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venerdì 5 aprile 2013

ANCORA SU B ANCA DELLE MARCHE - SETTIMANALE L'ESPRESSO N. 14 DEL 2013

Quest'anno mi sono abbonato all'Espresso - non lo facevo da molti anni - allettato dallo sconto del 78% sul prezzo di copertina (0,63 centesimi invece di 3 euro) e dall'impegno dell'editore di farmi ricevere la mia copia lo stesso giorno dell'uscita in edicola, cioè il venerdì.
Sono abbastanza poco giovane da ricordarmi l'Espresso "lenzuolone" degli anni sessanta che ospitava acutissimi interventi di Guido Carli, che firmava gli articoli  come "BANCOR" (era governatore della Banca d'Italia e non poteva uscire allo scoperto), che era diretto in maniera egregia da Eugenio Scalfari, che costituiva per me, ragazzo di provincia catapultato a Bologna, una ottima  palestra "to open mind".
Sfoglio il numero 14 del 2013 uscito oggi e mi imbatto a pagina 124 in un articolo a firma Carlotta Scorzari dal titolo "L'eredità Bianconi" che sintetizza magistralmente il contenuto dello stesso. Nessuna particolare novità, peraltro; tutte cose già note e stranote. La giornalista Alessandra Pierini segue da mesi la vicenda per "Cronache Maceratesi", altri hanno scritto o commentato; io stesso qui dalla Padania Superiore, ( se volete farvi due risate andate a leggervi il mio post intitolato "De bello padano" del  4 Maggio 2012), non dimentico delle mie radici marchigiane, avendo coperto ruoli anche di rilievo in banca (all'atto della fusione Cassa di Risparmio di Roma- Banco di Santo Spirito il 1 Marzo 1991 fui nominato "Direttore Affari" della sede di Milano del "Nuovo" Banco di Santo Spirito; la direzione era formata dal Direttore della Sede, coadiuvato dal "Direttore Affari" e dal "Direttore Amministrativo") ho dedicato parecchi post alla "mia" banca. Mio padre, che aveva un lanificio di lana cardata ad Ostra, ricordo bene aveva i conti operativi dell'azienda alla "Cassa di Risparmio di Jesi" e alla "Cassa rurale ed artigiana di Ostra". 
Niente di nuovo ma mi permetto di sottolineare tre punti:
- già dal 2007 era emerso che Ricucci aveva fatto pesanti rivelazioni sul direttore generale uscito ma nelle Marche niente si era mosso
- erano già noti i rapporti  del direttore generale e attraverso lui della Banca con la cricca Anemone & c
- l'operazione "Archimede 96" che io dentro di me ho sempre chiamato "il triangolo delle Bermude (Casale - Banca delle Marche - signora Anna Rita Mattia) era già nota da tempo in tutte le sue implicazioni 
E ho l'impressione che ormai, visto che dell'"affaire" BDM hanno parlato quotidiani e settimanali nazionali, vista la buriana che si è scatenata nelle Marche dove la vicenda è seguita con ovvio interesse e con apprensione e dove le fondazioni si stanno attrezzando per la assemblea di fine mese, visti i rilievi di Bankitalia, lo tsunami non possa essere arrestato . Voleranno stracci e grembiulini e si vedrà se ci sono i presupposti perché la banca prosegua regolarmente la sua attività o debba essere commissariata.
Certo è che il mio post del 10 Febbraio lo avevo titolato: "Banca delle Marche - storia di un disastro annunciato." Le cose non si vedono se non le si vuole vedere.
E per finire: Presidente, si è reso conto di cosa significava per Lei firmare quella lettera di manleva di cui tutti parlano?

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