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giovedì 5 aprile 2012

TROTE DI FIUME E TROTE D'ALLEVAMENTO

I pescatori più esperti lo sanno bene: c'è una differenza enorme tra le trote di fiume e le trote di allevamento. Le prime sono abituate ad affrontare ogni giorno le correnti impetuose dei torrenti di montagna, a sfuggire alle insidie costituite dagli ami acuminati dei pescatori, a lottare duramente per procurarsi il cibo.La loro carne è gustosa, saporita e consistente..
Le trote d'allevamento, per contro, abituate a vivere in spazi acquatici chiusi e senza insidie, sono più lente, hanno riflessi più appannati, neuroni di più bassa qualità e sinapsi un po' sfilacciate. La loro carne è più molle, meno saporita di quella delle trote di fiume tanto è vero che al mercato costano poco e comunque molto meno delle trote di fiume.Io capisco il "senatur": sapendo benissimo che il Renzo se fosse stato lasciato nel fiume sarebbe annegato  in brevissimo tempo lo ha messo a balia in uno stagno tranquillo e senza vento di cui era direttrice la Rosi Mauro, esponente di punta del "cerchio magico"
Quello che è tragico è che un Paese di 60 milioni di persone, con un glorioso passato, un sistema industriale tra i più importanti del pianeta, che ha dato alla luce Dante, Leopardi, Michelangelo, Marconi, Fermi, Volta, Raffaello, Leonardo, Verdi, Puccini, centro della Chiesa Universale, sia stato in mano a gente come Umberto Bossi, suo figlio Renzo, Calderoli, Borghezio, ad un partito che aveva scelto come tesoriere uno come Belsito che al solo vederlo si capisce subito che è un malavitoso. Berlusconi è uscito di scena quattro mesi fa, Bossi esce di scena oggi. Il Paese ce la può fare ma la discontinuità deve essere assoluta e senza zone d'ombra. La seconda Repubblica è finita:  accompagnamola alla porta di uscita senza rimpianti.

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