dare veste grafica la migliore possibile al mio libro "Sulla crisi e dintorni".
Mi fa piacere, utilizzando  questo mio spazio, augurare a lui, alla signora e alla sua famiglia serenità e prosperità.
Il valore dell'amicizia e il valore della stima sono a mio avviso centrali nei rapporti umani, valori preziosi che aiutano ad andare all'essenza delle cose e a dar loro un senso

giovedì 25 ottobre 2012

LA LIBERTA DI STAMPA IN ITALIA E IL PLURALISMO DELLA INFORMAZIONE

Uno dei luoghi comuni più "comuni" (la tautologia è voluta) del nostro Paese è quello secondo il quale in Italia non ci sarebbe libertà di stampa e pluralismo di informazione. Niente di più falso e ne abbiamo avuto ulteriore conferma con i commenti diversificati a 360 gradi  che hanno accompagnato "il passo indietro " di Silvio Berlusconi e la affermazione, sinceramente patetica, che lo ha fatto per "amore verso l'Italia"
Vediamo come hanno titolato i vari quotidiani:
"La Repubblica": La resa di Berlusconi: non corro più
"Il Corriere della Sera: Berlusconi lascia e lancia le primarie del PDL
"Il fatto quotidiano": Berlusconi scappa
"Il Giornale: la svolta- ARRIVEDERCI
"Libero"Berlusconi si ritira-SOTTO A CHI TOCCA
" Il foglio":Bravo cav. grande uscita di scena
"La stampa": Il passo indietro di Berlusconi
"Il tempo"Berlusconi supera se stesso
"Il messaggero":Il passo indietro di Berlusconi
"Il Secolo XIX": Pdl, primarie senza Silvio
"Il mattino":Berlusconi si ritira. Primarie nel PDL
"Il Sole 24 ore": Berlusconi, non mi candiderò, primarie del PDL il 16 Dicembre, Monti è un vero liberale (notizia senza alcuna evidenza tra le tante in prima pagina)
Quello che preoccupa, piuttosto, è la constatazione che la stampa è tutta ideologizzata e la collocazione di ogni testata è riconoscibile fin dai titoli di prima pagina. Una stampa, quindi, che ha come "mission"il condizionamento degli orientamenti piuttosto che il fornire al lettore un quadro il più completo possibile dei fatti.  Sono riflessioni che lascio alla valutazione di chi mi legge.
Quello che è certo è che si è chiusa un'epoca, una stagione politica e una visione del mondo che per venti anni ha affascinato una parte considerevole del Paese. Il Paese ha avuto un brusco risveglio e non capisce bene quello che è successo, le conseguenze di quello che è successo e cosa si dovrebbe fare per ripartire. La confusione è massima e cosa bolla veramente nella "pancia" e nella "testa" degli italiani mi sembra esercizio di non facile esecuzione.

LE ROI CHARLES VI DE FRANCE A ETE ENTERRE


Il  mio post del 10 Ottobre scorso lo avevo titolato "Le roi Charles VI dit le bien aimé ou le fou est mort". Quello di oggi lo titolo come sopra. Le dichiarazioni di ieri di Berlusconi che non si ricandiderà segnano la definitiva uscita di scena dell'arcorauta a meno di una improbabile resurrezione se la destra vince alle prossime politiche e lo portano al Quirinale (questo è stato l'ultimo obbiettivo del nostro). L'Italia può ora ripartire. Lui ora si sottoporrà al giudizio divino.
POST SCRIPTUM: il video allegato è il "DIES IRAE" troppo comodo il "Libera me domine"

martedì 23 ottobre 2012

IMMINENTE L'USCITA DEL LIBRO-INTERVISTA DI MASSIMO MUCCHETTI A CESARE GERONZI

E' imminente l'uscita del libro-intervista che Massimo Mucchetti ha fatto a Cesare Geronzi e che verrà pubblicata da Feltrinelli.
Non appena uscirà, commenterò l'intervista con il massimo approfondimento possibile. Ritengo infatti che Cesare Geronzi sia stato uno degli uomini più potenti della seconda Repubblica e che abbia avuto un ruolo decisivo nel passaggio dalla prima alla seconda Repubblica.
Adotterò il metodo che mi sembra abbia funzionato nel commento della intervista di Aldo Cazzullo pubblicata nel Dicembre 2011. Leggerò un capitolo al giorno e lo commenterò subito senza leggere il successivo, poi farò una sintesi del tutto Adotterò il metodo dei colori. Le parole del Giornalista saranno in nero, quelle di Geronzi in blu mentre i miei commenti saranno in rosso. Nel frattempo invito chi fosse interessato a leggere o rileggere i commenti che ho fatto su questo blog alla intervista di Aldo Cazzullo nel Dicembre dello scorso. 

lunedì 22 ottobre 2012

RENZI INSISTE

Leggo dal "Corriere della Sera" che Renzi avrebbe dichiarato: "Con i banchieri si parla" in relazione alla cena a sostegno della sua candidatura alle primarie organizzata da Davide Serra.
Ho l'impressione che Renzi non abbia le idee chiare su quale sia il ruolo di un gestore di un "hedge fund". Io ho cercato di spiegarlo nel mio post del 20 Ottobre. Lo si può definire come volete ma il banchiere è un'altra cosa. Il banchiere è un intermediario del credito. Raccoglie denaro dagli investitori e lo eroga al mondo delle imprese e a tutti i soggetti che hanno necessità di ricorrere a finanziamenti esterni. Se il banchiere fa bene il suo lavoro il mondo delle imprese può contare su un  validissimo supporto per l'espansione delle proprie attività ed il mondo dei risparmiatori un sicuro strumento per collocare la sua liquidità. Potrebbe sembrare una definizione limitativa e datata, viste le evoluzioni dei mercati e dell'operatività di questi ultimi anni, ma secondo me è ancora la definizione più corretta.
Poi leggo che Davide Serra querela oltre Bersani anche il  Corriere della Sera e che Renzi attacca duramente anche Monti.
Poi guardo le foto sia di Renzi che, soprattutto, di Serra. Foto già viste, esiti già sperimentati.
Li peso, li giudico, tutti e due, mi basta

domenica 21 ottobre 2012

IL TERZO MOVIMENTO DELLA NONA DI BEETHOVEN

Mi sono svegliato dieci minuti  fa e siccome il sonno sembra svanito ho messo su il terzo movimento della nona. Poi ho aperto questo blog ed ho visto che due persone avevano aperto nella giornata di oggi e quindi adesso o pochissimo fa un mio post del 1 Gennaio in cui parlavo dell'inno alla gioa di Schiller che arriverà tra poco.
Ho interpretato la circostanza come un fatto molto positivo, non so perché, che mi fa cominciare bene la giornata e mi mette in condivisione con queste due persone a me sconosciute. "Caso  o necessità?", direbbe Monod. Mah!

sabato 20 ottobre 2012

CARLO MAROTTA CI HA LASCIATI

Oggi pomeriggio Carlo Marotta ci ha lasciati. Carlo è il marito della zia di Milena, Marisa,  papà di sei figli, i cugini di Milena, e nonno di tre nipotini, il quarto in arrivo.
 Carlo era, è, un uomo che ha vissuto con profondità la sua fede di cristiano coerente con i suoi valori, impegnato giornalmente a dare testimonianza concreta del messaggio evangelico. Ha avuto la fortuna di avere accanto tutti nel momento in cui ha chiuso la sua vicenda terrena e sarà iscritto nel libro dei giusti. Pace a lui . 
Milena e Alberto

PERCHE' RENZI NON PUO' RICEVERE FINANZIAMENTI DA DAVIDE SERRA

Ritengo che la maggior parte degli italiani voglia dal premier che guiderà il Paese dal 2013 al 2018   autorevolezza, trasparenza assoluta di comportamenti, un forte impegno contro le degenerazioni della politica, una linea di governo che riequilibri i sempre più evidenti segni di "scollamento sociale" e di allargamento della distanza tra le classi.
Penso che gli italiani lo chiedano a chiunque venga chiamato a governare il Paese, massimamente a chi si presenti come esponente di un partito di sinistra che nel suo DNA ha la difesa dei ceti più deboli, una politica economica attenta alla difesa delle conquiste dello stato sociale, che si rifa a valori di solidarietà, equità, giustizia sociale.
Valori che sono agli antipodi rispetto ai  valori cui si rifà un operatore finanziario che gestisca un "hedge-fund", nel caso concreto Davide Serra, gestore del fondo Algebris con sede nel paradiso fiscale delle isole Cayman.
Un "hedge fund - lo ricordo - è un fondo speculativo che nel suo statuto conferisce al gestore o ai gestori libertà praticamente assoluta nella politica degli investimenti con lo scopo di massimizzare i profitti. Gli "hedge funds" sono i responsabili maggiori degli attacchi speculativi alle valute e ai debiti pubblici dei paesi più fragili perché la loro "mission" è una sola: "fare soldi nella misura massima possibile ed il più in fretta possibile".
Una "mission" incompatibile con la "mission" di un leader politico che si propone alla guida del Paese come portatore di valori "di sinistra."
Ecco perché Renzi non doveva accettare finanziamenti da Serra e dagli altri partecipanti alla cena dell'altra sera nella quale sono stati raccolti 100.000 euro a sostegno della sua campagna elettorale 
Non poteva farlo per "la contraddizion che nol consente"  potremmo dire parafrasando padre Dante (Inferno, XXVI,120)

venerdì 19 ottobre 2012

UNIVERSITER CASTELLANZA - NON PERDO UNA LEZIONE

Nel primo numero di quest'anno del giornalino della Universiter è pubblicato un breve scritto di uno de miei "allievi" storici: Nicolò Realmuto. Lo cito per nome e cognome in quanto il pezzo che qui di seguito riporterò è firmato con il suo nome e cognome e quindi è un documento pubblico.
"Non perdo una lezione", è il titolo del pezzo.
Sono trascorsi cinque anni dal mio primo giorno a Universiter  e ancora sono emozionato come allora. La cosa più bella che ho trovato lì è di socializzare con i compagni di studio e con i docenti: impariamo cose nuove e soprattutto condividiamo opinioni spesso diverse dalle nostre. Da bambino trascorrevo le mie giornate più in campagna a zappare la terra che sui banchi di scuola. Ma da quando sono in pensione mi impegno al massimo per non saltare nemmeno una lezione a Universiter e mi fa bene.
Le parole di Nicolò non richiedono commenti. Io mi limito a dirgli, attraverso questo mio spazio, quanto lo stimi e quanto debbono essere orgogliosi di lui i suoi figli che, con il suo duro lavoro, hanno potuto laurearsi e sono oggi affermati professionisti.
Il giornalino pubblica anche un altro bello scritto di un'altra mia "allieva", Maria Isdeni, che saluto cordialmente e alla quale auguro, come a tutti, buona giornata e un altro simpatico, simpatico come lei, di Bianca Burbello.

giovedì 18 ottobre 2012

PIENO SUCCESSO DELL'EMISSIONE BTP ITALIA

Si è concluso oggi il periodo di sottoscrizione del BTP Italia quadriennale con scadenza 22 Ottobre 2016. Il successo della emissione è stato pieno, al di là delle più rosee aspettative: ne sono stati sottoscritti 18,017 miliardi. Se si considera che questa è la terza ed ultima emissione del 2012 e che nelle altre due precedenti emissioni erano stati sottoscritti 7,3 miliardi nella prima a marzo e 1,7 miliardi nella seconda a Giugno, è chiaro che il risultato è pienamente positivo soprattutto perché è dovuto ad un recupero progressivo di fiducia nel nostro Paese sia da parte degli investitori "professionali ed istituzionali"sia da parte del pubblico indistinto. Ben 186.698 sono i contratti registrati a conferma del largo interesse suscitato. Io stesso, che mi sono tenuto lontano per molto tempo dai titoli di Stato Italiani, ne ho sottoscritti 10.000 euro.
A mio avviso è un altro dei sempre più numerosi avvisi che la cura Monti sta producendo i suoi positivi effetti. Altro segnale positivo della giornata la ulteriore riduzione dello spread", che a fine giornata segnava 312 punti base, e il buon andamento della giornata borsistica con l'indice a + 1,56.
Riepilogo qui di seguito le caratteristiche dell'emissione:
- durata 4 anni con scadenza 22 Ottobre 2016
- tasso: legato all'inflazione e pari alla somma del 2,55% (minimo garantito) e l'indice FOI ( indice dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati ed operai) esclusi i tabacchi
- pagamento cedole: semestrale
- per i privati che hanno sottoscritto il BTP al momento dell'emissione e che lo avranno conservato per tutti i quattro anni, é previsto un "premio fedeltà" dello 0,40 per mille
- ritenuta fiscale 12,50 in quanto titolo di stato contro il 20" degli altri titoli
- il titolo è negoziabile sul MOT il che gli assicura ampio mercato.
Come vedete, quando c'è una buona notizia, e questa è una buona notizia, non esito a parteciparla.
La stessa prudentissima dottoressa Maria Cannata, direttore generale del tesoro e responsabile delle emissioni del nostro debito sovrano, ha dichiarato "non mi aspettavo questo boom del BTP Italia"
Siamo sulla buona strada, è il mio commento di sintesi, non buttiamo a mare quello che con grandi sacrifici il popolo italiano, sotto la guida di Monti, ha saputo costruire nel corso dell'ultimo anno.

mercoledì 17 ottobre 2012

PERCHE HO ADERITO AL COMITATO BERSANI

Qualcuno ha visto una incoerenza in me per aver aderito al comitato Bersani all'interno del PD. Come dire: non hai risparmiato critiche per come il partito si è mosso e per come si sta muovendo e poi aderisci alla linea del segretario nazionale.
Allora ritengo utile chiarire ulteriormente il mio pensiero anche se pensavo di averlo delineato con chiarezza in numerosi post che qui richiamo: il post di lunedì 8 Ottobre "Alcune riflessioni a margine dell'assemblea del Partito democratico tenutasi a Roma il 6 Ottobre". Il post di sabato 13 "Ezio Mauro-come difendere la democrazia malata" e i due di lunedì 15: "Il manifesto programmatico del partito democratico" e "Il debito pubblico italiano-dati al 31 Agosto 2012".
Del post dell'8 Ottobre riporto il passaggio saliente:
"La mia linea è chiara: severità e rigore sui conti perché solo con i conti a posto si può fare una vera politica sociale, intransigenza sulla questione morale, sostegno al PD e all'interno del PD alle forze più responsabili, Monti alla guida del Paese finché sarà necessario, Prodi al Quirinale come garante della difesa delle Istituzioni"
Ciò premesso, ora ci troviamo di fronte le primarie. Se una tentazione ho avuto è stata quella di non fare alcuna scelta, ma questo sarebbe stato incoerente con quelli che sono i miei normali comportamenti. Non ho paura di espormi e di manifestare apertamente quello che penso. Mi sentivo un uomo libero quando gestivo per conto della banca per la quale lavoravo i rapporti con il Gruppo Ferruzzi, il Gruppo Ligresti, il Gruppo Fininvest, la Parmalat, tanto per citare quelli che sono venuti in mente per primi, capirete se non mi sento libero adesso. Però una scelta andava fatta. Renzi non mi piace; lo trovo un "furbetto" pronto a tutto e a tutti i compromessi per raggiungere il suo scopo, ritengo che non abbia lo spessore per fare il premier, sostiene una linea di politica economica che non "incorpora" la difesa dello stato sociale, ha gestito in maniera talvolta discutibile i ruoli alla Provincia di Firenze e di sindaco di Firenze, non mi piace il suo linguaggio da "guascone". Noi abbiamo bisogno in questo momento di leaders consolidati, che abbiano adeguato spessore, che siano conosciuti e stimati all'estero, che padroneggino i temi di politica economica, che non siano un'altra"avventura" per il Paese che impiegherà decenni a smaltire il berlusconismo. Mi dà più affidamento Bersani che non sarà un fulmine di guerra ma almeno ha le spalle larghe per reggere il peso della guida del Paese. E comunque, siccome penso che dalle elezioni politiche di primavera non uscirà un vincitore netto e ritengo che una "grosse koalition" tra l'area di sinistra (Patto PD, SEL ;SOCIALISTI) e l'area latu sensu "moderata" non abbia alternative, penso che la continuazione di una esperienza di Monti al vertice delle Istituzioni( ovviamente come premier nel caso che sia il "rassemblement" ad ottenere più voti  magari come superministro dell'economia nel caso di vittoria dell'asse PD_SEL) sia la soluzione migliore per il Paese fino a che i rischi di tenuta dei conti pubblici  non si siano allontanati.  Monti che, dopo la dolorosa fase in cui l'obbiettivo primario  é stato quello di evitare il "default" dovrà riequilibrare la politica economica(ma io  sono sicuro che è già nelle sue intenzioni) in senso di maggior tutela"concreta" dei ceti più deboli. Come; con una lotta senza quartiere all'evasione fiscale (ha ribadito più volte la centralità di questo approccio) e una lotta senza quartiere agli sprechi e alle ruberie. La nomina di ieri di Bondi a commissario straordinario per la sanità nel Lazio ne è prova eloquente.
Da parte mia continuerò a criticare l'operato del partito a livello nazionale e a livello locale(una critica a fin di bene, sempre) tutte le volte che lo riterrò necessario sia con prese di posizione su questo blog che parlando di politica "de visu" che nelle sedi competenti di partito visto che sono tesoriere del circolo di Busto e membro del direttivo.

martedì 16 ottobre 2012

UNIVERSITER CASTELLANZA - ANNO ACCADEMICO 2012-2013

Comunicazione di servizio per gli iscritti all' Universiter di Castellamza.
Il mio corso "Economia, Borsa, Finanza"inizia oggi 16 Ottobre alle 16,45

lunedì 15 ottobre 2012

IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO - DATI AL 31/8/2012

Stamane è stato pubblicato il consueto supplemento mensile al bollettino Bankitalia con i dati del debito pubblico aggiornati al 31 Agosto.
Il debito pubblico per il secondo mese ha registrato una riduzione. Non molto elevata, circa 1,9 miliardi, ma individua una linea di tendenza.
In cifre il debito pubblico è sceso dai 1.977,5 miliardi del 31 Luglio ai 1.975.6 di fine Agosto, di cui 1.622 a medio-lungo termine, in pratica BTP-(TAV IV del bollettino)-
Quanto ai detentori del debito, sembra si sia arrestata la fuga degli investitori esteri.Gli ultimi dati  evidenziano 700,1 miliardi contro i 693,4 del mese precedente. Rammento peraltro che nel giugno 2011, quando si accelerò il disimpegno degli investitori non residenti, ammontavano a 820 miliardi (tav V del bollettino).
Vedo in questi dati un inizio di risultati positivi dell'azione del governo Monti destinati ad accrescersi nei mesi a venire. Spero che "la politica", che ha ripreso il centro della scena, come è giusto che sia visto che viviamo in un regime democratico,  non archivi troppo velocemente l'esperienza del governo Monti e che rammenti SEMPRE due cose:
a) che nel secondo semestre del 2011 l'Italia era praticamente in default e che solo la presenza di Monti lo ha evitato
b) che l'emergenza non è per niente finita. Si ricordi sempre, la politica, che abbiamo vincoli derivanti dalla nostra partecipazione alla Unione Europea, che abbiamo sottoscritto il "fiscal compact" e che "i mercati" sono sempre pronti a mandarci a fondo.
Infine ricordi, la politica, che il nostro sistema industriale è estremamente debole e che la "questione morale" rimane la madre di tutte le questioni. 

IL MANIFESTO PROGRAMMATICO DEL PARTITO DEMOCRATICO

Il Partito Democratico si è messo un moto in vista delle elezioni politiche del 2013. Anche nel Lazio e in Lombardia si andrà a votare nel 2013 per il rinnovo del Consiglio Regionale per cui il clima "preelettorale" comincia a farsi sempre più caldo. Beppe Grillo nuota, la Lega è alla ricerca dell'elettorato perduto, il PDL è esploso come una bomba-carta (come largamente previsto)) e si assiste ad un fuggi-fuggi generale che sarebbe esilarante se non fosse tragico per il Paese. Mi sembra di aver capito che Berlusconi abbia intenzione di "lanciare" Briatore che, essendo abituato alle velocità della formula 1, sarà magari in grado di far ripartire velocemente il "berlusconismo". Personalmente ne dubito. Quanto all'UDC, si pone sempre di più al centro del centro e SEL si sta rafforzando sull'onda delle sempre maggiori difficoltà economiche di fasce sempre più larghe di popolazione.
Tornando al Partito Democratico, che mi interessa di più, Renzi, come noto, sta girando l'Italia in camper, Bersani è partito ieri dal suo Paese natale, Bettola, per la sua corsa, Veltroni con tempestività sospetta ha dichiarato che non si ricandiderà e il partito ha avuto due momenti importanti: l'assemblea nazionale del 6 Ottobre che ha modificato lo statuto e sulla quale ho riferito con il mio post dell'8 Ottobre e il "Manifesto programmatico" sul quale a grandi linee riferisco oggi riservandomi di approfondire con un post successivo.
In sintesi il PD ha firmato un "patto vincolante" con SEL e Partito Socialista di cui è segretario Nencini che prevede lealtà per tutta la legislatura al premier scelto con le primarie di coalizione. Il patto esclude l'IDV,  non fa alcun riferimento all'esperienza Monti e allarga il solco con l'UDC.
La linea politica sembrerebbe questa: un patto a sinistra dal quale emerge, a mio avviso, un potenziale del 32/35% di elettorato. In quanti deputati e senatori si tradurrà questa percentuale è difficile dire visto che non si sa con quale legge si andrà a votare. Sembra quindi che abbia prevalso, all'interno del partito, una linea che prevede un netto spostamento a sinistra sul piano politico e il prevalere delle posizioni di Fassina sul piano delle politiche economiche.
Ovviamente un perimetro così ristretto implica la necessità di una alleanza "post elettorale" con i "moderati", capitanati da Passera, Casini, Montezemolo, Fini di cui Monti potrebbe essere il punto di coagulo più alto. Il tutto dando per scontato che il PDL si disintegri e che la Lega sia costretta a ritirarsi nei ridotti delle valli del Nord Italia
Detta così, sembra una linea molto "sul filo"perché all'interno del PD c'è una forte componente, coagulata intorno a Renzi, che ha una visione diversa e che potrebbe riservare delle sorprese.
Da parte mia, sottoponendo al giudizio di chi mi legge l'analisi, osservo che un cenno all'esperienza Monti lo avrei fatto. Perché se è vero che il nostro posto è in Europa, bisognerebbe ricordare, non ringraziare, che é stato Monti a riportarci dentro il cuore del continente. E non vorrei che l'elettorato "non capisse" una linea così "sottile"
In un secondo post riferirò sulle regole definitive per le primarie e sui dieci punti in cui la "carta d'intenti si articola.

sabato 13 ottobre 2012

EZIO MAURO - COME DIFENDERE LA DEMOCRAZIA MALATA

Ezio Mauro, il direttore di Repubblica, ha scritto ieri un bellissimo editoriale di cui ho ripreso il titolo che, con l'asciutto stile piemontese che gli è proprio, lancia un drammatico appello affinché il Paese mobiliti le sue migliori energie in difesa della democrazia che è a rischio più che mai. La democrazia - osservo io - è un po' come la salute. Ti accorgi della sua importanza solamente quando la perdi. 
Del lungo editoriale, che consiglio a tutti di andare a riprendere, mi limito a sottolineare due passaggi:
".............siamo davanti . dice Mauro . ad un pervertimento della politica, divenuta per molti un mestiere, un sistema di collocamento ad alta rendita, dove "spariscono valori, ideali, tradizioni e difesa degli interessi legittimi, i quattro elementi  che fanno muovere le bandiere di un partito e parlano ai cittadini, offrendo identità, testimonianza, partecipazione e rappresentanza" e continua:"qui si ruba per comandare e si comanda per rubare. La politica troppo spesso è ridotta a  strumento del potere, meccanismo di supremazia, sistema di garanzia. Le istituzioni, invase e dominate in molte parti d'Italia da questa nuova classe di potentati famelici, diventano semplicemente il luogo fisico dove avviene questo scambio sotterraneo e continuo tra una politica disincarnata da ogni dignità e l'arricchimento dei singoli o delle loro bande"
il secondo passaggio:
"la nostra democrazia,era corrosa dalle tangenti nel '92, oggi è malata. C 'è la possibilità di salvarla prima di tutti evitando i giudizi sommari che impediscono di capire, dunque di distinguere, quindi di giudicare e infine di scegliere con il voto. La parola "casta" è uno degli inganni della fase in cui viviamo, perché annulla questa capacità di distinguere e di discernere, crea il fascio che tutto accomuna , disarmando il cittadino quando lo indigna a vuoto, perché gli fa credere che il cambiamento sia impossibile o peggio inutile, mentre lo rassicura facendolo sentire diverso e migliore. Tocca invece a noi, cittadini  e pubblica opinione, esercitare la fatica della coscienza e della consapevolezza, dunque della responsabilità, sporcandoci le mani.
Quindi, concludo io, il PD, che è la sola forza politica organizzata che possa salvare la politica da se stessa salvando il Paese, non può continuare a balbettare. Il problema non è Renzi vs Bersani ma il ruolo che il PD deve svolgere, massimamente in questa fase. E di mio allego il video di un bellissimo pezzo di De Gregori sulle cui parole invito noi tutti a riflettere..........mente sfumano le note della quinta di Ciaikovskij diretta da Ashkenazy che mi ha accompagnato mentre scrivevo. queste note

mercoledì 10 ottobre 2012

HISTORIA MAGISTRA VITAE ?

LA STORIA PURTROPPO SI RIPETE E SEMBRA CHE NON INSEGNI NIENTE

POST SCRIPTUM: SO BENISSIMO CHE OLIVER CROMWELL FU UN PERSONAGGIO CERTAMENTE DISCUTIBILE E MERITEVOLE DI BIASIMO TANTOCHE' GLI INGLESI ALLA SUA MORTE SI AFFRETTARONO A RESTAURARE LA MONARCHIA COSTRINGENDO IL FIGLIO DI CROMWELL CHE, GUARDA CASO, ERA STATO DESTINATO DAL PADRE A SUCCEDERGLI (SEMBRA IL TROTA) A FUGGIRSENE PER EVITARE DI ESSERE IMPICCATO. SO BENISSIMO CHE I SUOI AVVERSARI NON FURONO DA MENO (NE FECERO RIESUMARE IL CADAVERE PER UNA ESECUZIONE POSTUMA) MA LE FRASI DI CROMWELL - DECONTESTUALIZZATE - ESPRIMONO BENE QUELLO CHE GLI ITALIANI SENTONO IN QUESTO MOMENTO.

LE ROI CHARLES VI DIT "LE BIEN-AIME'" OU "LE FOU" EST MORT

Il re Carlo VI di Francia, chiamato in gioventù "le bien-aimé" e negli ultimi anni della sua vita "le fou", morì a Parigi il 21 Ottobre 1422 e fu sepolto nella basilica di Saint-Denis.                                           Nato nel 1368 ed incoronato re a Reims nel 1380, ebbe un regno lunghissimo (42 anni) caratterizzato nella prima fase da equilibrio e pacatezza nella gestione del potere che gli fecero  meritare l'appellativo di "bien-aimé". Man mano però il suo equilibrio psicofisico si deteriorò fino a sfociare in numerosi episodi di follia (sembra schizofrenia). Negli ultimi anni di regno, dopo la battaglia di Azincourt (1415) che si concluse con la disfatta dell'esercito francese di fronte all'esercito inglese, praticamente svendette la Francia all'Inghilterra con il Trattato di Troyes (1420). Siamo in piena guerra dei Cento Anni e Giovanna d'Arco motivò la sua missione in difesa della Francia proprio per rimediare ai guasti prodotti da Carlo VI, ultimo re della dinastia dei Valois.
Io da tempo avevo trovato forti analogie tra le vicende di Carlo VI e quelle dell'"arcorauta".Mi aveva colpito la frase pronunciata da Veronica Lario: "guardate che è malato" e seguendo l'evoluzione dei suoi comportamenti, trovavo continue conferme a questo giudizio.
Nel decennio 2001-2011 il nostro è stato chiaramente affetto da "delirio di onnipotenza". Circondato da cortigiani  senza dignità si era convinto, secondo me, di essere veramente l'unto del Signore, come i re taumaturghi del medioevo (ce lo ricordiamo tutti il colloquio telefonico con Agostino Saccà) di avere un fisico a prova di tutto (del resto non era stato Scapagnini, il suo medico di fiducia ex sindaco di Catania a dire che era praticamente immortale?) di avere in mano tutto e tutti, di poter comperare tutto e tutti, di essere una specie di satrapo orientale dal potere assoluto. Con il "porcellum" teneva sotto scacco i suoi parlamentari, nominati da lui  e non dal popolo, con i soldi teneva legato Bossi, con i soldi comperava ciò che era necessario comperare, fosse un senatore, un giornalista, una olgettina, un calciatore. Aveva in mano i vertici della RAI e poteva emettere editti bulgari e non bulgari, aveva in mano una larga fetta di popolo italiano che ogni tanto nella storia ha bisogno dell'uomo forte o dell'uomo della provvidenza e poteva raccontargli tutte le panzane che voleva. In Italia poteva tutto ma varcato il confine il giudizio su di lui era di disprezzo assoluto. Solamente Putin e qualche altro leader autocratico lo avevano tra i propri sodali. 
Ora l'uomo è giunto al capolinea. Ha fatto dire ad Alfano che è disposto a non candidarsi "per favorire la ricostituzione dell'unità del centrodestra"; ha fatto fare ad Alfano un penoso tentativo di riavvicinamento con Casini che ovviamente ha risposto picche.
La verità è un'altra. Non si ricandida per una serie di ragioni che cercherò di elencare senza alcun ordine di priorità.
Non si ricandida perchè;
a) non ce la fa più fisicamente. Basta osservarlo e si vede che è gonfio, imbottito di farmaci e rigido. E' la maschera di se stesso.
b) non ce la fa mentalmente perché sa benissimo che il suo ciclo è finito e non ci crede più neanche lui
c) i sondaggi sono impietosi e fotografano una realtà impietosa; l'appeal sul suo elettorato non c'è più
d) lo stanno abbandonando tutti perché questo è il destino di chi ha affermato la leadership come l'ha affermata lui
e) perché nessuno lo vuole più nè all'interno nè, soprattutto, all'estero
f) perchè anche il vaticano con il cinismo che gli è proprio gli ha voltato le spalle
g) perché è caduto il velo ed è emersa impietosa la realtà: quella di un uomo di quasi ottanta anni che fino a pochi mesi fa si credeva un giovane pieno di energie con tutta la vita davanti e che ora tutto di un colpo si accorge che la vita è quasi tutta dietro.
Non lo vedo granché bene e sinceramente non me ne importa niente visto che lascia dietro di se solo macerie, morali e materiali, e visto che da sempre avevo previsto che sarebbe finita così
Lo vedo come un uomo solo che dovrà andare in giro per tribunali a dimostrare che "lui era davvero convinto che Ruby era la nipote di Mubarak" o a spiegare perché ha dato tanti soldi a Dell' Utri  o a rispondere sul ruolo che ha avuto nei mesi del passaggio dalla prima alla seconda Repubblica. Sta cercando un salvacondotto: spero che non glielo diano. Il  sipario scende qui. Per il futuro di lui si occuperanno gli storici, le cronache si  limiteranno ad occuparsi  delle sue vicende di cronaca

lunedì 8 ottobre 2012

DR. WHY - CHI ERA COSTUI

Il primo ottobre è iniziata la nuova stagione di gare del "Dr.Why" che si concluderà il 30 Settembre 2013. Chi è o cosa è "Dr.Why"? E' una gara di quiz che si gioca in oltre 500 locali in tutta Italia (pubs, birrerie bar, circoli sportivi, discoteche). I giocatori si organizzano in squadre, si danno un nickname (io mi sono chiamato LUIGI XIV non tanto per eccesso di immodestia quanto perché ero praticamente sicuro che nessuno ci aveva pensato)
La gara consiste nel rispondere, dotati di una pulsantiera con cinque opzioni ( A, B, C, D, E,), a 45 domande di cultura generale, prove di prontezza di riflessi, prove di capacità mnemoniche ecc.. Una fase di 25 domande un intervallo di 5 minuti e una seconda fase di 20 domande. Il punteggio ad ogni risposta sarà tanto più alto quanto più velocemente la risposta sarà stata data. C'è la possibilità di non dare alcuna risposta (in tal caso nessun punto ma nemmeno un punteggio negativo). Se la risposta è sbagliata si avrà un punteggio negativo
Alla fine di questa fase ogni squadra ha maturato un punteggio e una classifica che vengono pubblicate sul sito del Dr.Why il giorno dopo. Ma la vera classifica sono i "punti web". Il computer rielabora con un algoritmo che tiene conto di rapidità di risposte, percentuale di risposte esatte , percentuale di non voto la gara di ognuno. E quindi sui punti web viene elaborata una classifica mensile con premi per i migliori risultati.
La serata di gioco però non finisce con la prima fase. I primi 8(in genere)passano direttamente in finale, gli altri fanno un ripescaggio su 6 domande. I primi 8 del ripescaggio fanno con i primi 8 una gara finale su 16 domande che è ricco di suspense.
Io ho scoperto Dr. Why da poco tempo e di fatto ieri sera ho iniziatola mia prima stagione. Mi diverto anche perché le classifiche possono variare rapidamente nel corso di poche domande. Faccio un esempio: ieri sera dopo 35 domande occupavo il secondo posto, poi ho avuto un cedimento e mi sono piazzato ottavo. E ritengo più gratificante passare due ore a giocare a Dr.Why che a guardare i programmi sempre  più melensi, tranne pochi esempi, che ci propinano le televisioni, sia i tre canali del servizio pubblico, sia i canali commerciali.
Per maggiori informazioni andate sul sito.

ALCUNE RIFLESSIONI A MARGINE DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO TENUTASI A ROMA IN DATA 6 0TT0BRE

Il Partito Democratico ha tenuto sabato a Roma una importante assemblea nazionale che doveva prendere decisioni in merito alle regole delle "primarie"e alle modalità di esercizio del diritto di voto nelle primarie stesse. Una prima riflessione: il  segretario Bersani ha proposto lui stesso una modifica all'articolo 18 dello Statuto del Partito, modifica che, approvata da 575 delegati, consente al sindaco di Firenze Renzi e a chiunque lo voglia di presentare la propria candidatura. L'articolo 18 - lo ricordo - individuava nel Segretario del Partito il "naturale" candidato premier. Io non definirei "un gesto di generosità" la decisione di Bersani. Piuttosto un gesto di saggezza e di lungimiranza di cui gli va dato apertamente  atto. Perché nel PD, pur con tutti i difetti che ha, si discute e si vota, come ha riconosciuto anche Antonello Caporale nell'editoriale di domenica sul "Fatto Quotidiano"
Mi trova invece perplesso il fatto che per votare alle primarie gli elettori dovranno sottoscrivere un appello pubblico e iscriversi all'albo degli elettori. A parte le modalità tecniche (si voterà nelle sedi dei partiti o anche ai gazebo? la possibilità di iscriversi come sarà regolata?) la norma dovrebbe servire ad evitare infiltrazioni di persone rappresentanti interessi e partiti diversi se non incompatibili, come a Napoli, Palermo, ed in altri importanti centri, è avvenuto alle ultime elezioni. Io, proprio per questo, sono invece del parere che l'accesso al voto dovrebbe essere consentito ai soli iscritti. Si perde - lo riconosco -la possibilità di allargare la platea dei simpatizzanti e di coinvolgere un maggior numero di persone, ma ritengo che il pericolo delle infiltrazioni sia superiore e più grave e il PD non può correre il rischio di condizionamenti o di sospetti di condizionamenti.
Sono invece ovviamente favorevole al doppio turno e al fatto che al secondo turno possa votare solamente chi ha votato nel primo. Sempre con la finalità di ridurre al minimo i rischi di condizionamenti esterni. Come, altrettanto ovviamente, sono favorevole alle primarie di coalizione.
Fatte queste premesse, confesso che non mi scalda più di tanto la "gara" Bersani/Renzi e degli altri come la Puppato che vorranno mettersi in gioco.
Credo che sia molto più importante fare il punto, invece, su quello che il Partito è oggi nell'Italia 2012, sui chiari e sugli scuri di una esperienza che ormai si sviluppa da cinque anni (il partito è stato fondato il 14 Ottobre 2007), sul ruolo che il PD è chiamato a svolgere e oggettivamente svolge  nel Paese
Quando il PD è nato ed ho deciso di iscrivermi, al Partito chiedevo essenzialmente tre cose, non per me- io non ho bisogno di niente - ma per il Paese e per le nuove generazioni:
a) che diventasse il contenitore solido di tutte le forze che si riconoscono nei principi dell'89:"libertè, egalité, fraternitè" sinteticamente chiamate "progressiste". E che partisse dalle esperienze feconde delle forze cattoliche, socialiste, laiche, per guardare avanti e costituire un saldo punto di riferimento per i cittadini.
b) che avesse una linea di politica economica "oggettivamente" di sinistra. Io intendo "di sinistra" tutte quelle idee, quelle posizioni, quelle politiche, che "concretamente" operano per il benessere di strati di popolazione il più larghi possibile. Quindi  niente utopie se non come atteggiamento mentale ed "economia di impresa in un contesto di responsabilità sociale della impresa stessa."
c) che ponesse " la questione morale" al centro di tutto perché ritengo - e lo ripeterò fino allo sfinimento - che non c'è alcuna misura di politica economica, alcun "salvatore della Patria" che possano assicurare "concretamente" la realizzazione dei principi che ho sopra enunciato se chi governa non ha senso dello Stato e se non concepisce la politica come "servizio" alla polis.
Ora possiamo dire che questi obbiettivi sono stati raggiuunti? No, se riflettiamo con animo sereno e senza retropensieri, oggettivamente no o perlomeno solo in parte.
a) il contenitore non è per niente solido e subisce continuamente scossoni sia dall'interno che dall'esterno che rischiano continuamente di romperlo. Le forze che componevano il partito allo stato nascente non si sono per niente fuse e troppi sono ancora gli ancoraggi al precedente modo di essere e di pensare in politica. Per fortuna alcune persone che erano "incompatibili" con i valori del Partito non ci sono più (penso una per tutti alla Binetti) ma il lavoro da fare é ancora tanto
b) la linea di politica economica oscilla tra vecchie utopie e visioni divaricate circa "il da farsi". Oggettivamente tra le posizioni di Fassina e quelle di Ichino, tanto per fare un esempio, c'è un abisso. Ma, comunque, la visione non é chiara  e la percezione del futuro è confusa tanto è vero che non si è compreso fino in fondo e per tempo dove l'Italia stava precipitando sotto la "gestione" Berlusconi/Tremonti.  e non si è suonato per tempo l'allarme. Non perdonerò mai ai massimi  dirigenti del partito, in primis a Dalema, di non aver capito chi Berlusconi fosse e chi rappresentasse, che con Berlusconi hanno cercato "l'inciucio", che non hanno preso le distanze subito e"senza se e senza ma"
c) la questione morale. Anche se c' un abisso tra il livello morale del PD e dei suoi esponenti  e quello del PDL e dei suoi esponenti, e in queste ultime settimane abbiamo avuto numerose e vergognose conferme di ciò, si deve purtroppo riconoscere che anche il PD non è stato immune da grosse responsabilità. Sul caso Penati il partito è stato incerto e balbettante e Lusi era il tesoriere della Margherita, non di altri. Ci sono poi tantissimi episodi minori di quanto vado dicendo.
Il bilancio quindi non è positivo come avrebbe potuto e dovuto essere. Ciò detto, reputo comunque il PD l'unica forza organizzata e responsabile che possa assumere la guida del Paese sulle macerie morali e materiali del "berlusconismo".
Quindi dopo le elezioni politiche della primavera prossima, governo sì politico espressione delle forze che avranno avuto il consenso dei cittadini sovrani,( ed il PD dovrebbe confermarsi come il primo partito) ma la guida del governo dovrà essere lasciata per tutto il tempo necessario a chi ha il necessario prestigio internazionale che rassicuri gli altri partners dell'Unione e i mercati.
In Italia ci sono tre persone che possiedono queste caratteristiche: Draghi, Prodi e Monti. Guarda caso tre economisti.
Draghi sta bene alla BCE, per ora, Prodi va bene per il Quirinale, per il governo rimane Monti.
Questo Bersani - che vincerà le primarie del centrosinistra - dovrà capirlo e lo capirà.
E smettiamola di di re che Monti fa una politica di destra. Monti ha preso il Paese sull'orlo del precipizio e con la febbre a quaranta. E' stato voluto essenzialmente dai nostri partners che hanno fatto pressioni indicibili perché fosse avvicendato il "bien-aimé. Ed io confido che superata l'emergenza,(ma i conti dovranno essere monitorati continuamente) il governo Monti sarà in grado di prendere, e questo entro breve, le misure per un riequilibrio economico e sociale. Come?
a) con la lotta all'evasione sul fronte delle entrate( è stata sottovalutata a mio avviso la norma che impone alle banche di inviare alla Agenzia delle entrate gli estratti conto di noi tutti.) Già si parla di un primo "tesoretto". Io confido, anzi ne sono certo, che sul fronte della lotta all'evasione avremo nei prossimi mesi riscontri estremamente positivi
b) con una severa applicazione dei principi di deficit spending- Anche su questo fronte penso che dopo il primo impatto brutale che è servito se non altro ad iniziare a schiodare vecchie e radicate sacche di privilegio - avremo una ripartizione più equa dei carichi e della distribuzione delle risorse.
c) quanto alla questione morale, sottolineo che l'unica cosa di cui è stato accusato finora Monti è quella di aver cenato a Palazzo Chigi il 31 Dicembre scorso.............utilizzando il gas e la luce del popolo sovrano (per il cibo la signora Monti era invece passata in rosticceria e aveva pagato con la sua carta di credito). Se ben ricordo è una delle tante idiozie del chirurgo-mascellare delle valli bergamasche.
Quindi la mia linea è chiara: severità e rigore sui conti perché solo con i conti a posto si può fare una vera politica sociale, intransigenza sulla questione morale, sostegno al PD e all'interno del PD alle forze più responsabili, Monti alla guida del Paese finché sarà necessario, Prodi al Quirinale come garante della difesa delle Istituzioni
Ma di tutto questo avremo modo di parlare ampiamente nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. 


sabato 6 ottobre 2012

IL FORTE RICHIAMO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ALLA QUESTIONE MORALE

Il Presidente della Repubblica ieri in un discorso ad Assisi ha fatto un forte richiamo alla questione morale come centrale per il futuro del Paese ammonendo e richiamando "la politica" ad  un immediato ritorno a comportamenti etici nell'attività di governo, sia in quella di governo nazionale che di amministrazione di enti territoriali periferici.
Ho apprezzato in modo particolare l'intervento in quanto il Presidente ha detto, molto più autorevolmente di quanto  non possa farlo io, quanto sto ripetendo in tutte le salse ed in ogni momento  nei miei articoli fin da quando questo blog è nato. Nessun intervento può essere efficace, nessun salvatore della patria può giungere a risolvere i problemi del Paese se chi governa non ha bene in mente e si comporta di conseguenza che "politica" significa "governa della polis per il bene della polis."
Al riguardo mi permetto una sola autocitazione. Nella prefazione al mio libro "Sulla crisi e dintorni"scritta e pubblicata nel Gennaio 2011 scrivevo:"Io, in sintesi,rimango fortemente pessimista anche perché ritengo la questione morale centrale per il futuro del nostro Paese; non mi pare, invece, che sia tra le priorità delle forze politiche presenti in Parlamento".
Nel primo post inserito nel libro, scritto il 3 Marzo 2009, scrivevo:
"La crisi ha poche semplici cause:
...............la totale mancanza di eticità nei comportamenti dei gruppi dirigenti delle Istituzioni finanziarie (in primis banche ed assicurazioni) non solo degli Stati Uniti  ma di tutta la comunità finanziaria internazionale"
In un altro passaggio del medesimo articolo scrivevo: "La crisi, scoppiata negli USA e propagatasi rapidamente in tutto il mondo perché già tutte le economie mondiali erano infettate, è partita come crisi finanziaria, che ha distrutto risparmi, e si è rapidamente trasformata in crisi industriale che ha distrutto, sta distruggendo, distruggerà, LAVORO e posti di lavoro. Come se ne esce: semplicemente eliminando tutte le cause enumerate nei punti precedenti. E' necessario ritornare a comportamenti eticamente corretti, comportamenti monitorati in continuazione da organismi di controllo a vari livelli che debbono sanzionare rapidamente e duramente le anomalie."
Non credo di avere la palla di vetro: sono sufficienti quelle che io chiamo le tre B: buona fede, buon senso e buona conoscenza delle problematiche

giovedì 4 ottobre 2012

EUGENE JONESCO - IL TEATRO DELL'ASSURDO - ROBERTO CALDEROLI

Eugène Jonesco, nato in Romania e naturalizzato francese, è uno dei drammaturghi più noti e importanti del '900. Il suo teatro dell'assurdo ha lasciato un segno nel panorama teatrale del secolo scorso. Alcuni titoli: "La cantatrice calva" (1952), "La leçon"(1951), "Les chaises" (1952), "Rhinoceros" (1960). Il suo teatro è stato chiamato "dell'assurdo" perché tema dominante è l'assurdo che tutto domina e che rende la vita e le azioni umane senza senso.
Come senza senso, assurda e surreale è la ricomparsa alle cronache del noto chirurgo mascellare di origine bergamasca Calderoli. E non perché sia tornato in scena, anche se ne avremmo fatto volentieri a meno, ma perché ritorna, lui che ha dato il nome alla legge elettorale più iniqua e antidemocratica che mai i nostri ordinamenti abbiano mai avuto, non a caso chiamata "porcellum", con una proposta di legge per modificare la legge che lui stesso definì "una porcata"subito dopo averla fatta.
Non si è mai vista in nessun paese del mondo una tale "assurdità", una tale contraddizione in termini, una tale esilarante dicotomia. Lui fa una legge, lui la definìsce una porcata e lui se la smonta? Non si è mai visto in alcuna parte del mondo.
E pensiamo che "costui"è stato senatore, Vicepresidente del senato, ministro della semplificazione ed uno dei dirigenti della Lega più autorevoli ed apprezzati.
Fa sorridere in lui la assoluta mancanza del senso del ridicolo, l'approssimazione con cui affronta i problemi, i riferimenti culturali confusi, il fatto che sia stato definito un "saggio"quando nell'estate del 2004 scrisse la Riforma Federalista in una baita di Lorenzago di Cadore.
Fanno meno sorridere certe altre sue "uscite", come quando comparve in tv  con una vignetta anti -islamica sulla maglietta. Gli 11 morti che ci furono a Bengasi nelle manifestazioni  di protesta sono e restano sulla sua coscenza.
E fa meno sorridere il fatto che il presente ed il futuro del Paese siano stati messi nelle sue mani ed in quelle di personaggi come lui.

mercoledì 3 ottobre 2012

FRANCO FIORITO E IL ROSARIO

Riportano le cronache che Franco Fiorito, alias Batman, raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare (alias mandato di cattura), ha reagito con le seguenti affermazioni:
a) meglio il carcere che il PDL
b) datemi un rosario, voglio pregare
c) rivolto al deputato Alfonso Papa che è andato a trovarlo: come si fa a vivere in 8 metri quadrati, tu che ci sei passato. Risposta dell'onorevole Papa: pregando.
Quanto precede mi da lo spinto per una serie di osservazioni.
a) che il carcere sia meglio del PDL, a quanto dice Fiorito, significa che il PDL è un "luogo" dove vivono individui peggiori di quelli ospitati dalle carceri?
b) è abominevole che certi figuri utilizzino le pratiche religiose come schermo per avvalorare una immagine di loro stessi completamente diversa da quella che emerge dai loro comportamenti. Non poteva pregare  prima, il cattolico Fiorito? Ed il cattolico Papa non poteva scoprire il valore della preghiera "prima"? Tutti questi cattolici che si ricordano solo quando vengono "ingabbiati"di cosa dovrebbe voler dire dichiararsi cristiani-cattolici sono non tollerabili. Ma la gerarchia cattolica non ha niente da osservare?
c) Come si fa a vivere in otto metri quadrati. Si fa, si fa. Ci sono tantissimi italiani che dormono in auto o vanno a dormire al "dormitorio comunale" - a Milano in Viale Ortles - perché hanno perso il lavoro o hanno avuto vicissitudini familiari o hanno cominciato a non farcela più mentre Fiorito & C. rubavano a man bassa soldi pubblici, pubblici nel senso che provenivano da versamenti  di imposte da parte dei cittadini e che a finalità pubbliche erano destinati.
Basta, oltre al danno anche le beffe e l'irrisione. Basta.

lunedì 1 ottobre 2012

ITALIA A DELINQUERE

Sabato  "Il fatto Quotidiano" titolava a nove colonne: "Italia a delinquere" e riportava i seguenti servizi:
- le indagini a Torino in merito a viaggi e vacanze fatti da consiglieri regionali  con soldi pubblici
- indagini dello stesso tipo a Bologna
-le dichiarazioni di Lavitola di essere stato pagato con 500.000 euro dal premier uscito per distruggere politicamente Fini. Le dichiarazioni di quest'ultimo " Berlusconi è un corruttore mi quereli pure se si ritiene diffamato e calunniato."
- "Unicredit e le aziende: la trappola dei derivati"
- Supermanager stipendi salvi; altro che tagli
- "Fumi sulle scuole; mi bruciavano gli occhi" in un servizio da Taranto
Cinque esempi in comparti completamente slegati l'uno dall'altro ma con un comune denominatore: comportamenti "delinquenziali"diffusi trasversalmente nei partiti e nelle persone chiamate ad esercitare la sovranità delegata loro dal popolo e che sembrano essere penetrati nel DNA della classe dirigente del Paese fino ad invaderlo e pervaderlo tutto
Vediamoli singolarmente:
a) sembra proprio che dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, viga un principio da tutti riconosciuto ed accettato: le vacanze estive, le settimane bianche, i viaggi dei consiglieri regionali  provinciali ecc.debbono essere pagati con i fondi pubblici che, invece, dovrebbero servire a offrire servizi alla cittadinanza. Infatti in che mese sono state maggiori le richieste di rimborso accompagnate da semplici autocertificazioni?  Il mese di Agosto, naturalmente. Su questo c è  unanimità.  A Viareggio,da sempre in mano alla sinistra, a Roma, amministrata oggi dal Centro-Destra , a Bologna (ma dove è finita la Bologna civile, laica e progressista che ho imparato a conoscere ed apprezzare negli ormai lontani anni sessanta ?) Dove è finita la tensione morale? ed il gusto e l'orgoglio di appartenere ad organizzazioni nelle quali riconoscersi e trovare condivisione di comportamenti e valori? Tutti a mangiare a sbafo nel Paese dei balocchi.
b) Valter Lavitola (basta guardarlo in faccia e si capisce subito che è un poco di buono), ha dichiarato: Berlusconi mi ha pagato per i dossier su Fini. Questo può destare meraviglia? Assolutamente no. Berlusconi, brianzolo doc, ha fissato un prezzo per tutte le cose. E siccome quasi tutte le cose hanno un prezzo, ha comperato a man bassa, senatori soprattutto quando ce ne è stato bisogno, ed ha comperato"set completi" di ricatti, non esitando a rovinare la reputazione e la vita di tante persone (una per tutte Boffo) pur di raggiungere i suoi fini. Ma allora abbiamo avuto per  Presidente del Consiglio una persona immorale? E perché, non lo avevate ancora capito? In termini tecnici si chiama guerra per bande.
c) UNICREDIT e le aziende: la trappola dei derivati: Argomento di non facile comprensione: Diciamo che nei primi anni del nuovo millennio le banche, soprattutto due (Unicredit e Deutsche Bank) si sono mosse pesantemente  su l mercato vendendo ai loro clienti (aziende e enti pubblici territoriali ) "derivati", strumenti finanziari complessi che, secondo le banche, avrebbero dovuto garantire il cliente da aumenti non controllati dei tassi . Di fatto i clienti si sono trovati con posizioni molto rischiose che in molti casi hanno portato le aziende al fallimento. Ma l'aspetto più grave di tutti gli altri è il fatto che le banche, Unicredit soprattutto, hanno messo in atto un vero e proprio ricatto. O mi sottoscrivi il derivato o ti revoco i fidi.
Con gli enti territoriali l'approccio è stato diverso. Confidando sul fatto che in genere gli assessori al bilancio di comuni, province, regioni, in genere di bilanci capiscono poco e che invece sono estremamente sensibili a scaricare sugli altri problemi e responsabilità, le banche facevano in genere questo tipo di discorso. Voi avete un debito di X a tasso variabile o a vari tassi. Noi ve lo rileviamo ed in cambio vi montiamo una operazione che vi consente di avere meno oneri finanziari nei primi anni che graveranno invece maggiormente sugli ultimi e vi permetterà di avere tassi oscillanti tra un minimo e un massimo (si chiama cilindro in termini tecnici). Una pacchia per gli amministratori che avevano sul breve meno esborsi finanziari compensati poi sul lungo. Ma chi se ne frega. Di doman non c'è certezza, diceva Lorenzo il Magnifico.
d) i Supermanager. Vi ricordate il decreto di fine anno 2011 chiamato "salva Italia"? Ebbene prevedeva un  tetto per lo stipendio massimo dei managers di Stato o di aziende pubbliche di 294.000 euro l'anno. Tutto ok allora, lo dice l'art. 2 comma 20 ter e quater. Mica tanto: andate a leggere il comma 20 quinques. Recita "Le disposizioni si applicano dal primo rinnovo dei consigli di amministrazione successivo alla data di entrata in vigore della leggedi con versione del presente decreto e ai contratti stipulati e agli atti emanati  successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto" Morale: con molta tempestività - una volta tanto - sono stati rinnovati  parecchi consigli di amministrazione e sono stati assunti in fretta parecchi supermanagers che si terranno i loro contratti, e relativi stipendi superiori ai 294.000 euro fino alla scadenza del contratto o fino al prossimo rinnovo (almeno tre anni) del Consiglio di amministrazione" Esempi? Il Direttore Generale della Rai Gubitosi che prende 650.000 euro l'anno o il Presidente di Equitalia Mastrapasqua che ne prende 545.000.
Oplà, con un piccolo trucchetto si "gabba" l'opinione pubblica e la decenza.
e) Fumi sulle scuole: mi bruciano gli occhi:
Tutti sappiamo il dramma che vive la città di Taranto. Se l'Ilva chiude la città va verso la completa "disoccupazione". Vero ma ci sono gravissimi problemi per la saluta pubblica; le emanazioni nocive che vengono dall' Ilva in certi giorni tolgono il respiro e minano la salute degli abitanti, soprattutto vecchi e bambini. Ma per Ferrante neo Presidente dell' Ilva (ex Prefetto ed ex candidato sindaco di Milano per  il Centro sinistra) "non c'è alcuna emergenza sanitaria e vedrete che presenterà delle perizie "addomesticate" che salveranno "capra e cavoli". L'Ilva rimarrà aperta e i cittadini si terranno le puzze ed i conseguenti rischi sanitari
Il sesto elemento ve lo aggiungo io. E' notizia di questa mattina che la fusione dell'INPDAPD e INPS ha fatto emergere  enormi perdite che l'ente previdenziale degli statali aveva in corpo. Meraviglia? Nessuna. L'INPDAPD è stato spolpato negli scorsi anni come non mai. Ne ho scritto a più riprese e l'Ente è stato ampiamente utilizzato da Tremonti per la sua finanza creativa.
E vai, nella Repubblica delle banane con le banane più succose del mondo.