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giovedì 27 ottobre 2011

LA LETTERA

Ho letto la "Lettera" che il nostro Paese ha inviato all'Ue. Mi riprometto di rileggerla e commentarla in un post a parte. Mi riprometto altresì di farne oggetto di discussione con coloro che seguono il mio corso di economia e finanza all'Universiter di Castellanza..
In questa sede mi limito ad osservare che il premier non ha mancato nemmeno questa volta di fare una delle sue gaffes rientrando a pieno titolo sia nella rubrica di questo blog " A face as the ass"(traduzione non necessaria) sia in quella  "Le beatitudini"(Beati i poveri di spirito perchè di essi è il regno dei cieli).
Nel corso dell'intervista che gli è stata fatta dopo il summit ha dichiarato che la Merkel "gli aveva assicurato che non c'era alcun intento denigratorio nella conferenza con Sarkosy" (fin qui una faccia come il ....)ma nel contempo "Le beatitudini". La Merkel lo ha infatti smentito a stretto giro comunicando ai  mass media che non c'era niente da chiarire per cui non ne aveva minimamente parlato con SB. In pratica gli ha dato del bugiardo( lo diceva anche Montanelli)
Ancor più eclatante la giustificazione del fatto che Sarkosy gli ha praticamete voltato le spalle rifiutandosi ostentatamente di salutarlo Sarkò è arrabbiato nero ma mica contro di lui ma per colpa di Bini Smaghi. Il quale parecchie colpe le ha (cfr i post che gli ho dedicato nei giorni scorsi) ma è infantile farlo assurgere a responsabile di tutto
Il cavaliere ha confermato per l'ennesima volta la sua capacità eccezionale di mentire con l'aria più innocente del mondo, di rovesciare con abilità le più diverse situazioni, di vendere "aria fritta" come se fosse oro, nemmeno Vanna Marchi a paragone era riuscita a tanto
E la capacità di redigere e firmare un documento, la lettera, di quattordici pagine (veramente sono 7 ma per meglio apparire è stata utilizzata una spaziatura più ampia del normale) infarcite di nulla, nemmeno una Lettera di intenti, con la presunzione che in Europa sono così fessi che se la bevono. Non se la son bevuta: adesso gli hanno chiesto le date precise entro le quali i vari provvedimenti dovranno diventare operativi. I gatti con il topo. Ma il topo, purtroppo, non è solo lui, siamo tutti quanti noi.

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